Certing https://certing.it Parliamo di merito Mon, 29 Dec 2025 08:00:32 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.18 https://certing.it/wp-content/uploads/2020/08/icona-150x150.png Certing https://certing.it 32 32 Le prossime date per gli esami di Certificazione BIM https://certing.it/esami-certificazione-bim-le-prossime-date/ https://certing.it/esami-certificazione-bim-le-prossime-date/#respond Thu, 17 Jul 2025 15:46:43 +0000 https://certing.it/?p=1435 Il Futuro è BIM: Preparati per il Successo con CERTING

Nel mondo dell’ingegneria e dell’architettura, l’adozione del Building Information Modeling (BIM) ha rappresentato una svolta epocale. Il BIM ha migliorato l’efficienza, l’accuratezza e la collaborazione nel processo di progettazione e gestione dei progetti edilizi. Per coloro che aspirano a una carriera di successo in questo settore in costante evoluzione, ottenere la certificazione BIM è diventato fondamentale. Ecco perché siamo lieti di annunciare le prossime date degli esami di certificazione BIM di CERTING, una grande opportunità per gli ingegneri che operano in conformità alla norma UNI 11337-7 e alla Prassi di Riferimento UNI/PdR 78:2020.

Le prossime date degli esami di certificazione BIM

  • 14 gennaio 2026: BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager
  • 11 febbraio 2026: BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager
  • 11 marzo 2026: BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager
  • 08 aprile 2026: BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager
  • 06 maggio 2026: BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager

 

                        Richiedi la certificazione                       

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Certificazione BIM: Accessibilità e Vantaggi Straordinari

Una delle caratteristiche più significative di questa certificazione è la flessibilità. L’intero processo può essere completato comodamente da remoto, consentendoti di prepararti e sostenere l’esame dalla comodità della tua casa o del tuo ufficio.

Ma le buone notizie non finiscono qui. Per tutti gli ingegneri iscritti all’Albo, questa certificazione offre condizioni estremamente vantaggiose. Oltre a risparmiare notevolmente sui costi di certificazione, ogni anno di validità della certificazione garantirà 15 Crediti Formativi Professionali (Cfp), un riconoscimento dell’impegno costante verso l’eccellenza professionale ed una preziosa opportunità di crescita.

Il Percorso verso la Certificazione BIM

 Per i candidati al titolo di BIM Specialist in modellazione architettonica, strutturale e impiantistica, il processo di certificazione comprende tre fasi:

  • Prova Scritta: Una serie di 30 domande a risposta multipla per valutare le tue conoscenze teoriche.
  • Prova Pratica: Questa parte dell’esame richiede una conoscenza approfondita di uno specifico software di authoring legato alla disciplina scelta. Dovrai risolvere un caso studio in cui userai il software per produrre contenuti informativi in conformità ad un Capitolato Informativo proposto.
  • Prova Orale: Un colloquio con il valutatore in cui verranno analizzati anche gli esiti delle prove precedenti.

Per essere ammessi all’esame, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  1. Possesso di un diploma di scuola superiore
  2. Almeno sei mesi di attività lavorativa, di cui almeno tre mesi nell’ambito BIM

Per i candidati al titolo di BIM Coordinator, il processo di certificazione include le seguenti fasi:

  • Prova Scritta: Una serie di 30 domande a risposta multipla per valutare le tue conoscenze teoriche.
  • Prova Pratica: Questa parte dell’esame richiede la conoscenza di almeno un software di model & code checking. Affronterai un caso studio di gestione, coordinamento e verifica di modelli di discipline diverse utilizzando il software di riferimento.
  • Prova Orale: Un colloquio con il valutatore in cui verranno analizzati anche gli esiti delle prove precedenti.

I requisiti di accesso per i BIM Coordinator sono:

  1. Possesso di un diploma di scuola superiore
  2. Almeno tre anni di attività lavorativa, di cui almeno uno nell’ambito BIM

Per i candidati al titolo di BIM Manager, il processo di certificazione include le seguenti fasi:

  • Prova scritta (30 domande a risposta multipla)
  • Prova pratica (un caso studio di gestione di una commessa BIM in relazione agli aspetti normativi, tecnici e procedurali in rapporto ai processi dell’organizzazionei)
  • Prova orale (colloquio con il valutatore in cui saranno analizzati anche gli esiti delle precedenti prove)

requisiti di accesso per i BIM Manager sono:

  1. Il possesso di un diploma di scuola superiore
  2. cinque anni di attività lavorativa
  3. di cui almeno uno nell’ambito BIM

Per i candidati al titolo di CDE Manager, il processo di certificazione include le seguenti fasi:

  • Prova scritta (30 domande a risposta multipla)
  • Prova pratica (un caso studio relativo alla gestione di un ambiente di condivisione dei dati)
  • Prova orale (colloquio con il valutatore in cui saranno analizzati anche gli esiti delle precedenti prove)

requisiti di accesso per i CDE Manager sono:

  1. Il possesso di un diploma di scuola superiore
  2. tre anni di attività lavorativa
  3. di cui almeno uno nell’ambito BIM

Investi nella Tua Crescita con la Certificazione BIM

La certificazione BIM è un passo cruciale per il tuo successo professionale nel settore dell’ingegneria e dell’architettura. Dimostra le tue competenze, accedi a condizioni vantaggiose e accumula Cfp per il tuo sviluppo continuo. Con le prossime date degli esami di certificazione BIM, è il momento perfetto per iniziare il tuo percorso di certificazione con CERTING. Investi nel tuo futuro oggi stesso e sii pronto a raggiungere nuove vette professionali.

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La visione di ANSFISA per il futuro delle infrastrutture https://certing.it/la-visione-di-ansfisa-per-il-futuro-delle-infrastrutture/ https://certing.it/la-visione-di-ansfisa-per-il-futuro-delle-infrastrutture/#respond Tue, 18 Feb 2025 11:13:08 +0000 https://certing.it/?p=1448 Intervista a Galileo Tamasi, Coordinatore Sistemi di Gestione della Sicurezza, Normativa e Standard Tecnici (DGISA) di ANSFISA

In questa intervista, l’ingegnere Tamasi, professionista specializzato nei sistemi di gestione della sicurezza per ANSFISA, racconta la missione dell’Agenzia, l’importanza della certificazione Certing e le opportunità professionali e tecnologiche che si aprono per il futuro.

Ingegnere Tamasi, ci può illustrare in breve cos’è ANSFISA e di cosa si occupa? Qual è il suo ruolo all’interno dell’Agenzia e come è nata l’idea di creare una partnership con Certing?

ANSFISA è l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali. È stata istituita il 28 settembre 2018 con il decreto Genova, dopo il crollo del ponte Morandi, ed è operativa dal 30 novembre 2020. L’Agenzia ha il compito di promuovere la sicurezza e vigilare sulle infrastrutture ferroviarie, stradali, autostradali e sugli impianti fissi come metropolitane, funivie, seggiovie, tramvie, scale mobili, tapis roulant e ascensori pubblici. ANSFISA mira a garantire il miglioramento della qualità delle infrastrutture di trasporto terrestre e una mobilità più sicura per tutti i cittadini sul territorio nazionale. In Agenzia ho il ruolo di Professionista con specializzazione sui sistemi di gestione della sicurezza. L’idea di lavorare con Certing è nata sul tavolo tecnico di consultazione degli organismi di verifica della conformità istituito dall’Agenzia e che ho il piacere di coordinare.

Perché questa specifica certificazione? Può raccontarci la sua esperienza di certificazione? Nello specifico, cosa l’ha portata a scegliere proprio questa specializzazione e quali vantaggi pensa possa comportare?

Questa certificazione nasce dall’esperienza fatta negli scorsi anni nel settore aeronautico e ferroviario. In aviazione civile e a livello mondiale, la presenza del safety manager è obbligatoria in tutte le organizzazioni, dalle più grandi alle più piccole, per garantire la sicurezza e la gestione dei rischi associati alle operazioni di volo. Nel settore ferroviario invece troviamo il professionista esperto in valutazione del rischio ferroviario che si occupa di determinare e valutare i rischi associati alle infrastrutture ferroviarie e ai sottosistemi, garantendo che siano conformi alle normative europee e nazionali. La mia esperienza di certificazione è partita molti anni fa quando ho conseguito la specializzazione come professionista antincendio, uno dei primi modelli di certificazione delle competenze professionali elaborata dal Ministero dell’Interno. Successivamente mi sono reso conto che avevo bisogno di una certificazione più ampia che abbracciasse tutti gli ambiti della sicurezza, e quindi ho scelto quella di Certing, che a differenza di molti altri modelli si basa sulla evidenza di competenza e non sulla conformità ai requisiti.La specializzazione in sicurezza delle infrastrutture e dei trasporti e sistemi di gestione della sicurezza, oggi è una delle migliori a cui possano ambire i colleghi: in Italia è in corso un importante processo di monitoraggio e riabilitazione delle infrastrutture di trasporto, per questa nuova specializzazione ci sono già importanti occasioni di lavoro mentre altre specializzazioni andranno in pensione nel medio termine. Ai vantaggi specif ici si accompagnano gli altri vantaggi della certificazione Certing: il riconoscimento del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che si traduce in un alto livello di credibilità, la robustezza del processo di qualificazione che garantisce una valutazione completa delle competenze del candidato e soprattutto l’aggiornamento continuo. Queste certificazioni richiedono infatti un aggiornamento periodico per mantenere la validità, assicurando che i professionisti rimangano aggiornati con le ultime normative e tecnologie.

Nel regolamento di riferimento della certificazione Certing si dice che il candidato alla certificazione deve dimostrare di saper:

• progettare, implementare e assicurare l’esercizio del sistema di gestione della sicurezza;

• assicurare l’evoluzione e l’incremento di maturità del sistema di gestione della sicurezza anche nell’ottica del miglioramento continuo;

• dialogare costruttivamente con l’Accountable Manager (Dirigente responsabile del sistema di gestione) e con il Safety Board (Consiglio di Sicurezza);

• comprendere e se possibile anticipare le esigenze degli stakeholders, individuando le migliori soluzioni in sicurezza;

• contribuire al mantenimento dei livelli di regolarità e sicurezza del traffico a seguito di modifiche operative, attività ispettive ed esercizio di cantieri di lavori stradali.

Si tratta di un profilo molto articolato: chi può accedere a questa certificazione e come può dimostrare queste competenze?

Alla certificazione possono accedere tutti i Colleghi che abbiano conseguito un diploma di Laurea in Ingegneria (Specialistica/Magistrale) e iscrizione quinquennale all’albo Professionale degli ingegneri nella Sezione A del Settore Civile e Ambientale. Sono altresì accettati tutti i titoli, corsi e diplomi riconosciuti ed equipollenti a quelli italiani, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge. La dimostrazione delle competenze avviene sia mediante la presentazione della documentazione che accompagna la domanda di certificazione e sia mediante una prova orale. La documentazione è soggetta a istruttoria da parte della Commissione di Valutazione e solitamente include contratti, lettere di incarico, fatture, relazioni. Si tratta di documenti probatori che dimostrano inequivocabilmente un’attività professionale tracciabile e dai quali si evince l’assunzione di responsabilità.

Tra i requisiti è richiesta la partecipazione a un corso ANSFISA sui “Sistemi di Gestione della Sicurezza per la verifica e la manutenzione delle infrastrutture”. Sono già disponibili questi corsi o quando si prevede di attivarli?

In questi giorni l’Università di Genova sta erogando la prima edizione del corso sui “Sistemi di Gestione della Sicurezza per la verifica e la manutenzione delle infrastrutture” a 27 Colleghi di Autostrade per l’Italia. Il corso di livello universitario è patrocinato da ANSFISA e consentirà di raccogliere le prime impressioni da docenti e allievi, in modo da effettuare i necessari miglioramenti per renderlo disponibile a tutti in un prossimo futuro. Nelle more dell’entrata a regime dei corsi ANSFISA è comunque ritenuto valido per il rilascio della certificazione uno dei seguenti corsi:

• Corso Base e Avanzato Safety Management System dell’Italian Flight Safety Committee;

• Corso ICAO Annex 19 – Safety Management Systems;

• Corso CIFI – Esperto in valutazione del rischio e verifica CE dei sottosistemi ferroviari.

Il MASTER di II livello in Gestione della Sicurezza delle Reti e dei Sistemi di Trasporto; Eventi formativi di livello universitario patrocinati o riconosciuti da ANSFISA sui Sistemi di Gestione della Sicurezza per la verifica e la manutenzione delle infrastrutture.

Potrebbe indicarci i vantaggi professionali per le figure di Safety Manager e degli altri ruoli strategici per i quali questa certificazione è titolo preferenziale?

Gli ingegneri certificati potrebbero essere chiamati da tutti i proprietari e i concessionari delle reti stradali e autostradali al fine di ricoprire il ruolo di “Safety Manager”. Si tratta di più di 9000 organizzazioni, tra società e Pubblica Amministrazione (Comuni, Province, Regioni). A tale proposito vale la pena di precisare che la certificazione delle competenze è un requisito preferenziale per l’assunzione degli incarichi. Secondo le previsioni delle attuali linee guida sui Sistemi di Gestione della Sicurezza ANSFISA, “Il Responsabile Tecnico per il Sistema di Gestione della Sicurezza (Safety Manager) dovrà essere un Ingegnere Civile preferibilmente in possesso della Certificazione in Sicurezza delle infrastrutture e dei trasporti e sistemi di gestione della sicurezza rilasciata da un Organismo abilitato al rilascio della Certificazione di competenza a Professionisti, secondo quanto prescritto dalla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024”.

La certificazione delle competenze è inoltre obbligatoria per almeno un componente dei gruppi di verifica ispettiva e per almeno un componente del gruppo di delibera degli Organismi di Certificazione di parte Terza che saranno riconosciuti da ANSFISA e che potranno rilasciare le certificazioni di sistema. Infine, la certificazione costituisce un requisito auspicabile per tutti gli ingegneri che siano a qualsiasi titolo coinvolti come CSP/CSE o Direttori dei Lavori in cantieri stradali o come RSPP o Direttori Tecnici di imprese che lavorano nel settore della manutenzione e delle ispezioni alle opere stradali/autostradali (ad esempio ispezioni di ponti, viadotti, opere geotecniche, gallerie, etc.).

Pensa che ci saranno ulteriori sviluppi o potrà essere potenziata la collaborazione con Certing?

Certing partecipa regolarmente al tavolo di consultazione istituito da ANSFISA. La collaborazione tra le due Agenzie è auspicabile per unire conoscenze e capacità e affrontare problemi complessi in modo più efficace. Il fabbisogno di nuove competenze è strettamente legato alla rivoluzione digitale in corso. Presto avremo veicoli in grado di dialogare con l’infrastruttura e offrire assistenza alla guida di qualità impensabile fino a ieri. Per noi, ciò significherà promuovere l’innovazione, sviluppando nuove soluzioni e approcci per affrontare le sfide, con i colleghi ingegneri ancora una volta protagonisti.

 

Scopri di più sulla Specializzazione in Sicurezza delle Infrastrutture e dei Trasporti e Sistemi di Gestione della Sicurezza

 

Estratto da Il Giornale dell’Ingegnere n.1/2025

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Un punto di riferimento nella sicurezza viaria: la certificazione per Ingegneri Esperti in Infrastrutture e Trasporti e Sistemi di Gestione della Sicurezza https://certing.it/ingegneri-esperti-in-infrastrutture-e-trasporti/ https://certing.it/ingegneri-esperti-in-infrastrutture-e-trasporti/#respond Tue, 26 Nov 2024 17:08:21 +0000 https://certing.it/?p=1336

Al via il nuovo schema di certificazione CERTING-ANSFISA

 

Negli ultimi anni, il tema della sicurezza infrastrutturale è diventato centrale nel dibattito pubblico e tecnico. Disastri come crolli o incidenti hanno reso evidente quanto sia vitale avere professionisti qualificati, capaci di monitorare e gestire la sicurezza di opere complesse come ponti, viadotti e gallerie. È in questo contesto che la nuova certificazione CERTING Advanced per Ingegneri Esperti in Sicurezza delle Infrastrutture e dei Trasporti e Sistemi di Gestione della Sicurezza si colloca come uno strumento essenziale per assicurare competenza e trasparenza.

Ma non si tratta solo di un titolo da esibire: questa certificazione, elaborata da CERTING in collaborazione con ANSFISA, è una vera e propria garanzia. Per chi la ottiene, rappresenta una qualificazione esclusiva, un riconoscimento cruciale che apre le porte a ruoli di alto livello. Per la collettività, è sinonimo di sicurezza e fiducia.

Obiettivi e Campo di Applicazione

La certificazione nasce per rispondere alla crescente necessità di garantire la sicurezza delle infrastrutture e dei trasporti, un tema di importanza strategica per il Paese. Il suo scopo è:

  • Standardizzare le competenze tecniche attraverso un rigoroso processo di valutazione.
  • Promuovere figure professionali qualificate in grado di gestire sistemi complessi come i Sistemi di Gestione della Sicurezza (SGS).
  • Favorire la collaborazione tra settore pubblico e privato per un approccio integrato alla sicurezza.

Un passaporto per il futuro: il ruolo del Safety Manager

Tra le opportunità che questa certificazione offre, una delle più significative è quella di diventare Safety Manager, una figura sempre più richiesta in un settore in evoluzione. Secondo le attuali linee guida di ANSFISA, il Safety Manager sarà il responsabile tecnico del Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) per le infrastrutture stradali e autostradali.

In Italia, si stima che più di 9000 organizzazioni, tra società private e pubbliche amministrazioni (Comuni, Province e Regioni), necessitino di questa figura professionale. Per questi ruoli, la certificazione CERTING Advanced costituisce un requisito preferenziale, perché dimostra non solo competenze tecniche avanzate, ma anche la capacità di affrontare sfide complesse e prendere decisioni critiche.

Essere certificati significa poter dialogare con autorità e stakeholder, trovare soluzioni innovative e contribuire alla sicurezza delle infrastrutture che milioni di persone utilizzano ogni giorno. Inoltre, la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024, che regola la certificazione delle competenze, riconosce ufficialmente questa qualificazione, conferendole una validità riconosciuta a livello internazionale.

Non solo Safety Manager: un mondo di opportunità

Oltre al Safety Manager, la certificazione si rivolge anche a molti altri ruoli strategici nel settore della sicurezza infrastrutturale. È un requisito auspicabile, ad esempio, per:

  • Coordinatori della Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione (CSP/CSE).
  • Direttori dei Lavori nei cantieri stradali.
  • Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP).
  • Direttori Tecnici di imprese che operano nella manutenzione e nell’ispezione di infrastrutture complesse come ponti e gallerie.

Non solo: per le ispezioni e la manutenzione delle opere stradali e autostradali, la normativa prevede che almeno un componente dei gruppi di verifica ispettiva e del gruppo di delibera degli Organismi di Certificazione debba essere certificato. Questa obbligatorietà sottolinea l’importanza della certificazione come strumento imprescindibile per garantire standard elevati di sicurezza e professionalità.

Il percorso di certificazione

Ottenere la certificazione Advanced non è un processo semplice, e non potrebbe essere altrimenti. Si parte con una rigorosa valutazione documentale, in cui il candidato deve dimostrare di avere esperienza consolidata e formazione specifica nel settore della sicurezza infrastrutturale. A questa fase segue un colloquio tecnico, durante il quale una commissione verifica non solo le competenze dichiarate, ma anche la capacità del candidato di calarsi in situazioni concrete e di rispondere alle sfide del ruolo.

Superato l’esame, il candidato viene iscritto al Registro degli Ingegneri Certificati, gestito da CERTING e ANSFISA. Questo registro è una vetrina ufficiale che riconosce pubblicamente il professionista come un punto di riferimento nella sicurezza.

Il valore della certificazione per il sistema infrastrutturale

Perché puntare a questa certificazione? Oltre a rappresentare un’importante credenziale professionale, la certificazione Advanced è un segno distintivo. Garantisce al mercato e alle istituzioni che il professionista è in grado di operare secondo i più alti standard di sicurezza. È un biglietto da visita che apre le porte a incarichi di grande responsabilità e che permette di contribuire attivamente alla protezione delle infrastrutture del nostro Paese.

Il nuovo schema di certificazione CERTING-ANSFISA non è quindi solo un traguardo personale, ma una pietra miliare per la sicurezza infrastrutturale. È un’opportunità per crescere professionalmente, per mettersi al servizio della collettività e per costruire un futuro più sicuro per tutti. In un settore in cui la sicurezza non è mai troppa, la certificazione diventa anche un impegno etico.  La sicurezza è un bene prezioso e questa qualificazione rappresenta una chiave per accedere a un futuro in cui competenza e innovazione lavorano insieme per garantire un sistema infrastrutturale all’altezza delle sfide. Inoltre la sinergia tra certificazione e normative, come quelle promosse da ANSFISA, pone questa figura al centro delle politiche di gestione e manutenzione delle infrastrutture del futuro.

 

Per saperne di più

Consulta lo schema di Ingegnere Esperto in Sicurezza delle Infrastrutture e dei Trasporti e Sistemi di Gestione della Sicurezza

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A Roma con i Valutatori di CERTING: un incontro tra Professionalità e Impegno https://certing.it/incontro-valutatori-certing/ https://certing.it/incontro-valutatori-certing/#respond Wed, 17 Jul 2024 10:43:54 +0000 https://certing.it/?p=1300

Il recente incontro tenutosi a Roma tra il nuovo consiglio direttivo di CERTING e i 68 ingegneri che svolgono la delicata funzione di valutatori per gli schemi di Ingegnere Esperto, Esperto in Edilizia Sostenibile Italiana ed Esperto in BIM, ha rappresentato un momento fondamentale per l’ente di certificazione.

Coordinato dal Consigliere Nazionale referente Tiziana Petrillo, dal Presidente dell’Agenzia Pietro Paolo Lucente e dal Direttore Alberto Castori, l’incontro ha visto la partecipazione attiva della presidente dell’Assemblea dei Presidenti, Silvia Di Rosa, e dei consiglieri nazionali Sandro Catta, Alberto Romagnoli e Domenico Condelli. È stata un’opportunità per un brillante confronto tra esperti nei vari settori, liberando molte energie e rinsaldando lo spirito di appartenenza della comunità dei valutatori dell’Agenzia CERTING.

Professionalità e Rigorosi Standard di Qualità

Durante l’incontro, tutte le parti hanno ribadito l’importanza di mantenere elevati gli standard di qualità e il rigore delle attestazioni. La certificazione con CERTING non è solo un riconoscimento formale, ma un sinonimo di serietà e affidabilità. Essendo un ente accreditato secondo lo standard UNI CEI EN ISO/IEC 17024, CERTING garantisce che le certificazioni rilasciate rispondano ai più alti criteri di professionalità, nati dall’esperienza e dall’autorevolezza del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, della Fondazione del CNI e dei suoi valutatori.

Innovazione e Miglioramento Continuo

L’incontro ha anche visto la costituzione di gruppi di lavoro tematici dedicati alla revisione dei Regolamenti Tecnici di settore. Questi gruppi stanno lavorando per ottenere l’equipollenza tra i titoli rilasciati da CERTING e alcune certificazioni conformi a norme UNI, che spesso presentano requisiti ed esperienze meno rigorosi rispetto a quelli attestati da CERTING.

CERTING continua a rappresentare un faro di qualità e professionalità nel mondo delle certificazioni delle competenze professionali, grazie all’impegno e alla dedizione dei suoi valutatori.

Seguici per saperne di più sui nostri processi e sulle persone che rendono tutto questo possibile. Insieme continuiamo a costruire un futuro di qualità e competenza!

Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci o visitare le pagine tematiche dei nostri schemi di certificazione di Ingegnere esperto, Esperto in Edilizia Sostenibile ed esperto in BIM!

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Una criticità che va superata al più presto https://certing.it/una-criticita-che-va-superata-al-piu-presto/ https://certing.it/una-criticita-che-va-superata-al-piu-presto/#respond Thu, 06 Jun 2024 10:10:05 +0000 https://certing.it/?p=1271 A colloquio con Andrea Fisher, ingegnere biomedico, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici

di Roberto di Sanzo

L’ingegneria clinica deve acquisire la giusta dignità a livello nazionale. Nelle strutture sanitarie pubbliche spesso la nostra figura professionale è poco valorizzata o addirittura ‘surrogata’ da altri professionisti. Una criticità che va superata al più presto. Solo noi abbiamo determinate competenze in ambito medico”.

È  questo il messaggio che lancia Andrea Fisher, laureato in Ingegneria Elettronica a indirizzo Biomedico nel 2001 presso l’Università degli Studi di Genova. Ha iniziato la sua carriera professionale nell’azienda di famiglia (“Un lavoro che mi appassiona da sempre, ma che è anche una questione di cuore”, sottolinea Fischer), è specializzato in service per la manutenzione e gestione di apparecchiature sanitarie, dalla cardiologia alla neurologia, sino alle strutture presenti in sala operatoria. Il suo impegno è totale: dalla sanità pubblica a quella privata, sino all’ambito militare. Membro attivo dell’Ordine degli Ingegneri di Genova dal 2002, dove nel 2005 ha istituito la prima Commissione Biomedica. Socio dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici dal 2007 e Referente Regionale per la Liguria dal 2012, è stato Presidente del Comitato organizzatore del XVII Convegno Nazionale AIIC a Genova nel 2017. Attualmente, è membro del Consiglio Direttivo AIIC.
“Sono numerosi gli ambiti di applicazione e le opportunità per gli ingegneri clinici e biomedici. Certamente il rapporto con le aziende private è più semplice rispetto al Pubblico, dove i posti sono limitati, si entra solo tramite concorso, quando si fanno”, spiega Fisher. Il futuro della professione è legato anche alle innovazioni digitali richieste nello sviluppo di software high-tech nei dispositivi medici.

 

“L’ingegneria clinica dovrebbe avere il giusto riconoscimento a livello nazionale. La Certificazione CERTING è un valore aggiunto importante per la crescita del settore”

 

“Sono numerose le startup che stanno nascendo in tale settore con ingegneri clinici figure di primo piano – continua Fisher –; pensiamo a tutto il filone che sta nascendo con l’intelligenza artificiale, che avrà applicazione sempre più diffuse ed avanzate in ambito sanitario. Oppure le applicazioni della telemedicina. Una vera e propria rivoluzione
tecnologica che deve vedere protagonista l’ingegnere biomedico”.
Interessanti gli sviluppi e le collaborazioni che si potranno avere in ottica futura tra l’ingegneria clinica e il sistema sanitario delle Forze Armate. “I militari hanno la necessità di tessere relazioni con l’ingegneria clinica e biomedica – spiega Andrea Fisher –. L’obiettivo è compiere un primo passo verso l’organizzazione di un inventario informatizzato e
digitale delle strutture a disposizione. Gestendo e svecchiando il parco tecnologico in dote. Al giorno d’oggi non vi è nessuno in grado di farlo. Ecco perché l’anno scorso la Marina Militare ha indetto un primo bando di concorso per l’assunzione di quattro figure di ingegneri biomedici e a breve ne saranno indetti altri dall’Esercito e dall’Aeronautica. L’interesse per la nostra professione, in questo senso, è totale”.

Proprio per rimanere al passo con i tempi e valorizzare le professionalità acquisite nel tempo, Andrea Fisher ha ottenuto il Certificato CERTING in Ingegneria Biomedica con specializzazione Advanced in Ingegneria Clinica nel 2017. Ma non solo: dal 2020 Fisher è Lead Auditor nel processo di valutazione CERTING ed è iscritto all’Elenco nazionale certificato degli Ingegneri Biomedici e Clinici dal marzo 2021 (ex art. 10, co. 1, Legge 11 gennaio 2018, n. 3) presso il CNI.
“All’inizio decisi di ottenere il Certificato solo per motivi personali, per avere un riconoscimento in più sul curriculum, da spendere poi con la committenza – spiega Fisher –. Poi il CNI ha istituito l’Elenco nazionale certificato degli Ingegneri biomedici e clinici. Per poter essere iscritti, gli ingegneri biomedici e clinici devono certificare le proprie competenze in conformità allo schema di ‘Ingegnere esperto in Biomedica’, secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024, attraverso l’Agenzia CERTING”. “Un valore aggiunto fondamentale. Stanno uscendo numerose gare d’appalto, o richieste di revisione di progetti, con requisiti ben precisi: le società di ingegneria partecipanti devono avere in organico un ingegnere biomedico iscritto all’Elenco nazionale. Ecco, dunque, che la Certificazione CERTING diventa obbligatoria”, conclude Fisher.

 

Tratto da “Il Giornale dell’Ingegnere n.4/2024

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Esami Certificazione BIM – Le date di aprile e maggio https://certing.it/esami-certificazione-bim-le-date-di-aprile-e-maggio/ https://certing.it/esami-certificazione-bim-le-date-di-aprile-e-maggio/#respond Thu, 11 Apr 2024 08:28:27 +0000 https://certing.it/?p=1233 Il Futuro è BIM: Preparati per il Successo con CERTING

Nel mondo dell’ingegneria e dell’architettura, l’adozione del Building Information Modeling (BIM) ha rappresentato una svolta epocale. Il BIM ha migliorato l’efficienza, l’accuratezza e la collaborazione nel processo di progettazione e gestione dei progetti edilizi. Per coloro che aspirano a una carriera di successo in questo settore in costante evoluzione, ottenere la certificazione BIM è diventato fondamentale. Ecco perché siamo lieti di annunciare le prossime date degli esami di certificazione BIM di CERTING, una grande opportunità per gli ingegneri che operano in conformità alla norma UNI 11337-7 e alla Prassi di Riferimento UNI/PdR 78:2020.

 

 

Le prossime date degli esami di certificazione BIM

  • 17 aprile 2024: BIM specialist, BIM Coordinator e BIM Manager
  • 8 maggio 2024: BIM specialist, BIM Coordinator e BIM Manager
  • 29 maggio 2024: BIM specialist, BIM Coordinator BIM Manager e CDE Manager
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Certificazione BIM: Accessibilità e Vantaggi Straordinari

Una delle caratteristiche più significative di questa certificazione è la flessibilità. L’intero processo può essere completato comodamente da remoto, consentendoti di prepararti e sostenere l’esame dalla comodità della tua casa o del tuo ufficio.

Ma le buone notizie non finiscono qui. Per tutti gli ingegneri iscritti all’Albo, questa certificazione offre condizioni estremamente vantaggiose. Oltre a risparmiare notevolmente sui costi di certificazione, ogni anno di validità della certificazione garantirà 15 Crediti Formativi Professionali (Cfp), un riconoscimento dell’impegno costante verso l’eccellenza professionale ed una preziosa opportunità di crescita.

Il Percorso verso la Certificazione BIM

 Per i candidati al titolo di BIM Specialist in modellazione architettonica, strutturale e impiantistica, il processo di certificazione comprende tre fasi:

  • Prova Scritta: Una serie di 30 domande a risposta multipla per valutare le tue conoscenze teoriche.
  • Prova Pratica: Questa parte dell’esame richiede una conoscenza approfondita di uno specifico software di authoring legato alla disciplina scelta. Dovrai risolvere un caso studio in cui userai il software per produrre contenuti informativi in conformità ad un Capitolato Informativo proposto.
  • Prova Orale: Un colloquio con il valutatore in cui verranno analizzati anche gli esiti delle prove precedenti.

Per essere ammessi all’esame, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  1. Possesso di un diploma di scuola superiore
  2. Almeno sei mesi di attività lavorativa, di cui almeno tre mesi nell’ambito BIM

Per i candidati al titolo di BIM Coordinator, il processo di certificazione include le seguenti fasi:

  • Prova Scritta: Una serie di 30 domande a risposta multipla per valutare le tue conoscenze teoriche.
  • Prova Pratica: Questa parte dell’esame richiede la conoscenza di almeno un software di model & code checking. Affronterai un caso studio di gestione, coordinamento e verifica di modelli di discipline diverse utilizzando il software di riferimento.
  • Prova Orale: Un colloquio con il valutatore in cui verranno analizzati anche gli esiti delle prove precedenti.

I requisiti di accesso per i BIM Coordinator sono:

  1. Possesso di un diploma di scuola superiore
  2. Almeno tre anni di attività lavorativa, di cui almeno uno nell’ambito BIM

Per i candidati al titolo di BIM Manager, il processo di certificazione include le seguenti fasi:

  • Prova scritta (30 domande a risposta multipla)
  • Prova pratica (un caso studio di gestione di una commessa BIM in relazione agli aspetti normativi, tecnici e procedurali in rapporto ai processi dell’organizzazionei)
  • Prova orale (colloquio con il valutatore in cui saranno analizzati anche gli esiti delle precedenti prove)

I requisiti di accesso per i BIM Manager sono:

  1. Il possesso di un diploma di scuola superiore
  2. cinque anni di attività lavorativa
  3. di cui almeno uno nell’ambito BIM

Per i candidati al titolo di CDE Manager, il processo di certificazione include le seguenti fasi:

  • Prova scritta (30 domande a risposta multipla)
  • Prova pratica (un caso studio relativo alla gestione di un ambiente di condivisione dei dati)
  • Prova orale (colloquio con il valutatore in cui saranno analizzati anche gli esiti delle precedenti prove)

I requisiti di accesso per i CDE Manager sono:

  1. Il possesso di un diploma di scuola superiore
  2. tre anni di attività lavorativa
  3. di cui almeno uno nell’ambito BIM

 

Investi nella Tua Crescita con la Certificazione BIM

La certificazione BIM è un passo cruciale per il tuo successo professionale nel settore dell’ingegneria e dell’architettura. Dimostra le tue competenze, accedi a condizioni vantaggiose e accumula Cfp per il tuo sviluppo continuo. Con le prossime date degli esami di certificazione BIM, è il momento perfetto per iniziare il tuo percorso di certificazione con CERTING. Investi nel tuo futuro oggi stesso e sii pronto a raggiungere nuove vette professionali.

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BIM Stories https://certing.it/bim-stories/ https://certing.it/bim-stories/#respond Fri, 15 Mar 2024 09:47:52 +0000 https://certing.it/?p=1213 Storie di Bimizzazione di Organizzazioni tecniche

Incontriamo l’ing. Filippo Costantin e l’ing. Silvano Moro di Operamed

Di Livio Izzo* –  Il Giornale dell’Ingegnere


 

Questo mese infrangiamo un altro luogo comune e cioè che il BIM sia “roba da Studi Professionali” e invece no: il BIM è molto di più! È fondamentale anche nell’Industria e non è un caso che nell’Industria ci siano tanti ingegneri. Oggi siamo ospiti di Operamed, un’azienda che progetta, produce e installa sistemi prefabbricati in ambienti medicali, primi fra tutti i Blocchi Operatori. La progettazione in BIM qui non è una fase di un processo a rete che deve interfacciarsi con tante altre organizzazioni – a monte e a valle – costituendo solo una frazione del processo completo; qui i processi nascono e si interfacciano, prevalentemente, all’interno della stessa organizzazione passando dalla progettazione, sia della scatola strutturale che degli innumerevoli impianti che delle finiture architettoniche, alla produzione, anche a controllo numerico di vari elementi, all’imballaggio, fino al cantiere dove il blocco operatorio, completo di tutti gli impianti, sarà assemblato a secco in una frazione del tempo necessario con approccio tradizionale. Un mondo assolutamente diverso da un progetto per un cantiere edile eppure estremamente simile, un vero e proprio microcosmo, un concentrato di tutte le discipline dell’ingegneria, sia costruttiva che industriale. Incontriamo l’ing. Filippo Costantin e l’ing. Silvano Moro rispettivamente BIM Manager e Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Operamed.

Qual è il vostro mercato? Non intendo solo la scala geografica, ma anche la tipologia di realizzazione dove è più adatto l’inserimento di un blocco prefabbricato?

“Il nostro prodotto si applica a tutto il settore ospedaliero. Dalle sale operatorie e gli ambienti ad esse connesse alle zone di terapia intensiva. Proprio queste ultime con l’emergenza Covid19 hanno avuto una maggiore attenzione attraverso la realizzazione di moduli esterni direttamente connessi all’ospedale”.

Il vostro è un settore maturo, dove tutti i costruttori conoscono la vostra tecnologia e ci sono molti concorrenti, o siete degli apripista?

“Quest’anno Operamed festeggia il suo decimo anniversario e può vantare il primato italiano, nonostante la competizione serrata, nella realizzazione di sistemi prefabbricati. L’elevata efficienza nella gestione delle forniture e nell’installazione in cantiere contraddistingue l’approccio distintivo di Operamed. A livello internazionale, nei mercati esteri maturi, Operamed si afferma attraverso l’adozione di tecnologie digitali innovative, posizionandosi come un player riconosciuto nel settore delle pareti prefabbricate. Negli Stati Uniti, invece Operamed si distingue come pioniere nel promuovere un cambio culturale dalla costruzione tradizionale a una costruzione prefabbricata modulare”.

Potete descrivere il flusso operativo di una vostra Commessa, dall’offerta al collaudo, e se gestite in prima persona ogni fase o avete dei partner in qualche segmento della filiera?

“La gestione di una commessa presso Operamed segue quattro fasi chiave. Inizialmente, la fase di preventivazione comprende la creazione del progetto preliminare, la formulazione dell’offerta economica e la presentazione della soluzione al cliente. Dopo l’acquisizione della commessa, si procede con il rilievo tramite tecnologia laser scanner, seguito dallo sviluppo del progetto esecutivo in base allo stato attuale del cantiere. Durante questa fase, integrare il nostro modello BIM con quelli delle discipline coinvolte nella progettazione, soprattutto impiantistiche, è una pratica consolidata. La terza fase è dedicata alla messa in produzione degli elementi della parete prefabbricata, esternalizzata con fornitori concordati per la condivisione dei modelli. Nonostante la produzione sia affidata a terzi, la progettazione esecutiva rimane interna, permettendo soluzioni personalizzate e il controllo totale, incluso l’aspetto dell’installazione. La fase finale, rappresentata dalla posa in opera delle pareti, coinvolge il Project Manager e gli installatori, con il supporto dell’ufficio sviluppo. La progettazione interna consente un intervento tempestivo in caso di non conformità, offrendo soluzioni immediate e fornendo indicazioni precise durante l’installazione di componenti speciali”.

In che anno avete iniziato a interessarvi di BIM e quali vantaggi potenziali avete percepito per la vostra organizzazione e la vostra attività?

“L’implementazione del BIM ha segnato una svolta cruciale per Operamed, evidenziando il nostro impegno nell’innovazione. Nel 2015, la direzione ha investito significativamente nello sviluppo del BIM dedicando una risorsa all’implementazione. Il nostro primo obiettivo era ottimizzare la progettazione preliminare, accelerando il processo con Autodesk Revit, scelto per la sua flessibilità. Il modello 3D creato ha facilitato l’estrazione rapida delle voci per le offerte commerciali. Il BIM è stato cruciale anche nella stima dei costi, consentendo la consultazione diretta delle quantità degli oggetti inseriti. Questa trasformazione ha coinvolto tutte le aree aziendali, portando a un notevole aumento delle offerte generate, passate da 100 a circa 400 progetti di preventivazione annui, con un miglioramento qualita BIM tivo evidente. La nostra efficacia è riscontrabile nei render e virtual tour che offrono al cliente una comprensione dettagliata del design ospedaliero proposto. Il BIM ha rivoluzionato il nostro processo di offerta, arricchendo ogni progetto di informazioni dettagliate e consolidando la nostra posizione sul mercato”.

Come si è evoluto il processo di implementazione BIM nella vostra azienda? Lo avete applicato anche ad altre fasi?

“Dopo la prima attività di implementazione nella fase di preventivazione abbiamo capito che il BIM era lo strumento giusto per perseguire anche altri obiettivi aziendali. Abbiamo studiato e costruito un template che potesse essere la base di tutti i progetti riducendo al minimo le attività ripetitive del processo di progettazione permettendo così al progettista di focalizzarsi quasi esclusivamente sul design. La sfida successiva era concentrarsi sulla fase esecutiva individuando una soluzione per automatizzare la generazione dei disegni di produzione degli elementi. Per studiare e analizzare questo tema è stata siglata una collaborazione con l’Università di Padova, che ha portato il mio (FC) inserimento in azienda. Il focus riguardava la ricerca e l’approfondimento dell’interoperabilità tra il BIM e il PLM (Product Lifecycle Management). I primi test di interoperabilità diretta tra Revit e Inventor non hanno prodotto soluzioni efficaci. L’approccio vincente è stato l’interoperabilità indiretta: i dati estratti dal modello BIM sono stati implementati in Inventor attraverso un algoritmo, modificando geometrie e proprietà. Questo nuovo processo ha drasticamente ridotto i tempi di sviluppo delle commesse del 60%, consentendo un aumento nel numero di progetti gestiti all’anno con le stesse risorse”.

Che tipo di risorse esterne avete coinvolto e con quale processo li avete individuati?

“Le risorse esterne interessate inizialmente riguardavano esclusivamente la formazione. Successivamente abbiamo coinvolto i professionisti di Adhox srl che ci hanno supportato nella progettazione di add-in di Revit e Inventor, finalizzati al miglioramento del processo di progettazione. I software utilizzati, infatti, non sempre ci permettevano di soddisfare le nostre esigenze e quindi sviluppare un applicativo dedicato si è rivelata una scelta strategica azzeccata”.

Per le risorse interne vi siete appoggiati alle qualifiche previste dalla UNI 11337 o avete cercato o formato figure con un profilo specifico?

“Quest’anno abbiamo certificato le quattro figure professionali BIM previste dalla UNI 11337:7. L’azienda ha deciso di investire nella certificazione delle figure così da accrescere le competenze interne. Il prossimo obiettivo sarà quello di certificare anche l’azienda secondo il sistema di gestione BIM UNI/Pdr 74:2019”.

Quali sono stati i fattori e gli attori, interni o esterni alla organizzazione, determinanti e/o favorenti e/o frenanti?

“Sicuramente il fattore che ha inciso favorevolmente sullo sviluppo del BIM è stata la costante attenzione per la ricerca e l’innovazione. Ritengo inoltre che avere dedicato una figura specif ica a questa funzione sia stata una scelta strategica che ha così permesso alla quotidianità di non interferire con lo sviluppo interno della tecnologia. Uno dei principali fattori frenanti invece è il diverso livello di maturità digitale dei progettisti e aziende con le quali ci interfacciamo. La maggior parte di questi utilizza ancora AutoCAD come strumento di progettazione limitando quindi i benefici dell’utilizzo del BIM”.

Avete avuto esperienza di interazione del BIM con altre tecnologie come l’Intelligenza Artificiale?

“Attualmente stiamo lavorando a un progetto di ricerca e sviluppo mirato a efficientare la logistica. Molto spesso, infatti, i nostri clienti ci richiedono una stima dei volumi e pesi degli elementi che compongono il progetto. Il tema è molto complesso. Abbiamo svolto infatti delle indagini per capire come i nostri fornitori imballano la merce e sulla base delle regole che abbiamo individuato stiamo sviluppando un algoritmo finalizzato a ottimizzare lo spazio nel container riducendo così i costi. Stiamo indagando assieme ai nostri consulenti come l’IA può integrarsi successivamente in questo progetto al fine di ottenere previsioni sempre più vicine alla reale soluzione logistica”.

Quanti tipi di software utilizzate oggi per le vostre applicazioni ed in quali ambiti li avete trovati maggiormente efficaci?

“Nei nostri progetti ci affidiamo principalmente ad Autodesk Revit e Inventor. Revit gestisce l’intero processo di commessa, mentre Inventor è riservato alla fase esecutiva. Il vantaggio chiave si manifesta qui, semplificando la collaborazione con i fornitori. Condividiamo con loro formati ottimizzati per tecnologie specifiche, come macchine a controllo numerico e laser, ottimizzando l’efficienza e garantendo una produzione fluida”.

In che misura e quali tipologie di rapporti operativi, con le organizzazioni a monte e a valle, sono cambiate?

“Operamed privilegia collaborazioni con partner allineati alla stessa filosofia lavorativa, evitando legami con tecnologie obsolete. L’implementazione del BIM ha ottimizzato la comunicazione con fornitori, utilizzando codici per trasmettere informazioni precise e affidabili, rafforzando così le relazioni operative”.

Avete registrato un vantaggio competitivo, sul mercato, per merito della vostra maturità digitale?

“Sì, il vantaggio principale garantito dalle tecnologie adottate è la rapidità di risposta a ogni esigenza del cliente (progettazione, ma anche produzione). In generale, la qualità degli output e il loro impatto sul cliente è il risultato della nostra maturità digitale e del nostro impegno costante nella continua ricerca e innovazione”.

 

 

Articolo estratto da “Il Giornale dell’Ingegnere” n.10/2023

*Esperto CNI in Comm. BIM UNI CT033/SC05, Segr. Comm. BIM CROIL

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Gli ingegneri sono i primi a certificare gli esperti in Due Diligence https://certing.it/gli-ingegneri-sono-i-primi-a-certificare-gli-esperti-in-due-diligence/ https://certing.it/gli-ingegneri-sono-i-primi-a-certificare-gli-esperti-in-due-diligence/#respond Thu, 01 Feb 2024 10:46:54 +0000 https://certing.it/?p=1183 La nuova certificazione resa disponibile dall’Agenzia CERTING

Importante novità in arrivo in tema di certificazione. Da oggi, infatti, gli ingegneri possono acquisire la certificazione delle proprie competenze, nello schema di “Ingegnere esperto”, con specializzazione in Due diligence. La nuova certificazione nasce da una proposta di due Presidenti di Ordine, gli ingegneri Mauro Annarelli (Frosinone) e Lia Tozzi (Rieti) che il CNI, tramite l’Agenzia di certificazione CERTING, ha inteso valorizzare strutturando, per la prima volta in Italia, uno specifico certificato all’interno dello schema proprietario di Ingegnere Esperto.

Questa certificazione risponde ad un mercato caratterizzato da una forte dinamicità e dalla crescente richiesta di Due diligence nei diversi settori tecnici e normativi, con la conseguente necessità di individuare professionisti in grado di garantire valutazioni precise ed affidabili dei beni immobili.

“L’avvio della certificazione per gli ingegneri specializzati in Due diligence – afferma Tiziana Petrillo, Consigliere del CNI delegata alla certificazione – è un chiaro esempio della capacità di Certing di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione e di dare risposta alle richieste degli iscritti all’Albo che con quel mercato si confrontano. Essere i primi in Italia a certificare gli esperti in Due diligence, e a farlo per iniziativa di due Presidenti degli Ordini, è anche emblematico della felice intuizione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri di volersi dotare di una propria agenzia di certificazione delle competenze professionali che, in un costante dialogo tra le parti, garantisce la collettività sulle capacità effettive ed attuali dei propri iscritti”.

Il campo di applicazione della nuova certificazione è molto ampio e si estende alla fase di acquisto, vendita o sviluppo immobiliare, con riferimento alle infrastrutture, aspetti autorizzativi, organizzativi, documentali e operativi.

Per saperne di più sulla certificazione: https://certing.it/Certificazioni/specializzazione-in-due-diligence

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L’ingegneria aerospaziale: dove la sfida incontra l’innovazione https://certing.it/%f0%9d%90%8b%f0%9d%90%a2%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%a0%f0%9d%90%9e%f0%9d%90%a0%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9e%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a2%f0%9d%90%9a-%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%9e%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%ac/ https://certing.it/%f0%9d%90%8b%f0%9d%90%a2%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%a0%f0%9d%90%9e%f0%9d%90%a0%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9e%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a2%f0%9d%90%9a-%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%9e%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%ac/#respond Tue, 30 Jan 2024 10:42:52 +0000 https://certing.it/?p=1179 Immergiti nel mondo affascinante dell’Ingegneria Aerospaziale, dove ogni progetto è un passo avanti nell’esplorazione dello spazio e nell’innovazione tecnologica!

𝗖𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗹’𝗜𝗻𝗴𝗲𝗴𝗻𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗔𝗲𝗿𝗼𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲?
Affascinante estensione dell’ingegneria aeronautica e industriale, che abbraccia la progettazione di veicoli aerei di ogni tipo dagli aerei classici agli elicotteri, ai dirigibili e persino ai missili spaziali, studia e perfeziona ogni soluzione di sostentamento.
𝐼 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑣𝑒? Strutture, materiali, aerodinamica, avionica e propulsione, senza dimenticare le branche specializzate, come acustica e vibrazioni, comfort, aeroelasticità e aerotermodinamica, che rendono questa disciplina ancora più avvincente!

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗲̀ 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲?
L’Ingegneria Aerospaziale è la forza trainante dietro le tecnologie innovative che ci portano nello spazio e migliorano il trasporto aereo.
Da pioniere a protagonista delle attività spaziali, l’Italia ha scritto pagine fondamentali nella storia dello spazio, da gli anni ’60 fino a oggi. Partecipando a progetti cruciali, il nostro paese ha formato personalità di spicco, che hanno portato il talento italiano oltre i confini della Terra, ispirando giovani di tutto il mondo.

𝘔𝘢 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰! L’ingegneria aerospaziale sta guidando progetti come Clean Aviation, per sviluppare tecnologie avanzate e sostenibili nell’aviazione, e sta svolgendo studi di impianti di produzione di energia, collaborando alla progettazione di veicoli terrestri e navali, o di grandi edifici e ponti.
È un mondo in continua evoluzione, pronto a plasmare il futuro della tecnologia!

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗲𝗰𝗰𝗲𝗹𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼?
Se sei un ingegnere aerospaziale, la tua expertise è la chiave per aprire nuovi orizzonti.
Ma perché dovresti considerare la certificazione? Perché con
𝗖𝗘𝗥𝗧𝗜𝗡𝗚, l’ente di certificazione delle competenze professionali, potrai:
✅ Affermare la tua professionalità in un settore di vitale importanza
✅ Distinguerti sul mercato del lavoro
✅ Accrescere il valore delle tue competenze

Scopri di più su come raggiungere nuove vette professionali. Unisciti a noi e inizia il tuo viaggio verso l’eccellenza: https://certing.it/Certificazioni/aerospaziale/

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Un Professionista stand alone: l’esperienza dell’ing. Iunior Michela Bendotti

Di Livio Izzo* –  Il Giornale dell’Ingegnere


 

Questo mese entriamo in una storia di BIM “Estrema”, non nel senso di estremamente complessa ma, al contrario, di estremamente semplice: Un Professionista stand alone.
È abbastanza un luogo comune pensare che il BIM, “per la sua complessità”, si adatti bene a situazioni complesse perché rende i flussi di lavoro più fluidi e interoperabili. E questo è assolutamente vero, ma lo si dice implicando che il BIM mal si adatta a situazioni semplici: e questo è falso! E la ragione sta nel fatto che ciò che chiamiamo genericamente BIM è una tecnologia scalabile, con un ambiente di lavoro che da quello di base può essere reso molto performante con lo sviluppo di specifici plug in, con funzioni (e oggetti) con mille parametri potenziali, ma che possono essere popolate anche con pochissimi di essi. In poche parole: ambiente molto elaborato per temi complessi ed ambiente strettamente di base per temi semplici.
In questo articolo entriamo nello studio di una collega, l’Ingegnere Iunior Michela Bendotti di Ponte Nossa (BG), che opera prevalentemente nel privato e che si propone come unica interfaccia col cliente: dall’incarico fino alla richiesta dei permessi in BIM. Ottima occasione per misurare la fondatezza delle affermazioni di cui sopra.

Ing. Bendotti, in che anno ha iniziato ad interessarsi di BIM e quali vantaggi, oggettivi ma anche soggettivi, ha percepito per la sua professione?

“Non c’è una data precisa di inizio. In effetti il mio interesse per il BIM è stata una naturale progressione dall’applicazione della modellazione 3D che inizialmente ho approcciato con il classico Autocad, all’inizio della mia attività, già come praticante geometra… stiamo parlando della fine anni ’90”.

Quali attività ha BIMizzato per prime e con quali aspettative?

“Ai primi approcci non ero completamente consapevole di maneggiare il BIM, era più un modello 3D da cui capivo di poter estrarre dei dati per me interessanti, più di controllo che altro (es. le superfici dei vani per controllo delle superfici di pavimento, banalmente)”.

Come è arrivata al primo progetto di implementazione?

“Il primo progetto che io ricordi è stata la progettazione di una villetta appoggiata su dei box esistenti: tutto doveva essere preciso al cm già in fase di progetto perché la committente doveva  riutilizzare tutto ciò che aveva nella precedente residenza. Quindi dovendo avere quel tipo di controllo e volendo fornire alla cliente una visualizzazione tridimensionale e con foto-inserimento, il passaggio all’utilizzo consapevole del BIM è stato naturale.
La vera e propria implementazione dell’ambiente è stata, cioè, basata sull’utilizzo naturale delle funzioni base del software di BIM Authoring da me scelto”.

Che tipo di risorse esterne ha coinvolto e con quale processo le ha individuate?

“In realtà nessuna: i colleghi che collaboravano al progetto (strutturisti e impiantisti) non avevano la minima idea di cosa fosse il BIM”.

Il primo progetto ha avuto esito positivo? In che misura ha soddisfatto o meno le attese?

“Questo primo progetto si è rivelato un ottimo investimento (in termini personali) in quanto essendo un progetto semplice mi ha permesso di costruirlo in BIM senza dover impiegare troppe energie, oltre a quelle che già un progetto richiede, e mi ha permesso una notevole semplificazione della computazione dei materiali e del controllo delle interferenze tra elementi”.

Quali sono stati i fattori e gli attori, interni o esterni, determinanti e/o favorenti e/o frenanti?

“L’unico fattore determinante è stata la mia curiosità nel capire se quel tipo di approccio fosse per me potenziante”

In quali altri ambiti ha poi sviluppato con successo la BIMizzazione e in quali l’ha ritenuta non conveniente e/o ha ottenuto insuccessi?

“Trattando, in generale, piccoli interventi, ho sempre utilizzato il BIM solo ed esclusivamente per una mia comodità. Ho notato che chi normalmente ‘satellita’ in queste realtà sono piccoli studi  che non hanno particolare interesse nei confronti del BIM (a volte neanche della virtualizzazione 3D), forse perché non lo vedono necessario a fronte di un impegno iniziale che si evita, a volte per pigrizia mentale e spesso, sicuramente, perché assorbiti nel quotidiano. Forse ci vorrebbe un evento eccezionale e assolutamente inatteso, come è stato per le piattaforme di videochiamata; la tecnologia era matura da almeno un decennio, ma pochissimi la usavano; oggi sono diventate uno strumento di uso corrente per chiunque”.

Per le sue applicazioni, le funzioni di base dei software BIM si sono rivelati sufficienti per le sue esigenze o ha dovuto (far) implementare funzioni ad hoc?

“Alcuni dei software che avevo testato inizialmente erano piuttosto rigidi e in certi casi potevano trattare solo oggetti parametrici, ma non adattativi, condizione abbastanza limitante. Ad oggi credo che, come nella maggior parte dei software, si usi una minima parte delle sue potenzialità, il che si rivela più che sufficiente, almeno per quanto mi riguarda”.

Quanti tipi di software utilizza oggi per le sue applicazioni, con quali funzioni complementari o alternative ed in quali ambiti li ha trovati maggiormente efficaci?

“Utilizzo un software di modellazione BIM e un software per la computazione; il mio prossimo step sarà quello di interfacciare i due software con applicativi dedicati che li mettono in comunicazione diretta”.

Le è capitato di interfacciarsi con altri professionisti in una collaborazione BIMizzata?

“Purtroppo, no: con qualcuno siamo arrivati al massimo a uno scambio di 3D ma niente di più. Ciononostante, a oggi non riuscirei più a progettare in 2D, sentirei una sorta di incompletezza; questo non vuol dire che io curi il BIM in modo maniacale in ogni progetto, ma l’utilizzo anche solo a livello semplificato (ad esempio modello un elemento unico e non tutte le stratigrafie di una pavimentazione esterna) consente comunque un controllo generale e pressoché immediato”.

Il BIM incide solo nella sua operatività o anche nel rapporto con i Clienti e/o con le PA e/o con le imprese destinatarie dei suoi progetti?

“Ha inciso sempre e solo nella mia operatività (anche in termini di sicurezza di risultato in campo computazionale; al cliente poco interessa come arrivi al risultato). Il cliente privato al limite gode della presentazione 3D che può essere fatta però anche con un modellatore non BIM”.

Ha registrato un vantaggio, in fase precontrattuale, per merito della sua maturità digitale?

“Non ne ho la controprova e quindi direi di no, ma sicuramente la grafica con cui si presentano le proposte rende più fluido il dialogo perché aumenta la comprensibilità della proposta al cliente”.

Ringraziamo l’Ing. Iunior Michela Bendotti per la sua disponibilità e franchezza che sicuramente saranno utili ai tanti Ingegneri “individuali” che potranno approcciarsi con minore diffidenza a questa tecnologia ormai matura per qualunque dimensione organizzativa.

 

Articolo estratto da “Il Giornale dell’Ingegnere” n.9/2023

*Esperto CNI in Comm. BIM UNI CT033/SC05, Segr. Comm. BIM CROIL

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