ADV Finance https://advfinance.eu/ Prodotti finanziari Wed, 16 Jul 2025 09:40:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://advfinance.eu/wp-content/uploads/2020/07/favicon.png ADV Finance https://advfinance.eu/ 32 32 Posso avere un prestito se sono segnalato in CRIF? Ecco la soluzione https://advfinance.eu/blog/lavoro/segnalazione-al-crif-e-soluzione/ https://advfinance.eu/blog/lavoro/segnalazione-al-crif-e-soluzione/#respond Tue, 15 Jul 2025 08:29:19 +0000 https://advfinance.eu/?p=1888 Se ti è capitato di richiedere un prestito e ricevere un rifiuto, potresti essere stato segnalato in passato come un “cattivo pagatore” nella banca dati del CRIF. Ma cosa significa esattamente? Come funziona il sistema delle segnalazioni e, soprattutto, quali possibilità hai per ottenere comunque un finanziamento? In questo articolo cerchiamo di rispondere a queste […]

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Se ti è capitato di richiedere un prestito e ricevere un rifiuto, potresti essere stato segnalato in passato come un “cattivo pagatore” nella banca dati del CRIF. Ma cosa significa esattamente? Come funziona il sistema delle segnalazioni e, soprattutto, quali possibilità hai per ottenere comunque un finanziamento? In questo articolo cerchiamo di rispondere a queste domande con chiarezza.

Cos’è il CRIF e perché è così importante?

Il CRIF (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria) è una società privata che raccoglie e gestisce le informazioni relative ai rapporti di credito di privati e aziende. Ogni prestito richiesto o ottenuto viene registrato, insieme all’andamento dei pagamenti: se paghi puntualmente, se hai avuto ritardi, se la richiesta è stata rifiutata.

Sulla base di questi dati viene determinato il cosiddetto merito creditizio, un indicatore che banche e finanziarie consultano per valutare se concedere nuovi prestiti. È facile capire, quindi, quanto sia importante avere una posizione regolare.

Quando si viene segnalati come “cattivi pagatori”

Una segnalazione negativa al CRIF può scattare già dopo due rate consecutive non pagate di un prestito o di un mutuo. Non si tratta di una punizione, ma semplicemente di un’informazione che viene condivisa tra gli istituti di credito per valutare l’affidabilità dei clienti.

La segnalazione rimane visibile per un periodo che può variare da 12 a 36 mesi, a seconda della gravità del ritardo. Anche se il debito viene saldato, la traccia della segnalazione rimane per un certo periodo. E questo spesso rende difficile ottenere un nuovo prestito.

Come accedere comunque al credito: la cessione del quinto

Essere segnalati al CRIF non significa essere esclusi per sempre dal credito. Esiste una forma di finanziamento pensata proprio per chi ha difficoltà ad accedere ai prestiti tradizionali: la cessione del quinto.

Questa formula è riservata a lavoratori con contratto stabile e a pensionati, perché la rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione, senza passaggi intermedi. Il vantaggio è duplice: da un lato è una soluzione sostenibile, perché l’importo della rata non può superare il 20% dello stipendio netto; dall’altro è più sicura, perché riduce il rischio di ulteriori ritardi nei pagamenti.

Anche chi ha avuto segnalazioni al CRIF, protesti o difficoltà passate può accedere alla cessione del quinto. In molti casi è l’unica via per ottenere un nuovo prestito senza ulteriori garanzie.

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Si può fare la surroga della cessione del quinto? https://advfinance.eu/blog/cessione-del-quinto/surroga-cessione-quinto-possibile/ https://advfinance.eu/blog/cessione-del-quinto/surroga-cessione-quinto-possibile/#respond Fri, 08 Jul 2022 13:44:14 +0000 https://advfinance.eu/?p=1195 Molte persone che hanno una cessione del quinto in corso si chiedono se sia possibile fare la surroga, come accade spesso con il mutuo. Se hai dei dubbi, e hai bisogno di cambiare la tipologia del finanziamento, le rate, l’importo o la durata, scopri tutte le informazioni sulla surroga e la cessione del quinto. Che […]

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Molte persone che hanno una cessione del quinto in corso si chiedono se sia possibile fare la surroga, come accade spesso con il mutuo. Se hai dei dubbi, e hai bisogno di cambiare la tipologia del finanziamento, le rate, l’importo o la durata, scopri tutte le informazioni sulla surroga e la cessione del quinto.

Che cos’è la surroga?

Dal punto di vista del significato, per surroga si intende la sostituzione di una cosa o di una persona con un’altra, che abbia delle funzioni o delle caratteristiche simili. In campo finanziario, la surroga è molto diffusa. Con questa operazione, ad esempio, è possibile cambiare il mutuo sulla casa. Si può sostituire, ad esempio, la finanziaria o la banca che ha concesso il mutuo, gratuitamente con costi molto bassi, ottenendo delle condizioni più convenienti.

Alternative alla surroga: il rinnovo della cessione del quinto

Dal punto di vista tecnico, non è possibile fare la surroga se si ha la cessione del quinto come accade con i mutui sulla casa.

Cioè, non è possibile rivolgersi all’ente finanziario per negoziare le condizioni o cambiare l’istituto per avere dei tassi più convenienti oppure per cambiare la durata del prestito. Esiste però la possibilità, prevista dalla legge, di rinnovare la cessione del quinto.

Questa operazione è prevista dalla legge italiana, e permette di estinguere il finanziamento esistente e di aprirne un altro contestualmente, potendo cambiare sia la rata che la durata del finanziamento, oltre che l’importo. Infatti, molte persone decidono di fare il rinnovo della cessione del quinto per avere nuova liquidità, continuando comunque ad avere tutti i vantaggi di questa tipologia di prestito. Vediamo come funziona il rinnovo della cessione del quinto.

Come funziona il rinnovo della cessione del quinto?

Tramite il rinnovo della cessione del quinto, si chiude anticipatamente il finanziamento in corso, e si apre un nuovo finanziamento. In questo modo è possibile avere liquidità aggiuntiva, pur mantenendo il prelievo del quinto dello stipendio o della pensione a monte.

Il rinnovo della cessione del quinto questo può essere richiesto da chiunque abbia in corso questo prestito, quindi i dipendenti privati e pubblici e i pensionati. Per quanto riguarda i pensionati, però, il rinnovo del quinto viene concesso fino a ottant’anni.

Inoltre, per quello che riguarda i dipendenti che stanno per andare in pensione, anche questi potrebbero avere difficoltà nel rinnovare la cessione del quinto: conviene aspettare e andare in pensione per chiedere una cessione del quinto con addebito direttamente sulla pensione.

Tra i vantaggi principali del rinnovo della cessione del quinto vi è il fatto che è possibile avere un tasso di interesse più basso, e liquidità in tempi rapidi, anche perché, in caso di esito positivo, i tempi di accettazione sono molto brevi e i soldi si ricevono direttamente sul proprio conto corrente.

La procedura e le condizioni per rinegoziare la cessione del quinto

Il rinnovo del quinto è una procedura che prevede dei termini molto precisi. In particolare, è possibile rinnovare la cessione del quinto soltanto dopo aver pagato il 40% delle rate del finanziamento originario.

L’unica eccezione riguarda i finanziamenti che durano 5 anni o di meno. In questo caso, è possibile chiedere l’estinzione anticipata e una nuova cessione del quinto anche prima, a patto che la nuova cessione duri 10 anni, e che chi chiede questo prestito non abbia mai fatto in precedenza un finanziamento che dura 10 anni.

Come si chiede il rinnovo della cessione del quinto?

Si può rinnovare la cessione del quinto con la propria finanziaria, sia di persona che inviando una richiesta online. I documenti richiesti sono gli stessi di una cessione del quinto tradizionale e quindi bisogna consegnare l’ultima busta paga, oppure l’ultimo cedolino della pensione, la carta d’identità, il codice fiscale e il CUD relativo all’anno precedente a quello in cui si fa la richiesta.

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Rinegoziare la cessione del quinto: cosa significa https://advfinance.eu/blog/cessione-del-quinto/cessione-quinto-come-rinegoziarla/ https://advfinance.eu/blog/cessione-del-quinto/cessione-quinto-come-rinegoziarla/#respond Fri, 08 Jul 2022 13:38:07 +0000 https://advfinance.eu/?p=1192 La cessione del quinto è una tipologia di finanziamento riservata a dipendenti, pubblici o privati, e ai pensionati. Questo finanziamento può essere concesso anche a chi ha una storia di cattivo pagatore, o che ha subito dei pignoramenti, e la rata del finanziamento viene prelevata direttamente dal datore di lavoro o dalla pensione, e perciò […]

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La cessione del quinto è una tipologia di finanziamento riservata a dipendenti, pubblici o privati, e ai pensionati. Questo finanziamento può essere concesso anche a chi ha una storia di cattivo pagatore, o che ha subito dei pignoramenti, e la rata del finanziamento viene prelevata direttamente dal datore di lavoro o dalla pensione, e perciò presenta diversi vantaggi, tra cui la possibilità di una somma di denaro liquido per affrontare spese impreviste o fare degli acquisti.

Rinegoziare la cessione del quinto, o chiedere il rinnovo, è un’operazione finanziaria con cui si estingue il finanziamento precedente e si riceve l’erogazione di un nuovo finanziamento: ecco perché si chiama anche rinnovo della cessione del quinto.

Quali sono i vantaggi della rinegoziazione della cessione del quinto?

Il rinnovo della cessione del quinto permette di ottenere una somma di denaro aggiuntiva, perché la durata del finanziamento si allunga. È possibile rinegoziare la durata, l’importo della rata, le spese per gli interessi e quelle per l’istruttoria, e anche l’importo del finanziamento.

Inoltre, si può rinegoziare la cessione del quinto anche presso un ente finanziario o una società diversa da quella precedente. In generale, la rinegoziazione della cessione del quinto permette di ricevere un importo uguale alle rate versate fino al momento della rinegoziazione, a cui però bisogna aggiungere i costi per l’apertura della nuova pratica.

Rinnovo della cessione del quinto: cosa dice la legge

Non sempre è possibile rinegoziare la cessione del quinto: vi sono dei requisiti e degli importi variabili in base alla durata del finanziamento già stipulato.

Come il finanziamento precedente, anche la rinegoziazione della cessione del quinto deve avere gli stessi requisiti. Quindi, ad esempio, può essere richiesta soltanto dai dipendenti, o dai pensionati. Inoltre, la legge 180 del 1950 che disciplina la stipula del contratto di cessione del quinto è molto precisa sulle condizioni per rinegoziare la cessione.

Nello specifico, prima di chiedere un rinnovo bisogna aver già versato un determinato numero di rate, e, se chi chiede la rinegoziazione è prossimo al pensionamento, è necessario aspettare la pensione per rinegoziare la cessione del quinto.

Quando si può chiedere la rinegoziazione della cessione del quinto?

Per poter rinegoziare la cessione del quinto, bisogna aver pagato almeno il 40% del debito. Per esempio, se il primo contratto con la cessione del quinto dura 10 anni, si può rinegoziare la cessione soltanto dopo aver pagato le rate dei primi 4 anni.

Qui di seguito una tabella che spiega in dettaglio le rate che devono essere saldate prima di rinegoziare la cessione del quinto:

Durata del primo finanziamentoRate che devono essere state pagate
120 mesi     48
108 mesi     44
96 mesi       39
84 mesi       34
72 mesi       29
60 mesi       24
48 mesi       19

Cosa succede nel caso in cui il finanziamento precedente andasse dai 2 ai 5 anni? In questo caso si può rinegoziare la cessione del quinto anche prima di aver pagato il 40% delle rate, rispettando due condizioni:

  • Chi richiede la negoziazione del quinto non deve mai avere avuto in precedenza un contratto con cessione del quinto della durata di 10 anni;
  • Il nuovo prestito ottenuto con la rinegoziazione deve durare 10 anni (120 mesi).

La procedura per rinegoziare la cessione del quinto

Prima di rinegoziare la cessione del quinto, è necessario chiedere alla banca o alla finanziaria il conteggio estintivo. Si tratta di un documento che contiene tutte le spese della rinegoziazione, tra cui ad esempio la penalità che si paga per l’estinzione anticipata.

Inoltre, è importante verificare l’importo delle spese per l’apertura del nuovo finanziamento, e le rate della polizza assicurativa che è obbligatoria. Le rate dell’assicurazione, già versate per il finanziamento che si sta estinguendo, devono essere rimborsate in un’unica soluzione quando si rinegozia la cessione.

Per quanto riguarda invece la procedura vera e propria, è molto simile a quella prevista per l’apertura di una prima cessione del quinto. Quindi è sufficiente portare di persona i documenti richiesti, oppure chiedere un preventivo gratuito da inviare tramite il sito della finanziaria online. I documenti comprendono quelli di identità, tra cui la tessera sanitaria e la carta di identità, e quelli che attestano i redditi: ad esempio, l’ultima busta paga, il CUD e il cedolino della pensione.

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Che cos’è la quota cedibile della pensione https://advfinance.eu/blog/pensioni/quota-cedibile-pensione-cose-come-calcolarla/ https://advfinance.eu/blog/pensioni/quota-cedibile-pensione-cose-come-calcolarla/#respond Fri, 08 Jul 2022 13:32:15 +0000 https://advfinance.eu/?p=1189 La cessione del quinto è una tipologia di finanziamento che presenta diversi vantaggi e che può essere richiesta dai dipendenti pubblici, dai dipendenti privati e dai pensionati. Nello specifico, sono necessari diversi documenti e requisiti per consentire a chi ha una pensione di chiedere questo tipo di finanziamento. In particolare, i documenti comprendono anche la […]

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La cessione del quinto è una tipologia di finanziamento che presenta diversi vantaggi e che può essere richiesta dai dipendenti pubblici, dai dipendenti privati e dai pensionati. Nello specifico, sono necessari diversi documenti e requisiti per consentire a chi ha una pensione di chiedere questo tipo di finanziamento. In particolare, i documenti comprendono anche la quota cedibile della pensione.

La quota cedibile della pensione è un documento necessario per i pensionati che hanno bisogno di un prestito tramite la cessione del quinto. Si tratta di un attestato che viene rilasciato dall’ente previdenziale; quindi, ad esempio INPS o INPDAP, e indica la rata massima che un pensionato può ottenere con la cessione del quinto sulla base della sua pensione netta.

Come si calcola la quota cedibile di una pensione?

Premesso che il calcolo viene fatto direttamente dall’istituto pensionistico, è utile sapere come viene effettuato. Si tratta di un processo abbastanza semplice e rapido. Ecco i passaggi:

  • La cifra su cui si calcola la quota cedibile è la pensione netta mensile. Questo importo si divide in 5 parti, e si ottiene il 20%, cioè il quinto. Quindi, se ad esempio la pensione è di 2.000 €, dividendo questo importo per 5 si ottiene una cifra di 400€;
  • Si sottrae poi il quinto dalla pensione netta: in questo caso, basta sottrarre 400 da 2000 per ottenere 1.600 €;
  • Infine, la cifra ottenuta si confronta con l’importo della pensione minima. Questo dato è molto importante, perché il quinto ottenuto non deve superare l’importo minimo mensile, stabilito dalla legge, che garantisce una vita dignitosa. Quindi, se la retribuzione senza la cessione del quinto è più alta della pensione minima, è possibile richiedere il prestito con la cessione del quinto.

Quali sono gli elementi contenuti nella quota cedibile della pensione?

La quota cedibile della pensione è un vero e proprio attestato, che presenta diversi elementi, essenziali per richiedere un prestito con la cessione del quinto. In particolare, questo attestato contiene eventuali altre cessioni del quinto già in corso, e di conseguenza la presenza di una quota cedibile, con la data della fine del finanziamento.

La quota cedibile della pensione contiene inoltre il numero di quote cedibili che sono state rilasciate al pensionato. Questo elemento è molto importante, perché il pensionato può aver chiesto una prima quota cedibile ad un ente finanziario, e desidera richiedere una seconda ad un altro istituto di credito.

Infine, il dato più importante: la quota cedibile vera e propria, che rappresenta l’importo massimo da versare mensilmente per la cessione del quinto.

Ricordiamo che il nome cessione del quinto deriva dal fatto che l’importo massimo della rata mensile da pagare per il finanziamento non deve superare un quinto della pensione disponibile, quindi il 20%.

Come succede per gli altri destinatari della cessione del quinto? Anche in questo caso la rata viene prelevata direttamente dall’ente erogatore, quindi in questo caso dall’INPS o dall’INPDAP.

Come si richiede la quota cedibile della pensione?

Per avere la quota cedibile della pensione bisogna fare una richiesta online, oppure recarsi di persona e alla sede più vicina dell’istituto che eroga la pensione, come per esempio l’INPS.

Questo documento richiede tempi brevi per l’elaborazione, infatti spesso viene consegnato il giorno della richiesta. La quota cedibile della pensione è un documento in originale, e permette di fare richiesta di cessione del quinto ad un ente finanziario. Attenzione: con la quota cedibile è possibile fare soltanto il finanziamento della cessione del quinto, e non quella del doppio quinto, cioè la delega di pagamento.

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Prestiti per spese mediche: come ottenerli https://advfinance.eu/blog/prestiti/prestiti-spese-mediche-come-chiederlo-importi-massimi/ https://advfinance.eu/blog/prestiti/prestiti-spese-mediche-come-chiederlo-importi-massimi/#respond Fri, 08 Jul 2022 13:24:18 +0000 https://advfinance.eu/?p=1186 I prestiti per spese mediche sono un modo molto vantaggioso per ottenere del denaro liquido da destinare alla salute mentale e fisica. Vi sono diverse tipologie di prestiti che permettono di affrontare spese mediche per te e per la tua famiglia, ad esempio cure dentistiche, interventi chirurgici, visite specialistiche, ma anche trattamenti di bellezza e […]

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I prestiti per spese mediche sono un modo molto vantaggioso per ottenere del denaro liquido da destinare alla salute mentale e fisica. Vi sono diverse tipologie di prestiti che permettono di affrontare spese mediche per te e per la tua famiglia, ad esempio cure dentistiche, interventi chirurgici, visite specialistiche, ma anche trattamenti di bellezza e interventi di chirurgia estetica.

Le casistiche più comuni per cui gli italiani chiedono un prestito per spese mediche riguardano le operazioni chirurgiche, i trattamenti riabilitativi e fisioterapici, e le spese per l’assistenza alle persone non autosufficienti, per malati, e per le case di cura.

Come chiedere un prestito per spese mediche?

Ci sono varie strade da scegliere per avere denaro liquido da utilizzare per le spese mediche, in base alla tua condizione lavorativa, all’importo che ti serve, e alle garanzie che puoi offrire all’ente finanziario.

Le modalità più comuni per avere un finanziamento in tempi veloci sono rappresentate dai prestiti personali e dalla cessione del quinto. Si tratta di tipologie molto comuni di credito al consumo, ma ciascuna ha delle caratteristiche diverse. Continua a leggere per scoprire qual è il prestito che fa per te.

I prestiti personali per le spese mediche

I prestiti personali sono una forma di finanziamento non finalizzato. Non sono direttamente collegati all’acquisto di un prodotto o di un servizio, come succede invece per il finanziamento finalizzato.

Sono quindi una scelta ideale per sostenere vari tipi di spese, anche quelle mediche, che si tratti di interventi chirurgici o di spese destinate alla bellezza e all’aspetto estetico. Questa tipologia di prestiti fa parte del credito al consumo, è dedicata ai consumatori privati e non alle aziende o ai liberi professionisti, e per ricevere il denaro non è necessaria l’intermediazione di un ente convenzionato.

Possono richiedere un prestito personale tutti i cittadini italiani che dispongono di una busta paga che hanno tra i 18 e 70 anni, e che non hanno altri finanziamenti in corso le cui rate superano 1/3 dello stipendio.

La cessione del quinto per spese mediche

Per i dipendenti pubblici e privati, e per i pensionati, la cessione del quinto è una tipologia di prestito molto utilizzata anche per pagare spese mediche. Infatti, è possibile ottenere importi fino a 70.000 € con l’addebito della rata mensile direttamente da parte dell’azienda o dell’Inps.

Questo prestito prevede un addebito massimo mensile che non può superare il 20% dello stipendio o della pensione netta, e i finanziamenti possono avere una massima durata di 10 anni. La cessione del quinto può essere concessa anche se si hanno altri finanziamenti in corso, o se in passato si è stati cattivi pagatori.

Per avere maggiore liquidità, è possibile inoltre rinnovare la cessione del quinto prima della scadenza del prestito oppure richiedere la cessione del doppio quinto, che prevede una rata mensile fino al 40% dello stipendio o della pensione mensile.

Come si chiede un prestito per le spese mediche?

È possibile chiedere questi prestiti sia recandosi fisicamente nella sede di un istituto finanziario, che chiedendo un preventivo, gratuito, compilando un modulo sui siti web degli istituti finanziari. Tra i documenti richiesti per il prestito personale è necessario inviare l’ultima busta paga o il cedolino della pensione, la propria carta d’identità, il codice fiscale, e il CUD dell’anno precedente alla richiesta.

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Prestiti per dipendenti pubblici: che cosa sono https://advfinance.eu/blog/prestiti/prestiti-dipendenti-pubblici-requisiti-caratteristiche/ https://advfinance.eu/blog/prestiti/prestiti-dipendenti-pubblici-requisiti-caratteristiche/#respond Fri, 08 Jul 2022 13:14:19 +0000 https://advfinance.eu/?p=1182 I prestiti per dipendenti pubblici sono delle tipologie di finanziamento dedicate, appunto, ai dipendenti di enti pubblici, statali, e parastatali. Questo tipo di prestito presenta diversi vantaggi: in primo luogo, le modalità per ottenere il denaro sono molto veloci e i tassi sono convenienti. Inoltre, non sono richieste delle motivazioni per il finanziamento, e gli […]

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I prestiti per dipendenti pubblici sono delle tipologie di finanziamento dedicate, appunto, ai dipendenti di enti pubblici, statali, e parastatali.

Questo tipo di prestito presenta diversi vantaggi: in primo luogo, le modalità per ottenere il denaro sono molto veloci e i tassi sono convenienti. Inoltre, non sono richieste delle motivazioni per il finanziamento, e gli importi che si possono ottenere possono essere anche molto elevati. Ma di che si tratta? Quali sono i destinatari e i requisiti per ottenere questo tipo di prestito? Scopri in questa guida tutte le caratteristiche del prestito per dipendenti pubblici.

Prestiti per dipendenti pubblici: a chi sono rivolti

I prestiti per i dipendenti pubblici sono rivolti ai seguenti destinatari:

  • dipendenti di un ente pubblico;
  • dipendenti di un ministero;
  • dipendenti di un ente statale;
  • dipendenti di un ente parastatale;
  • dipendenti delle forze armate;
  • dipendenti dell’arma dei carabinieri.

Prestiti per dipendenti pubblici: la cessione del quinto

Tra le tipologie di finanziamento dedicate ai dipendenti pubblici più utilizzate e più vantaggiose vi è la cessione del quinto.

Si tratta di una forma di finanziamento a tasso fisso e con costi molto convenienti. La rata mensile che si paga non deve superare un quinto dello stipendio o del salario che risulta sulla busta paga.

Infatti, l’importo totale che si paga ogni mese non può superare il 20% dello stipendio netto mensile. Questa tipologia di prestito permette di ricevere denaro liquido anche in caso di cattivi pagatori, e l’importo della rata viene prelevato direttamente dall’ente pubblico, prima di ricevere lo stipendio.

Per questo motivo non ci sono rischi di dimenticare o di saltare il pagamento di una rata, ed è possibile anche per rinnovare il prestito in un secondo momento, oppure richiedere un secondo finanziamento tramite la cessione del doppio quinto, anche chiamata delega di pagamento.

Cessione del quinto per dipendenti pubblici: caratteristiche e requisiti

La cessione del quinto per i dipendenti pubblici permette di ricevere fino a 50.000 € con un finanziamento massimo di 120 mesi, ovvero 10 anni. È possibile ottenere questo prestito anche se si hanno altri finanziamenti in corso, ed è possibile anche riunire tutti i prestiti esistenti in un’unica rata mensile.

Per ottenere la cessione del quinto per i dipendenti pubblici, è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • età tra i 18 e 65 anni;
  • contratto a tempo indeterminato con stipendio fisso e continuativo;
  • contratto già attivo al momento della richiesta del prestito;
  • assicurazione sulla vita obbligatoria.

La delega di pagamento per i dipendenti pubblici

Oltre alla cessione del quinto, i dipendenti pubblici possono anche ottenere la delega di pagamento, o doppio quinto. Si tratta di un finanziamento aggiuntivo alla cessione del quinto già esistente, che permette di ottenere una seconda trattenuta sulla busta paga, per un totale complessivo mensile del 40% dello stipendio netto. Questo tipo di prestito, come la cessione del quinto, prevede l’addebito direttamente dal datore di lavoro, che però deve dare un parere favorevole.

Come richiedere un prestito per i dipendenti pubblici

I prestiti dedicati ai dipendenti pubblici, e nello specifico quello tramite la cessione del quinto e la delega di pagamento possono essere richiesti, sia di persona che online, ad istituti finanziari di vario tipo.

La richiesta online è sicuramente più veloce, e soprattutto il preventivo è gratuito. Basta compilare un modulo di richiesta con i propri dati e allegare alcuni documenti necessari per la richiesta, tra cui:

  • La carta d’identità e la tessera sanitaria di chi richiede il finanziamento;
  • l’ultima busta paga;
  • la certificazione unica dipendente (CUD) dell’anno precedente alla richiesta del finanziamento.

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Pignoramento dello stipendio e cessione del quinto: cosa fare? https://advfinance.eu/blog/lavoro/cessione-quinto-pignoramento-stipendio-cosa-succede/ https://advfinance.eu/blog/lavoro/cessione-quinto-pignoramento-stipendio-cosa-succede/#respond Fri, 08 Jul 2022 13:02:37 +0000 https://advfinance.eu/?p=1179 Se hai in corso un prestito con la cessione del quinto e ricevi un pignoramento dello stipendio, probabilmente ti stai chiedendo che cosa fare. In base alla legge, è possibile pignorare uno stipendio anche se c’è una cessione del quinto in corso. Vi sono però limiti, percentuali e caratteristiche molto precisi. Per sapere come comportarsi, […]

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Se hai in corso un prestito con la cessione del quinto e ricevi un pignoramento dello stipendio, probabilmente ti stai chiedendo che cosa fare. In base alla legge, è possibile pignorare uno stipendio anche se c’è una cessione del quinto in corso. Vi sono però limiti, percentuali e caratteristiche molto precisi. Per sapere come comportarsi, è utile prima capire che cos’è la cessione del quinto e che cos’è il pignoramento dello stipendio.

Che cos’è la cessione del quinto

La cessione del quinto è una tipologia di prestito che possono richiedere i dipendenti delle aziende pubbliche e private e i pensionati. Questo prestito prevede un addebito mensile di un importo che non può superare 1/5 dello stipendio o della pensione. La rata viene pagata direttamente dal datore di lavoro alla finanziaria e quindi trattenuta direttamente dalla busta paga.

È una forma di prestito molto vantaggiosa, perché i tassi di interesse sono bassi e viene concessa anche a chi ha un passato da cattivo pagatore. Inoltre, in caso di insolvenza, il rimborso è garantito da un’assicurazione obbligatoria e dalla quota del TFR accumulato in azienda.

Che cos’è il pignoramento dello stipendio?

Il pignoramento dello stipendio è un’esecuzione forzata, stabilita da un giudice. Si tratta di un prelievo forzato di una parte dello stipendio per vari motivi.

Tra le cause che portano al pignoramento dello stipendio rientrano nello specifico tre tipologie, e ciascuna prevede una quota massima che si può prelevare dallo stipendio.

Ecco quali sono:

  • tributi richiesti dallo stato: la quota dello stipendio che si può prelevare è di 1/5;
  • crediti per alimenti: la quota dello stipendio che si può prelevare stabilita dal tribunale;
  • crediti diversi: anche in questo caso la quota massima che si può prelevare è 1/5 dello stipendio.

In tutti i casi, l’importo totale che si può prelevare in caso di pignoramento dello stipendio non deve superare un triplo dell’assegno sociale.

Che cosa succede invece se il pignoramento è dovuto a diverse cause?

Per quanto riguarda i debiti diversi, ad esempio quelli per alimenti in contemporanea a debiti con società finanziarie, è possibile pignorare fino al 50% dello stipendio.

Se invece il pignoramento ha la stessa causa, ad esempio due finanziarie diverse, si attiva il secondo pignoramento. In questo caso, il primo creditore preleva 1/5 dello stipendio, mentre il secondo inizia a prelevare il suo quinto quando il debito con il primo creditore è stato saldato.

Come viene pignorato lo stipendio in presenza di cessione del quinto?

Il pignoramento dello stipendio è possibile anche se si ha una cessione del quinto in corso, nei limiti del 50% della busta paga netta. L’importo su cui si calcola questa percentuale è a sua volta al netto della quota mensile ceduta con il prestito.

Ad esempio, se si percepisce uno stipendio di 1.500 €, la quota mensile della cessione del quinto è di 300 €. La quota di stipendio massimo che si può pignorare è la metà della retribuzione netta, meno la rata della cessione: quindi al massimo 450 €.

Pignoramento dello stipendio: i limiti previsti dalla legge in caso di cessione del quinto

Quando si riceve il pignoramento dello stipendio, questa comunicazione viene inviata non soltanto al dipendente ma anche al datore di lavoro. Il datore di lavoro è obbligato a comunicare al giudice tutti gli importi di cui è debitore nei confronti del dipendente. Tra questi importi rientra il TFR accumulato e anche la rata mensile della cessione del quinto. La quota massima dello stipendio da pignorare viene stabilita dal giudice, in seguito a una valutazione che comprende i debiti e i compensi del dipendente, e limiti minimi per la sopravvivenza, stabiliti ogni anno dall’INPS.

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Il mutuo e la cessione del quinto https://advfinance.eu/blog/cessione-del-quinto/cessione-del-quinto-mutuo-possibile/ https://advfinance.eu/blog/cessione-del-quinto/cessione-del-quinto-mutuo-possibile/#respond Fri, 08 Jul 2022 12:53:09 +0000 https://advfinance.eu/?p=1176 Il mutuo e la cessione del quinto sono entrambe due forme di finanziamento, ma hanno dei requisiti, degli importi mensili da pagare e delle caratteristiche molto diverse. Se hai il mutuo sulla casa, e hai deciso di ottenere denaro liquido con la cessione del quinto o, al contrario, hai già una cessione del quinto sulla […]

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Il mutuo e la cessione del quinto sono entrambe due forme di finanziamento, ma hanno dei requisiti, degli importi mensili da pagare e delle caratteristiche molto diverse. Se hai il mutuo sulla casa, e hai deciso di ottenere denaro liquido con la cessione del quinto o, al contrario, hai già una cessione del quinto sulla busta paga e vuoi comprare una casa con il mutuo, è importante capire se è possibile, quali sono i limiti, e soprattutto in che cosa si differenziano la cessione del quinto e il mutuo.

Che cos’è la cessione del quinto?

La cessione del quinto è un prestito non finalizzato, cioè non è necessaria una motivazione per la richiesta del denaro. È dedicato a dipendenti privati e pubblici e ai pensionati, ed è possibile ottenere dei finanziamenti da un minimo di 2 anni a un massimo di 10 anni, con importi molto elevati che possono raggiungere i 75.000 €.

La rata della cessione del quinto è fissa: non può superare il 20% dello stipendio o della pensione netti. La rata viene prelevata ogni mese direttamente dall’azienda presso cui si lavora o dall’INPS.

Che cos’è il mutuo?

Diversamente dalla cessione del quinto, il mutuo è un finanziamento finalizzato, cioè destinato all’acquisto o alla ristrutturazione di una casa. Per ottenere il mutuo bisogna presentare delle garanzie, ad esempio l’ipoteca su di un immobile. Il denaro ottenuto con il mutuo non può superare di solito l’80% del valore dell’immobile ipotecato. Le rate del muto non possono superare il 30% del proprio reddito disponibile. I tassi di interesse dei mutui sono molto variabili, così come l’importo concesso, in base all’istituto bancario a cui si richiede.

È possibile chiedere la cessione del quinto con un mutuo in corso?

Per sapere se è possibile avere la cessione del quinto con un mutuo, è importante considerare il reddito residuo, cioè al netto dell’importo della rata del mutuo, che è mensile e viene prelevata direttamente dal proprio conto corrente.

La cessione del quinto prevede un addebito del 20% sullo stipendio netto. Se lo stipendio netto, senza la rata del mutuo, rispetta gli importi minimi per la sopravvivenza, allora la richiesta viene accettata.

In caso contrario potrebbe essere necessario rivolgersi ad altre forme di credito come, ad esempio, quella del prestito con garante.

La soglia minima di sopravvivenza è un importo, stabilito dalla legge, che si applica sia agli stipendi che alle pensioni, con cifre che variano di anno in anno. Per sapere se è possibile ottenere la cessione del quinto con il mutuo, ci si può recare di persona agli istituti finanziari, oppure chiedere un preventivo online gratuito.

Vediamo invece che cosa succede nella situazione opposta, cioè se si ha bisogno della cessione del quinto ma si hanno le rate del mutuo da pagare.

È possibile chiedere un mutuo se si ha una cessione del quinto?

Non ci sono delle norme che vietano di chiedere un mutuo con una cessione del quinto in corso. In generale, però, la legge italiana tende a proteggere i lavoratori e a prevenire il sovraindebitamento.

Per questo motivo, anche quando si chiede il mutuo, l’ente effettua un’analisi della situazione finanziaria di chi vuole richiedere questo finanziamento.

Di solito, la rata massima del muto è del 30% dello stipendio o della pensione netta, e, in caso di cessione del quinto presente, l’importo totale del debito mensile arriva al 50% della busta paga.

Se l’importo mensile che resta al netto di queste trattenute supera la soglia della sopravvivenza minima, allora è probabile che il mutuo venga concesso. In ogni caso, le banche valutano caso per caso la possibilità di concedere un mutuo e di stabilire l’importo massimo, così come la durata del finanziamento.

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Prestito non pagato: la figura del garante https://advfinance.eu/blog/prestiti/prestito-non-pagato-conseguenze-garante/ https://advfinance.eu/blog/prestiti/prestito-non-pagato-conseguenze-garante/#respond Fri, 08 Jul 2022 12:39:50 +0000 https://advfinance.eu/?p=1173 Vi sono determinate tipologie di prestiti, ad esempio prestiti bancari e mutui che esigono delle garanzie, cioè delle tutele in caso in cui non si possano più pagare le rate del prestito. Il garante ha il compito di assicurare il recupero del credito, e quindi deve pagare il debito residuo. In  caso contrario rischia il […]

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Vi sono determinate tipologie di prestiti, ad esempio prestiti bancari e mutui che esigono delle garanzie, cioè delle tutele in caso in cui non si possano più pagare le rate del prestito. Il garante ha il compito di assicurare il recupero del credito, e quindi deve pagare il debito residuo. In  caso contrario rischia il pignoramento dei propri beni.

Che cosa succede al garante se chi ha contratto il prestito non riesce più a pagarlo? Scopriamo la figura del garante, le tutele previste dalla legge, e i rischi di questa figura.

Chi è il garante di un prestito?

Anche se spesso si tende a scegliere come garante una persona di fiducia, come un amico, un parente o un familiare stretto, dal punto di vista dei requisiti non è importante il grado di parentela ma la solidità finanziaria di chi fa il garante.

Quindi, ad esempio, il garante deve avere un patrimonio consistente, e dimostrare di essere in grado di saldare il debito in caso di insolvenza.

Possono essere pertanto richieste documentazioni sul reddito e sul patrimonio, e in generale, il garante deve offrire affidabilità e liquidità necessarie per saldare i debiti. Come il titolare del finanziamento, anche il garante può essere soggetto al controllo da parte della Centrale Rischi, per verificarne la storia creditizia.

Quali sono i rischi del garante?

I rischi in caso di rate non pagate sono per il garante molto simili a quelle della persona che ha chiesto il finanziamento, anche se vi sono comunque delle tutele.

Come il titolare del finanziamento, ad esempio, anche il garante può vedersi pignorati i propri beni, può essere convocato dal tribunale penale, e può essere segnalato ai sistemi di informazioni creditizie come cattivo pagatore, con la conseguenza di non poter accedere ad altri finanziamenti, esclusa la cessione del quinto.

Quali sono i diritti del garante?

Vi sono delle situazioni in cui il garante non è tenuto a pagare il debito. Ecco quali sono:

  • Se il titolare del finanziamento recide il contratto, il garante non è tenuto a versare le rate residue;
  • Se il finanziamento viene modificato, ad esempio con una negoziazione o con una liquidità maggiore e il garante non riceve comunicazione scritta di questi cambiamenti da parte della finanziaria, non è tenuto a pagare le rate;
  • Il garante può non pagare le rate, se la finanziaria che deve riscuotere il credito non ha svolto prima tutte le azioni necessarie nei confronti del titolare del finanziamento per recuperare gli importi;
  • Il garante ha il diritto di recedere dalla garanzia, inviando all’istituto di credito una raccomandata o un messaggio tramite Posta Elettronica Certificata. La  garanzia sulle rate non pagate rimane fino al momento della comunicazione di recesso.

Quali sono i doveri del garante?

Per la figura del garante sono previsti dei doveri specifici, e una sezione apposita del contratto del finanziamento. È importante che il garante si tuteli restando sempre aggiornato sull’andamento del finanziamento, e che abbia ben chiare le condizioni del prestito e le scadenze.

Nello specifico, il contratto che firma il garante prevede determinati obblighi, tra cui quello di pagare le rate nei confronti dell’istituto finanziario o della banca con cui è in corso il finanziamento. Infine, a meno non che non sia specificato diversamente nel contratto, il garante è tenuto a pagare anche le spese presenti e future per il recupero dei crediti.

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Cessione del quinto e pensione di reversibilità: è possibile? https://advfinance.eu/blog/pensioni/cessione-quinto-pensione-reversibilita/ https://advfinance.eu/blog/pensioni/cessione-quinto-pensione-reversibilita/#respond Fri, 08 Jul 2022 09:25:45 +0000 https://advfinance.eu/?p=1170 La cessione del quinto ha caratteristiche e requisiti precisi, oltre ad offrire diversi vantaggi rispetto ad altre forme di prestito. Si tratta di una forma di prestito personale che può essere richiesta da lavoratori pubblici e privati e dai pensionati. Puoi ottenere la cessione del quinto anche se percepisci una pensione di reversibilità. Scopri in […]

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La cessione del quinto ha caratteristiche e requisiti precisi, oltre ad offrire diversi vantaggi rispetto ad altre forme di prestito. Si tratta di una forma di prestito personale che può essere richiesta da lavoratori pubblici e privati e dai pensionati.

Puoi ottenere la cessione del quinto anche se percepisci una pensione di reversibilità. Scopri in questa guida come richiedere la cessione del quinto con la pensione di reversibilità, quali sono gli importi, i requisiti e i documenti da presentare.

Che cos’è la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è un contributo previsto dall’INPS per gli eredi di un pensionato deceduto, ad esempio il coniuge o i figli.

Per avere questo tipo di pensione, il pensionato deve aver già percepito una pensione di vecchiaia oppure della reversibilità vera e propria o aver almeno maturato i requisiti per riceverla: almeno 15 anni di contributi, oppure il versamento di almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni. In questo caso si parla di pensione ai superstiti indiretta. Attenzione: il versamento da parte dell’INPS della pensione di reversibilità agli eredi non è automatica, ma va richiesta. Gli importi sono variabili e dipendono da varie caratteristiche.

Chi può chiedere la pensione di reversibilità?

I requisiti e i gradi di parentela di chi può ottenere la pensione di reversibilità sono molto dettagliati. In generale, questa pensione può essere richiesta dal marito o dalla moglie, anche se separati, e dai figli, anche quelli adottati o nati fuori dal matrimonio, dai fratelli, dai genitori e dai nipoti del pensionato defunto.

Come calcolare l’importo della pensioni di reversibilità

In quanto reddito fisso, l’importo della pensione di reversibilità può essere finanziato con rimborso della cessione del quinto, ma la rata è variabile.

Ecco la percentuale dell’importo in dettaglio nel caso del coniuge, che è il caso più frequente:

  • 100% della pensione in caso di coniuge con due o più figli;
  • 80% della pensione in caso di coniuge con un figlio;
  • 60% della pensione in caso di coniugi senza figli.

Se invece la pensione di reversibilità spetta a figli, gli importi vanno dal 100% al 15% in base al numero di persone che devono percepire la pensione e al grado di parentela.

Infine, l’importo di questa pensione dipende anche dal proprio reddito percepito. Può ridursi anche del 50% in caso di un reddito percepito che è 5 volte superiore alla pensione.

Qual è la rata massima che si può ottenere con la cessione del quinto sulla pensione di reversibilità

Come previsto nel caso della cessione del quinto per una pensione normale, anche la pensione di reversibilità prevede l’addebito mensile di una rata del 20% della pensione, e anche questa pensione deve avere un importo superiore a quello minimo previsto per la sussistenza.

In generale si tratta di circa 500 euro al mese, ma gli importi sono aggiornati dall’INPS ogni anno. Inoltre, è possibile cumulare i redditi: se ad esempio si percepisce una pensione INPS oltre a quella di reversibilità, la rata massima può essere aumentata.

I requisiti per chiedere la cessione del quinto con la pensione di reversibilità

Oltre all’importo minimo per la sussistenza, vi sono requisiti simili alla richiesta di rimborso della cessione del quinto da parte dei pensionati. La durata del prestito e l’importo massimo che si può finanziare sono variabili in base agli istituti. Ecco uno schema generale.

  • Età massima per la richiesta: 85 anni;
  • Importo massimo finanziabile: fino a 80.000 €;
  • Assicurazione sulla vita: obbligatoria;
  • Durata del prestito: fino a 10 anni;
  • La pensione di reversibilità non deve essere cointestata.

I documenti per chiedere la cessione del quinto con la pensione di reversibilità

La domanda per la cessione del quinto sulla pensione di reversibilità può essere presentata di persona presso gli istituti autorizzati, ma molti enti rendono disponibile anche una procedura online, che rende l’iter della pratica più rapido.

In generale, è necessario presentare o inviare i seguenti ecco documenti:

  • documento di identità valido di chi chiede il prestito;
  • tessera sanitaria di chi chiede il prestito;
  • documentazione sull’importo della pensione di reversibilità (ad esempio il cedolino della pensione) e di eventuali altre fonti di reddito aggiuntive;
  • ricevuta che attesta la legittimità della reversibilità della pensione.

Dall’invio della richiesta, se la pratica viene accettata e i documenti risultano essere in regola, di solito trascorre circa un mese prima dell’erogazione del prestito.

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