CreativitySafe https://creativitysafe.com/ Protect your ideas Tue, 06 Oct 2020 09:05:47 +0000 it-IT hourly 1 https://creativitysafe.com/wp-content/uploads/2019/05/cropped-pittogramma-32x32.png CreativitySafe https://creativitysafe.com/ 32 32 Creativity Safe e Dirittidautore.it in partnership https://creativitysafe.com/creativity-safe-e-dirittidautore-it-in-partnership/ Tue, 06 Oct 2020 08:57:49 +0000 https://creativitysafe.com/?p=51193 Dirittodautore.it e CreativitySafe stabiliscono una partnership per l’innovazione del mondo dei diritti d’autore online. Clicca qui per il video con cui il nostro Matteo Bormetti presenta l’iniziativa!  

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Dirittodautore.it e CreativitySafe stabiliscono una partnership per l’innovazione del mondo dei diritti d’autore online. Clicca qui per il video con cui il nostro Matteo Bormetti presenta l’iniziativa!

 

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Il nostro contributo alla “Strategia italiana in materia di Blockchain” https://creativitysafe.com/il-nostro-contributo-alla-strategia-italiana-in-materia-di-blockchain/ Sun, 26 Jul 2020 18:57:44 +0000 https://creativitysafe.com/?p=51168 Nell’ambito della consultazione pubblica, promossa dal MISE, sulla “Strategia italiana in materia di tecnologie basate sui registri condivisi e Blockchain” abbiamo elaborato alcune proposte basate sull’esperienza maturata in questi anni con la nostra startup, CreativitySafe Srl, nata per la tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale (Diritti PI). Di seguito, il testo della lettera che abbiamo…

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Nell’ambito della consultazione pubblica, promossa dal MISE, sulla “Strategia italiana in materia di tecnologie basate sui registri condivisi e Blockchain” abbiamo elaborato alcune proposte basate sull’esperienza maturata in questi anni con la nostra startup, CreativitySafe Srl, nata per la tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale (Diritti PI).

Di seguito, il testo della lettera che abbiamo inviato al MISE.

 

Sig. Ministro

Egregi membri della Commissione degli Esperti

 

Oggetto: contributo alla consultazione pubblica sulle proposte per la Strategia italiana in materia di tecnologie basate sui registri condivisi e Blockchain

 

Ringraziando per la possibilità offerta al pubblico di contribuire al dibattito sulla strategia italiana nell’ambito delle tecnologie basate sui registri condivisi e Blockchain, desideriamo sottoporre alla Vostra attenzione alcune osservazioni in merito alle “Proposte per la Strategia italiana in materia di tecnologie basate sui registri condivisi e Blockchain” (di seguito “Proposte”).

Le nostre  considerazioni sono basate sull’esperienza che abbiamo maturato in questi anni con la nostra startup, CreativitySafe Srl, fondata a Milano nel novembre 2018, che è nata dall’idea di mettere la tecnologia Blockchain a disposizione dell’esigenza di cittadini e imprenditori di attribuire certezza temporale a dati e fatti, con particolare riguardo alle applicazioni per la tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale (Diritti PI). Applicazioni della tecnologia DLT alla tutela dei Diritti PI e conseguenti osservazioni sulle Proposte.

In particolare, riteniamo che una delle maggiori potenzialità sia nell’ambito della cosiddetta certificazione temporale (o “notarizzazione” nel gergo invalso nel settore) degli oggetti digitali (file musicali, contratti commerciali, opere creative …), grazie alle caratteristiche intrinseche di inviolabilità e di cristallizzazione che la registrazione sulla blockchain possiede. Poter disporre di una data certa per un oggetto digitale e poter dimostrare che da quella data tale oggetto non abbia subito alcuna modifica o alterazione rappresenta un mezzo cruciale di prova per dirimere contese circa la paternità, l’originalità e la priorità nel tempo di una creazione.

Per questo motivo, la nostra startup si è inizialmente concentrata sull’uso della blockchain a tutela dei diritti di proprietà intellettuale. La economicità e la praticità della registrazione su blockchain ne fanno lo strumento ideale per i processi produttivi dell’economia digitale, a vantaggio soprattutto del lato “debole”  dei rapporti lavorativi che in essa si instaurano. Pensiamo in particolare ai freelancer o alle piccole agenzie creative che non hanno le risorse finanziarie per registrare ufficialmente opere inedite o i passaggi intermedi dei lavori che svolgono su commissione.

La versatilità della blockchain lascia all’autore la facoltà di decidere quali altri documenti registrare insieme all’opera creativa e questo ci ha indotto ad allargare la sfera di attività anche alla notarizzazione di altre tipologie di oggetti digitali senza alcuna valenza creativa, ma per cui la attribuzione di data certa è di fondamentale importanza, come ad esempio la corrispondenza commerciale o i contratti.

Nell’ambito di una consultazione pubblica sulle proposte per la strategia italiana in materia di tecnologie basate sui registri condivisi, ci permettiamo di osservare come detta strategia debba maggiormente enfatizzare il ruolo e le potenzialità della blockchain, spingendo verso un quadro normativo favorevole alla decentralizzazione e diffusione del modello di gestione dei diritti IP attraverso tale tecnologia. A questo riguardo osserviamo in particolare quanto segue:

  1. Il Decreto Legge n. 135/2018 (convertito con legge n. 12/2019), riconosce espressamente la funzione di validazione temporale della tecnologia blockchain ai sensi del Regolamento UE 910/2014. Tuttavia ad oggi non risultano ancora adottati dall’AGID gli standard tecnici che le tecnologie basate su registri distribuiti devono possedere, secondo quanto previsto dalla stessa norma. Se questo ritardo non appare coerente con la strategia di spingere le tecnologie in questione, si auspica che tali standard tecnici siano neutri e limitati alla individuazione dei parametri minimi e sufficienti di validazione temporale, senza orientare il mercato verso l’una o l’altra delle tecnologie DLT attualmente disponibili o di quelle che lo saranno in futuro;
  2. Posto che l’effetto di validazione temporale delle tecnologie DLT è riconosciuto, non si ritengono necessari interventi normativi sul fronte dei presupposti e contenuto della tutela dei diritti PI. A questo riguardo, infatti, le regole sostanziali di acquisizione e attuazione dei diritti PI si interfacciano molto bene con le tecnologie DLT, in particolare per quanto riguarda i diritti cosiddetti “non titolati” come il diritto d’autore, i segreti commerciali, il disegno industriale non registrato. Ciò nondimeno, sul fronte dei diritti PI, l’approccio delle Proposte appare limitativo e legato a logiche che sembrano mirare a circoscrivere l’utilizzo della tecnologia DLT nell’ambito degli organismi di gestione collettiva dei diritti PI (come la SIAE). In particolare si legge a pag. 10, alla voce “Difesa della proprietà intellettuale” che “Blockchain/DLT possono permettere di superare il modello attuale di tutela dei diritti d’autore, dando alle società di gestione collettiva di questi diritti (per es. SIAE e RASI) la possibilità di usare Blockchain/DLT per creare un collegamento diretto tra il momento creativo-produttivo delle opere dell’ingegno e quello del loro utilizzo”. E’ certamente vero che le tecnologie DLT possono permettere il superamento dei modelli tradizionali di tutela dei diritti d’autore. Ciò tuttavia deve avvenire attraverso nuovi modelli che enfatizzino e non sviliscano la caratteristica della Blockchain di decentralizzazione e disintermediazione della tutela. Non è in realtà del tutto chiaro che cosa si intenda affermare con il passaggio delle Proposte sopra richiamato. Se con esso si intendesse ipotizzare una sorta di privilegio nell’utilizzo di piattaforme basate su tecnologie DLT gestite dalle organizzazioni di gestione collettiva dei diritti PI, allora il ruolo, la funzione e la promessa insita nella decentralizzazione delle tecnologie in parola ne risulterebbe frustrati, oltre a recare un grave danno alla concorrenza. Il principio della parità delle tecnologie DLT come strumenti di tutela dei diritti PI deve essere salvaguardato. Si dovrebbe anzi prevedere che le società di gestione collettiva accettino per i loro fini le registrazioni effettuate su qualsiasi piattaforma idonea, basata su tecnologie DLT.

 

Altre applicazioni delle tecnologie DLT che sarebbe opportuno considerare nella strategia nazionale.

Altro campo dove la data certa riveste un’importanza cruciale è quello della crisi d’impresa. Poter dimostrare la sequenza temporale degli eventi e delle azioni intraprese è fondamentale per ricostruire e attribuire correttamente le responsabilità dei vari attori coinvolti.

Da notare che le blockchain (quelle pubbliche come bitcoin, perlomeno) consentono la massima riservatezza e quindi sta all’autore della registrazione decidere “se”, “quando” e “quanto” disvelare. Anche questo è un fattore di fondamentale importanza per comprendere le potenzialità della tecnologia. Pensiamo ad esempio alla tutela dei segreti aziendali, per rimanere nel campo della proprietà intellettuale. Ma può diventare un atout anche per un utilizzo “sociale” della blockchain nel contrasto ai crimini digitali (cyberbullismo, stalking, fake-news, razzismo …) perché consente ai cittadini di “conservare” gli elementi di prova in una maniera che sia all’altezza degli standard richiesti dalla digital forensics penale.

In riferimento a quest’ultima tematica, riteniamo utile che il legislatore elabori una “sandbox” regolamentare che renda possibile aiutare i cittadini a registrare sulla blockchain gli elementi di prova di reati digitali. L’operazione, pur essendo tecnicamente abbastanza semplice, non è alla portata di tutti e richiede l’intervento di un soggetto terzo (sottoforma ad esempio di una procedura guidata su un sito web) che rende potenzialmente visibile al gestore della piattaforma il materiale inviato sulla blockchain. Questo può esporre il fornitore di servizi digitali a rischi di natura penale.

A tale proposito, siamo disponibili a mettere a disposizione del Comitato l’esperienza maturata nel progetto “Oradicobasta”, dove insieme alla Fondazione Exodus e alla Casa del Giovane, abbiamo predisposto un prototipo per la registrazione e conservazione degli elementi di prova in casi di cyberbullismo e stalking.

 

 

 

Cordiali saluti,

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Journal of Gastric Surgery https://creativitysafe.com/50958/ Thu, 16 Jan 2020 20:40:25 +0000 https://creativitysafe.com/?p=50958 Il Journal of Gastric Surgery adotterà CreativitySafe per “notarizzare” i paper ricevuti per la pubblicazione. Siamo orgogliosi di partecipare al lancio di questa iniziativa editoriale, che si rivolge ai professionisti di tutte le discipline coinvolte nell’ambito del trattamento del tumore dello stomaco (chirurgia, oncologia, endoscopia, malattie metaboliche e obesità) e che arriva a distanza di…

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Il Journal of Gastric Surgery adotterà CreativitySafe per “notarizzare” i paper ricevuti per la pubblicazione. Siamo orgogliosi di partecipare al lancio di questa iniziativa editoriale, che si rivolge ai professionisti di tutte le discipline coinvolte nell’ambito del trattamento del tumore dello stomaco (chirurgia, oncologia, endoscopia, malattie metaboliche e obesità) e che arriva a distanza di meno di due mesi dall’accordo di cooperazione siglato tra Azienda ospedaliera di Terni (Prof. Amilcare Parisi), Università di Roma “La Sapienza” (Prof. Vito D’Andrea) e FujianMedical University (Prof. Chang-Ming Huang). Un progetto dalle grandi potenzialità nell’ambito del neo costituito IGCU (International Gastric Cancer Unit). Riportiamo di seguito per intero il comunicato stampa.

Terni, 15 gennaio 2020 – A pochi mesi della costituzione dell’International Gastric Cancer Unit, nasce a Terni , con sede editoriale presso Terni Digital, il “Journal of Gastric Surgery”, una rivista scientifica internazionale a carattere multidisciplinare interamente dedicata al trattamento del cancro gastrico, che è stata promossa dal prof. Amilcare Parisi, dall’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni e dal Comune di Terni. Oltre al prestigioso board scientifico-editoriale, la rivista, redatta in lingua inglese, presenta caratteristiche innovative anche dal punto di vista tecnologico tali da renderla all’avanguardia nel panorama internazionale e unica a livello italiano:  basti pensare, per esempio, che è disponibile anche in versione online open-access, e quindi fruibile da tutti, ma con protezione Blockchain dei contenuti intellettuali e software innovativo contro il sempre più diffuso fenomeno del plagiarismo scientifico.

Il Journal of Gastric Surgery è stato presentato il 15 gennaio nella Biblioteca Comunale di Terni in un incontro, cui hanno partecipato il prof. Amilcare Parisi, direttore della struttura complessa di Chirurgia digestiva e d’urgenza dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, il prof. Vito D’Andrea, direttore del dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Roma La Sapienza,  il prof. Chang-Ming Huang, che è intervenuto tramite web videoconference call dal dipartimento di Chirurgia Gastrica dell’Università di Fujian, il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Terni Andrea Casciari insieme al direttore sanitario facente funzione Sandro Vendetti e al direttore dell’Oncologia medica Sergio Bracarda, il commissario straordinario della Usl Umbria 2  Massimo De Fino, il sindaco di Terni Leonardo Latini e il vicesindaco Andrea Giuli, e il presidente di Terni Digital Edoardo Desiderio, che è intervenuto in qualità di direttore dell’ufficio editoriale, per illustrare gli aspetti tecnologici e innovativi di questa produzione scientifica

Il lancio di questa innovativa iniziativa editoriale, che si rivolge ai professionisti di tutte le discipline coinvolte nell’ambito del trattamento del tumore dello stomaco (chirurgia, oncologia, endoscopia, malattie metaboliche e obesità), arriva a distanza di meno di due mesi dall’accordo di cooperazione siglato tra Azienda ospedaliera di Terni (Prof. Amilcare Parisi), Università di Roma “La Sapienza” (Prof. Vito D’Andrea) e FujianMedical University (Prof. Chang-Ming Huang) e rappresenta un progetto dalle grandi potenzialità nell’ambito del neo costituito IGCU (International Gastric Cancer Unit), confermando la Città di Terni e la sua Azienda ospedaliera come riferimento internazionale nel settore.

La rivista, a carattere multidisciplinare, è nata grazie all’impegno e alla partecipazione di diversi medici strutturati della stessa Azienda ospedaliera, che negli ultimi anni ha puntato su professionisti di alto profilo, sulla qualità dei servizi e delle cure offerte e sull’utilizzo di tecnologie avanzate. La nascita a Terni di questo progetto editoriale non è quindi casuale ma effetto dell’attività quotidiana in ambito clinico-assistenziale associata allo sviluppo di progetti di ricerca, studi clinici e collaborazioni internazionali.

Il board editoriale è costituito oltre che dai fondatori dell’International Gastric Cancer Unit (IGCU), anche da numerosi altri esperti del settore che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa e che svolgeranno attività di verifica dei contenuti proposti tramite la piattaforma web (www.journalofgastricsurgery.com), secondo precisi standard editoriali del settore che, attraverso una specifico software per l’editoria (OJS 3x), garantiscono un rigoroso processo di valutazione, editing e pubblicazione in cui entrano in gioco molteplici figure connesse in tutto il mondo, fra cui editori associati suddivisi per aree di interesse, i revisori esterni per la fase di referaggio indipendente, ed editori di produzione e per l’editing. Tutto ciò coordinato da un ufficio editoriale con sede a Terni. Insomma, un grande sforzo organizzativo per garantire un alto livello metodologico e qualitativo sia nell’immediato che nel lungo termine”.

L’obiettivo della rivista è di pubblicare contenuti altamente selezionati e dall’alto potenziale scientifico, che siano realmente in grado di guidare il personale medico ad ogni livello nei processi diagnostici e decisionali, nelle strategie terapeutiche da adottare, nella valutazione di differenti approcci chirurgici e nelle nuove tecnologie. Ogni contenuto inviato alla rivista dovrà essere innovativo e originale. Proprio per questo ogni manoscritto ricevuto viene dapprima passato per così dire “ai raggi X” attraverso il CrossRef Similarity Check, un software innovativo che utilizza robot informatici per evitare casi di plagiarismo scientifico, fenomeno purtroppo oggi molto diffuso.

Questa presentazione avviene proprio in concomitanza dell’assegnazione ufficiale dell’identificativo univoco universale della rivista. L’organismo preposto al rilascio del numero di riferimento internazionale per i periodici ha infatti confermato che “Journal of Gastric Surgery” rispetta tutti i criteri necessari per essere avviata una duplice produzione con  versione sia online open access, cioè  accessibile a tutti, sia stampata.

Tutte le pubblicazioni su Journal of Gastric Surgery sono inserite in una rivista dotata di ISSN sia online che print e indicizzata sul web per permettere la massima diffusione degli articoli. A ciascuno di essi è inoltre assegnato uno specifico codice DOI di riconoscimento digitale e sarà anche offerta la protezione Blockchain dei contenuti attraverso la collaborazione avviata con la piattaforma CreativitySafe di Marcello Esposito (CEO & Founder) e Matteo Bormetti (Chief Marketing & Commercial Officer),  che mette a disposizione della rivista un registro distribuito e immutabile alla base del Bitcoin per tutelare la proprietà intellettuale degli articoli scientifici.

Chi sostiene questo progetto crede in una ricerca libera ed accessibile a tutti, proprio per questo la rivista è stata creata con la modalità open access, cioè chiunque può accedere al sito web della rivista e consultare liberamente gli articoli e le diverse uscite periodiche senza costi. Questo permetterà agli utenti e a chi lavora nel settore di tenersi sempre aggiornato sugli studi più innovativi, linee guida di trattamento, opinioni di esperti, revisioni della letteratura scientifica.

Ulteriori foto inaugurazione del Journal of Gastric Surgery – 15 Gennaio 2020

https://we.tl/t-Obf8xRKQtn

Video messaggio del Prof. Huang per inaugurazione del Journal of Gastric Surgery – 15 Gennaio 2020

https://www.youtube.com/watch?v=kSfOzjkFIww

Costituzione dell’International Gastric Cancer Unit – Prof. Huang, Prof. Parisi and Prof. D’Andrea (Terni, Novembre 2019)

https://www.youtube.com/watch?v=v528N29n9mM

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Un gioco cartaceo offline viene tutelato con CreativitySafe https://creativitysafe.com/idee-creative-2-2/ Sat, 07 Sep 2019 18:29:48 +0000 https://creativitysafe.com/?p=50058 by M. Bormetti, CMO CreativitySafe   Su CreativitySafe si registra un progetto cartaceo, infatti la piattaforma è l’ideale anche per prodotti fisici e non solo digitali.   Smart Break è un progetto, nato nel 2017, con l’obiettivo di promuovere un uso consapevole dei media digitali. L’idea nasce dall’osservazione del mondo odierno in cui tutti siamo…

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by M. Bormetti, CMO CreativitySafe

 

Su CreativitySafe si registra un progetto cartaceo, infatti la piattaforma è l’ideale anche per prodotti fisici e non solo digitali.

 

Smart Break è un progetto, nato nel 2017, con l’obiettivo di promuovere un uso consapevole dei media digitali.
L’idea nasce dall’osservazione del mondo odierno in cui tutti siamo incollati ai device digitali e quasi non ci ricordiamo più l’epoca in cui si andava avanti nella realtà fatta di atomi. Inizialmente, come un semplice blog su smartbreak.it venivano pubblicati articoli e contenuti divulgativi per favorire una riflessione sull’educazione al digitale, con il tempo si è evoluto e sono nate nuove iniziative e prodotti. Come tanti progetti nati online anche questo si è evoluto con il tempo, assecondando le esigenze del pubblico e crescendo sempre di più vista l’attualità e la delicatezza del tema trattato.
Monica Bormetti (linkedin), la founder di Smart Break, è partita con il desiderio di favorire una riflessione sul rapporto tra essere umano e tecnologia digitale e quindi pubblicando articoli testuali sul suo sito web. Con il tempo il progetto si è evoluto ed è stato pubblicato il suo libro #Egophonia, gli smartphone fra noi e la vita pubblicato da Hoepli e curato da Paolo Iabichino. In questo caso la tutela dei diritti dell’opera scritta non è stata una sua preoccupazione visto che la casa editrice li acquisisce e ne diventa proprietaria tutelandosi con i propri mezzi.
Un prodotto che però Monica ha creato e si è preoccupata di tutelare è il suo gioco cartaceo “Quanto ne sai di smartphone?”. Si tratta di un quiz a domande a risposta chiusa, che lei utilizza nei suoi eventi e formazioni al fine di favorire una discussione tra i partecipanti sull’argomento dell’uso consapevole dei media digitali. Il gioco è composto da 18 domande, con 3 risposte possibile e quindi si tratta di altrettante carte in cui sul retro è stampata la spiegazione della risposta corretta. Si tratta di domande pensate e create di sua spontanea volontà andando a fare ricerche approfondite su dati e aneddoti interessanti.
Il quiz viene usato da Monica Bormetti in contesti pubblici, durante l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione (come l’Aperitivo senza cellulare) e nel suo lavoro di formatrice a livello aziendale e scolastico. Quindi sarebbe facile per i partecipanti che si portano a casa il gioco, copiare i suoi contenuti e riprodurli con la propria firma. Ecco perché, con la ristampa del gioco in giugno 2019 ha deciso di apporre la dicitura “Prodotto registrato su Blockchain tramite il servizio CreativitySafe” e di caricare i vari file nel suo account privato.
Questo è un esempio di come CreativitySafe sia utile non solo alla tutela di materiali digitali ma anche di quelli stampati, di cui spesso si rischia di perdere il controllo.

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Il progetto Blockchain GENUINO si tutela con CreativitySafe https://creativitysafe.com/idee-creative-2/ Mon, 26 Aug 2019 22:20:06 +0000 https://creativitysafe.com/?p=49791 by M. Bormetti, CMO CreativitySafe   Grazie a CreativitySafe è stato registrato un progetto Blockchain. Blockchain che si registra su Blockchain? Può sembrare un effetto matrioska ma non è così.    Genuino.world è un protocollo di certificazione decentralizzato. Il progetto nasce nell’aprile del 2018 grazie alla volontà di due ragazzi molto intraprendenti: Gabriele Bernasconi ed…

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by M. Bormetti, CMO CreativitySafe

 

Grazie a CreativitySafe è stato registrato un progetto Blockchain. Blockchain che si registra su Blockchain?

Può sembrare un effetto matrioska ma non è così. 

 

Genuino.world è un protocollo di certificazione decentralizzato. Il progetto nasce nell’aprile del 2018 grazie alla volontà di due ragazzi molto intraprendenti: Gabriele Bernasconi ed Eleonora Mulas. In una presentazione ufficiale hanno indicato “ Viviamo in un’epoca di post verità in cui è difficile fidarsi ciecamente sulla genuinità di un prodotto basandosi solo su quanto viene comunicato. Verificare in prima persona, comprendere e raccogliere evidenza del prodotto che si acquista sono le nuove esigenze primarie dei consumatori. Per poter rispondere adeguatamente, e conquistare la fiducia dei consumatori, le imprese stesse necessitano di trasparenza lungo tutta la filiera. La soluzione Genuino, nasce per soddisfare queste esigenze attraverso l’uso di un protocollo decentralizzato per la certificazione delle filiere produttive di eccellenza. Il sistema si focalizza sul dato riducendone al minimo la possibilità di manipolazione ed aumentandone esponenzialmente l’autenticità.” Fondamentalmente l’obiettivo di Genuino.world è quello di aumentare la trasparenza delle informazioni pubblicate dalle aziende, in questo modo i consumatori sono sicuri di delle informazioni ricevute e le aziende possono mostrarsi trasparenti al 100%.

 

 

 

I due founder, Gabriele ed Eleonora, hanno intravisto in CreativitySafe la soluzione ideale per tutelarsi nei vari step di realizzazione del loro progetto. 

Stavano cercando una soluzione per tutelare Genuino perchè avevano l’idea, ma era ancora in evoluzione e descritta semplicemente in un documento pdf; la loro necessità, per passare al Next Step, era ricevere una validation da parte di investitori, ma avevano sempre il timore di far circolare i loro documenti perchè privi di copyright e tutela. Al tempo stesso, essendo in una fase di early startup, non avevano grandi cifre da investire per la tutela dell’idea.

Come uscire dal limbo? Grazie a CreativitySafe, hanno trovato un modo semplice ed economico per tutelare il loro progetto ed è iniziato … il decollo!

Hanno potuto inviare in sicurezza e tranquillità agli investitori tutti i documenti certificati da CreativitySafe  e, dopo alcuni colloqui, hanno ricevuto il primo round di finanziamento che gli permetterà adesso di realizzare l’MVP del loro progetto.

In Genuino.world hanno seguito un processo interessante e metodico per tutelarsi. Come in tutti i progetti di startup, infatti, la strategia, il posizionamento, il pricing etc cambiavano in continuazione in base ai feedback degli advisor e all’evoluzione del mercato. Pertanto, hanno deciso di registrare il whitepaper ogni qualvolta venisse modificato. Inoltre, ogni due settimane registravano un’intera cartella con il pdf delle loro presentazioni aggiornate ed un file excel contenente lo status di tutti i loro contatti.

 

Gabriele afferma che CreativitySafe è un servizio fondamentale, anche per posizionarsi e mostrarsi professionali nei confronti dei loro interlocutori. Infatti, in tutti i documenti confidenziali che realizzano, viene apposto il “disclaimer” prodotto da CreativitySafe, che scoraggia chiunque dal “rubare” le idee ivi contenute, perchè registrate dalla Genuino.world su Blockchain.

 

Ad oggi Genuino.world è un dei progetti Blockchain più interessanti che si stanno sviluppando in Italia. Proprio in questi giorni il progetto sta entrando nella sua fase calda di sviluppo, si prevede che per il primo trimestre 2020 ci avrà il primo MVP funzionante che, tra le altre cose, permetterà di interagire con nuovi investitori.

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Quando nascono le idee geniali? https://creativitysafe.com/idee-creative/ Tue, 13 Aug 2019 15:34:48 +0000 https://creativitysafe.com/?p=49213 by M. Bormetti, CMO CreativitySafe   LA DOMANDA Perchè alcune persone hanno continuamente delle idee ed altre invece fanno fatica ad averne anche solo una? Tutti noi abbiamo trascorso dei periodi estremamente creativi ed altri invece dove non riuscivamo a cavare un ragno dal buco nonostante ore e ore di tentativi e di brainstorming con…

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by M. Bormetti, CMO CreativitySafe

 

LA DOMANDA

Perchè alcune persone hanno continuamente delle idee ed altre invece fanno fatica ad averne anche solo una?

Tutti noi abbiamo trascorso dei periodi estremamente creativi ed altri invece dove non riuscivamo a cavare un ragno dal buco nonostante ore e ore di tentativi e di brainstorming con colleghi e amici.

 

LA RISPOSTA

Bene, grazie alla scienza, abbiamo scoperto che le idee scaturiscono da uno status preciso del nostro cervello.

Ebbene sì, porre in alcune condizioni specifiche il nostro cervello sembrerebbe che ne aumenti la creatività e la conseguente produzione di “idee geniali”. Scientificamente è stato dimostrato che nel nostro cervello si sviluppano principalmente due tipi di onde: Alpha e Beta.

Le onde celebrali Beta si sviluppano quando siamo nella fase attiva della nostra giornata e stiamo svolgendo precise azioni, ad esempio se stiamo scrivendo un documento o facendo una riunione. Tra le fasi attive possiamo considerare anche quelle azioni apparentemente innocue come leggere un giornale o scorrere i social network. In questi momenti la nostra concentrazione è focalizzata su un topic ed il nostro cervello attiva una rete neurale specifica per farcelo svolgere nel miglior modo possibile.

Le onde Alfa invece si sviluppano quando siamo nella fase di relax ed il livello di attività del nostro cervello è molto bassa. Durante questa fase il nostro cervello utilizza altre aree neuronali attivando percorsi che non sono mai stati sviluppati in precedenza. In termini pratici il nostro cervello emana onde Alfa quando siamo in dormiveglia, piuttosto che seduti su una poltrona rilassati ad ascoltare della musica, oppure stiamo svolgendo delle attività che sono diventate “inconsce” tipo guidare da casa al posto di lavoro o cucinare la pastasciutta. Queste ultime due, anche se sono attività vere e proprie, sono state svolte così tante volte dal soggetto che permettono uno stato di “rilassamento” del cervello.

 

 

CONCLUSIONI

Quindi la domanda è “Quali sono le onde che scatenano le nuove idee” ? 

Naturalmente sono le onde Alfa, quando il nostro cervello è in stato di relax e i nostri percorsi neuronali si attivano in maniera più completa. E’ in quei momenti che si trovano le soluzioni “creative” ai problemi. In conclusione le idee geniali nascondo quando smettiamo di dare sovrastimoli al nostro cervello e siamo in fase relax.

In un mondo dove ogni azienda ha l’obiettivo di catturare la nostra attenzione, se vogliamo essere innovativi e creativi, dobbiamo riuscire a darci delle regole e ritagliarci degli spazi di tempo per rilassarci e pensare liberamente. Dobbiamo imparare a smettere di essere immediatamente reattivi ad ogni imput (ad esempio la ricezione di un’email) e darci del tempo per pensare, riflettere e rispondere. La soluzione o l’opportunità la troviamo in fase di relax, non continuando a scorrere Facebook o rispondendo a tutte le chat.

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Libra: il progetto che potrebbe cambiare il nostro stile di vita https://creativitysafe.com/libra-facebook-italia/ Mon, 05 Aug 2019 12:03:26 +0000 https://creativitysafe.com/?p=48781 by M. Bormetti, CMO CreativitySafe Libra, la nuova criptovaluta che Facebook si accinge a lanciare nel 2020, è il primo serio assalto dei giganti del web al mondo delle banche e della finanza. Visto che il bitcoin risale all’ormai lontano 2008 e i social e gli smartphone si sono diffusi poco prima e poco dopo…

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by M. Bormetti, CMO CreativitySafe

Libra, la nuova criptovaluta che Facebook si accinge a lanciare nel 2020, è il primo serio assalto dei giganti del web al mondo delle banche e della finanza. Visto che il bitcoin risale all’ormai lontano 2008 e i social e gli smartphone si sono diffusi poco prima e poco dopo tale data, sorprende solo che non sia accaduto prima. Il lancio di Libra è stato salutato con una certa noncuranza dal settore finanziario tradizionale e dalle autorità di regolamentazione. Per non parlare dei politici impegnati in battaglie di retroguardia sulla salvaguardia dei sacri confini nazionali, del tutto irrilevanti per il corso degli eventi che stanno influenzando e influenzeranno sempre di più la vita dei cittadini governati.

Da quando Libra è stata annunciata si sono prodotti più di 200.000 articoli online (cifra stimata e non confermata). Questo dato è significativo perchè ci mostra quanto la gente abbia voglia di capire e esprimere la propria opinione in merito al tema monete-finanza-criptovalute.

Abbiamo letto di tutto, addirittura in alcuni articoli si estremizzava dicendo che dietro a questa organizzazione ci sia un’associazione terroristica. Insomma i titoli “cattura-attenzione” si sono sprecati.

Oggi non vogliamo discutere in merito al fatto se Libra sia una vera criptovaluta o meno, o cosa significhi realmente Blockchain e quindi definire se Libra è un progetto Blockchain o no. Oggi vogliamo analizzare il perché Libra cambierà il nostro stile di vita.

 

 

Perchè Libra cambierà il nostro stile di vita

Lo cambierà non tanto perchè da domani pagheremo tutto con Libra, ma perchè ci permetterà di familiarizzare con la Blockchain. Il fatto che oggi ci sia così tanta attenzione su questo progetto porta inevitabilmente i media a produrre più informazioni e automaticamente la gente ad informarsi. Ci permetterà di capire che i campi di applicazione della Blockchain sono molto vasti e vanno molto oltre il Bitcoin, Ethereum o Libra stessa.
Basti pensare all’esperienza che stiamo vivendo con CreativitySafe. Se sino a qualche anno fa per avere una marcatura temporale avevamo solo soluzioni costose o molto macchinose, oggi grazie al nostro servizio chiunque abbia un computer o uno smartphone in pochi minuti può registrare un’idea, un logo … anche una ricetta.

Come CreativitySafe ci sono tanti altri progetti che stanno usando questa tecnologia come infrastruttura. Sono già nati tanti progetti promossi da giganti come IBM, Microsoft, Carrefour, Visa etc.

Il vantaggio di chi utilizza questo tipo di applicazioni prima degli altri è ovvio: sarà considerato un pioniere del settore e il servizio che proporrà acquisirà un grande valore per i suoi clienti e i suoi interlocutori commerciali perchè noteranno che “mastica” la materia.

 

Conclusioni

La certezza che abbiamo al giorno d’oggi è che molte aziende stanno impostando i loro progetti futuri sfruttando la Blockchain. La regolamentazione dell’utilizzo sarà invece una questione a carico delle autorità.

Tornando a Libra, senza spingersi a ragionare sui rischi e le opportunità dello sviluppo futuribile di un sistema creditizio e finanziario basato su di essa, rimane il fatto che, come abbiamo imparato in Europa, la comodità di viaggiare senza dover cambiare valuta ad ogni passaggio di frontiera è impagabile. Forse, è il caso che si capisse che il pianeta e la sua economia stanno viaggiando verso un modello globalizzato e che la direzione di marcia è irreversibile. Come ci si interroga sul cambiamento climatico e si è capito che la soluzione, se c’è, può essere solo globale, così in ambito tecnologico Libra dovrebbe rappresentare un’occasione per riflettere se il mondo del 2030 o del 2050 non abbia sempre di più bisogno di infrastrutture decentralizzate.

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Se registro un marchio, poi nessuno può più dirmi nulla? https://creativitysafe.com/se-registro-un-marchio-poi-nessuno-puo-piu-dirmi-nulla/ Thu, 13 Jun 2019 23:14:25 +0000 https://creativitysafe.com/?p=48321 by M. Bormetti, CMO CreativitySafe Ci capita spesso di ricevere questa domanda “Se registro un marchio all’ufficio marchio e brevetti è mio e nessuno può più dirmi nulla?”. Talvolta, è un modo gentile per sottointendere la vera domanda che vorrebbero rivolgere a noi e cioè “se registro un logo o uno slogan sulla blockchain attraverso il…

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by M. Bormetti, CMO CreativitySafe

Ci capita spesso di ricevere questa domanda “Se registro un marchio all’ufficio marchio e brevetti è mio e nessuno può più dirmi nulla?”. Talvolta, è un modo gentile per sottointendere la vera domanda che vorrebbero rivolgere a noi e cioè “se registro un logo o uno slogan sulla blockchain attraverso il vs servizio, nessuno può poi pretendere di essere il titolare e portarmelo via?”

Torniamo alla domanda originaria e diciamo che la risposta è in genere sì, ma a condizione che voi siate effettivamente l’autore e l’utilizzatore a fini commerciali di quel marchio. Non pensate di avere ottenuto un salvacondotto rispetto a comportamenti scorretti per il solo fatto di averlo depositato su un registro pubblico e aver pagato le relative imposte.

Per illustrare il problema attraverso una casistica realmente successa, portiamo l’esempio di Supreme “New York” (si il brand di cui vedi il marchio raffigurato) vs Supreme “Barletta”.

Supreme nasce come un fashion-brand newyorkese di moda parecchi anni fa. Alcuni “ragazzi” italiani si accorgono che il marchio non è stato registrato in Italia (non chiedeteci come abbiano fatto) e ne registrano uno identico all’Ufficio Marchi e Brevetti, iniziando a commercializzare loro prodotti con quel brand. Si è arrivati al paradosso che Supreme “Barletta” (così è stata poi etichettata l’azienda italiana che aveva copiato il brand americano) esponeva merce a Pitti Uomo che i buyer internazionali pensavano fosse invece prodotta dalla vera “Supreme”.

Supreme New York si è accorta del furto di proprietà intellettuale e ha intentato causa a Supreme Barletta. Un causa che, come era logico aspettarsi, dopo poco ha vinto. Il fatto che il marchio originario non fosse stato registrato in Italia ha avuto l’unico effetto di ritardare l’azione giudiziale e renderla più “costosa”, ma alla fine i proprietari veri del marchio hanno ottenuto giustizia.

La morale quale è? Il fatto che un marchio venga registrato all’EUIPO o all’Ufficio Marchi e Brevetti non rappresenta una garanzia di autenticità e non rappresenta una sorta di scudo che mette al riparo dal reato di furto della proprietà intellettuale. Questo vale anche per la blockchain e per il nostro Servizio di registrazione. Chi pensa di potersi appropriare della creatività altrui e di farne poi valere la titolarità per il sol fatto di averla registrata per primo presso un registro ufficiale o presso blockchain commette un reato e la registrazione si trasforma in realtà in una prova a suo carico … di malafede.

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GDPR and the Blockchain https://creativitysafe.com/gdpr-and-the-blockchain/ Wed, 29 May 2019 09:57:19 +0000 https://creativitysafe.com/?p=48297 by Reguzzoni Marco and Tauber Mathias   Bitcoin, as the most popular cryptocurrency worldwide, allows two parties to transact directly with each other without the need for a trusted third party, e.g. a bank. In practice every user owns at least one Bitcoin wallet with a public key and a private key. To compare it…

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by Reguzzoni Marco and Tauber Mathias

 

Bitcoin, as the most popular cryptocurrency worldwide, allows two parties to transact directly with each other without the need for a trusted third party, e.g. a bank.

In practice every user owns at least one Bitcoin wallet with a public key and a private key. To compare it to the standard banking system, the wallet is the bank account, the public key is the IBAN code and the private key is the password to the bank account.

If user A wants to transfer Bitcoins to user B, user A needs to know his own private key and the public key of user B. At this point, normally a so called middlemen would come into play and verify the transfer. In the Bitcoin network the users assume this role. Given that the entire transfer history of every user is stored in a publicly accessible and practically immutable form, everybody with Internet access is able to see and control the accuracy of the transfer. [1]

The missing of a central authority and the fact that only the public keys of the users are displayed online, make people believe that the transfers are completely anonymous. Initially also Satoshi Nakamoto, the inventor of Bitcoin, claimed that the user’s privacy is given by keeping public keys anonymous.[2] Afterwards the Bitcoin community has changed belief and does not describe Bitcoin as anonymous anymore.[3] Studies have shown, that the public key does not directly identify a Bitcoin user, but with the use of additional information (e.g. IP address) the natural person behind the key can be identified.[4]

So public keys are just pseudonymized instead of being anonymized. Therefore, Bitcoin transfers constitute personal data in light of Recital 26 GDPR.[5] As a final outcome we can deem that the processing of personal data in the Bitcoin network falls within the material and territorial scope of the GDPR.[6]

Thus the fundamental question arises: who is the responsible controller of the data?

Art. 4(7) GDPR defines controller as “the natural or legal person, public authority, agency or other body which, alone or jointly with others, determines the purposes and means of the processing of personal data”. The typical feature of a permissionless blockchain network, like the Bitcoin one, is that all users together determine the purposes and means of the processing. So either every user is a joint controller in the sense of art. 26 GDPR or the whole network qualifies as controller under art. 4(7) GDPR. At the moment there is no definitive answer to these question.

An appropriate starting point can be the analysis of two particular players involved in the Blockchain network. Namely, wallet providers and exchangers.

A wallet provider is an entity that provides a virtual currency wallet for holding, storing and transferring Bitcoins. A wallet holds the user’s private keys.[7]

An exchanger is a person or entity engaged as a business in the exchange of virtual currency for real currency, funds, or other forms of virtual currency and also precious metals, and vice versa, for a fee (commission).[8]

Bitcoin users need to disclose their personal data, like public and private keys, in order to use the services of these actors.

In addition, wallet providers and exchangers are obliged under the new EU Anti-Money Laundering Directive (AMLD5) to verify the real identity of their customers.

They control therefore huge amounts of personal data and are definitely in the position to determine the purposes and means of the processing of this data. In the sense of art. 4(7) GDPR they qualify as controllers and need to comply with the GDPR.

Users or rather data subjects still have a hard life enforcing their rights to access, to information, to rectification and to erasure the data. That’s not only because most wallet providers and exchangers are established outside of the EU, but also because the Bitcoin network as a whole is distributed worldwide. So data subjects simply have no entity where they could enforce their rights.

 

NOTES

[1] https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3297531 page 29

[2] Satoshi Nakamoto, “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”, https://bitcoin.org/bitcoin.pdf, page 6

[3] Bitcoin.org, “Frequently Asked Questions”, https://bitcoin.org/en/faq#is-bitcoin-fully-virtual-and-immaterial

[4] Thomas Buocz and others, “Bitcoin and the GDPR: Allocating Responsibility in Distributed Networks”, https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3297531 page 8

[5] Recital 26 GDPR: “Personal data which have undergone pseudonymisation, which could be attributed to a natural person by the use of additional information should be considered to be information on an identifiable natural person

[6] That’s because the storing of data in the blockchain qualifies as processing by automated means under art. 2(1) GDPR and the activities carried out within the Bitcoin network constitute a service offered to data subjects who are in the EU within the meaning of Art. 3(2) GDPR.

[7] FATF, “Virtual Currencies – Key Definitions and Potential AML/CFT Risks”, June 2014, http://www.fatfgafi.org/media/fatf/documents/reports/Virtual-currency-key-definitions-and-potential-aml-cft-risks.pdf, 8.

[8] FATF, “Virtual Currencies – Key Definitions and Potential AML/CFT Risks”, June 2014, http://www.fatfgafi.org/media/fatf/documents/reports/Virtual-currency-key-definitions-and-potential-aml-cft-risks.pdf, 7.

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L’educazione alla tutela della Proprietà Intellettuale è una priorità https://creativitysafe.com/leducazione-alla-tutela-della-proprieta-intellettuale-e-una-priorita/ https://creativitysafe.com/leducazione-alla-tutela-della-proprieta-intellettuale-e-una-priorita/#respond Tue, 23 Apr 2019 16:33:47 +0000 https://creativitysafe.com/?p=48274 “Abbiamo bisogno di aumentare il livello di consapevolezza per gli utenti. La protezione della proprietà intellettuale dovrebbe essere parte di un nuovo programma educativo per gli studenti allo scopo di insegnare l’opportunità e le minacce dell’ambiente digitale”. Lo ha detto il Presidente dell’Autorità per le  Garanzie nelle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani intervenendo a Mosca ad…

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“Abbiamo bisogno di aumentare il livello di consapevolezza per gli utenti. La protezione della proprietà intellettuale dovrebbe essere parte di un nuovo programma educativo per gli studenti allo scopo di insegnare l’opportunità e le minacce dell’ambiente digitale”. Lo ha detto il Presidente dell’Autorità per le  Garanzie nelle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani intervenendo a Mosca ad una conferenza sulla tutela del copyright organizzato dal Federal Service for Intellectual Property della Federazione russa. Cardani ha ricordato come l’intervento di Agcom in materia di protezione del copyright sia duplice tenga “in uguale considerazione sia le attività educative che informative rivolte al pubblico per l’uso di contenuti legali e procedimenti di esecuzione in caso di violazioni”. Secondo Cardani è necessario coinvolgere nel processo tutti gli attori attivi sul web: “per bloccare la violazione del copyright, abbiamo certamente bisogno della collaborazione degli Internet Service Providers, ma anche dei motori di ricerca, degli intermediari di pagamento, delle agenzie pubblicitarie e dei server DNS alternativi”.

il comunicato stampa nella sua versione integrale si trova qui.

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