Huware https://huware.com Tue, 17 Mar 2026 14:03:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 AI Readiness: un framework strategico per l’eccellenza operativa nell’era dell’AI https://huware.com/ai-readiness-un-framework-strategico-per-leccellenza-operativa-nellera-dellai/ https://huware.com/ai-readiness-un-framework-strategico-per-leccellenza-operativa-nellera-dellai/#respond Tue, 17 Mar 2026 13:32:23 +0000 https://huware.com/?p=4253 Mentre qualche mese fa parlavamo di entusiasmo sperimentale nei confronti dell’ AI generativa, oggi la tendenza converge sempre di più verso una fase di operazionalizzazione profonda e sistemica. In questo contesto, l’AI readiness rappresenta una condizione essenziale per le organizzazioni che intendono mantenere competitività, configurandosi come la bussola necessaria per navigare questa trasformazione e dove […]

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Mentre qualche mese fa parlavamo di entusiasmo sperimentale nei confronti dell’ AI generativa, oggi la tendenza converge sempre di più verso una fase di operazionalizzazione profonda e sistemica.
In questo contesto, l’AI readiness rappresenta una condizione essenziale per le organizzazioni che intendono mantenere competitività, configurandosi come la bussola necessaria per navigare questa trasformazione e dove un AI readiness assessment diventa un atto fondamentale e strategico per identificare i gap tra le ambizioni di business e le reali capacità operative.

Perché l’AI readiness viene prima dell’adozione dell’AI

Secondo Osservatorio.net del Politecnico di Milano il mercato dell’intelligenza artificiale in Italia ha vissuto una stagione di crescita senza precedenti toccando una valutazione di circa 1,8 miliardi di euro nel 2025, con un incremento del 50% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, questa accelerazione non è sempre stata accompagnata da una preparazione adeguata delle strutture aziendali.

La tendenza a rincorrere l’ultima novità tecnologica senza aver consolidato le proprie fondamenta ha portato molte organizzazioni nel cosiddetto “purgatorio dei PoC” (Proof of Concept), dove i progetti nascono, brillano e falliscono non appena tentano l’integrazione nei workflow reali.

La priorità della readiness rispetto all’adozione risiede nella necessità di garantire un ritorno sull’investimento (ROI) che sia duraturo. Senza una valutazione della prontezza organizzativa, le aziende rischiano di investire in soluzioni che l’infrastruttura non può supportare o che le persone non sono pronte ad utilizzare.

La scelta di dare priorità all’AI readiness assessment permette al management di mappare i rischi associati alla “Shadow AI” e alla perdita di controllo sui dati.

Preparare l’azienda significa quindi dotarsi di un “sistema immunitario digitale” capace di filtrare le tecnologie inutili e potenziare quelle strategiche.

Cosa si intende per AI readiness?

Il termine AI ready definisce la capacità di un’organizzazione di integrare, scalare e governare l’intelligenza artificiale in modo da generare valore di business misurabile e sostenibile. Si tratta di un indicatore che riflette la salute dell’intera infrastruttura aziendale, dalla qualità dei dati grezzi alla cultura del cambiamento. In un’era in cui l’AI sta passando da strumenti passivi ad agenti proattivi (Agentic AI), la readiness richiede una fluidità operativa che permetta la facile integrazione con i sistemi ERP e CRM.

La letteratura di settore identifica diversi livelli di maturità attraverso cui le aziende evolvono. La transizione avviene da una fase di “Basic Automation“, orientata al risparmio sui costi e all’efficienza di singoli task, verso una fase di “Organizational Redesign“, dove l’AI diventa il motore trainante della strategia di monetizzazione e della creazione di nuovi prodotti. Essere pronti significa avere la consapevolezza che l’AI non sostituirà il modello di business, ma lo trasformerà radicalmente.

I pilastri dell’AI readiness framework

Per costruire una strategia di successo, è necessario agire su sette pilastri fondamentali che compongono l’AI readiness framework: questi pilastri sono elementi interdipendenti che formano l’ossatura della trasformazione digitale.

  1. Strategia e visione aziendale

L’adozione dell’AI deve essere guidata dalla risoluzione di problemi reali e dalla missione aziendale, evitando l’uso della tecnologia come fine a se stessa. La strategia deve definire chiaramente quali decisioni o workflow l’AI andrà a migliorare, stabilendo baseline precise e metriche di successo che vadano oltre la semplice “efficienza”. Senza una sponsorship esecutiva forte e un budget dedicato, l’AI rimane confinata a esperimenti di laboratorio senza impatto.

  1. Dati e qualità informativa

I dati sono il carburante di ogni modello di AI. La readiness richiede che i dati siano centralizzati, accessibili, puliti e privi di silos. Le organizzazioni devono dotarsi di architetture cloud moderne (Datalakehouse) che garantiscano una “base di verità” affidabile.

  1. Governance e conformità

L’etica e la sicurezza sono pilastri non negoziabili. Un framework di governance solido deve affrontare la trasparenza degli algoritmi, la mitigazione dei bias e la conformità alle normative sulla privacy come il GDPR e l’EU AI Act. Una “Responsible AI” non è un limite, ma un vantaggio competitivo che aumenta il ROI grazie alla trasparenza e alla sicurezza algoritmica. In un ospedale, è fondamentale che un chirurgo veda i dati clinici, mentre l’amministrativo dovrà avere accesso solo alle informazioni anonime. Una governance intelligente fa esattamente questo: garantisce la massima operatività nel rispetto assoluto della privacy.

  1. Infrastruttura tecnologica

La scalabilità richiede un’infrastruttura cloud-native. Soluzioni come Google Cloud offrono la potenza di calcolo (GPU/TPU) e i servizi gestiti come Vertex AI, necessari per addestrare e distribuire modelli in produzione senza colli di bottiglia hardware. La readiness infrastrutturale implica anche la capacità di integrare l’AI con i sistemi legacy attraverso API e middleware moderni.

  1. Ingegneria e Sviluppo

Il pilastro dell’ingegneria si concentra sulla capacità di costruire e mantenere pipeline di AI affidabili. Questo include l’implementazione di pratiche di MLOps (Machine Learning Operations) per il monitoraggio continuo delle performance dei modelli e la gestione del loro ciclo di vita.

  1. Modelli Operativi e Processi

L’AI deve diventare parte integrante della quotidianità operativa attraverso una mappatura dettagliata dei processi aziendali. È fondamentale definire i modelli di collaborazione uomo-macchina (Human-AI collaboration), con chiari ruoli di supervisione e intervento.

  1. Cultura e Capitale Umano

La trasformazione digitale richiede un cambiamento culturale basato su “upskilling” e “reskilling” della forza lavoro, promuovendo la “data literacy” a tutti i livelli dell’organizzazione. Il management deve promuovere l’AI come uno strumento che potenzia l’intelligenza umana anziché sostituirla.

Gli errori da evitare

La percezione di essere pronti per l’AI spesso non coincide con la realtà dei fatti. Molte organizzazioni sovrastimano la propria capacità di adozione dell’AI basandosi su indicatori superficiali.

Ecco alcuni errori più comuni:

  • Confusione tra quantità e utilità del dato: possedere una grande mole di dati senza una governance è un’illusione di valore: la quantità non genera insight se i dati restano frammentati, incompleti o privi di etichette. Per trasformare questo “rumore” in asset strategico, è necessario passare dal semplice stoccaggio alla catalogazione semantica. L’integrazione di un Business & Data Glossary agisce come la scheda tecnica ad esempio di un e-commerce: proprio come un cliente non acquisterebbe mai un prodotto senza conoscerne le caratteristiche, un’organizzazione (e soprattutto un’AI) non può utilizzare tabelle di cui ignora il dominio informativo.
  •  La “trappola dell’orizzontalità”: non tentare di costruire piattaforme universali prima di aver dimostrato il valore su un singolo caso d’uso verticale. Questo approccio disperde le risorse e rischia di far percepire l’AI agli stakeholder solo come un costo infrastrutturale e non come un generatore di risultati.
  • L’AI vista come “progetto IT” una tantum: l’AI non è un prodotto statico, ignorare la necessità di un monitoraggio post-lancio significa condannare il sistema all’irrilevanza non appena i dati di mercato o i comportamenti degli utenti cambiano.
  • Errata metrica della prontezza: non deve essere misurata al momento del go-live, ma nella capacità di sostenere e aggiornare il valore nel tempo. Il successo non è il lancio, ma la sostenibilità operativa a lungo termine.

AI readiness come percorso, non come stato

È fondamentale approcciare la AI readiness come un viaggio evolutivo e non come una destinazione statica.

Le aziende devono adottare una mentalità di miglioramento continuo, dove l’assessment della maturità viene ripetuto periodicamente per adattarsi alle nuove sfide, come l’emergere della “Sovereign AI” o la necessità di localizzare i modelli per rispettare norme culturali e regionali specifiche.

Il percorso di maturità richiede una transizione fluida tra diverse fasi operative. Successivamente, l’azienda si muove verso l’orchestrazione di processi complessi e, infine, verso la creazione di ecosistemi intelligenti dove l’AI agisce come partner strategico. In questo contesto, il concetto di “Human-in-the-loop” rimane centrale: l’essere umano non sparisce dal processo, ma evolve verso ruoli di supervisione etica e decisionale di alto livello.

Valutazione e assessment dell’AI readiness

Condurre un AI readiness assessment è un’attività rigorosa che richiede l’uso di toolkit e framework validati. Un assessment efficace deve iniziare con un’analisi oggettiva attraverso domande dirette ai vertici aziendali, come:

  • Qual è il workflow specifico che vogliamo migliorare? 
  • Chi possiede i dati necessari e quanto sono “sporchi” attualmente? 
  • Chi sarà il responsabile del sistema dopo il lancio, in caso di malfunzionamento?

Come Huware può aiutarti ad avere un vantaggio competitivo

Huware si posiziona come il partner strategico per le aziende che vogliono trasformare il concetto astratto di intelligenza artificiale in una realtà operativa di successo. Essere un Premier Partner di Google Cloud permette a Huware di offrire la competenza per integrarle nel tessuto unico di ogni organizzazione. 

L’approccio di Huware è intrinsecamente “human-centric”: la tecnologia è vista come un mezzo per liberare le persone dai task ripetitivi, permettendo loro di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto e creatività.

Il valore aggiunto risiede nella capacità di guidare l’intero ciclo di vita della trasformazione attraverso un metodo distintivo di fast prototyping. Partendo da discovery workshop mirati, Huware aiuta il management a identificare i casi d’uso ad alto impatto, realizzando Proof of Concept (PoC) in sole 3 settimane. Questa velocità di esecuzione e ottimizzazione permette di dimostrare il valore della tecnologia quasi in tempo reale. 

Casi studio come Job Rapido e MMB confermano come questo approccio permetta di risolvere sfide complesse, garantendo precisione, scalabilità e una riduzione tangibile degli scarti produttivi.

Inoltre, l’expertise di Huware nel change management assicura che l’adozione tecnologica non trovi ostacoli nella cultura aziendale. Supportiamo le organizzazioni nella costruzione di una solida governance e in percorsi di formazione su misura, preparando le persone a governare l’AI anziché subirla. 

La sfida del 2026 non è più se adottare l’intelligenza artificiale, ma come farlo in modo intelligente. Preparare la propria organizzazione attraverso un solido AI readiness framework è l’unico modo per assicurarsi che l’AI sia un acceleratore di crescita e non un generatore di complessità. 

Domande frequenti sull’AI readiness

Cos’è AI readiness assessmento e perchè è il primo passo fondamentale per ogni azienda?

Un AI readiness assessment è una valutazione strutturata delle capacità di un’organizzazione (dati, infrastruttura, cultura, strategia) necessaria per determinare quanto l’azienda sia pronta a implementare l’intelligenza artificiale in modo efficace. È fondamentale perché permette di identificare i gap critici ed evitare sprechi di budget in progetti che l’azienda non ha la capacità di scalare o governare, trasformando l’AI da costo sperimentale a valore di business.

Quali sono i principali pilastri dell’AI readiness framework che garantiscono il successo nel lungo periodo?

I pilastri principali includono 

  • una strategia allineata ai KPI di business; 
  • una gestione del dato di alta qualità e centralizzata; 
  • una governance etica e trasparente; 
  • un’infrastruttura cloud scalabile; 
  • processi operativi pronti alla collaborazione uomo-macchina; 
  • una cultura aziendale orientata al cambiamento e alla formazione continua. 

L’equilibrio tra questi elementi permette di scalare l’AI in modo sostenibile e sicuro.

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Perché affidare la migrazione della posta aziendale a un partner certificato https://huware.com/perche-affidare-la-migrazione-della-posta-aziendale-a-un-partner-certificato/ Fri, 13 Feb 2026 09:02:55 +0000 https://huware.com/?p=4184 Il panorama tecnologico contemporaneo ha trasformato radicalmente il ruolo della posta elettronica all’interno delle organizzazioni. Quello che un tempo era considerato un semplice strumento di messaggistica è oggi diventato l’asse portante di un ecosistema digitale integrato, fondamentale per la collaborazione, la gestione documentale e la sicurezza delle informazioni. In questo scenario, la migrazione della mail […]

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Il panorama tecnologico contemporaneo ha trasformato radicalmente il ruolo della posta elettronica all’interno delle organizzazioni. Quello che un tempo era considerato un semplice strumento di messaggistica è oggi diventato l’asse portante di un ecosistema digitale integrato, fondamentale per la collaborazione, la gestione documentale e la sicurezza delle informazioni.
In questo scenario, la migrazione della mail aziendale non rappresenta soltanto un cambiamento tecnico di piattaforma, ma un passaggio strategico verso ecosistemi, capaci di garantire scalabilità e sicurezza.

Quando serve davvero migrare la mail aziendale?

Con migrazione della mail aziendale si intende il processo di trasferimento di email, calendari, contatti e configurazioni da un sistema di posta a un altro, tipicamente da server locali, on-premise o piattaforme legacy verso soluzioni cloud come Google Workspace o Microsoft 365.

La migrazione diventa necessaria quando l’infrastruttura di posta non è più in grado di sostenere l’evoluzione operativa dell’organizzazione. Succede spesso in presenza di server locali obsoleti, costi di manutenzione crescenti o difficoltà nella gestione della sicurezza e degli accessi.

Anche la crescita del numero di utenti, l’aumento del lavoro da remoto e la necessità di integrare strumenti di collaborazione spingono molte aziende a valutare il passaggio verso piattaforme cloud dedicate.
Un altro segnale ricorrente riguarda la frammentazione degli strumenti: archivi distribuiti, difficoltà di ricerca delle informazioni e limitazioni nella condivisione dei documenti riducono l’efficienza quotidiana dei team.
In questi casi la migrazione della posta aziendale non rappresenta solo un aggiornamento tecnico, ma l’occasione per riprogettare l’ambiente di lavoro digitale, migliorando continuità operativa, sicurezza e produttività complessiva.

Perché la scelta del partner viene prima della migrazione stessa

Affrontare una migrazione della mail aziendale senza il supporto di un partner certificato espone l’organizzazione a vulnerabilità critiche dove il rischio di downtime non pianificato è una delle minacce più concrete.

Analisi dei rischi: il costo del downtime e della perdita di dati

Secondo una ricerca di Cloudzero, l’errore umano è responsabile di circa il 66-80% degli incidenti di downtime durante le migrazioni tecnologiche. Senza una pianificazione rigorosa, si verificano spesso problemi di integrità dei dati, causati da una mancata convalida o pulizia prima del trasferimento.

Inoltre, i costi imprevisti legati alla migrazione di dati non necessari o a una fornitura di spazio di archiviazione inadeguata possono gonfiare il budget del progetto in modo incontrollato.

Affidarsi a un partner certificato significa garantire una business continuity ovvero assenza di fermi operativi, progettando in sicurezza un intero ambiente di collaborazione.

L’analisi dei processi pre-migrazione permette di identificare aree di miglioramento, trasformando la transizione in un’opportunità per ristrutturare i flussi operativi in chiave digitale.

Eccellenza tecnica: migrazione email senza downtime e gestione DNS

Il raggiungimento di una migrazione email senza downtime rappresenta il “gold standard” dell’efficienza IT. Questo obiettivo richiede una padronanza assoluta dei meccanismi di routing della posta e una gestione meticolosa dei record MX (Mail Exchange) del dominio aziendale.
Quando un’azienda decide di affidarsi a una consulenza per la migrazione verso uno workspace di alto livello, beneficia di strategie di coesistenza avanzate che permettono di mantenere la continuità operativa anche durante il passaggio dei dati più complessi.

La gestione dei record MX e il TTL

La transizione del traffico email richiede una modifica dei record MX per indirizzare i messaggi ai server di Google. Un errore in questa fase può causare il rimbalzo delle email per periodi che variano dalle 48 alle 72 ore, il tempo massimo richiesto per la propagazione globale dei DNS.
Gli esperti certificati seguono una procedura rigorosa che include l’abbassamento del TTL (Time to Live) prima della migrazione, riducendo drasticamente il tempo di latenza durante lo switch e permettendo un controllo granulare del flusso di posta.

Modelli di recapito: Split Delivery vs Dual Delivery

Per evitare interruzioni, i partner certificati come Huware utilizzano spesso modelli di routing ibridi:

  • Split Delivery (recapito frazionato): in questo scenario, Google Workspace funge da gateway principale. Se il destinatario esiste nel nuovo sistema, la mail viene consegnata a Gmail; in caso contrario, viene reindirizzata automaticamente al server legacy. Questo modello è ideale per transizioni graduali, permettendo a reparti diversi di migrare in tempi diversi senza perdere comunicazioni interne o esterne.
  • Dual Delivery (recapito doppio): con questo sistema, ogni email in arrivo viene consegnata simultaneamente sia al vecchio che al nuovo server. È la strategia preferita per le fasi di pilotaggio o per gli executive che necessitano di una garanzia assoluta di continuità, permettendo loro di familiarizzare con la nuova interfaccia mantenendo un backup in tempo reale nel sistema precedente.

Gli errori più comuni nella migrazione di un sistema mail aziendale

La migrazione mail aziendale raramente presenta criticità per limiti tecnologici. Nella maggior parte dei casi i problemi nascono da una pianificazione incompleta o dalla sottovalutazione delle attività preparatorie.

Alcuni errori ricorrono con frequenza e possono generare downtime, perdita di dati o rallentamenti operativi anche dopo il completamento della migrazione.

Tra i più comuni:

  • Migrare senza un audit preliminare
    Avviare il trasferimento senza un’analisi dell’infrastruttura esistente porta spesso a spostare dati ridondanti, caselle non utilizzate o archivi non più necessari. Questo aumenta tempi e costi e rende più complessa la gestione futura dell’ambiente di posta.
  • Non ridurre il TTL prima dello switch DNS
    Una configurazione errata dei tempi di propagazione può causare ritardi nella consegna delle email o rimbalzi temporanei. La riduzione preventiva del TTL consente invece di controllare la transizione del traffico e limitare i disservizi durante il passaggio.
  • Non gestire correttamente gli archivi storici
    Le caselle aziendali contengono spesso anni di comunicazioni critiche. Migrare grandi volumi di dati senza una strategia dedicata può rallentare il progetto o generare incongruenze tra sistemi. La separazione tra migrazione massiva e sincronizzazione finale permette di mantenere continuità operativa.
  • Non accompagnare gli utenti nel cambiamento
    Anche una migrazione tecnicamente perfetta può fallire se le persone non sono preparate al nuovo ambiente di lavoro. Formazione e supporto nelle prime fasi riducono errori operativi e accelerano l’adozione degli strumenti collaborativi.

La valenza strategica della migrazione mail aziendale nel contesto dell’innovazione

Quando si valuta la migrazione del sistema mail aziendale verso soluzioni cloud-native come Google Workspace, è essenziale comprendere che l’obiettivo primario è l’abilitazione di un nuovo modo di lavorare.

La centralizzazione dei dati permette di eliminare i silos informativi, rendendo email, file e contatti aziendali facilmente ricercabili e accessibili da qualsiasi dispositivo, migliorando drasticamente l’efficienza dei flussi di lavoro. Questa trasformazione è ulteriormente potenziata dall’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa, come Gemini per Workspace, che trasforma la posta elettronica in un assistente intelligente capace di sintetizzare thread complessi, redigere bozze e automatizzare compiti ripetitivi.

L’evoluzione verso un ecosistema collaborativo integrato

La migrazione della posta aziendale funge da catalizzatore per l’adozione di una suite di produttività completa. Il passaggio a Gmail per le aziende non offre solo un’interfaccia intuitiva, ma garantisce una sicurezza di livello enterprise che protegge le comunicazioni sensibili da minacce esterne sempre più sofisticate.

Un partner certificato progetta l’intero ambiente di collaborazione per massimizzare i benefici della tecnologia Google. Questo include la configurazione di strumenti come Drive per l’archiviazione sicura, Meet per le videoconferenze e Calendar per la gestione ottimizzata dei tempi di team.

L’analisi dei processi pre-migrazione permette di identificare aree di miglioramento, trasformando la transizione in un’opportunità per ristrutturare i flussi operativi in chiave digitale.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella produttività post-migrazione

Uno dei vantaggi più significativi di una migrazione mail aziendale verso il cloud di Google è l’immediato accesso alle potenzialità di Gemini. L’IA generativa integrata consente di aumentare la creatività e la produttività dell’organizzazione agendo direttamente sui dati. In Gmail, Gemini aiuta a scrivere risposte rapide e riassunti di conversazioni lunghe, mentre in Fogli può generare automaticamente tabelle e analizzare trend dai dati migrati.

Questo livello di innovazione richiede una configurazione precisa che solo una consulenza esperta può implementare, assicurando che l’IA operi in un ambiente sicuro e conforme alle policy aziendali.

I 3 pilastri di una migrazione email di successo

Una migrazione email di successo è un’operazione strategica che poggia su tre pilastri fondamentali per garantire la continuità del business.

1. Continuità totale e gestione del cambiamento
Una metodologia proprietaria permette di effettuare il passaggio tra piattaforme in totale trasparenza. Il risultato è un’adozione fluida: i dipendenti passano al nuovo sistema senza perdere minuti di produttività, trovando un ambiente già configurato e pronto all’uso.

2. Integrità del dato e successo della migrazione
La posta elettronica rappresenta l’archivio storico di un’azienda. Non ci si può limitare a spostare i messaggi; è necessario garantire che ogni elemento, inclusi calendari, contatti e permessi, venga trasferito correttamente. Protocolli di verifica post-migrazione assicurano un success rate del 99.8%, garantendo che ogni bit sia al suo posto originale.

3. Sicurezza e Governance sin dal primo giorno
Essere partner certificati significa applicare le best practice di sicurezza di Google e Microsoft immediatamente. Questo include la corretta configurazione di protocolli come SPF, DKIM e DMARC per prevenire lo spam e il phishing, oltre al setup di criteri di accesso condizionale e Multi-Factor Authentication (MFA) per proteggere gli account aziendali da accessi non autorizzati.

L’expertise di Huware: la metodologia per il vantaggio competitivo

Il passaggio a un nuovo modo di lavorare richiede tempo e una visione chiara.
Affidarsi a Huware per la migrazione della propria mail aziendale significa scegliere un partner che guarda all’intero ecosistema tecnologico dell’azienda. In qualità di Premier Partner Google Cloud, Huware ha sviluppato una metodologia tecnica rigorosa, progettata per trasformare la transizione in un vantaggio competitivo duraturo:

  • Audit: analisi approfondita dell’infrastruttura di partenza e pulizia dei dati. Questa fase è cruciale per eliminare ridondanze e garantire che vengano migrati solo file e comunicazioni integri, ottimizzando lo spazio e le performance future.
  • Pilot: migrazione di un gruppo di test selezionato (Google Guides) per validare il flusso tecnico e le configurazioni di sicurezza. Il pilot permette di risolvere eventuali complessità specifiche prima del passaggio su larga scala.
  • Go-live: migrazione massiva assistita con monitoraggio in tempo reale. Gli esperti di Huware supervisionano ogni fase del cut-over tecnico, assicurando una migrazione email senza downtime e intervenendo istantaneamente in caso di anomalie DNS o di routing.
  • Support: affiancamento costante post-migrazione per l’ottimizzazione delle licenze e la risoluzione di dubbi operativi. Questa fase garantisce che l’investimento tecnologico sia dimensionato correttamente sulle reali esigenze dell’azienda.

Domande frequenti sulla migrazione strategica

Quali sono i rischi reali di una migrazione mail aziendale gestita senza un partner certificato?

Una migrazione gestita senza certificazioni specifiche espone l’azienda a rischi critici: blacklisting dei domini, perdita di archivi storici e, soprattutto, ore di inattività del personale. Noi trasformiamo un rischio tecnologico in un aggiornamento fluido.

Quanto tempo richiede una migrazione della posta aziendale e come vengono gestiti gli archivi storici molto pesanti?

Il tempo di trasferimento durante il processo di migrazione è influenzato da volume dati, limiti dei provider (come Google o Microsoft) e densità degli utenti. Per abbattere queste barriere, in Huware utilizziamo un cluster di server scalabile che massimizza la “potenza di fuoco” saturando la banda disponibile. La strategia si divide in due fasi: un’analisi predittiva, circa 2-3 mesi prima, per migrare i dati storici massivi e una sincronizzazione delta finale per trasferire solo le ultime modifiche. Questo approccio garantisce un passaggio fluido al Go-Live, eliminando i tempi di inattività rispetto ai metodi tradizionali.

Quali sono le principali piattaforme legacy supportate dal servizio di migrazione e verso quali ecosistemi è possibile trasferire i dati?

Huware abilita la migrazione verso Google Workspace e Microsoft 365 partendo da un vasto ecosistema di sorgenti. Per la posta, gestisce server Exchange (2010+), MDaemon e qualsiasi piattaforma basata su protocollo IMAP (come Zimbra o Kerio).
Sul fronte collaboration, trasferisce dati da File Server/NAS locali, SharePoint on-premise e coordina migrazioni cloud-to-cloud da Dropbox, Box o Drive, inclusi i consolidamenti tra diversi Tenant Microsoft 365. Ogni progetto segue una strategia a due fasi (Massiva e Delta) per azzerare il fermo operativo.

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Cos’è un employee hub e perché è fondamentale per le aziende nel 2026 https://huware.com/employee-hub-perche-fondamentale-per-le-aziende/ Tue, 03 Feb 2026 11:54:54 +0000 https://huware.com/?p=4099 Oggi lavorare non significa più solo ‘eseguire’, ma riuscire a navigare in un ecosistema sempre più complesso. Molte aziende accusano una difficoltà sempre maggiore in termini di engagement interno e retention, ed è qui che l’employee hub diventa il cuore pulsante dell’organizzazione. Un employee hub è una piattaforma digitale centralizzata che rappresenta il punto di […]

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Oggi lavorare non significa più solo ‘eseguire’, ma riuscire a navigare in un ecosistema sempre più complesso. Molte aziende accusano una difficoltà sempre maggiore in termini di engagement interno e retention, ed è qui che l’employee hub diventa il cuore pulsante dell’organizzazione.

Un employee hub è una piattaforma digitale centralizzata che rappresenta il punto di accesso unico al lavoro per i dipendenti, superando il modello della Intranet tradizionale. Integra strumenti, informazioni e servizi aziendali in un’esperienza coerente e personalizzata, progettata per aumentare engagement, produttività e chiarezza operativa.

Siamo entrati ufficialmente nell’era dell’ Employee Enablement: non basta più dare strumenti ai dipendenti, bisogna trasformare la frammentazione digitale dell’azienda in un’esperienza fluida, senza ostacoli tecnologici e iniziare a liberare il potenziale umano.

Il contesto dell’engagement nel 2026

Il 2026 è caratterizzato sempre di più da una forte pressione economica, fattore che spinge le aziende a riconsiderare il valore dei propri pacchetti di benefit e l’efficienza dei sistemi interni. Tuttavia, il rischio più insidioso per la produttività non è solo finanziario, ma umano.

L’employee hub vuole essere un punto di ancoraggio necessario per ristabilire la chiarezza strategica. Non si tratta solo di comunicare meglio, ma di fornire un ambiente dove le persone possano trovare significato nel proprio operato e fiducia nei sistemi aziendali.

Employee hub: dalla intranet statica al digital headquarters

Per comprendere appieno l’importanza dell’employee hub, è essenziale definire cosa lo differenzi dalle soluzioni del passato.

La intranet tradizionale era spesso percepita come un “armadio digitale” statico, un repository di documenti e comunicazioni top-down che raramente stimolava l’interazione o supportava il flusso di lavoro quotidiano.

Gemini non richiede di cambiare scheda del browser, appare come un collaboratore laterale in Google Docs, suggerisce risposte in Gmail, crea immagini in Presentazioni e organizza dati in Fogli.

Al contrario, un employee hub moderno è una piattaforma dinamica, personalizzata e alimentata dall’intelligenza artificiale che funge da centro operativo per ogni dipendente.

L’hub diventa così una “superapp” aziendale che integra comunicazione, collaborazione, gestione delle risorse umane e strumenti di produttività in un’unica interfaccia fluida. Il concetto di Digital Headquarter riflette la necessità di avere una sede virtuale che sia efficace tanto quanto quella fisica, specialmente in un contesto di lavoro ibrido.

L’importanza della personalizzazione e del contesto

Un employee hub non si limita a mostrare le stesse notizie a tutti. Grazie all’intelligenza artificiale, la piattaforma riconosce il ruolo, la posizione geografica e i progetti in corso del dipendente, mettendo in evidenza solo le risorse pertinenti. Questo elimina il “rumore digitale” permettendo ai collaboratori di concentrarsi su attività ad alto valore aggiunto.

I benefici di un employee hub: ROI, retention e performance

Investire in un hub non è solo una scelta di cultura aziendale, ma una decisione finanziaria basata su dati concreti. I benefici dell’employee hub si riflettono direttamente sulla redditività: uno studio di Bain & Company dimostra che le aziende con alti livelli di engagement sono mediamente il 23% più profittevoli.

  • Riduzione del turnover: un’esperienza di onboarding e crescita chiara riduce il tasso di abbandono fino al 59%.
  • Aumento della produttività: centralizzando le risorse, si riduce il tempo perso nel passaggio tra diverse applicazioni (context-switching). Un dipendente coinvolto è il 125% più produttivo rispetto a un dipendente semplicemente “soddisfatto”.
  • Efficienza operativa: il self-service per ferie, buste paga e ticket IT riduce drasticamente il carico di lavoro amministrativo per i dipartimenti HR e IT.

Impatto sulla produttività e sulla riduzione dei costi IT

La centralizzazione degli strumenti riduce drasticamente il tempo perso nel context-switching. Gli studi indicano che un dipendente ispirato e coinvolto è il 125% più produttivo di uno semplicemente soddisfatto. Inoltre, l’adozione di hub basati su cloud come LumApps permette di razionalizzare i costi IT, dismettendo server legacy e sistemi telefonici obsoleti, con risparmi stimati in milioni di dollari per le grandi imprese.

Gli strumenti dell’employee hub: l’ecosistema tecnologico vincente nel 2026

Per costruire un hub efficace, la scelta della tecnologia è cruciale. Gli employee hub strumenti più avanzati nel 2026 sono quelli che si integrano nativamente con gli stack già in uso, come Google Workspace che si conferma come il pilastro della produttività cloud, offrendo un set di strumenti (Gmail, Drive, Docs, Meet) che, se correttamente integrati in un hub, permettono una collaborazione in tempo reale senza precedenti.

L’integrazione della ricerca universale (Federated Search) permette ai dipendenti di interrogare l’intero patrimonio informativo aziendale con il linguaggio naturale, ottenendo risposte istantanee anziché elenchi di file.

Inoltre, l’avvento dell’Agentic AI permette all’hub di agire come un vero e proprio “teammate”, capace di gestire workflow complessi, come l’approvazione automatica di note spese o la sintesi di report di mercato.

Una superapp integrata al 100%

Un vero employee hub non si limita alla suite di produttività. Nel 2026, la capacità di integrare strumenti come Salesforce per il CRM, monday.com per la gestione dei progetti e Workday per le risorse umane è ciò che trasforma una semplice intranet in una piattaforma di abilitazione totale.

L’obiettivo è creare un punto di accesso unico per il dipendente dove possa gestire le proprie ferie, consultare le pipeline di vendita e collaborare su un progetto senza dover gestire decine di password e interfacce diverse.

Sicurezza e Governance del dato

Con l’aumento delle minacce cyber alimentate dall’IA, la sicurezza diventa un prerequisito non negoziabile. Gli strumenti moderni offrono certificazioni ISO 27001, conformità al GDPR e auditing SOC 2, garantendo che i dati aziendali siano protetti a livello enterprise.

La governance centralizzata permette inoltre ai dipartimenti IT di controllare gli accessi in modo granulare, assicurando che le informazioni sensibili siano visibili solo a chi ne ha realmente diritto.

L’avvento dell’Agentic AI: l’intelligenza che agisce nell’hub

Un elemento di rottura fondamentale per il 2026 è l’integrazione dell’Agentic AI all’interno dell’employee hub. A differenza dei chatbot tradizionali che si limitano a rispondere a domande, gli agenti AI sono in grado di perseguire obiettivi, gestire flussi di lavoro complessi e coordinarsi tra diverse applicazioni in modo autonomo ma supervisionato.

L’utilizzo di Google Gemini Enterprise all’interno dell’hub permette di automatizzare compiti ripetitivi come la sintesi di lunghe catene di email, la generazione di report di mercato basati su dati interni o la gestione delle richieste di supporto IT e HR di primo livello.

Questo libera tempo per attività a maggior valore aggiunto e riduce il carico cognitivo sui dipendenti, combattendo attivamente il burnout tecnologico.

Roadmap di implementazione: 5 fasi per il successo

Progettare un hub richiede un approccio metodologico che Huware ha perfezionato in anni di esperienza sul campo.

  • Discovery: mappatura dei processi e dei pain point dei dipendenti per identificare dove la tecnologia può rimuovere gli attriti.
  • Architettura: definizione della governance e del design. L’hub deve riflettere l’identità del brand per favorire il senso di appartenenza.
  • Pilot: lancio per un gruppo di early adopters per testare le integrazioni e raccogliere feedback reali.
  • Lancio e Change Management: roll-out globale supportato da formazione mirata per superare le resistenze culturali.
  • Miglioramento continuo: utilizzo di analytics avanzati per monitorare l’adozione e integrare nuove funzionalità IA.

Oltre la tecnologia: abilitare il potenziale umano con Huware

Huware si posiziona come il partner strategico ideale per guidare le aziende italiane attraverso questa trasformazione. Grazie alla fusione di competenze in ambito IT, cloud, UX e Change Management, Huware non si limita alla fornitura di software, ma co-progetta il futuro digitale delle organizzazioni.

Esperienze concrete dimostrano come l’adozione di un hub possa cambiare radicalmente il volto di un’organizzazione. Unificare migliaia di collaboratori sotto un’unica “casa digitale” – percorso intrapreso da clienti come Intesa San Paolo e Cefla – o rivoluzionare l’engagement in contesti ad alto dinamismo come OVS, significa compiere il salto dalla semplice distribuzione di informazioni alla reale abilitazione delle persone.

Huware affianca i decision-maker in questa evoluzione, garantendo che ogni nuova funzionalità, si traduca in una cultura aziendale solida, dove l’innovazione diventa un valore condiviso.

La resilienza organizzativa nel decennio dell’AI

Oggi l’Employee hub è la manifestazione di un’azienda che valorizza la chiarezza, l’autonomia e la crescita continua dei propri collaboratori, permettendo ai leader di passare da una comunicazione top-down a un sistema di ascolto continuo, dove le decisioni sono supportate dai dati e le persone si sentono valorizzate.

Huware accompagna le aziende in questo percorso, unendo competenze tecnologiche e consulenza strategica per trasformare l’hub nel cuore pulsante del business.

La sfida non è solo adottare l’AI in azienda, ma abilitare ogni individuo a esprimere il proprio massimo potenziale attraverso di essa, riducendo le distanze e costruendo un futuro basato sulla fiducia e sulla collaborazione.

Le questioni aperte sull’employee hub, spiegate con chiarezza

Quali sono le differenze principali tra una intranet tradizionale e un employee hub moderno?

Mentre la intranet tradizionale è spesso un archivio statico e monodirezionale di informazioni aziendali, l’employee hub moderno è una piattaforma dinamica e interattiva. L’hub integra strumenti di produttività, IA generativa e funzionalità di social collaboration, offrendo un’esperienza personalizzata in base al ruolo dell’utente. A differenza dei vecchi portali, l’employee hub è mobile-first e funge da vero e proprio assistente digitale per il dipendente, facilitando il self-service e l’accesso immediato alle risorse.

In che modo un employee hub può migliorare il ROI aziendale e l’engagement dei dipendenti?

L’employee hub migliora il ROI riducendo il turnover volontario (fino al 59% in meno) e aumentando la redditività complessiva del 21-23%. Centralizzando gli strumenti e riducendo il context-switching, si ottiene un incremento della produttività individuale. Sul fronte dell’engagement, l’hub favorisce la trasparenza, il riconoscimento e la crescita professionale, elementi che aumentano la fedeltà dei dipendenti e attraggono nuovi talenti in un mercato altamente competitivo.

Quali sono i vantaggi dell’integrazione di Google Workspace e dell’Agentic AI in un employee hub?

L’integrazione con Google Workspace consente ai dipendenti di collaborare in tempo reale su documenti e calendari all’interno di un unico ambiente sicuro, aumentando il tasso di adozione degli strumenti cloud. L’aggiunta dell’Agentic AI trasforma l’hub in un compagno di squadra attivo, capace di gestire workflow complessi, automatizzare task ripetitivi e fornire risposte basate sul linguaggio naturale, liberando tempo per attività strategiche e riducendo il rischio di burnout.

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Gemini vs ChatGPT: le differenze per le aziende https://huware.com/gemini-vs-chatgpt-differenze-aziende/ Tue, 13 Jan 2026 16:30:34 +0000 https://huware.com/?p=3951 Nel panorama attuale, l’adozione dell’Intelligenza Artificiale Generativa non è più una questione di “se”, ma di “quale” e “come”. Per i C-Level, la sfida si è spostata dalla comprensione del potenziale dell’AI alla selezione degli strumenti più idonei per integrarla nei flussi di lavoro quotidiani.  Due giganti dominano attualmente la conversazione globale: la soluzione di […]

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Nel panorama attuale, l’adozione dell’Intelligenza Artificiale Generativa non è più una questione di “se”, ma di “quale” e “come”. Per i C-Level, la sfida si è spostata dalla comprensione del potenziale dell’AI alla selezione degli strumenti più idonei per integrarla nei flussi di lavoro quotidiani

Due giganti dominano attualmente la conversazione globale: la soluzione di Google e quella di OpenAI. Ma quando si tratta di scegliere tra Gemini e ChatGPT, la decisione non può basarsi solo sulla popolarità mediatica o sulla capacità di conversazione del chatbot.

Le aziende devono valutare parametri ben più complessi: la sicurezza dei dati, l’integrazione con l’ecosistema di produttività esistente, la multimodalità nativa e la scalabilità dei costi

Analizziamo dunque a fondo le differenze tra Gemini e ChatGPT, esplorando quale soluzione offra il miglior ritorno sull’investimento per le realtà business che mirano a trasformare la produttività e non solo ad automatizzare compiti isolati.

L’evoluzione degli LLM aziendali: oltre la semplice chat

Prima di addentrarci nel confronto tecnico e strategico, è fondamentale comprendere il contesto in cui operano questi LLM aziendali

Fino a poco tempo fa, l’interazione con l’AI avveniva principalmente in ambienti isolati: il dipendente doveva copiare un testo, incollarlo in una chat esterna, attendere l’output e riportarlo nel proprio documento. Questo processo, sebbene utile, creava frizione e frammentazione.

Oggi, l’obiettivo degli AI collaboration tool è l’invisibilità. L’AI deve essere un tessuto connettivo che lavora dentro i documenti, accanto alle email e durante le riunioni. È qui che la battaglia tra Gemini e ChatGPT diventa interessante. Non stiamo più confrontando due chatbot, ma due filosofie di integrazione e due ecosistemi distinti che promettono di abilitare agenti aziendali generativi capaci di agire, non solo di parlare.

Integrazione AI con Workspace: Il fattore ecosistema

Quando analizziamo ChatGPT o Gemini per uso aziendale, il primo grande spartiacque è l’integrazione. ChatGPT, nella sua versione Enterprise, rimane uno strumento eccezionalmente potente ma, per sua natura, agisce spesso come una “destinazione”. Gli utenti devono recarsi sull’interfaccia di OpenAI per interagire con il modello. Sebbene esistano API e integrazioni, l’esperienza utente è spesso quella di un “copilota esterno”.

Al contrario, Gemini è costruito per vivere all’interno di Google Workspace. Per le aziende che già utilizzano la suite di Google, questo rappresenta un vantaggio competitivo immediato in termini di adozione e gestione del cambiamento. 

Gemini non richiede di cambiare scheda del browser, appare come un collaboratore laterale in Google Docs, suggerisce risposte in Gmail, crea immagini in Presentazioni e organizza dati in Fogli.

La continuità del flusso di lavoro

Questa integrazione profonda riduce drasticamente il “context switching”, ovvero il costo cognitivo di passare da un’applicazione all’altra. 

Immagina di dover scrivere una proposta commerciale. Con una soluzione stand-alone, dovresti fornire al modello il contesto manualmente. Con Gemini, grazie alla sua capacità di attingere in modo sicuro ai dati presenti in Drive e nelle email, l’AI possiede già il contesto necessario.

La differenza sostanziale risiede nella fluidità:

  • ChatGPT: eccelle in compiti complessi di ragionamento, coding avanzato e analisi dati caricati manualmente. È un potente consulente esterno.
  • Gemini: eccelle nell’essere un collega proattivo che conosce i documenti aziendali. È un assistente interno perfettamente allineato agli strumenti di lavoro quotidiani.

Sicurezza e privacy: il cardine dell’AI per aziende

La preoccupazione numero uno per ogni CIO o IT Manager quando si parla di AI per aziende è la sicurezza dei dati. “I miei dati verranno usati per addestrare i modelli di AI?” È questa la domanda che spesso blocca l’adozione.

In questo ambito, sia Google che OpenAI hanno fatto passi da gigante per le versioni Enterprise, ma con approcci che meritano di essere distinti.

L’approccio di Gemini 

Google ha esteso a Gemini gli stessi rigorosi standard di sicurezza, privacy e conformità che applica a Google Workspace. Quando utilizzi Gemini, i dati (prompt, file caricati, contesto analizzato) non vengono utilizzati per addestrare i modelli fondativi condivisi. I dati rimangono all’interno del tenant dell’organizzazione. 

La gestione in ChatGPT 

Anche OpenAI, con la versione Enterprise, garantisce che i dati aziendali non vengano utilizzati per il training dei modelli. Tuttavia, la gestione delle policy di sicurezza richiede spesso una configurazione attenta della console di amministrazione per assicurarsi che nessun dato esca inavvertitamente, specialmente se i dipendenti sono abituati a usare la versione gratuita (che invece usa i dati per il training).

Per le aziende, la scelta dipende spesso dalla fiducia pregressa nell’ecosistema cloud. Se i dati risiedono già su Google Cloud o Workspace, l’attivazione di Gemini mantiene quei dati nello stesso perimetro di sicurezza.

Multimodalità nativa vs modelli assemblati

Un aspetto tecnico che ha forti ripercussioni pratiche è l’architettura dei modelli. Qui risiede una delle differenze tra Gemini e ChatGPT più affascinanti.

Gemini è stato progettato fin dall’inizio come un modello nativamente multimodale. Ciò significa che è stato addestrato contemporaneamente su testo, codice, immagini, audio e video. Non deve “tradurre” un’immagine in testo per capirla, la “vede” e la processa nativamente. Questo si traduce in una capacità di analisi e ragionamento trasversale molto più fluida e veloce, specialmente quando si tratta di analizzare video o grandi quantità di documenti misti.

ChatGPT è incredibilmente performante, ma storicamente ha aggiunto la visione e l’audio come moduli separati (es. DALL-E per le immagini, Whisper per l’audio) che lavorano in concerto. 

Sebbene l’esperienza utente sia molto simile, la natura nativa di Gemini offre un potenziale superiore per le aziende che gestiscono asset multimediali complessi o che necessitano di analizzare video meeting in tempo reale per estrarre insight.

Casi d’uso pratici: chi vince dove?

Per capire meglio ChatGPT o Gemini, analizziamo alcuni scenari tipici.

Scenario 1: Marketing e comunicazione

Se il team deve creare contenuti partendo da brief salvati su Drive, redigere newsletter in Gmail e preparare slide visive, Gemini vince per velocità di esecuzione. La capacità di richiamare un documento digitando “@NomeFile” all’interno della chat o di un Doc è un acceleratore incredibile.

Ma è nella fase di brainstorming strategico che Gemini sta segnando il sorpasso decisivo. A differenza di ChatGPT, che eccelle nella creatività stilistica ma rischia di allucinare sui fatti, Gemini sfrutta le sue capacità di Deep Research: analizza in tempo reale i trend di mercato, scansiona le attività dei competitor online e incrocia queste informazioni con i dati interni del brand (es. le performance delle campagne passate su Fogli Google). Il risultato è un brainstorming non solo fantasioso, ma strategicamente validato e immediatamente applicabile.

Scenario 2: Sviluppo software e analisi dati

Per i team di sviluppo, ChatGPT (specialmente con il modulo Advanced Data Analysis) è stato a lungo il leader indiscusso per il debugging e la scrittura di codice complesso. Tuttavia, Gemini 2.5 Pro ha dimostrato capacità di ragionamento logico e di coding sorprendenti, con il vantaggio di una finestra di contesto (context window) massiccia.

Immaginate di dover analizzare una codebase legacy enorme o migliaia di righe di log per trovare un errore. La finestra di contesto di Gemini permette di “caricare” interi repository nella memoria a breve termine del modello, permettendo un’analisi olistica che altri modelli faticano a gestire senza frammentare i dati.

Scenario 3: HR e formazione

Gli agenti aziendali generativi possono rivoluzionare l’onboarding. Con Gemini, un responsabile HR può creare in pochi minuti un piano di formazione personalizzato estraendo le policy aziendali salvate in Drive e trasformandole in una presentazione Slide o in una checklist su Fogli. La frizione tra “recupero dell’informazione” e “creazione dell’output” è quasi azzerata.

Il ruolo della strategia e il partner giusto

Avere accesso alla tecnologia più potente non garantisce il successo. La vera differenza nel ROI dell’AI per aziende la fa l’adozione. Introdurre Gemini o ChatGPT richiede un cambiamento culturale.

È qui che entra in gioco il ruolo di partner strategici come Huware. Non si tratta solo di acquistare licenze, ma di mappare i processi aziendali per capire dove l’AI può sbloccare valore.

  • Come formare i dipendenti al prompt engineering?
  • Come garantire che i dati sensibili siano classificati correttamente prima di esporli all’AI?
  • Come misurare il tempo risparmiato?

Scegliere Gemini spesso significa scegliere una strada di “innovazione integrata”, dove l’AI non è un tool in più da imparare, ma un potenziamento dei tool che si usano da sempre. 

Verso una scelta consapevole

Alla luce di quanto analizzato, la scelta tra Gemini e ChatGPT dipende fortemente dal DNA dell’azienda e dagli obiettivi di business.

Se l’organizzazione cerca uno strumento verticale e stand-alone per task specifici ad alta complessità di coding puro, ChatGPT rimane un benchmark eccellente.

Tuttavia, se la priorità è l’efficienza operativa, la sicurezza dei dati garantita dal perimetro aziendale e la collaborazione fluida tra i reparti, Gemini si posiziona come la scelta più strategica. 

Per le aziende che vivono nell’ecosistema Google, la sua capacità di abbattere i silos tra le applicazioni e di agire come un vero assistente multimodale sui dati proprietari offre un vantaggio competitivo tangibile.

Ma la tecnologia, da sola, non basta per garantire il successo. È qui che entra in gioco il valore aggiunto dell’approccio Huware. Non ci limitiamo ad attivare le licenze: lavoriamo al fianco dei team per mappare i processi esistenti, identificare dove l’AI porta valore misurabile e gestire il fondamentale aspetto del cambiamento culturale.

L’AI generativa è un motore potentissimo, ma complesso. In Huware aiutiamo le imprese a costruire la struttura organizzativa e le competenze necessarie attorno a questo motore, affinché l’azienda possa correre veloce, in totale sicurezza e nella giusta direzione strategica.

Siete pronti a trasformare il vostro modo di lavorare con l’AI integrata?

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Digital workplace: cos’è e come può trasformare il modo di lavorare https://huware.com/digital-workplace-come-trasforma-il-lavoro/ Fri, 09 Jan 2026 17:35:12 +0000 https://huware.com/?p=3944 Nel panorama aziendale contemporaneo, la nozione di ufficio ha subito una metamorfosi radicale. Non stiamo più parlando semplicemente di un luogo fisico delimitato da quattro mura, scrivanie e sale riunioni, ma di un concetto fluido, pervasivo e tecnologicamente avanzato.  La trasformazione digitale ha ridefinito le priorità, spostando l’attenzione dal “dove” si lavora al “come” si […]

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Nel panorama aziendale contemporaneo, la nozione di ufficio ha subito una metamorfosi radicale. Non stiamo più parlando semplicemente di un luogo fisico delimitato da quattro mura, scrivanie e sale riunioni, ma di un concetto fluido, pervasivo e tecnologicamente avanzato. 

La trasformazione digitale ha ridefinito le priorità, spostando l’attenzione dal “dove” si lavora al “come” si lavora. È in questo contesto che emerge con prepotenza il concetto di digital workplace, un termine che, sebbene ormai diffuso, viene spesso ridotto erroneamente alla semplice adozione di strumenti di collaborazione remota o piattaforme di videoconferenza. Tuttavia, per un’azienda che mira all’eccellenza e alla leadership nel proprio settore, comprendere a fondo questa evoluzione è cruciale. 

Il digital workplace rappresenta l’equivalente virtuale del quartier generale fisico, un ecosistema integrato dove tecnologia, cultura aziendale e processi operativi convergono per abilitare una nuova era di efficienza

Per i C-Level e i decision maker, investire in questa direzione non è più un’opzione accessoria, ma una leva strategica fondamentale per attrarre talenti, velocizzare i processi decisionali e garantire la continuità del business.

Digital workplace cos’è: oltre la definizione tecnica

Per comprendere appieno la portata di questa rivoluzione, è necessario partire dalle basi e rispondere in modo esaustivo alla domanda: cos’è realmente? Se ci limitassimo a descriverlo come un insieme di software per lo smart working, perderemmo di vista la sua vera essenza. 

Il digital workplace è una strategia olistica che mette il dipendente al centro dell’esperienza lavorativa, fornendogli l’accesso istantaneo a tutte le informazioni, le persone e i processi di cui ha bisogno per svolgere al meglio il proprio ruolo, ovunque si trovi e in qualsiasi momento. 

In passato, le aziende si affidavano a intranet statiche, spesso poco aggiornate e difficili da navigare, che fungevano da semplici repository di documenti. Il moderno digital workplace, al contrario, è un hub dinamico e interattivo. È lo spazio in cui la comunicazione interna diventa bidirezionale, dove la leadership può trasmettere la visione aziendale e dove i dipendenti possono collaborare in tempo reale su progetti complessi. È un ambiente che abbatte i silos informativi, permettendo ai dati di fluire liberamente tra i vari dipartimenti, dal marketing alle vendite, fino alle risorse umane. 

In questo senso, Huware promuove una visione in cui l’ambiente digitale non sostituisce quello fisico, ma lo potenzia, creando un’esperienza ibrida senza soluzione di continuità che valorizza il tempo e le competenze delle persone.

L’ecosistema tecnologico: digital workplace strumenti e integrazione

Quando si parla di digital workplace strumenti e piattaforme giocano un ruolo determinante, ma la vera sfida non risiede nell’acquisto della singola applicazione, bensì nella capacità di orchestrare un ecosistema integrato. 

Troppo spesso le aziende soffrono di un sovraccarico cognitivo causato dalla frammentazione: dipendenti costretti a saltare da un’app di messaggistica a un software di gestione progetti, passando per l’email e il cloud storage, perdendo tempo prezioso e concentrazione. Un digital workplace efficace agisce come un aggregatore intelligente, un unico punto di accesso che centralizza le notifiche, i task e le informazioni rilevanti.

In questo scenario, soluzioni come Google Workspace o Microsoft 365 rappresentano le fondamenta, offrendo la suite di produttività e collaborazione in cloud che abilita il lavoro simultaneo e la condivisione sicura

Tuttavia, per costruire un vero “luogo di lavoro digitale”, è spesso necessario un livello superiore di aggregazione, come quello offerto da piattaforme quali LumApps. Queste soluzioni permettono di creare un vero e proprio employee hub, che si integra perfettamente con la suite di produttività e funge da porta d’ingresso personalizzata per ogni dipendente. Immagina un dashboard che mostra non solo le ultime news aziendali, ma anche i prossimi appuntamenti in calendario, i documenti recenti su Drive e le attività da completare, tutto in un’unica interfaccia intuitiva. Questo livello di integrazione è ciò che distingue una semplice raccolta di tool da un vero digital workplace. 

La tecnologia deve essere invisibile e abilitante, riducendo l’attrito tecnologico e permettendo alle persone di concentrarsi sul valore aggiunto delle loro attività. È qui che l’expertise di Huware diventa cruciale: nella capacità di selezionare, configurare e integrare questi strumenti per creare un’architettura su misura che risponda alle specifiche esigenze del business.

Il fattore umano: co-progettazione e cultura aziendale

Un errore comune in molti progetti di trasformazione digitale è concentrarsi esclusivamente sugli aspetti tecnici, trascurando l’impatto culturale e umano. Creare un digital workplace di successo richiede un approccio che metta al centro l’esperienza del dipendente (Employee Experience). Non basta imporre nuovi strumenti dall’alto, è necessario coinvolgere le persone nel processo di cambiamento. 

La co-progettazione è una metodologia che Huware adotta spesso per garantire che le soluzioni implementate risuonino realmente con i bisogni di chi dovrà utilizzarle quotidianamente. Ascoltare i dipendenti, comprendere le loro frustrazioni operative e i loro desideri è il primo passo per costruire un ambiente digitale che sia non solo funzionale, ma anche accogliente e stimolante.

Un digital workplace ben progettato contribuisce direttamente a creare un “Best Workplace“. La soddisfazione lavorativa oggi passa anche attraverso la qualità degli strumenti digitali che l’azienda mette a disposizione. Un dipendente che riesce a trovare facilmente le informazioni, che può collaborare senza ostacoli con i colleghi e che si sente parte di una community viva, sarà naturalmente più ingaggiato e produttivo. 

La piattaforma digitale diventa quindi il veicolo principale della cultura aziendale, specialmente in contesti di lavoro ibrido o totalmente remoto. È attraverso questi canali che si celebrano i successi, si condividono i valori e si costruisce il senso di appartenenza.

Digital workplace produttività e sicurezza: il binomio necessario

Esiste una correlazione diretta e misurabile tra la maturità del digital workplace e la produttività aziendale. Le organizzazioni che hanno abbracciato pienamente questo modello registrano una maggiore velocità di esecuzione e una drastica riduzione dei tempi morti

La possibilità di accedere ai dati aziendali in mobilità, da qualsiasi dispositivo e in qualsiasi luogo, trasforma i tempi di inattività in opportunità operative. Pensiamo a un manager che può approvare un budget urgente direttamente dal proprio smartphone mentre è in viaggio, o a un team di vendita che può accedere al CRM e aggiornare le offerte in tempo reale subito dopo un incontro con il cliente. Questa fluidità operativa si traduce in un vantaggio competitivo tangibile

Inoltre, l’automazione dei processi e l’uso dell’intelligenza artificiale integrata nelle moderne piattaforme di digital workplace liberano le risorse da attività ripetitive a favore di attività a maggior valore aggiunto, come l’innovazione e la strategia.

Tuttavia, questa apertura e accessibilità non devono mai avvenire a scapito della sicurezza. Al contrario, un digital workplace strutturato eleva gli standard di protezione dei dati. In un’era in cui il perimetro aziendale fisico è svanito, l’identità digitale diventa il nuovo perimetro di sicurezza. 

Soluzioni avanzate di Mobile Device Management (MDM) e gestione degli accessi (Identity and Access Management) garantiscono che solo le persone autorizzate possano accedere alle informazioni sensibili, indipendentemente dal dispositivo utilizzato. La sicurezza diventa contestuale e granulare: i dati sono protetti sia che risiedano nel cloud, sia che stiano transitando su reti pubbliche. 

Huware pone un’enfasi particolare su questo aspetto, implementando architetture “Zero Trust” che verificano costantemente l’affidabilità degli accessi senza compromettere l’esperienza utente. In questo modo, produttività e sicurezza non sono più viste come forze contrapposte, ma come due facce della stessa medaglia, entrambe essenziali per la resilienza e la crescita dell’azienda.

Verso il futuro del lavoro: conclusioni e prospettive

In conclusione, l’adozione di un digital workplace non è un progetto con una data di fine, ma un percorso evolutivo continuo che deve adattarsi ai cambiamenti del mercato e alle nuove tecnologie. 

Abbiamo visto come questo concetto vada ben oltre la semplice implementazione di software, toccando le corde profonde della cultura organizzativa, dell’efficienza dei processi e della sicurezza dei dati. Le aziende che riescono a integrare armoniosamente la dimensione tecnologica con quella umana, attraverso strumenti adeguati e un’attenta progettazione dell’esperienza utente, si posizionano come leader nel proprio settore, pronte ad affrontare le sfide del futuro con agilità e resilienza.

Il passaggio a un ambiente di lavoro digitale maturo richiede visione, competenza e un partner affidabile in grado di guidare la trasformazione. Non si tratta solo di scegliere la tecnologia migliore, ma di disegnare il futuro del modo di lavorare della vostra azienda. 

Huware è al fianco delle imprese per trasformare questa visione in realtà, offrendo l’expertise necessaria per navigare la complessità e sbloccare tutto il potenziale del vostro capitale umano. Vi invitiamo a riflettere sullo stato attuale del vostro ecosistema digitale: è un acceleratore del business o un freno alla produttività?. La risposta a questa domanda potrebbe essere il punto di partenza per una nuova era di innovazione e successo.

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AI Recruiting: come l’intelligenza artificiale trasformerà la selezione del personale nel 2026 https://huware.com/intelligenza-artificiale-ai-recruiting-2026/ Mon, 22 Dec 2025 15:31:11 +0000 https://huware.com/?p=3906 Il mercato del lavoro sta attraversando una fase di trasformazione senza precedenti. La “guerra dei talenti”, che ha caratterizzato l’ultimo decennio, sta evolvendo in qualcosa di molto più complesso e sfaccettato. Non si tratta più soltanto di trovare candidati, ma di individuare le competenze giuste, spesso latenti, in un ecosistema in continua mutazione. In questo […]

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Il mercato del lavoro sta attraversando una fase di trasformazione senza precedenti. La “guerra dei talenti”, che ha caratterizzato l’ultimo decennio, sta evolvendo in qualcosa di molto più complesso e sfaccettato. Non si tratta più soltanto di trovare candidati, ma di individuare le competenze giuste, spesso latenti, in un ecosistema in continua mutazione. In questo scenario, il binomio tra intelligenza artificiale e recruiting non rappresenta più una semplice opzione futuristica o un vantaggio competitivo riservato alle big tech. È diventato, di fatto, un imperativo strategico.

Non stiamo parlando di semplici chatbot che rispondono a domande preimpostate o di software che scansionano parole chiave nei PDF. Stiamo parlando di un ecosistema integrato in cui l’AI agisce come un partner cognitivo per i responsabili HR, liberando il potenziale umano da task ripetitivi.

In questo insight, esploreremo come l’evoluzione tecnologica sta ridefinendo i confini della Talent Acquisition, analizzando non solo i benefici immediati dell’automazione, ma anche l’impatto profondo sulla cultura aziendale, sull’employer branding e sull’esperienza del dipendente, dal primo contatto fino all’onboarding. Scopriremo perché l’adozione di strumenti avanzati e una solida strategia di Change Management non sono più opzionali, ma vitali per competere nel mercato del lavoro di domani.

La nuova frontiera: intelligenza artificiale e recruiting come leva strategica

Fino a pochi anni fa, l’applicazione della tecnologia nelle risorse umane si limitava alla digitalizzazione dei curriculum e all’uso di Applicant Tracking Systems (ATS) basilari. Oggi, quando parliamo di intelligenza artificiale e recruiting, ci riferiamo a ecosistemi complessi capaci di apprendere, prevedere e interagire.

La vera rivoluzione attesa per il 2026 non risiede nella capacità della macchina di sostituire l’uomo, ma nella sua abilità di liberare il potenziale umano da compiti a basso valore aggiunto.

I recruiter trascorrono ancora una porzione significativa del loro tempo in attività di screening manuale, pianificazione di interviste e gestione amministrativa. L’integrazione profonda dell’AI permette di ribaltare questa proporzione: l’algoritmo si occupa dell’analisi dei dati su larga scala, permettendo ai professionisti HR di concentrarsi su ciò che realmente conta, ovvero la relazione, l’empatia e la valutazione culturale.

Dall’analisi descrittiva a quella predittiva e semantica
Uno degli aspetti più affascinanti dell’AI recruiting è il passaggio dall’analisi descrittiva (cosa è successo nel passato) a quella predittiva (cosa potrebbe accadere nel futuro). Gli algoritmi di nuova generazione analizzano pattern complessi per stimare la probabilità di successo di un candidato, basandosi non solo sulle competenze dichiarate, ma sulla propensione all’apprendimento e sulla traiettoria di carriera.

Questo approccio data-driven riduce drasticamente il rischio di bad hiring, un costo che per le aziende può essere estremamente oneroso sia in termini economici che di morale del team.

La valorizzazione delle Soft Skills
Spesso si teme che la tecnologia renda i processi freddi e impersonali. Paradossalmente, l’uso intelligente degli algoritmi permette di dare maggior peso alle caratteristiche umane. Mentre l’AI valida le hard skills attraverso test tecnici automatizzati, i recruiter possono dedicare l’intero tempo del colloquio per approfondire l’intelligenza emotiva, la leadership e il pensiero critico. L’automazione dei processi di recruiting diventa così il fondamento su cui costruire interazioni più umane e significative.

L’impatto sulla candidate experience e l’employer branding

In un mercato guidato dai candidati, la velocità e la qualità dell’interazione sono fattori determinanti. Un processo di selezione lento, opaco o frammentato può danneggiare irreparabilmente l’employer branding di un’azienda. I migliori talenti non aspettano settimane per un feedback; si aspettano la stessa fluidità digitale che sperimentano come consumatori.

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo cruciale nel migliorare la candidate experience. Chatbot evoluti, attivi 24/7, possono rispondere istantaneamente alle domande dei candidati, programmare colloqui in tempo reale e fornire aggiornamenti sullo stato della candidatura. Ma non si tratta solo di velocità: si tratta di personalizzazione.

Personalizzazione su scala
Grazie all’AI, è possibile personalizzare il percorso di ogni singolo candidato. Immaginate una piattaforma carriera che, analizzando il profilo LinkedIn o il CV caricato da un utente, riorganizzi dinamicamente i contenuti del sito per mostrare le posizioni più pertinenti, i video dei futuri colleghi e gli articoli del blog aziendale più affini ai suoi interessi.

Questo livello di cura comunica al candidato un messaggio potente: “Questa azienda mi conosce e mi valorizza ancor prima di assumermi”. Un’esperienza candidato eccellente si traduce in un tasso di accettazione delle offerte più alto e trasforma anche i candidati non selezionati in brand ambassador.

Dal recruiting all’onboarding: il ruolo strategico di LumApps

Se l’intelligenza artificiale e recruiting sono le leve fondamentali per attrarre i migliori talenti, la sfida successiva inizia il “Day One”: trasformare un neoassunto in un dipendente ingaggiato e produttivo. Investire risorse nella selezione per poi perdere il talento a causa di un inserimento disorganizzato è un rischio inaccettabile.

È in questa fase che entra in gioco LumApps, la piattaforma leader di Employee Experience. LumApps non è una semplice intranet, ma un vero e proprio Employee Hub: un punto di accesso unico dove lavoro, comunicazione e cultura aziendale convergono.

Onboarding strutturato e automatizzato
Dal momento dell’ingresso, LumApps accoglie il dipendente con percorsi di onboarding personalizzati e automatizzati. Invece di disperdersi tra email e documenti, il neoassunto segue un journey strutturato supportato da un sistema intelligente di notifiche. Lato HR, dashboard analitiche avanzate permettono di monitorare lo stato di avanzamento di ogni risorsa, garantendo che nessuno venga lasciato indietro e riducendo drasticamente il time-to-productivity.

Centralizzazione ed efficienza con le MicroApps
Per garantire che i neoassunti si sentano parte integrante della comunità aziendale, LumApps elimina la frammentazione tecnologica. Grazie alla funzionalità delle MicroApp, è possibile integrare in pochi passi interi processi aziendali (come richieste ferie, ticket IT o note spese) direttamente all’interno dell’employee hub. Questo centralizza l’operatività e rende l’esperienza del dipendente intuitiva e immediata, senza la necessità di saltare da un’applicazione all’altra.

L’Intelligenza Artificiale al servizio del dipendente
LumApps potenzia l’esperienza quotidiana attraverso l’AI integrata. Con Ask AI, la piattaforma supporta il dipendente nella ricerca e individuazione di contenuti pertinenti, interrogando non solo la knowledge base interna, ma estendendo la ricerca a fonti esterne come SharePoint o Google Drive. Guardando al futuro prossimo, la roadmap di LumApps prevede l’introduzione di Agenti AI creati direttamente nell’AI Studio della piattaforma: assistenti virtuali capaci di eseguire task complessi e supportare l’operatività del dipendente, rendendo l’ambiente di lavoro digitale sempre più proattivo.

Il ruolo cruciale del Change Management e il supporto di Huware

L’implementazione di tecnologie avanzate di AI recruiting o l’adozione di un Employee Hub evoluto come LumApps non sono processi “plug-and-play”. Introdurre nuovi strumenti digitali può generare timori: i recruiter possono temere l’obsolescenza, i dipendenti possono sentirsi disorientati da nuove piattaforme.

È qui che l’approccio di Huware fa la differenza. Non ci limitiamo a fornire la tecnologia; agiamo come partner strategico per guidare l’azienda attraverso il cambiamento.

Il nostro intervento parte dalla strategia, definendo come l’automazione possa servire il business, analizzando i processi attuali per identificare dove l’automazione porta valore e dove invece è essenziale potenziare il tocco umano.

Curiamo poi l’adozione attraverso percorsi di upskilling che trasformano i recruiter in “Talent Advisor” e guidano i dipendenti nell’uso di LumApps, affinché la tecnologia diventi un alleato quotidiano.

Infine, garantiamo l’eccellenza nello sviluppo e nell’integrazione tecnologica: grazie al nostro team di esperti UX e alla nostra metodologia, plasmiamo le soluzioni affinché rispecchino perfettamente l’identità visiva e i valori dell’azienda, assicurando un’infrastruttura digitale solida, scalabile e perfettamente integrata con gli strumenti di produttività esistenti.

Come prepararsi al futuro oggi
Le aziende che oggi esitano a integrare intelligenza artificiale e recruiting rischiano di trovarsi presto in una posizione di svantaggio competitivo incolmabile. I migliori talenti sceglieranno aziende innovative, veloci e capaci di offrire esperienze di candidatura personalizzate.

È il momento di chiedersi: il vostro processo di selezione è pronto per il futuro?

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Huware è tra i Leader della Crescita 2026 per Statista e Il Sole 24 Ore https://huware.com/huware-premiata-leader-della-crescita-2026-statista-sole-24-ore/ Thu, 27 Nov 2025 11:55:15 +0000 https://huware.com/?p=3751 Confermare la propria crescita in un mercato in continua evoluzione non è mai scontato. Per questo siamo orgogliosi di annunciare che Huware è stata inserita nella classifica “Leader della Crescita 2026“, stilata da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Statista. Questo riconoscimento, che ci posiziona tra le 500 aziende italiane con la maggiore crescita […]

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Confermare la propria crescita in un mercato in continua evoluzione non è mai scontato. Per questo siamo orgogliosi di annunciare che Huware è stata inserita nella classifica “Leader della Crescita 2026, stilata da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Statista.

Questo riconoscimento, che ci posiziona tra le 500 aziende italiane con la maggiore crescita di fatturato nel triennio 2021-2024, non è solo un traguardo numerico. È la testimonianza della solidità della nostra visione e della fiducia che clienti e partner continuano a riporre in noi.

Cosa significa essere tra i Leader della Crescita?

Andrea Servili, CEO di Huware, commenta: “Per Huware, essere riconfermati in questa classifica va ben oltre la soddisfazione di un posizionamento numerico. In un mercato tecnologico che corre veloce, questo riconoscimento è la validazione del nostro modello di business: una crescita organica, costruita su basi solide e relazioni durature.”

Significa aver dimostrato resilienza e visione, evolvendo la nostra identità da Cloud Partner a consulenti strategici per l’adozione di tecnologie Cloud e AI. Non interpretiamo questo ranking come un semplice indicatore di fatturato, ma come un indice di fiducia: quella che i clienti ci rinnovano ogni giorno e che ci permette di generare valore reale e sostenibile, distinguendoci in un ecosistema competitivo non per la grandezza, ma per la qualità dell’impatto che generiamo.

Le milestone degli ultimi anni che hanno portato al risultato

La crescita esponenziale che ci ha portato qui è il frutto di un’evoluzione costante. Se negli anni passati abbiamo consolidato la nostra posizione come pionieri del Cloud, il triennio 2021-2024 ha segnato il passaggio a una fase ancora più matura e strategica.

  • Evoluzione dell’offerta: Non ci limitiamo più alla sola fornitura di tecnologia. Il 2025 ci ha confermato quanto sia cruciale supportare i clienti nell’adozione digitale vera e propria. Abbiamo trasformato il nostro approccio per affiancare le aziende nell’integrazione di soluzioni che ottimizzano processi e performance.
  • L’era dell’AI Agentica: Abbiamo abbracciato la nuova frontiera dell’Intelligenza Artificiale. Oggi, il nostro impegno è guidare le aziende nell’implementazione dell’AI Agentica, creando ecosistemi in cui l’intelligenza artificiale non è solo uno strumento, ma un “agente” attivo che collabora al raggiungimento di risultati di business concreti.

Le persone dietro la crescita

Nessun algoritmo, per quanto avanzato, può sostituire il valore del capitale umano. Il merito di questo successo appartiene interamente ai nostri Huroes, un team incredibile che combina competenza tecnica e passione.

La nostra identità di Società Benefit e l’adesione al movimento “Pledge 1%” – destinando l’1% di profitto e tempo a cause sociali – rimangono il cuore pulsante della nostra cultura. Crediamo che una crescita sana sia possibile solo valorizzando le persone, mantenendo l’essenza umana come pilastro dell’evoluzione tecnologica. Questo riconoscimento premia la loro capacità di anticipare il cambiamento e di trasformarlo in opportunità per i nostri clienti.

L’impatto di Huware sul mercato e sulla community

Essere Leader della Crescita 2026 ha un significato profondo anche per il nostro ecosistema esterno. Per i nostri clienti, è la garanzia di avere al proprio fianco un partner solido, in espansione e capace di investire costantemente in innovazione. Per i nostri partner, conferma la validità di un modello di collaborazione basato su trasparenza ed eccellenza.

Il nostro obiettivo non è mai stato la crescita fine a se stessa, ma la creazione di un impatto positivo. Ogni traguardo raggiunto da Huware si traduce in migliori servizi, percorsi più personalizzati e un supporto più pratico per chi sceglie di innovare con noi.

Il nostro impegno per continuare a crescere in modo sostenibile

Guardando al 2026 e oltre, la nostra strategia non cambia: puntiamo a una crescita sostenibile e responsabile. La nostra metrica di successo principale resta il successo dei nostri clienti.

Le nostre priorità future sono chiare:

  • Innovazione continua: Approfondire le applicazioni dell’AI e del Cloud per rendere le aziende italiane sempre più competitive.
  • Supporto pratico: Continuare a offrire percorsi personalizzati, evitando soluzioni standardizzate e focalizzandoci sulle reali esigenze di business.
  • Sostenibilità: Mantenere la promessa di un progresso che sia tecnologico ma anche etico e inclusivo.

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo traguardo. Il futuro è una sfida che siamo pronti ad accogliere, insieme a voi: clienti, partner e Huroes.

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Intelligenza artificiale e change management: il ruolo delle persone nella trasformazione https://huware.com/intelligenza-artificiale-e-change-management-il-ruolo-delle-persone-nella-trasformazione/ Tue, 25 Nov 2025 12:03:45 +0000 https://huware.com/?p=3461 L’Intelligenza Artificiale ha smesso di essere una promessa futura per diventare il motore operativo del presente. Superata la fase di sperimentazione, le aziende non si limitano più a testare l’AI in progetti isolati, ma la stanno integrando strategicamente nel proprio DNA per trasformare radicalmente i processi e costruire un nuovo vantaggio competitivo. L’AI generativa, in […]

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L’Intelligenza Artificiale ha smesso di essere una promessa futura per diventare il motore operativo del presente. Superata la fase di sperimentazione, le aziende non si limitano più a testare l’AI in progetti isolati, ma la stanno integrando strategicamente nel proprio DNA per trasformare radicalmente i processi e costruire un nuovo vantaggio competitivo.

L’AI generativa, in particolare, emerge come strumento potente per aumentare la produttività, automatizzare i workflow e reinventare la customer experience. Tuttavia, il successo non dipende solo dalla tecnologia. La vera rivoluzione risiede nella capacità di gestire il cambiamento profondo che l’AI porta con sé, ponendo le persone al centro.

Sebbene infatti l’adozione dell’AI nelle imprese italiane stia registrando una crescita costante, come evidenziato da un sondaggio ISTAT, il punto cruciale è che “portare l’intelligenza artificiale in azienda non significa semplicemente adottare una nuova tecnologia, ma innescare un cambiamento culturale”.

Il change management diventa quindi imprescindibile per guidare questa transizione, minimizzando le resistenze e massimizzando i benefici.

Questo articolo esplora come l’AI agisca da catalizzatore per l’innovazione e come le aziende possano navigare le sfide umane connesse.

AI come catalizzatore: quali sono le opportunità per la trasformazione aziendale

L’Intelligenza Artificiale non è un semplice strumento, ma un motore di trasformazione che potenzia la gestione del cambiamento.

Le sue capacità predittive e di automazione offrono un’opportunità unica per rendere i processi di change management più rapidi ed efficaci. L’AI permette di sfruttare insight basati sui dati per decisioni più informate, anticipare le sfide e aumentare il coinvolgimento dei dipendenti. Non sostituisce l’intelligenza umana, ma la aumenta, rendendo le transizioni più fluide e i risultati più sostenibili.

  • Nel supporto alla comunicazione, ad esempio, l’AI può personalizzare e raffinare i messaggi per adattarli a diverse audience e analizzare il sentiment dei dipendenti per affrontare in modo mirato le loro preoccupazioni.
  • Per la creazione di contenuti, si rivela un alleato versatile, assistendo nella stesura di guide, bozze di comunicazioni e riassumendo informazioni complesse.
  • Nella strategia e pianificazione, offre capacità analitiche avanzate per simulare scenari, valutare rischi e prevedere ostacoli, permettendo alle organizzazioni di agire in modo proattivo.
  • L’automazione di compiti ripetitivi, come la gestione di FAQ tramite chatbot, libera tempo prezioso che i professionisti possono dedicare ad attività più strategiche e incentrate sulle persone.
  • Infine, nell’analisi dei dati, l’AI aggrega e analizza grandi volumi di feedback in tempo reale, consentendo di adattare rapidamente le strategie di cambiamento.

In questo modo, il change management si trasforma da processo reattivo a proattivo e predittivo, spostando il focus dalla gestione della modifica delle proprie abitudini alla creazione di una cultura adattiva.

Il fattore umano: come superare le sfide nell’era dell’AI

Nonostante le enormi opportunità, l’ostacolo più grande all’implementazione dell’AI è il fattore umano.

La resistenza dei dipendenti, alimentata dalla paura della sostituzione, è una sfida centrale. Una comunicazione inefficace può far percepire l’AI come una minaccia anziché un’opportunità, generando ansia e ostilità. Per questo, è fondamentale una comunicazione proattiva e trasparente che posizioni l’AI come uno strumento di potenziamento delle capacità umane. Huware basa i propri progetti di change management su una metodologia collaborativa, dove la partecipazione degli stakeholder aziendali di ogni livello è fondamentale per assicurare una corretta mappatura delle esigenze.

Un’altra sfida è il divario di competenze. L’adozione dell’AI richiede l’acquisizione di nuove skill e la promozione di una cultura digitale che incentivi l’adattabilità. Molte aziende non hanno ancora una roadmap chiara per integrare l’AI in modo strategico. Huware affronta questa sfida analizzando in modo approfondito le attività e le abitudini dei collaboratori per ottimizzare i workflow e semplificare le attività, identificando problemi e aree di intervento per rendere l’organizzazione resiliente e orientata al successo.

Infine, le questioni etiche, i bias algoritmici e la mancanza di fiducia sono barriere significative. La fiducia non è un prerequisito, ma un risultato che si costruisce attraverso una governance solida, trasparenza e una comunicazione chiara sull’uso etico dei dati. Per questo Huware sceglie solo le migliori tecnologie cloud come Google Cloud, Microsoft, Salesforce, LumApps e monday.com.

AI in azienda: quali sono gli step per un change management efficace

Per affrontare le sfide e capitalizzare le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale, le organizzazioni devono adottare un approccio strategico e olistico al change management applicato alle tecnologie di AI, mettendo al centro le persone.

Una leadership forte e una visione chiara sono i pilastri fondamentali per il successo dell’adozione dell’AI. I C-Level e il Board non devono limitarsi a imporre la tecnologia, ma devono comunicare attivamente il “perché” dell’AI, spiegando come essa si allinea agli obiettivi aziendali e, soprattutto, come migliorerà il lavoro umano anziché sostituirlo.

La comunicazione e il coinvolgimento sono elementi chiave per creare un ecosistema di fiducia. La comunicazione deve essere trasparente, frequente e multi-canale, iniziando idealmente prima del lancio del progetto per prevenire voci, speculazioni e ansie ingiustificate. È fondamentale affrontare apertamente le paure dei dipendenti, in particolare quella della perdita del lavoro, enfatizzando che l’AI è uno strumento progettato per renderli più efficienti, liberandoli per attività a più alto valore strategico e creativo. Incoraggiare il dialogo aperto attraverso sessioni di domande e risposte, town hall e canali di feedback continui è cruciale per costruire fiducia e un senso di proprietà.

La formazione AI rappresenta un pilastro insostituibile della trasformazione. Equipaggiare i dipendenti con le competenze e conoscenze essenziali per lavorare efficacemente con l’AI è un imperativo strategico. I programmi di formazione devono essere completi, coprendo i fondamenti dell’AI, la strategia di implementazione, l’uso pratico degli strumenti e, aspetto cruciale, le implicazioni etiche.

L’adozione di percorsi di apprendimento personalizzati e l’uso di approcci di blended learning, che combinano sessioni sincrone e asincrone, possono massimizzare il coinvolgimento e l’efficacia della formazione, adattandosi alle diverse esigenze e stili di apprendimento dei dipendenti.

Abilitare le persone all’AI: come sviluppare mindset agile e una cultura dell’innovazione

L’adozione dell’Intelligenza Artificiale non è solo una questione di implementazione tecnologica, ma richiede un profondo cambiamento nel modo di pensare e operare all’interno di un’organizzazione. È essenziale sviluppare un “mindset di transizione AI” che integri governance, leadership etica e un approccio proattivo al change management.

Una cultura aziendale agile, caratterizzata da trasparenza, apprendimento continuo e un costante desiderio di miglioramento, è fondamentale per navigare con successo questa trasformazione. L’agilità nell’era dell’AI non è solo una metodologia di sviluppo, ma una filosofia organizzativa che permette alle aziende di adattarsi rapidamente ai cambiamenti tecnologici e di mercato.

Investire in percorsi di upskilling e reskilling è essenziale per colmare il divario di competenze che l’AI inevitabilmente crea. I programmi di formazione dovrebbero essere continui e specificamente basati sulle esigenze dei diversi dipartimenti e ruoli professionali. L’obiettivo primario è che i dipendenti acquisiscano non solo competenze pratiche nell’uso degli strumenti AI, ma anche una solida “data literacy”, ovvero la capacità di comprendere, interpretare e utilizzare i dati e gli output generati dall’AI, oltre a una profonda consapevolezza delle implicazioni etiche legate al loro utilizzo.

Infine, per massimizzare il valore dell’AI, è fondamentale bilanciare automazione e intelligenza umana. La tecnologia AI deve essere vista come un acceleratore del cambiamento culturale e organizzativo, non come un fine ultimo. Il successo di un’implementazione AI dipende intrinsecamente dalla capacità di trovare il giusto equilibrio tra l’uso degli strumenti digitali e l’intelligenza umana, dove qualità come la creatività, l’adattabilità e l’intelligenza emotiva rimangono fondamentali e insostituibili.

Use case AI di successo: come passare dalla teoria alla pratica

L’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nelle aziende richiede un approccio pragmatico e misurato, che tenga conto sia degli aspetti tecnologici sia, soprattutto, di quelli umani e organizzativi.

Huware, da oltre 20 anni pioniera nella digital transformation in Italia, adotta un approccio efficace che mette al centro le esigenze del cliente. Ogni progetto nasce da una stretta collaborazione, partendo da workshop di discovery e mappatura dei processi, fino all’individuazione di casi d’uso, alla prototipazione rapida e allo sviluppo di soluzioni su misura.

Questo permette di muovere i primi passi con l’AI, identificando soluzioni ad alto impatto per il business e massimizzando l’adoption grazie a un approccio pratico e personalizzato che costruisce competenze concrete.

Inizia ora il cambiamento, contattaci.

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Cos’è Gemini Enterprise e come cambia l’uso dell’AI in Google Workspace https://huware.com/insight-cos-e-gemini-enterprise/ Thu, 30 Oct 2025 10:37:26 +0000 https://huware.com/?p=3698 Gemini Enterprise è una piattaforma cloud unificata e autonoma, progettata per essere il sistema operativo dell’intelligenza artificiale all’interno di un’organizzazione. L’adozione dell’intelligenza artificiale generativa nelle aziende sta vivendo un paradosso. Da un lato, l’entusiasmo è palpabile: i team sperimentano, i singoli dipendenti utilizzano strumenti consumer per accelerare i propri task e il potenziale di trasformazione […]

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Gemini Enterprise è una piattaforma cloud unificata e autonoma, progettata per essere il sistema operativo dell’intelligenza artificiale all’interno di un’organizzazione.

L’adozione dell’intelligenza artificiale generativa nelle aziende sta vivendo un paradosso. Da un lato, l’entusiasmo è palpabile: i team sperimentano, i singoli dipendenti utilizzano strumenti consumer per accelerare i propri task e il potenziale di trasformazione è sulla bocca di tutti. 

Dall’altro, questa adozione frammentata e non governata, spesso definita shadow AI, sta creando una serie di silos tecnologici che generano più rischi che opportunità strategiche. In questo scenario, la vera sfida per i leader aziendali non è semplicemente adottare l’AI, ma orchestrarla in modo sicuro, scalabile e allineato agli obiettivi di business.   

La risposta di Google a questa sfida sistemica non è un nuovo strumento, ma una piattaforma strategica: Gemini Enterprise. 

Presentata come la nuova porta d’ingresso per l’AI sul posto di lavoro, la soluzione Gemini Enterprise è progettata per trasformare l’intelligenza artificiale da una collezione di esperimenti isolati a un tessuto connettivo intelligente che unifica dati, processi e persone in un ambiente sicuro e governato

Oltre l’assistente: la rivoluzione degli Agenti AI per il business

Per cogliere appieno la portata di Gemini Enterprise, è fondamentale comprendere una distinzione concettuale che sta ridefinendo il futuro del lavoro: la differenza tra un assistente AI e un agente AI

Fino ad oggi, la nostra interazione con l’intelligenza artificiale in ambito lavorativo è stata dominata dal modello dell’assistente. Un assistente AI è uno strumento reattivo: attende un nostro comando specifico (“scrivi un’email”, “riassumi questo documento”) e lo esegue.

Gemini Enterprise introduce un’evoluzione radicale di questo modello, spostando il focus sulla agentic AI. Un agente AI è proattivo, autonomo e orientato a un obiettivo. Invece di eseguire un singolo comando, un agente è in grado di: 

  • ricevere un obiettivo complesso; 
  • scomporlo in una serie di task intermedi;
  • interagire con dati e sistemi diversi; 
  • portare a termine l’intero flusso di lavoro con un intervento umano minimo. 

La differenza è sostanziale: non si chiede più all’AI di aiutare a fare un lavoro, ma le si delega il lavoro stesso. Questo passaggio da assistenti a agenti trasforma il ruolo del lavoratore umano da esecutore a supervisore e stratega, che dirige una forza lavoro digitale

La piattaforma Gemini Enterprise è stata costruita proprio per abilitare questa visione. Una delle sue componenti più strategiche è il no-code agent workbench, un ambiente di sviluppo che permette a utenti non tecnici, dal marketing alla finanza, di costruire i propri agenti AI personalizzati. E questa democratizzazione dell’automazione è un punto di svolta. 

Cos’è Gemini Enterprise: la piattaforma unificata per l’AI aziendale

Avendo chiarito il concetto di “agente AI”, possiamo definire con precisione cos’è Gemini Enterprise. Non si tratta di un semplice add-on per Google Workspace o di una nuova versione di un chatbot, ma di una piattaforma cloud unificata e autonoma, progettata per essere il sistema operativo dell’intelligenza artificiale all’interno di un’organizzazione

La sua missione è centralizzare l’accesso ai modelli AI, orchestrare gli agenti e garantire una governance sicura su tutti i processi. La piattaforma Gemini Enterprise si fonda su sei pilastri chiave che lavorano in sinergia :   

  • Modelli Gemini: accesso diretto ai più potenti e avanzati modelli multimodali di Google, il cervello che alimenta l’intera piattaforma.
  • Workbench no-code: gli strumenti che consentono a qualsiasi utente di costruire, testare e distribuire agenti AI personalizzati senza scrivere una riga di codice.
  • Agenti made by Google: una suite di agenti pre-costruiti e pronti all’uso per compiti specifici come l’analisi approfondita dei dati (Deep Research) o l’assistenza alla programmazione (Coding Agents).
  • Connessione sicura ai dati: la capacità di collegarsi in modo sicuro alle fonti di conoscenza aziendale, ovunque esse risiedano.
  • Governance centralizzata: un framework unico per monitorare, gestire e proteggere tutti gli agenti e le interazioni AI all’interno dell’organizzazione.
  • Ecosistema di partner: un marketplace di agenti e soluzioni sviluppate da terze parti, che estende ulteriormente le capacità della piattaforma.
Pilastro Sintesi
Modelli Gemini Modelli multimodali (testo, immagini, codice) ottimizzati per l’uso enterprise
Workbench no-code Builder per creare, testare e distribuire agenti senza codice
Agenti made by Google Agenti preconfigurati per ricerca, scrittura, coding e automazioni
Connettori dati sicuri Accesso governato a bigquery, drive, salesforce, sap, m365
Governance e sicurezza Dlp, audit, data residency, controlli granulari da admin console
Ecosistema e partner Estensioni, integrazioni e soluzioni di partner certificati

Una delle caratteristiche più strategiche di Gemini Enterprise è la sua apertura. La piattaforma è progettata per operare in ambienti tecnologici eterogenei: la sua capacità di connettersi non solo a Google Workspace, ma anche a sistemi critici come Microsoft 365, Salesforce, SAP e datastore come BigQuery risolve il problema dei silos di dati e permette agli agenti AI di avere una visione a 360 gradi del contesto aziendale. 

Per un CIO, questa è una proposta di valore immensa: non si tratta di sostituire l’infrastruttura esistente, ma di aggiungere un livello di intelligenza che la unifica e la potenzia, orchestrando flussi di lavoro che attraversano i confini tra le diverse applicazioni.

L’integrazione di Gemini Enterprise e Workspace: produttività potenziata e intelligente

Se Gemini Enterprise è il motore strategico che opera alla base, l’integrazione con Google Workspace è il modo in cui questa potenza si manifesta nell’esperienza quotidiana di ogni dipendente. 

Le funzionalità di intelligenza artificiale generativa all’interno di Gmail, Docs, Sheets e Meet non sono strumenti isolati, ma la diretta espressione della capacità della piattaforma di fornire assistenza contestuale e intelligente, direttamente all’interno dei flussi di lavoro esistenti. Questo approccio integrato è cruciale perché abbassa drasticamente le barriere all’adozione, evitando la fatigue da nuovo software e portando l’AI dove le persone già lavorano.   

  • In Google Docs e Gmail, la funzione “Help me write” va oltre la semplice stesura di testi. Grazie alla connessione con i dati aziendali, Gemini può, ad esempio, redigere una bozza di piano di progetto in Docs basandosi sul contenuto di una conversazione via email e sul riassunto di una riunione avvenuta su Meet. 
  • In Google Sheets, l’assistenza AI trasforma il modo in cui si interagisce con i dati. Un manager può chiedere a Gemini di “creare un tracker per il budget di progetto” e non solo ottenere una tabella pre-impostata, ma anche automatizzare la categorizzazione delle spese o l’analisi delle varianze tramite comandi in linguaggio naturale.   
  • Google Meet diventa uno strumento di collaborazione ancora più potente. Funzionalità come la traduzione in tempo reale dei sottotitoli in oltre 100 coppie di lingue, i miglioramenti audio e video di qualità professionale e, soprattutto, la funzione “Take notes for me” trasformano le riunioni da eventi effimeri a fonti di dati strutturati, catturando automaticamente appunti, decisioni e azioni da intraprendere. 
  • Infine, in Google Slides, Gemini agisce come un assistente creativo, generando immagini personalizzate e di alta qualità da semplici descrizioni testuali (“Help me visualize”), accelerando la creazione di presentazioni di forte impatto visivo. L’esperienza è unificata dalla “side panel”, un pannello laterale contestuale presente in tutte le app, che permette di interrogare Gemini, riassumere contenuti e generare nuove idee senza mai abbandonare la finestra di lavoro principale.

Sicurezza e governance centralizzata: l’AI di cui la tua azienda può fidarsi

La più grande barriera all’adozione su larga scala dell’AI generativa non è tecnologica, ma legata alla fiducia. Le preoccupazioni riguardo alla sicurezza dei dati, alla privacy e alla conformità normativa sono al primo posto per qualsiasi C-level. 

Gemini Enterprise è stato progettato con un framework di sicurezza e governance enterprise-grade per rispondere direttamente a queste preoccupazioni, posizionandosi come una soluzione di cui le aziende possono fidarsi. 

Il principio fondamentale è chiaro e inequivocabile: i tuoi dati sono i tuoi dati. Le interazioni, i prompt e i contenuti generati rimangono all’interno dell’organizzazione, non vengono utilizzati per addestrare i modelli di Google per altri clienti e non sono soggetti a revisione umana.   

Questo impegno è supportato da un solido impianto di controlli tecnici. La piattaforma eredita automaticamente tutte le protezioni di sicurezza di Google Workspace, come le policy di Data Loss Prevention (DLP), che impediscono la condivisione accidentale di informazioni sensibili, e i controlli sulla residenza dei dati. Per le organizzazioni con esigenze di sicurezza ancora più stringenti, sono disponibili controlli avanzati

Al di là della protezione dei dati, il vero valore di Gemini Enterprise per la leadership aziendale risiede nella sua capacità di offrire una governance centralizzata. La piattaforma fornisce un unico pannello di controllo per visualizzare, monitorare, revisionare e gestire tutti gli agenti AI in uso nell’azienda. Questo elimina il fenomeno della shadow AI e fornisce all’IT la visibilità e il controllo necessari, al team legale le tracce di audit per la conformità, e ai team di business la libertà di innovare entro confini sicuri e pre-approvati. 

Da strumento a leva strategica per la crescita

L’introduzione di Gemini Enterprise segna un punto di inflessione nel modo in cui le aziende possono concepire e utilizzare l’intelligenza artificiale.  

La vera leva competitiva offerta da Gemini Enterprise non risiede semplicemente nella scelta di un modello AI più performante, ma nella capacità di operazionalizzare l’intelligenza artificiale su larga scala, con una governance centralizzata, un solido ancoraggio ai dati aziendali e una disciplina nel ciclo di vita degli agenti

Per i leader e le aziende che guardano al futuro, la domanda non è più “se” adottare l’AI, ma “come” integrarla nel tessuto strategico dell’organizzazione per creare un vantaggio competitivo duraturo. Huware accompagna la tua organizzazione in un’implementazione e adozione degli strumenti AI e Gen AI partendo dalle tue esigenze specifiche, offrendo una risposta veloce, sicura e scalabile per aprire la strada a una nuova era di produttività intelligente.

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Quando la digital transformation fallisce? I 5 errori più comuni (e come evitarli) https://huware.com/digital-transformation-5-errori/ Mon, 20 Oct 2025 15:15:45 +0000 https://huware.com/?p=3521 Le aziende investono budget record per digitalizzarsi, eppure i tassi di fallimento non sono mai stati così alti. Questo paradosso non si spiega con difetti tecnologici, ma con 5 errori strategici che poche organizzazioni sanno riconoscere in tempo. Secondo un’analisi di Forbes, fino all’84% dei progetti di trasformazione digitale fallisce. Questo paradosso, che vede sforzi […]

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Le aziende investono budget record per digitalizzarsi, eppure i tassi di fallimento non sono mai stati così alti. Questo paradosso non si spiega con difetti tecnologici, ma con 5 errori strategici che poche organizzazioni sanno riconoscere in tempo.

Secondo un’analisi di Forbes, fino all’84% dei progetti di trasformazione digitale fallisce. Questo paradosso, che vede sforzi massicci culminare in un’adozione tecnologica incompleta o addirittura in un fallimento totale, solleva una domanda cruciale: perché un’idea così brillante e necessaria fallisce così spesso?

La risposta è raramente riconducibile a un malfunzionamento tecnico. Il vero problema, come dimostrato da numerosi studi, si annida in errori di approccio e di strategia che precedono di gran lunga l’implementazione tecnologica.

Il nostro viaggio in questo articolo si propone di esplorare i cinque errori più comuni che condannano questi progetti al fallimento, offrendo una mappa chiara per riconoscerli e, soprattutto, per superarli.

Il paradosso della trasformazione: il vero campo di battaglia non è la tecnologia

Prima di addentrarci nell’analisi dei cinque errori, è essenziale demistificare una delle più grandi convinzioni errate che minano la riuscita di questi progetti: la trasformazione digitale è unicamente un compito del dipartimento IT.

Questo modo di pensare, secondo la ricerca di Mendix, è una delle principali cause di fallimento. Concentrare tutta l’attenzione e gli investimenti su un unico dipartimento porta a investimenti rapidi e spesso disconnessi che, invece di semplificare, rendono il processo più costoso e complesso da gestire. Si finisce per acquistare tecnologia all’avanguardia senza una visione olistica di come essa debba integrarsi con il resto dell’organizzazione.

La digitalizzazione, intesa come la semplice conversione di processi analogici in formati digitali, viene confusa con la digital transformation, che è invece un ripensamento radicale della customer experience, dei modelli di business e delle operazioni.

Molte aziende cadono nella trappola di limitarsi a trasportare i loro vecchi modelli operativi nel nuovo ecosistema digitale, infilando strumenti nuovi in logiche antiche. Il risultato è un fallimento prevedibile, riassunto perfettamente dall’assioma strategico che recita: “Nuova tecnologia + vecchie operazioni = vecchie operazioni costose”.

Errore 1: confondere la tecnologia con la strategia

Uno degli errori più comuni e devastanti nella digital transformation è l’assenza di una strategia chiara e di una visione condivisa. Un’azienda che si imbarca in questo percorso senza aver prima definito i propri obiettivi di business e il “perché” del cambiamento, naviga inevitabilmente alla cieca.

Questa mancanza di una direzione comune si manifesta in modo palese quando i vari dipartimenti perseguono obiettivi disallineati: il team di ingegneria potrebbe concentrarsi sulla risoluzione di problemi complessi per mere ambizioni di carriera, il marketing mira ad aumentare il traffico indipendentemente dalle conversioni, e le vendite si focalizzano unicamente sulla chiusura di affari, senza alcuna sinergia o agenda condivisa.

Questo approccio frammentato trasforma la digital transformation in un costoso “progetto di vanità” che consuma budget e tempo senza produrre risultati misurabili o tangibili. Le conseguenze sono devastanti: progetti che si protraggono all’infinito, superano i budget previsti e, alla fine, crollano sotto il peso di un’assenza di risultati.

Per evitare questo errore cruciale, il primo passo è invertire la catena di pensiero. Invece di partire dalla tecnologia disponibile, le aziende devono stabilire il proprio punto di partenza e definire il “perché” profondo della trasformazione, allineando ogni sforzo agli obiettivi di business a lungo termine.

In Huware offriamo un approccio metodico e mirato, il cui primo step è la mappatura dei processi. Analizziamo in modo approfondito le attività e le abitudini consolidate nel tempo dai tuoi collaboratori per puntare sulla crescita e sull’eccellenza operativa.

Per farlo raccogliamo le esperienze, i need e i feedback degli utenti aziendali e cerchiamo soluzioni e strumenti efficaci che consentano di strutturare ed ottimizzare i workflow per agevolare e semplificare le attività senza compromettere i punti di forza della tua organizzazione.

Errore 2: sottovalutare l’elemento umano e la cultura aziendale

Un progetto di digital transformation non è unicamente una questione di codice e algoritmi, ma è, in ultima analisi, una “trasformazione umana”.

Uno degli ostacoli più insidiosi, spesso trascurato, è la resistenza al cambiamento da parte dei dipendenti e una cultura aziendale non preparata a sostenerlo.

Studi recenti mostrano che circa il 37% dei dipendenti tende a resistere al cambiamento, spesso per ansia, disimpegno o semplice timore dell’ignoto. Questa resistenza è il sintomo di una comunicazione inefficace, che, secondo le statistiche, è la causa diretta del fallimento di un progetto su tre.

La chiave per superare questa barriera è una leadership forte e flessibile. Il coinvolgimento del C-suite è fondamentale per il cambiamento culturale e per garantire che la trasformazione sia vista come un progetto collettivo, e non come un capriccio dell’IT.

Il successo richiede un approccio sia “top-down” che “bottom-up”, dove la leadership fornisce la visione e i dipendenti sono attivamente coinvolti e ascoltati fin dalle prime fasi del progetto.

In Huware creiamo piani di ingaggio studiati sulle tue esigenze organizzative in ambito di comunicazione interna, formazione dei dipendenti, sviluppo di una cultura del feedback per massimizzare i benefici delle nuove tecnologie, creare il digital workplace più adatto alla tua popolazione aziendale e superare insieme le sfide legate al cambiamento.

Errore 3: ignorare la formazione e l’aggiornamento delle competenze

L’implementazione di nuove tecnologie senza un adeguato investimento nella formazione della forza lavoro è un’altra causa comune del fallimento dei progetti di trasformazione digitale. Nonostante gli strumenti avanzati siano sempre più diffusi, quasi il 58% dei dipendenti lamenta che le proprie aziende non offrono la formazione necessaria per utilizzarli al meglio.

Questa negligenza genera una serie di conseguenze negative, che vanno dalla frustrazione e demotivazione dei dipendenti alla bassa efficienza operativa e al mancato raggiungimento del ritorno sull’investimento (ROI) atteso. Le costose licenze software, inutilizzate o sfruttate in modo minimo, diventano un costo non un beneficio.

La soluzione a questo problema non consiste nel limitare gli investimenti tecnologici, ma nel riconsiderare la formazione non come un costo, bensì come un investimento strategico e fondamentale.

Sulla base degli obiettivi identificati, in Huware eroghiamo e prepariamo percorsi di formazione mirata per ogni stakeholder nella popolazione aziendale. Strumenti come le guide interattive, webinar, o programmi di mentorship hanno dimostrato di facilitare questo percorso, rendendo l’apprendimento più semplice e immediato.

Errore 4: trascurare sicurezza e governance

Mentre molte aziende si concentrano sulla velocità e sull’innovazione, un errore critico che può condannare l’intero progetto è la sottovalutazione della sicurezza e della governance dei dati. Le conseguenze di un approccio superficiale sono catastrofiche: dalla perdita di dati sensibili e danni reputazionali fino a sanzioni finanziarie e interruzioni complete delle attività aziendali.

Per comprendere la gravità di questo errore, basti pensare a casi come il blackout informatico che ha paralizzato British Airways e Optus, causando perdite economiche enormi e disagi su scala nazionale. Questi incidenti dimostrano in modo inequivocabile che anche un singolo punto di guasto può avere un effetto a cascata e compromettere la continuità operativa di un’intera organizzazione.

In Huware adottiamo e trasferiamo alla tua organizzazione un approccio proattivo, dove la sicurezza è un elemento essenziale della strategia (“security by design”). Ciò implica la definizione di politiche chiare, la formazione continua dei dipendenti sui rischi e, soprattutto, la progettazione di sistemi con ridondanze e failover integrati per garantire la resilienza aziendale anche in caso di attacco.

Errore 5: mancare di misurazione e agilità strategica

L’ultimo, ma non meno importante, tra gli errori più comuni è l’incapacità di definire metriche chiare per misurare il successo e di mantenere un approccio agile e flessibile nel tempo.

Implementare un’iniziativa di trasformazione senza stabilire indicatori di performance (KPI) significa navigare alla cieca, continuando a investire in iniziative che potrebbero non portare alcun risultato e perdendo la possibilità di individuare aree di miglioramento.

Per superare questo ostacolo, in Huware mappiamo i pain point, i touch point e i processi della tua organizzazione per applicare un approccio orientato ai dati e al risultato. Definendo metriche misurabili per monitorare l’utilizzo effettivo dei nuovi software, il numero di richieste di supporto e l’impatto sulla produttività, siamo in grado di guidare le decisioni e apportare correzioni proattive al percorso.

Adottare un approccio agile e iterativo, che prevede cicli di sperimentazione, misurazione e perfezionamento, permette di ottenere piccole vittorie che generano slancio e di adattarsi rapidamente alle sfide impreviste.

Il successo risiede non nell’assenza di errori, ma nella capacità di riconoscerli, imparare da essi e adattare la rotta di conseguenza.

Oltre l’errore, verso il successo: il ruolo del partner strategico

Il viaggio della digital transformation è complesso e non privo di insidie. Come abbiamo visto, il fallimento non è quasi mai il risultato di una tecnologia inadeguata, ma di una concatenazione di errori strategici, culturali e di gestione.

Dalla mancanza di una visione chiara e condivisa all’inerzia della cultura aziendale, dalla sottovalutazione della formazione e della sicurezza alla rigidità di una strategia non misurabile, ogni errore rappresenta una sfida che può e deve essere superata.

Un partner strategico come Huware può offrire non solo le tecnologie all’avanguardia necessarie, ma soprattutto una guida esperta che aiuti a navigare tra le insidie, a costruire una strategia solida, a coinvolgere le persone e a misurare il progresso, trasformando le sfide in opportunità e garantendo che il viaggio verso il successo digitale sia un percorso di crescita sostenibile e misurabile per l’intera azienda.

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Come l’intelligenza artificiale trasforma il customer service e l’esperienza cliente https://huware.com/come-lintelligenza-artificiale-trasforma-il-customer-service-e-lesperienza-cliente/ Mon, 06 Oct 2025 07:29:11 +0000 https://huware.com/?p=3466 Oggi i clienti si aspettano esperienze fluide, proattive e profondamente personalizzate. Questa crescente aspettativa pone le aziende di fronte a una duplice sfida: ottimizzare l’efficienza operativa e, allo stesso tempo, elevare la qualità delle interazioni umane. È in questo scenario che l’intelligenza artificiale applicata al customer service cessa di essere una semplice tecnologia per diventare […]

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Oggi i clienti si aspettano esperienze fluide, proattive e profondamente personalizzate. Questa crescente aspettativa pone le aziende di fronte a una duplice sfida: ottimizzare l’efficienza operativa e, allo stesso tempo, elevare la qualità delle interazioni umane.

È in questo scenario che l’intelligenza artificiale applicata al customer service cessa di essere una semplice tecnologia per diventare il motore di una vera e propria rivoluzione. L’AI emerge come un catalizzatore capace di reinventare la relazione con il cliente, trasformando un centro di costo in una leva strategica per la crescita e la fidelizzazione.

Come può l’AI aumentare l’efficienza operativa nel Customer Service?

L’impatto più evidente dell’AI si misura nella drastica riduzione dei tempi di risposta e risoluzione, che possono diminuire fino al 50%. L’automazione intelligente, attraverso chatbot contestuali e assistenti virtuali, gestisce le attività di routine 24 ore su 24, 7 giorni su 7, fornendo risposte immediate alle domande più comuni.

A differenza dei bot tradizionali, questi strumenti evoluti usano il Natural Language Understanding (NLU) per interpretare l’intento e il contesto del linguaggio umano, gestendo conversazioni complesse e trasferendole a un agente umano solo quando necessario.

Questo non solo libera gli operatori per concentrarsi su interazioni a più alto valore aggiunto, ma ottimizza anche i costi operativi, come previsto da Gartner, che stima un risparmio di 80 miliardi di dollari nei costi dei call center entro il 2026 grazie all’AI conversazionale.

L’efficienza operativa derivante dall’AI non si limita a una semplice riduzione dei costi o a una maggiore velocità. Si assiste a una trasformazione più profonda, dove l’AI agisce come un moltiplicatore di valore per il personale, non solo come un sostituto. Se da un lato l’AI automatizza i compiti ripetitivi e libera gli agenti umani, dall’altro questo non porta a una loro eliminazione, ma a un potenziamento delle loro capacità.

Questo processo non solo migliora la soddisfazione del cliente, che riceve un supporto più mirato e di qualità, ma anche la soddisfazione e la fidelizzazione degli agenti stessi, trasformando il customer service da un ruolo spesso percepito come ripetitivo a una funzione più gratificante e strategica all’interno dell’azienda.

Business case: l’AI che velocizza la domanda/risposta nel Customer Service

Un esempio concreto è il lavoro svolto per Unieuro, azienda italiana leader nella vendita omnicanale di elettronica di consumo ed elettrodomestici con oltre 500 negozi e oltre 2M di clienti attivi che utilizzano diversi canali per acquistare i migliori prodotti e servizi dedicati.

Per consentire al servizio clienti di reperire informazioni nel minor tempo possibile da una vasta mole di dati, Huware ha sviluppato un Chatbot di supporto con Agent Builder di Google Cloud. Addestrato sulla documentazione aziendale e sulle FAQ, l’assistente ha garantito una maggiore rapidità nel recupero delle informazioni, migliorando la velocità di risposta e la soddisfazione del cliente.

Similmente, per un’azienda in primo piano nel settore dei viaggi che gestisce un portale online con un elevato numero di domande frequenti (FAQ), Huware ha introdotto un assistente virtuale per semplificare la navigazione tra le innumerevoli FAQ del sito, migliorando significativamente l’esperienza utente e la sua capacità di trovare informazioni utili in autonomia.

In che modo creare un’esperienza cliente iper-personalizzata con l’AI?

Oltre alla velocità, l’intelligenza artificiale rende il servizio clienti profondamente più umano e su misura.

Attraverso l’analisi automatizzata del feedback e la sentiment analysis, l’AI è in grado di analizzare enormi volumi di dati non strutturati – come recensioni, post sui social media e ticket di supporto – per estrarre insight preziosi in tempo reale. Questa comprensione approfondita permette di anticipare le esigenze dei clienti e di offrire soluzioni proattive, spostando il paradigma del customer service da reattivo a predittivo.

L’iper-personalizzazione consente di adattare messaggi e raccomandazioni a ogni singolo utente, aumentando la fedeltà e il Customer Lifetime Value (CLV).

Business case: l’AI per maggiore interazione e traffico sul sito

Questa strategia è stata applicata con successo per una piattaforma digitale di riferimento per il settore sportivo, che fornisce servizi di engagement e supporto alla sua community di utenti.

Per aumentare il traffico sul sito e generare nuove opportunità di business, Huware ha implementato un assistente virtuale con Agent Builder. Questo chatbot non solo offre supporto personalizzato, ma suggerisce proattivamente servizi e prodotti pertinenti, anche di fornitori terzi. Il risultato è stato un’interazione più coinvolgente che ha portato a un maggior traffico sul sito e a un aumento delle vendite indirette, dimostrando come l’AI possa diventare un vero motore di crescita.

Qual è la strategia AI + CRM per far decollare il Customer Service?

La vera potenza dell’AI nel customer service si manifesta quando è profondamente integrata con i sistemi di Customer Relationship Management (CRM). Questa sinergia crea una “Customer 360”, una visione olistica del cliente che unifica dati da vendite, marketing e assistenza.

L’integrazione CRM e AI non è solo un’ottimizzazione tecnica, ma una trasformazione strategica che potenzia ogni interazione, rendendo gli agenti più efficaci e le decisioni aziendali più informate, e che porta a una significativa semplificazione dei workflow e a un potenziamento degli agenti.

Piattaforme come Salesforce Service Cloud, potenziate dall’intelligenza artificiale di Einstein, analizzano i dati del CRM per fornire agli agenti insight predittivi, suggerire le prossime azioni consigliate e automatizzare l’instradamento e la classificazione dei casi. Parallelamente, soluzioni come Agentspace di Google Cloud agiscono come un’interfaccia intelligente che si connette ai dati aziendali, inclusi quelli del CRM, per fornire agli operatori un assistente AI evoluto. Questo strumento permette di trovare istantaneamente informazioni, riassumere lunghe conversazioni e automatizzare attività ripetitive, liberando gli agenti affinché possano concentrarsi sulle questioni più complesse che richiedono un intervento umano.

I benefici dell’integrazione AI + CRM si estendono dalla gestione dei Big Data all’analisi predittiva. L’AI elabora enormi quantità di dati strutturati e non strutturati (come email, conversazioni sui social media e telefonate) in tempo reale, trasformandoli in insight utili per il customer care e le strategie di marketing.

L’analisi predittiva e prescrittiva, alimentata da algoritmi di machine learning, anticipa i comportamenti dei clienti e suggerisce azioni specifiche per ottimizzare le interazioni e migliorare le performance aziendali.

Il customer service del futuro è già qui, ed è intelligente

L’intelligenza artificiale customer service non è più una visione futuristica, ma una realtà tangibile che sta ridefinendo le dinamiche tra aziende e clienti. Abbiamo esplorato come l’AI stia portando efficienza operativa senza precedenti, personalizzazione iper-mirata e una gestione della relazione basata su analisi profonde, trasformando il customer service in una potente leva di fidelizzazione e crescita.

Le sfide legate all’adozione, dalla diffidenza alla gestione del cambiamento, sono reali, ma superabili con un approccio strategico che valorizzi la sinergia tra tecnologia e “tocco umano”, supportato da una leadership consapevole e una governance etica.

Huware è il partner ideale per guidare le aziende in questo percorso, offrendo strategie di adozione e gestione del cambiamento mirate e una solida expertise in Gen AI, ML e Intelligenza Artificiale e in CRM e Customer Experience applicati alla trasformazione digitale del customer service.

Siamo pronti ad affiancarvi per definire la strategia più adatta alle vostre esigenze, garantendo un’implementazione efficace che massimizzi il ROI e costruisca relazioni durature e di valore con i vostri clienti.

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Scalabilità aziendale: come il cloud computing aiuta la crescita del business https://huware.com/scalabilita-aziendale-come-il-cloud-computing-aiuta-la-crescita-del-business/ Fri, 29 Aug 2025 10:49:57 +0000 https://huware.com/?p=3501 Oggi, il successo di un’impresa non si misura più soltanto in termini di dimensioni, ma soprattutto in base alla sua capacità di adattarsi e crescere in modo rapido, efficiente e sostenibile. Il vero interrogativo che le figure di vertice si pongono oggi non è se sia necessario crescere, ma come farlo senza incontrare ostacoli o […]

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Oggi, il successo di un’impresa non si misura più soltanto in termini di dimensioni, ma soprattutto in base alla sua capacità di adattarsi e crescere in modo rapido, efficiente e sostenibile.

Il vero interrogativo che le figure di vertice si pongono oggi non è se sia necessario crescere, ma come farlo senza incontrare ostacoli o limiti intrinseci nella propria struttura o disponibilità di risorse.

La risposta a questa sfida strategica risiede nel cloud computing, la tecnologia che pone la scalabilità aziendale il fondamento di un modello di business resiliente e redditizio, superando la tradizionale logica della semplice espansione.

Secondo una ricerca, le piccole e medie imprese che utilizzano il cloud computing hanno registrato un aumento di redditività fino al 21% e una crescita aziendale del 26% più veloce.

Questo dimostra inequivocabilmente che il cloud non è più un semplice strumento tecnologico, ma un vero e proprio catalizzatore di valore economico e competitivo.

Ridefinire la scalabilità nell’era del cloud

Per comprendere appieno il ruolo trasformativo del cloud, è fondamentale chiarire il concetto di scalabilità.

Un’impresa scalabile è un’organizzazione capace di aumentare i propri ricavi senza che i costi fissi e variabili aumentino in modo proporzionale, realizzando così autentiche economie di scala. Nel contesto digitale, il cloud ha reso questo principio non solo possibile, ma anche accessibile a realtà di ogni dimensione, svincolandolo dalle sole logiche di produzione fisica e industriale.

Il cloud computing offre due modelli principali di scalabilità, che agiscono in sinergia:

  • La scalabilità verticale (scaling up) aumenta la potenza di una risorsa esistente (es. RAM/CPU). Utile per carichi prevedibili o ottimizzazione, ha limiti fisici e può causare tempi di inattività;
  • La scalabilità orizzontale (scaling out) è il motore della crescita dinamica nel cloud. Aggiunge nuove risorse (server, istanze database) per distribuire il carico di lavoro. Questo modello automatizzabile gestisce picchi di domanda o espansioni in nuovi mercati con tempi di inattività minimi o nulli.

La logica di scalabilità del cloud computing ha un profondo impatto a livello finanziario, trasformando la natura stessa del modello di business. Il cloud sposta la spesa da un modello CAPEX (Capital Expenditure), che richiede ingenti e fissi investimenti iniziali in hardware e infrastruttura, a un modello OPEX (Operating Expenditure), in cui i costi sono variabili e direttamente correlati all’utilizzo.

Questo modello a consumo, combinato con soluzioni di FinOps come quelle offerte da Huware, permette un controllo granulare dei costi e un’ottimizzazione continua delle risorse. Liberate dalla gestione complessa dell’infrastruttura, le aziende possono concentrare le proprie energie e i propri talenti sul core business, accelerando lo sviluppo di nuove soluzioni e migliorando la propria offerta.

L’Application Modernization, un altro punto di forza di Huware, permette di re-ingegnerizzare applicazioni monolitiche in architetture a microservizi, migliorando scalabilità, affidabilità e riducendo il Total Cost of Ownership (TCO).

I pilastri della crescita abilitata dal cloud

La capacità di scalare offerta dal cloud computing si traduce in una serie di vantaggi concreti e strategici che formano i pilastri su cui si costruisce una crescita solida e duratura.

Uno dei benefici più immediati è l’agilità e la velocità di mercato. Il cloud elimina la necessità di lunghi tempi di approvvigionamento e di ingenti investimenti iniziali in infrastruttura IT. Le aziende possono implementare nuove applicazioni e servizi in tempi notevolmente ridotti, permettendo ai team di sviluppo di testare e rilasciare prodotti con maggiore frequenza e minore frizione.

Oltre alla pura agilità, il cloud apre un nuovo orizzonte per la gestione finanziaria. Sebbene la riduzione dei costi operativi sia un fattore chiave, il valore strategico va ben oltre il semplice risparmio. Il modello di pagamento “pay-as-you-go” e la capacità di ridurre le risorse quando non necessarie permettono alle aziende di ottimizzare l’uso delle risorse e minimizzare gli sprechi.

Inoltre, l’utilizzo del cloud garantisce l’accesso continuo e automatico alle tecnologie più recenti, dall’intelligenza artificiale al machine learning, senza la necessità di investimenti massicci in ricerca e sviluppo interna.

Infine, la sicurezza e la resilienza operativa si trasformano da ostacoli a vantaggi competitivi. I principali fornitori di servizi cloud, come Google Cloud o Microsoft, possono dedicare risorse e competenze in sicurezza che una singola azienda difficilmente potrebbe eguagliare.

Gestire la crescita: dalle sfide alle best practice

L’adozione del cloud non è priva di complessità. La facilità e la velocità con cui le risorse possono essere attivate possono, paradossalmente, diventare una delle sfide più grandi se non gestite in modo oculato.

Un fenomeno sempre più comune è il cloud sprawl, ovvero la proliferazione incontrollata e non gestita di istanze, servizi e account cloud all’interno di un’organizzazione. Questo può derivare dalla mancanza di governance, da una comunicazione debole tra i reparti o da configurazioni errate.

La grande facilità di provisioning self-service, che è il motore dell’agilità del cloud, può essere un’arma a doppio taglio. Un manager, spinto dall’esigenza di agire rapidamente, può attivare un servizio cloud senza una visione d’insieme, creando un ambiente ingestibile, con risorse non utilizzate, account dimenticati e servizi ridondanti.

Inoltre, sicurezza e compliance devono essere affrontate con una visione strategica. Per i C-Level, la sicurezza è spesso percepita come un costo o una complessità, ma nell’era del GDPR e delle crescenti minacce informatiche, si trasforma in un elemento di differenziazione competitivo. Soprattutto se si conta che il costo medio di una violazione dei dati ha raggiunto circa 4,88 milioni di dollari nel 2024, con conseguenze finanziarie e di reputazione devastanti.

Partner di consulenza tecnologica e di trasformazione digitale come Huware permettono alla tua azienda di sviluppare un approccio maturo e integrato alla sicurezza e di posizionarsi come un attore affidabile e resiliente nel mercato, ottimizzando i costi e massimizzando l’adoption.

Il futuro del business è già scalabile: esempi pratici e prospettive

L’impatto trasformativo del cloud computing si manifesta in modo concreto in diversi settori, dimostrando come la scalabilità non sia più un concetto teorico.
Un esempio concreto è il percorso di digitalizzazione di Unieuro, che, grazie alla collaborazione con Huware, ha implementato una data platform moderna su Google Cloud. Questo ha permesso di trasformare i dati in “Data Products”, accelerando l’innovazione e migliorando la capacità di prendere decisioni basate su dati concreti. Questo approccio non solo ottimizza i processi interni, ma abilita anche soluzioni avanzate di Business Intelligence e Machine Learning, fondamentali per personalizzare l’esperienza del cliente e anticipare le tendenze di mercato.

La stessa logica si applica ad altri ambiti: nell’industria dei videogiochi, l’intelligenza artificiale basata sul cloud aiuta a velocizzare la creazione e la scalabilità dei titoli. Anche in settori più tradizionali, come la produzione e la logistica, il cloud e l’IA sono usati per ottimizzare la catena del valore e migliorare l’efficienza.

Scalabilità e visione: costruire il futuro con il cloud

In un panorama economico in continua evoluzione, la scalabilità aziendale non è più una scelta, ma un imperativo strategico per la sopravvivenza e la prosperità. Il cloud computing è il principale catalizzatore di questa trasformazione, offrendo alle aziende la flessibilità, l’efficienza finanziaria e la robustezza necessarie per prosperare.

Il successo non dipende semplicemente dall’adozione della tecnologia, ma dalla capacità di integrarla in una visione chiara e in una strategia di implementazione ben definita, che affronti proattivamente le sfide di governance, costi e sicurezza.

In questo contesto, il ruolo di un partner esperto come Huware diventa cruciale. Aiutiamo la tua organizzazione a tradurre l’investimento in tecnologia in crescita sostenibile e valore a lungo termine.

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Perché l’AI non sostituisce le persone: l’importanza del human-in-the-loop https://huware.com/perche-lai-non-sostituisce-le-persone-limportanza-del-human-in-the-loop/ Thu, 28 Aug 2025 14:00:43 +0000 https://huware.com/?p=3493 La narrazione che contrappone intelligenza artificiale e lavoro umano è superata. Invece di temere la sostituzione, le aziende leader stanno scoprendo il potenziale di una nuova sinergia: l’intelligenza aumentata. Il modello più efficace non vede l’uomo contro la macchina, ma integra le rispettive forze per raggiungere un’efficienza e un’innovazione che nessuna delle due entità potrebbe […]

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La narrazione che contrappone intelligenza artificiale e lavoro umano è superata.

Invece di temere la sostituzione, le aziende leader stanno scoprendo il potenziale di una nuova sinergia: l’intelligenza aumentata. Il modello più efficace non vede l’uomo contro la macchina, ma integra le rispettive forze per raggiungere un’efficienza e un’innovazione che nessuna delle due entità potrebbe ottenere da sola.

In questo paradigma, l’approccio Human-in-the-Loop (HITL) non è solo una scelta tecnica, ma il cuore di una trasformazione digitale di successo, un motore che rende l’AI più precisa, etica e un reale moltiplicatore di valore per il business.

Intelligenza aumentata: come si concretizza la collaborazione tra esseri umani e tecnologia

Per cogliere il valore del Human-in-the-Loop, è fondamentale passare dal concetto di intelligenza artificiale come sostituto dell’uomo a quello di intelligenza aumentata. L’obiettivo non è automatizzare per rimpiazzare, ma potenziare le capacità delle persone, arricchendo il loro processo decisionale con dati e insight.

I sistemi di AI, per quanto potenti, mancano del giudizio etico, della comprensione del contesto e della capacità di gestire l’ambiguità, qualità intrinseche dell’essere umano. Proprio come la calcolatrice non ha eliminato i matematici ma li ha liberati dai calcoli ripetitivi, l’AI solleva i professionisti dalle attività a basso valore, permettendo loro di concentrarsi sulla strategia e sulla risoluzione di problemi complessi.

Questo cambio di prospettiva è la chiave di volta di ogni trasformazione digitale. Affrontarlo richiede un’attenta strategia di Change Management, che trasformi l’adozione dell’AI in un progetto di valorizzazione delle risorse umane, allineando la tecnologia con la cultura aziendale per creare una simbiosi vincente.

È qui che l’expertise di Huware diventa fondamentale: guidare le aziende in questo percorso, allineando la tecnologia con la cultura aziendale per creare una simbiosi vincente e garantire che l’innovazione sia adottata in modo efficace da tutte le persone coinvolte.

Precisione, flessibilità e vantaggio competitivo: tutti i vantaggi del Human-in-the-Loop

L’implementazione di un approccio “human-in-the-loop” non è un semplice esercizio teorico, ma un investimento strategico che produce benefici misurabili e tangibili per le aziende.

Un’integrazione efficace della supervisione umana affina i modelli di intelligenza artificiale e contribuisce in modo significativo alla loro accuratezza e affidabilità. Secondo recenti studi, infatti, l’approccio HITL ha dimostrato di poter aumentare la precisione fino al 99,9% e accelerare l’elaborazione fino a 5 volte. Questo livello di precisione non solo ottimizza le operazioni, ma soprattutto mitiga e riduce sensibilmente i rischi onerosi derivanti da decisioni errate che possono danneggiare in modo significativo la reputazione e i profitti di un’azienda, come previsioni di inventario errate o valutazioni inesatte.

Oltre alla precisione, l’HITL offre una flessibilità essenziale per i sistemi AI, che sono vulnerabili a “casi limite” o a “situazioni ambigue o rare” che non sono state contemplate nei loro dati di addestramento. L’intervento umano fornisce il giudizio e il contesto necessari per navigare in questi scenari complessi, garantendo che i sistemi rimangano robusti ed efficaci in ambienti di business in continua evoluzione.

Inoltre, l’HITL accelera il processo di machine learning. Con una supervisione umana mirata, i sistemi possono imparare più rapidamente e fornire risultati più precisi anche in presenza di una quantità limitata di dati iniziali. Questo permette alle aziende di adottare e sfruttare l’intelligenza artificiale in modo rapido ed efficiente, un fattore che conferisce alle aziende un vantaggio competitivo evidente.

Infine, l’investimento in un modello HITL si configura non solo come un mezzo per aumentare l’efficienza, ma anche come un potente strumento per rafforzare l’esperienza dei dipendenti. Quando i professionisti si sentono parte del processo decisionale, il loro engagement e la loro soddisfazione migliorano, creando un circolo virtuoso che beneficia l’intera organizzazione.

Accountability: perché la supervisione umana è cruciale per etica e responsabilità

L’imperativo etico è forse l’argomento più convincente a favore del “human-in-the-loop”.

I sistemi AI, per loro natura, sono inclini a perpetuare e persino amplificare i pregiudizi presenti nei loro dati di addestramento. L’HITL funge da meccanismo di controllo cruciale, poiché il coinvolgimento umano aiuta a identificare e mitigare potenziali bias. Un team diversificato di esperti, coinvolto nel ciclo di feedback, può riconoscere e correggere i modelli discriminatori prima che causino danni significativi.

Basti pensare all’algoritmo di recruiting scartato da Amazon perché penalizzava sistematicamente le candidature femminili, avendo “imparato” da dati storici che riflettevano un settore a prevalenza maschile (Fonte: Reuters).

Un altro caso emblematico riguarda un algoritmo utilizzato nel sistema sanitario statunitense che, basandosi sulla spesa sanitaria come indicatore di bisogno, assegnava un rischio di salute inferiore ai pazienti di colore, i quali storicamente spendevano meno pur avendo le stesse o maggiori necessità mediche (Fonte: Science).

In campo legale, il noto software COMPAS, usato nei tribunali americani per prevedere la probabilità di recidiva, ha mostrato una tendenza a etichettare erroneamente gli imputati afroamericani come a più alto rischio rispetto ai bianchi (Fonte: ProPublica).

A un livello più profondo, l’HITL risponde alla questione fondamentale della responsabilità: chi è responsabile quando un’ AI commette un errore? In un sistema che include l’intervento umano, la responsabilità non ricade unicamente sul modello o sui suoi sviluppatori. Questo principio di “accountability” è così cruciale che è già stato incorporato in normative emergenti, come l’EU AI Act, che rende obbligatoria la supervisione umana per i sistemi considerati ad alto rischio, come quelli che hanno un impatto sulla salute, sulla sicurezza o sui diritti fondamentali delle persone.

Inoltre, il controllo umano previene un altro rischio intrinseco dell’automazione: il bias di automazione. Le persone tendono a fidarsi ciecamente della tecnologia, smettendo di esercitare il proprio giudizio critico.6 Un approccio HITL ben progettato mantiene l’essere umano in un ruolo di supervisore proattivo, garantendo che le decisioni cruciali non vengano delegate a un algoritmo senza una riflessione ponderata.

Per queste ragioni, le aziende che investono proattivamente nell’HITL per mitigare i bias e garantire l’accountability non solo si conformano alle normative future, ma costruiscono un’immagine di leadership etica, trasformando un obbligo in un chiaro vantaggio competitivo.

Business case: come si traduce l’Human-in-the-Loop in azione

L’HITL non è un concetto astratto, ma una metodologia concreta che genera valore in svariati contesti aziendali.

Nell’e-commerce e nel servizio clienti, i chatbot basati sull’AI gestiscono le domande routinarie e a basso rischio, migliorando l’efficienza. Quando un cliente pone una domanda complessa, emotiva o che il sistema non è in grado di gestire, la conversazione viene automaticamente passata a un agente umano. Questa integrazione ottimizza i tempi di risposta, garantisce un’esperienza cliente di alta qualità e protegge la reputazione del brand da risposte inappropriate o insensibili che un sistema completamente automatizzato potrebbe generare.

Nel settore manifatturiero, i “cobot” (robot collaborativi) lavorano fianco a fianco con gli operai. L’AI si occupa di compiti ripetitivi, ad alto volume o fisicamente impegnativi, migliorando la sicurezza sul posto di lavoro. L’essere umano, invece, mantiene il ruolo di supervisore del controllo qualità e si concentra su compiti di assemblaggio più complessi che richiedono destrezza e giudizio, creando un’ottimizzazione dei processi che nessuna delle due parti potrebbe raggiungere da sola.

Nel settore finanziario, i sistemi di rilevamento delle frodi utilizzano l’AI per analizzare milioni di transazioni e segnalare quelle sospette. I casi a “bassa certezza”, tuttavia, non vengono automaticamente bloccati. Vengono invece inviati a un analista umano per una revisione finale. Questo approccio previene l’annullamento ingiustificato di transazioni legittime, che potrebbe danneggiare l’esperienza del cliente, garantendo al contempo un alto livello di sicurezza e servizio.

Infine, nel campo della sanità, l’AI supporta la diagnostica per immagini, analizzando risonanze magnetiche e scansioni TC per individuare anomalie. Tuttavia, la diagnosi finale e il piano di trattamento rimangono sempre nelle mani del medico. Il professionista combina l’analisi dettagliata dell’AI con la propria esperienza clinica e una comprensione olistica del quadro clinico del paziente, assicurando decisioni che non dipendono unicamente da un algoritmo.

Next step: come applicare l’Human-in-the-Loop

L’approccio “human-in-the-loop” non è un optional, ma la chiave per un’adozione dell’AI di successo, responsabile e sostenibile. Implementare un approccio HITL significa scegliere di non solo innovare, ma di farlo in modo etico, strategico e, soprattutto, a misura d’uomo.

Per i leader aziendali, questo è il momento di riflettere su come integrare il fattore umano nei processi decisionali automatizzati, non come un freno, ma come il catalizzatore di un vantaggio competitivo duraturo e basato sulla fiducia. Questo implica la creazione o ottimizzazione dei processi, un investimento in adoption tecnologica, e il consolidamento di una cultura dell’innovazione improntata all’apprendimento continuo.

Affidarsi a un partner come Huware, con una solida expertise nella gestione del cambiamento e nella trasformazione digitale, permette di guidare questa transizione in modo strategico, valorizzando le competenze uniche delle persone e assicurando che la tecnologia sia un vero acceleratore di potenziale umano.

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Customer Experience personalizzata: aumenta la retention partendo dai dati https://huware.com/customer-experience-personalizzata-aumenta-la-retention-partendo-dai-dati/ Fri, 22 Aug 2025 08:10:42 +0000 https://huware.com/?p=3447 Nell’attuale panorama aziendale, la competizione si gioca sempre più sull’esperienza offerta ai clienti (Customer Experience – CX). Non basta più avere un prodotto di qualità; le aziende che personalizzano l’esperienza del cliente registrano un aumento del fatturato del 40% rispetto ai loro concorrenti. La personalizzazione, alimentata da un uso strategico dei dati, è diventata la […]

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Nell’attuale panorama aziendale, la competizione si gioca sempre più sull’esperienza offerta ai clienti (Customer Experience – CX). Non basta più avere un prodotto di qualità; le aziende che personalizzano l’esperienza del cliente registrano un aumento del fatturato del 40% rispetto ai loro concorrenti.

La personalizzazione, alimentata da un uso strategico dei dati, è diventata la chiave per costruire relazioni durature e profittevoli. Come tradurre queste sfide in un vantaggio competitivo con il giusto approccio strategico e le migliori tecnologie? Scoprilo nell’articolo.

Che cos’è la Customer Experience?

La customer experience è l’insieme di tutte le percezioni, emozioni e valutazioni che un cliente sviluppa in ogni interazione con un’azienda, lungo tutto il suo percorso, sia online che offline. Una CX positiva crea un legame emotivo con il brand, trasformando una semplice interazione commerciale in una relazione a lungo termine.

Offrire un’esperienza su misura è un fattore di differenziazione importantissimo. Le aziende in grado di anticipare le necessità dei propri clienti, trattandoli come individui unici, creano infatti un legame emotivo più forte e duraturo.

La personalizzazione va oltre il semplice utilizzo del nome del cliente in una email. Significa comprendere a fondo i loro comportamenti e preferenze per creare interazioni significative. Quando basata sui dati, la personalizzazione diventa scalabile, permettendo di offrire esperienze rilevanti a un vasto pubblico.

 

Perché la personalizzazione della Customer Experience è un imperativo strategico?

I consumatori di oggi sono più informati ed esigenti che mai. Già nel 2021 McKinsey sottolineava come il 71% dei consumatori si aspettasse esperienze personalizzate e il 76% si sentisse frustrato quando non le riceveva.

La personalizzazione è diventata un imperativo strategico per diverse ragioni chiave:

 

Come sfruttare i dati per creare esperienze rilevanti?

Per creare esperienze davvero rilevanti, è fondamentale sfruttare una solida base di dati che funga da carburante per ogni interazione personalizzata.

Il primo passo consiste nel raccogliere e analizzare diverse tipologie di informazioni per costruire una visione olistica del cliente. Si parte dai dati demografici e geografici, che forniscono le basi per una segmentazione iniziale del pubblico.

A questi si aggiungono i dati comportamentali, che tracciano le azioni concrete degli utenti, come la cronologia degli acquisti o le pagine web visitate, svelando così le loro preferenze implicite.

Per un livello di comprensione più profondo, si analizzano i dati psicografici, che includono interessi, valori e stili di vita, permettendo di creare messaggi con una forte carica emotiva. Parallelamente, i dati transazionali, come frequenza e valore degli acquisti, sono cruciali per identificare i clienti più fedeli e anticipare le loro future necessità.

Infine, il feedback dei clienti, raccolto tramite sondaggi, recensioni o interazioni con il servizio clienti, è considerato “oro puro”, poiché offre una visione diretta e autentica delle loro percezioni ed emozioni.

L’analisi integrata di questi dati, attraverso tecniche come la mappatura del customer journey per identificare punti di contatto e criticità, e la sentiment analysis per decifrare il tono emotivo delle conversazioni, permette alle aziende di passare da un approccio generico a strategie mirate, trasformando le informazioni in interazioni significative e realmente su misura.

 

Quali sono le tecnologie abilitanti per creare una Customer Experience di successo?

Per creare una Customer Experience (CX) di successo, è essenziale orchestrare una strategia di personalizzazione efficace, e per farlo le aziende si affidano a un ecosistema di piattaforme tecnologiche avanzate. Queste tecnologie non solo gestiscono la complessità dei dati dei clienti, ma trasformano quelle informazioni in interazioni significative e scalabili.

Il fulcro di questa architettura è spesso il sistema di Customer Relationship Management (CRM), un approccio strategico, supportato da software, che permette di gestire e analizzare tutte le interazioni con i clienti, attuali e potenziali. Funziona come una memoria storica centralizzata che tiene traccia di ogni contatto attraverso le vendite, il marketing e il servizio clienti, con l’obiettivo di migliorare le relazioni e aumentare la fidelizzazione.

Accanto al CRM, le Customer Data Platform (CDP) giocano un ruolo cruciale nell’unificare i dati dei clienti. Queste soluzioni software aggregano informazioni da svariate fonti (online e offline) per costruire un profilo cliente unico a 360 gradi, persistente e centralizzato. Le CDP eccellono nella raccolta dati in tempo reale e nella “risoluzione dell’identità”, ovvero la capacità di collegare frammenti di dati diversi allo stesso individuo, permettendo così una segmentazione avanzata e l’attivazione di campagne mirate su altre piattaforme.

A rendere questo ecosistema intelligente e proattivo intervengono l’Intelligenza Artificiale (AI) e il Machine Learning (ML), i veri motori che rendono la personalizzazione efficiente su larga scala. Le loro applicazioni sono molteplici: vanno dall’analisi predittiva, capace di prevedere il rischio di abbandono di un cliente, ai motori di raccomandazione che suggeriscono prodotti pertinenti in base al comportamento passato, fino all’automazione intelligente tramite chatbot che gestiscono richieste di routine. È importante sottolineare che l’AI non mira a sostituire l’interazione umana, ma ad amplificarla, liberando gli operatori dalle attività a basso valore aggiunto affinché possano concentrarsi sulle interazioni più complesse ed emotivamente rilevanti.

 

Ottimizzare la Customer Experience: da dove iniziare?

L’adozione di una strategia di Customer Experience personalizzata è un percorso di trasformazione che può apparire complesso, spesso a causa di ostacoli come la frammentazione dei dati in silos o la mancanza di competenze interne. La domanda cruciale per molte aziende è: da dove cominciare? Huware si posiziona come partner strategico per navigare questa complessità, trasformando le sfide in vantaggi competitivi attraverso un approccio graduale e basato sui dati.

Il punto di partenza fondamentale è la creazione di una solida base dati. Un esempio concreto è il progetto realizzato per Unieuro, dove Huware ha sviluppato una moderna data platform per unificare le informazioni provenienti da sistemi diversi. Questo ha permesso di creare una visione unica del cliente e di democratizzare l’accesso ai dati, ponendo le fondamenta indispensabili per ogni iniziativa di personalizzazione.

Una volta unificati i dati, il passo successivo è attivarli per generare valore. Nel settore della moda, Huware ha implementato soluzioni di Fashion Intelligence per un importante retailer, trasformando i dati grezzi in insight strategici per ottimizzare le decisioni di business. Per un altro brand del fashion, Huware ha sviluppato un motore di raccomandazioni basato su AI che personalizza l’esperienza d’acquisto, incrementando conversioni e loyalty suggerendo i prodotti più pertinenti per ogni singolo utente.

Infine, per raggiungere un livello superiore di efficienza e migliorare ulteriormente l’esperienza del cliente, Huware sfrutta l’automazione intelligente. Per un’azienda leader nel settore smart home, ha implementato una soluzione di Order Flow AI per automatizzare l’intero ciclo degli ordini, riducendo l’intervento manuale e velocizzando i processi a diretto beneficio del cliente finale.

Questi progetti, uniti all’esperienza nell’implementazione di piattaforme CRM come Salesforce per aziende come SCAME e CMO, dimostrano come un partner con competenze integrate possa guidare le aziende in ogni fase del percorso, dalla strategia alla misurazione dei risultati, per costruire una Customer Experience realmente efficace e profittevole.

 

Il futuro della customer experience inizia qui

In questa “era del cliente”, la customer experience è il cuore pulsante della strategia aziendale. Abbiamo esplorato come la personalizzazione, se alimentata da un uso intelligente dei dati, diventi una leva insostituibile per costruire relazioni durature, aumentare la fedeltà e guidare la customer retention.

Per i C-Level, i manager e gli imprenditori che desiderano trasformare la propria customer experience e sbloccare il pieno potenziale dei propri dati, è il momento di agire.

Huware è il partner strategico che può accompagnare la vostra azienda in questa evoluzione, fornendo l’expertise e le soluzioni tecnologiche necessarie per navigare la complessità e trasformare la visione in risultati concreti. Il futuro della customer experience è personalizzato e data-driven, e la vostra azienda può esserne protagonista.

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Come utilizzare la Gen AI per migliorare la produttività in azienda https://huware.com/come-usare-gen-ai-per-migliorare-produttivita-azienda/ Wed, 23 Jul 2025 09:59:31 +0000 https://huware.com/?p=3360 L’Intelligenza Artificiale Generativa (Gen AI), ossia la forma di forma di intelligenza artificiale capace di generare testi, immagini, video e codice, è a tutti gli effetti una delle forze economiche più trasformative del nostro tempo, con proiezioni che stimano un impatto potenziale fino a 7,9 trilioni di dollari annui sull’economia globale. Questa tecnologia non rappresenta […]

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L’Intelligenza Artificiale Generativa (Gen AI), ossia la forma di forma di intelligenza artificiale capace di generare testi, immagini, video e codice, è a tutti gli effetti una delle forze economiche più trasformative del nostro tempo, con proiezioni che stimano un impatto potenziale fino a 7,9 trilioni di dollari annui sull’economia globale.

Questa tecnologia non rappresenta un’evoluzione incrementale, ma un cambio di paradigma che promette di ridefinire la produttività, l’innovazione e la competitività aziendale.

Il divario di adozione

Tuttavia, emerge un quadro complesso e disomogeneo. A fronte di un’opportunità senza precedenti, si delinea un significativo divario di adozione e impatto, particolarmente accentuato in Europa e, in modo ancora più marcato, in Italia.

Le aziende italiane, pur mostrando un elevato interesse tattico per strumenti pronti all’uso, accusano un ritardo strutturale nell’implementazione di progetti strategici e integrati, un paradosso che rischia di ampliare il divario competitivo, specialmente per le Piccole e Medie Imprese (PMI).

Qual è il potenziale della Gen AI per le aziende in Italia e in Europa?

L’Intelligenza Artificiale Generativa sta catalizzando una trasformazione economica di portata storica, che ormai ha superato la fase embrionale. Secondo il Gartner Hype Cycle, la Gen AI ha lasciato la fase di “Innovation Trigger” per raggiungere il “Peak of Inflated Expectations”.

Questa posizione indica che, dopo un’ondata di entusiasmo e sperimentazione diffusa, è ora giunto il momento critico in cui le aziende devono dimostrare un valore di business tangibile e un ritorno sull’investimento misurabile.

Per l’Europa, la Gen AI rappresenta un’opportunità cruciale per affrontare una delle sue sfide economiche più radicate: la stagnazione della produttività. Una ricerca del McKinsey Global Institute stima che la Gen AI potrebbe incrementare il tasso di crescita annuale della produttività europea fino al 3% entro il 2030. Tuttavia, i dati rivelano un preoccupante “divario di adozione”, esacerbato da una disparità ancora più profonda negli investimenti.

Questa discrepanza trova riscontro anche nel mercato italiano, dove l’Intelligenza Artificiale sta vivendo una fase di crescita esplosiva, fortemente trainata dalle sperimentazioni nel campo della Gen AI, che da sole rappresentano una quota significativa degli investimenti, ma dove solo una piccola percentuale di aziende vede un significativo ritorno sull’investimento.

Perché le aziende dovrebbero investire nell’adoption della Gen AI

Se da un lato l’Italia è in ritardo sui progetti strategici, dall’altro le sue grandi aziende sono leader in Europa nell’utilizzo di strumenti di Gen AI pronti all’uso come Gemini e ChatGPT, con un tasso di adozione del 53% che supera quello di Francia, Germania e Regno Unito.

Questo schema suggerisce però una forte tendenza all’adozione “dal basso” (bottom-up), spesso organica e non governata, da parte dei singoli dipendenti, piuttosto che un’implementazione strategica “dall’alto” (top-down) guidata dalla leadership aziendale.

I vantaggi e i rischi di un’adozione bottom-up

Una dinamica che, sebbene indichi un forte interesse, nasconde rischi significativi di shadow AI, legati alla sicurezza dei dati, alla privacy e alla proprietà intellettuale. Inoltre, indica che molte aziende si stanno limitando a scalfire la superficie del potenziale di produttività, concentrandosi su ottimizzazioni di singole attività anziché sulla trasformazione di processi di business fondamentali.

Mentre le grandi aziende iniziano a sfruttare l’AI per incrementare efficienza e capacità innovativa, le PMI faticano ad avviare progetti, spesso frenate da ostacoli fondamentali come una scarsa maturità nella gestione dei dati.

Questo rappresenta un rischio sistemico per la competitività organizzativa, poiché la tecnologia potrebbe così ampliare la forbice competitiva in Italia piuttosto che democratizzare l’accesso a capacità avanzate.

Quali sono le applicazioni concrete della Gen AI per la produttività aziendale?

L’impatto più immediato e tangibile della Gen AI sulla produttività aziendale risiede nella sua capacità di automatizzare attività ripetitive e a basso valore aggiunto.

Questi compiti rappresentano il primo passo fondamentale per liberare risorse preziose. Esempi comuni includono la gestione e smistamento delle email, l’inserimento di dati, la programmazione di riunioni e la generazione di report standardizzati.

È cruciale distinguere tra diversi livelli di automazione.

  • L’automazione di base si occupa di compiti semplici e isolati.
  • L’automazione dei processi (spesso associata alla Robotic Process Automation o RPA) gestisce flussi di lavoro multi-step più complessi.

La Gen AI eleva questo concetto all’automazione intelligente, che combina la capacità di eseguire compiti con funzionalità di comprensione e decisione basate sull’intelligenza artificiale.

L’obiettivo strategico, quindi, non è unicamente il risparmio di tempo, ma un miglioramento qualitativo che include la drastica riduzione degli errori umani, la garanzia di maggiore coerenza e accuratezza dei dati e, soprattutto, la liberazione del capitale umano per dedicarlo ad attività ad alto valore che richiedono pensiero critico, creatività e interazione strategica.

Esiste una chiara traiettoria di maturità nell’adozione dell’automazione basata sull’AI:

  1. Le aziende tipicamente iniziano con l’automazione di singole attività (task automation);
  2. progrediscono verso l’automazione di processi end-to-end (process automation);
  3. infine, possono raggiungere una vera trasformazione del modello di business (business model transformation).

Un errore strategico comune è rimanere fermi al primo stadio. Le aziende italiane che, come evidenziato nella sezione precedente, si limitano all’uso di strumenti pronti all’uso, rischiano di rimanere bloccate al livello della “task automation”. La vera sfida, e dove si concentra il ROI più significativo, è pensare in termini di reingegnerizzazione di interi processi aziendali.

Come ottimizzare le funzioni aziendali con la Gen AI

La Gen AI non si limita ad automatizzare l’esistente, ma offre la possibilità di reinventare il modo in cui operano le principali funzioni aziendali.

1. Marketing e vendite

In questo ambito, la Gen AI sta rivoluzionando la creazione di contenuti e l’engagement con i clienti. È possibile generare su larga scala testi per campagne di marketing, articoli per blog, post per i social media e messaggi pubblicitari personalizzati.

Le proiezioni indicano che entro il 2025, il 30% dei messaggi di marketing outbound delle grandi organizzazioni sarà generato sinteticamente, un balzo enorme rispetto a meno del 2% nel 2022.

Per le forze di vendita, la tecnologia permette di generare proposte commerciali personalizzate, segmentare i lead in modo più efficace e utilizzare chatbot intelligenti per la gestione delle prime fasi di contatto con il cliente.

2. Risorse umane (HR)

Il dipartimento HR può trarre enormi benefici dall’automazione intelligente. Nel recruiting, la Gen AI può assistere nella stesura di descrizioni di lavoro, nello screening preliminare dei candidati e nello sviluppo di materiali di formazione e onboarding personalizzati.

Per il supporto ai dipendenti, l’implementazione di chatbot HR interni permette di fornire risposte immediate a domande su policy aziendali, gestire richieste di ferie e permessi e offrire un accesso istantaneo alla base di conoscenza dell’organizzazione, migliorando l’efficienza e la soddisfazione del personale.

3. Ricerca e sviluppo (R&D) e sviluppo prodotto

Qui, la Gen AI agisce come un potente acceleratore d’innovazione. Può essere impiegata per sessioni di brainstorming su nuovi concetti di prodotto, per generare prototipi di design e persino per accelerare la scoperta scientifica in campi complessi come la farmaceutica e la scienza dei materiali.

4. Operations e servizio clienti

Nel customer service, la Gen AI permette di redigere risposte email personalizzate, riassumere le problematiche dei clienti per gli operatori e alimentare chatbot evoluti in grado di gestire richieste complesse, migliorando i tempi di risposta e la qualità del servizio.

A livello operativo, la capacità della Gen AI di analizzare enormi quantità di contenuti non strutturati (come report, log di sistema, feedback dei clienti) permette di identificare inefficienze e colli di bottiglia nei processi, suggerendo miglioramenti mirati.

Questa capacità di lavorare con dati non strutturati rappresenta un cambiamento fondamentale. Per anni, le aziende si sono concentrate sull’analisi di dati strutturati – tuttavia, la stragrande maggioranza dei dati aziendali è non strutturata: testi, email, immagini, video, audio. La Gen AI, e in particolare i Grandi Modelli Linguistici (LLM), eccelle nella comprensione e nell’estrazione di valore proprio da questi dati.

Ciò significa che la Gen AI non è solo un nuovo strumento di analisi, ma la chiave per sbloccare un’importante fonte di valore precedentemente inaccessibile.

Come costruire un ecosistema intelligente e sicuro per la produttività aziendale

Il passaggio da strumenti di Gen AI isolati e autonomi -come le prime versioni di chatbot- a un’intelligenza artificiale integrata in un ecosistema di applicazioni interconnesse, rappresenta un salto qualitativo fondamentale.

Gemini e Google Workspace come partner di produttività trasversale

Gemini all’interno di Google Workspace, per esempio, non è un semplice strumento esterno da apprendere e adottare, bensì un assistente AI incorporato direttamente nelle applicazioni che i dipendenti utilizzano quotidianamente: Gmail, Docs, Sheets, Meet e altre.

Questo approccio riduce drasticamente l’attrito nell’adozione e permette all’intelligenza artificiale di agire come un vero “partner di produttività” o “assistente creativo”, piuttosto che come una semplice funzionalità aggiuntiva.

Funzionalità avanzate come la capacità di riassumere informazioni contenute in più documenti presenti su Drive o di attingere al contesto di una conversazione email per redigere una bozza in Docs dimostrano un’intelligenza che opera trasversalmente all’intero flusso di lavoro. Questo significa che il vero vantaggio competitivo non deriva dall’uso di un singolo strumento AI, ma dall’operare all’interno di un ecosistema di lavoro.

Inoltre, basare la propria organizzazione su una piattaforma di collaborazione con AI integrata permette innanzitutto di regolamentare l’utilizzo dell’AI, mettendo in sicurezza le informazioni aziendali e prevenendo fenomeni di shadow IT. Per le aziende, infatti, l’adozione di nuove tecnologie è indissolubilmente legata alla gestione della sicurezza dei dati e della conformità normativa. Google Workspace con Gemini affronta queste preoccupazioni con un approccio enterprise-grade.

Un principio fondamentale è la confidenzialità dei dati: Google dichiara esplicitamente che i dati dei clienti, i loro prompt e le risposte generate non vengono utilizzati per addestrare i modelli Gemini al di fuori del dominio del cliente senza un’autorizzazione esplicita, né vengono venduti o usati per il targeting pubblicitario.

Le aziende mantengono così il controllo sui propri dati attraverso controlli amministrativi integrati. Le funzionalità di Data Loss Prevention (DLP) consentono di limitare l’accesso a dati sensibili, e Gemini può essere configurato per classificare ed etichettare automaticamente i file sensibili in Drive, applicando le policy di protezione esistenti.

Grazie alle certificazioni di sicurezza e privacy riconosciute a livello internazionale, tra cui ISO 42001 (specifica per la gestione dell’AI), SOC 1/2/3 e ISO 27001/17/18, Google Workspace e Gemini garantiscono un elevato standard di sicurezza, ma può anche aiutare le aziende a soddisfare i propri requisiti di conformità.

Come gestire il cambiamento e governare la tecnologia

L’implementazione di una nuova tecnologia non è mai un processo puramente tecnico. Il più grande ostacolo al successo, come emerge da diverse analisi, risiede nella leadership e nella cultura aziendale.

La resistenza al cambiamento è un fenomeno umano naturale, spesso alimentato da incertezza e dalla paura dell’ignoto.

Per superare queste barriere, è necessario un approccio proattivo e incentrato sulle persone:

  • Integrare il contributo dei lavoratori: Il coinvolgimento dei dipendenti fin dalle prime fasi del processo decisionale è fondamentale. Chiedere il loro parere su quali processi automatizzare e come integrare i nuovi strumenti non solo aumenta la probabilità di adozione, ma porta anche a soluzioni tecnologiche migliori e più efficaci, poiché i lavoratori sono i veri esperti dei loro flussi di lavoro.
  • Comunicare il cambiamento: La leadership ha la responsabilità di comunicare in modo chiaro e preciso gli obiettivi dell’introduzione dell’AI. È essenziale sottolineare che lo scopo è potenziare le capacità umane, non sostituirle.
  • Aumentare la trasparenza e l’equità: L’AI può essere uno strumento potente per rilevare e correggere i bias esistenti nei processi, come quelli di assunzione.
  • Considerare l’impatto sul benessere dei lavoratori: L’insicurezza lavorativa generata dall’AI può avere conseguenze negative tangibili sulla salute dei dipendenti, causando stress e ansia che, a loro volta, riducono la produttività. È cruciale gestire l’impatto psicologico del cambiamento.

Per tradurre la visione in azione, è necessario un percorso strutturato. Il team di digital transformation di Huware accompagna aziende e professionisti nell’adozione della Gen AI, partendo non dalla tecnologia ma dalle reali esigenze di business.

In questo modo viene assicurata la mappatura di tutti i processi organizzativi al fine di eliminare i silos, sviluppare soluzioni sicure, e garantire l’adoption tecnologia – e, quindi, il ritorno sull’investimento.

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L’innovazione sul campo: Huware e Juventus Forward ridefiniscono il futuro dello sport con Google Cloud https://huware.com/huware-per-juventus-forward-progetti-tecnologie-e-risultati/ Fri, 13 Jun 2025 14:04:42 +0000 https://huware.com/?p=3261 Presentata durante il Google Cloud Summit 2024, la partnership tra Huware e Juventus Forward è stata la prima nel campo dell’innovazione nella massima serie del calcio italiano, con l’obiettivo di promuovere la co-creazione e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per accelerare la trasformazione digitale nello sport. In occasione del Google Cloud Summit 2025 presentiamo […]

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Presentata durante il Google Cloud Summit 2024, la partnership tra Huware e Juventus Forward è stata la prima nel campo dell’innovazione nella massima serie del calcio italiano, con l’obiettivo di promuovere la co-creazione e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per accelerare la trasformazione digitale nello sport.

In occasione del Google Cloud Summit 2025 presentiamo i risultati di questa partnership che -grazie alle tecnologie all’avanguardia di Google Cloud- hanno l’obiettivo di efficientare le performance e ottimizzare i processi interni.

Huware e Juventus Forward Team al Google Cloud Summit 2025

L’Intelligenza Artificiale al servizio delle prestazioni e del business

Nell’attuale panorama aziendale, l’innovazione e la digital transformation non sono più semplici opzioni, ma pilastri fondamentali per la crescita e la competitività. In questo contesto, le aziende leader cercano costantemente partner in grado di guidarle attraverso percorsi di evoluzione tecnologica significativi.

È con questa visione che Huware, cloud consulting company e Premier Partner di Google Cloud, ha stretto una partnership strategica con Juventus Forward, il laboratorio di innovazione del Club, per accelerare la trasformazione digitale nel mondo dello sport attraverso le tecnologie cloud e l’Intelligenza Artificiale. La partnership tra Huware e Juventus Forward si concentra sull’applicazione delle più avanzate tecnologie di Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Computer Vision e AI generativa per portare l’innovazione tecnologica a nuovi livelli. 

Tra le aree di applicazione concrete già identificate e in fase di sviluppo, spicca Pitch Sense, la soluzione innovativa per la gestione e l’ottimizzazione dei trattamenti attraverso la conoscenza approfondita dei parametri dei campi da gioco. Grazie a un approccio di open innovation che ha coinvolto Huware, Juventus Forward, Google Cloud e Space 11 è stata realizzata una piattaforma che raccoglie ed elabora i dati di campo per permettere ai tecnici Juventus di prendere decisioni più informate, mirate ed efficaci. Sviluppato grazie a Vertex AI e a Gemini di Google,  Pitch Sense permette di identificare difetti e ottimizzare le condizioni del campo di gioco. Questo si traduce in una maggiore sicurezza per gli atleti e una migliore qualità delle prestazioni. 

Un altro campo di applicazione cruciale è la soluzione di injury prediction su Auto ML di Google, che abilita un’analisi dettagliata dei carichi di lavoro degli atleti allo scopo di creare modelli predittivi che permettano di pianificare sessioni di allenamento più precise, riducendo i rischi per i giocatori. 

Lo sviluppo chatbot con le AI Applications di Google Cloud ha ottimizzato poi la fruizione delle informazioni scientifiche per il dipartimento Sport Science e R&D, che ora può interagire in linguaggio naturale con lo strumento per accedere velocemente ed efficacemente alle informazioni più rilevanti.

Infine, le potenzialità della Gen AI di VEO2 per la creazione di contenuti video innovativi e personalizzati, hanno ottimizzato i processi creativi e di previsualizzazione nonché la creazione di frame per il racconto dei progetti di innovazione.

Questi progetti dimostrano come l’intelligenza artificiale sia applicabile in ogni contesto, e possa non solo liberare le persone da task ripetitivi, aumentare l’efficienza operativa, migliorare la capacità di analisi dei dati, e ottimizzare i processi e le performance. 

Huware: il partner ideale per l’evoluzione digitale e il Change Management

La capacità di Huware di affiancare organizzazioni complesse in percorsi di innovazione e change management è un fattore chiave in questa partnership.

In qualità di Premier Partner Google e con una solida expertise di oltre vent’anni nella trasformazione digitale, Huware adotta un approccio collaborativo e personalizzato. Questo significa che ogni progetto inizia con un’analisi approfondita delle esigenze specifiche del cliente, la definizione di obiettivi di business raggiungibili e lo sviluppo di una strategia AI sicura e solida.

Il team di Huware guida le aziende in ogni fase del percorso, dalla comprensione dei benefici all’implementazione strategica delle soluzioni di AI più adatte. Questo include il supporto nell’adozione delle nuove tecnologie attraverso una formazione su misura, garantendo che i professionisti siano preparati ad affrontare le sfide del futuro e a sfruttare appieno il potenziale dell’AI generativa

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Dall’AI generativa all’Agentic AI: l’evoluzione dell’intelligenza artificiale nel business https://huware.com/dallai-generativa-allagentic-ai-levoluzione-dellintelligenza-artificiale-nel-business/ Tue, 20 May 2025 15:50:52 +0000 https://huware.com/?p=3167 L’intelligenza artificiale (IA) sta ridefinendo i confini dell’innovazione e dell’efficienza operativa in ogni settore. Tra le sue evoluzioni più promettenti spicca l’Agentic AI, o intelligenza artificiale agentica, un paradigma che promette di portare l’automazione e le capacità decisionali a un livello superiore. Questa tecnologia non si limita a eseguire compiti predefiniti, ma agisce con un […]

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L’intelligenza artificiale (IA) sta ridefinendo i confini dell’innovazione e dell’efficienza operativa in ogni settore. Tra le sue evoluzioni più promettenti spicca l’Agentic AI, o intelligenza artificiale agentica, un paradigma che promette di portare l’automazione e le capacità decisionali a un livello superiore. Questa tecnologia non si limita a eseguire compiti predefiniti, ma agisce con un grado di autonomia sorprendente, aprendo la strada a una trasformazione digitale più rapida e profonda per le aziende. Comprendere cos’è l’Agentic AI e come può essere integrata strategicamente nei processi di business è fondamentale per chiunque voglia rimanere competitivo nell’era digitale.

Cos’è l’Agentic AI e come funziona

L’Agentic AI si riferisce a sistemi di intelligenza artificiale progettati per agire con un elevato grado di autonomia, capaci di prendere decisioni, adattarsi dinamicamente agli ambienti mutevoli e perseguire obiettivi specifici con iniziativa. A differenza dei sistemi di IA tradizionali, che spesso richiedono una programmazione dettagliata per compiti specifici, l’IA agentica può interpretare contesti complessi, permettendo interazioni più mirate e processi decisionali basati su flussi di lavoro ben definiti.

Alla base del suo funzionamento ci sono concetti come la goal-oriented AI (IA orientata all’obiettivo), dove l’agente è programmato per raggiungere un determinato scopo. Lautonomia operativa, che consente all’agente di funzionare senza un intervento umano costante. Infine, sofisticate capacità di pianificazione e adattamento, che gli permettono di modificare le proprie strategie in base a nuove informazioni o a cambiamenti nell’ambiente.

Questi sistemi sfruttano tecnologie avanzate come i Large Language Models (LLM) per comprendere il linguaggio umano, una grande potenza di calcolo per addestrare modelli complessi, vasti dataset per l’apprendimento profondo e la capacità di connettersi e interagire con altri sistemi. L’Agentic AI, quindi, non è solo un esecutore di comandi, ma un vero e proprio “partner” digitale in grado di gestire flussi di lavoro e processi decisionali complessi.

Cosa rende l’Agentic AI diversa dall’AI generativa?

Sebbene l’Agentic AI possa incorporare capacità di AI generativa, le due tecnologie si distinguono nettamente per il loro scopo e funzionamento primario.

L’AI generativa, come suggerisce il nome, si concentra principalmente sulla creazione di contenuti originali – testi, immagini, codice, audio – in risposta a input e direttive umane. Pensa a strumenti che redigono bozze di email, generano immagini artistiche o scrivono codice software su richiesta.

L’Agentic AI, invece, è orientata all’azione. Va oltre la semplice generazione di contenuti per abilitare sistemi autonomi capaci di prendere decisioni e compiere azioni indipendenti per conto dell’utente, spesso con iniziativa e anche in ambienti complessi. Questa capacità di automazione intelligente e di comportamento agentico la distingue anche dal machine learning tradizionale, che si concentra sull’apprendimento da dati per fare previsioni o classificazioni, ma tipicamente non possiede lo stesso livello di autonomia decisionale e di azione proattiva nel mondo reale.

Le sue applicazioni pratiche nel business

Le capacità dell’Agentic AI aprono un ventaglio di applicazioni pratiche con un impatto significativo sull’innovazione tecnologica e sull’efficienza aziendale. Questi productivity tools intelligenti stanno già trovando impiego in diversi contesti enterprise, portando a una reale automatizzazione dei processi.

Un esempio lampante è nell’assistenza clienti autonoma. Immagina un sistema che non si limita a rispondere a domande frequenti, ma che prende l’iniziativa. In caso di ritardo di una spedizione, un agente IA potrebbe accedere ai dati di tracciamento, analizzare la causa del problema, proporre autonomamente soluzioni come un rimborso parziale o l’invio di un ordine sostitutivo, e infine aggiornare i record aziendali. Il tutto senza intervento umano diretto.

Nell’analisi predittiva e nel decision making automatizzato, l’Agentic AI può monitorare costantemente i macchinari industriali, prevedere guasti imminenti e programmare autonomamente la manutenzione, ordinando persino i ricambi necessari. Nel settore finanziario, può automatizzare il rilevamento frodi o la gestione del rischio, analizzando flussi di dati in tempo reale e prendendo decisioni rapide.

L’automazione di processi complessi trova terreno fertile anche in ambiti come le risorse umane (HR), la finanza e la supply chain. Ad esempio, nella gestione dell’inventario, un sistema agentico può analizzare dati storici di vendita, trend di mercato e persino il sentiment sui social media per prevedere la domanda e generare automaticamente ordini di acquisto ottimali, minimizzando sprechi e rotture di stock. Nella finanza, agenti IA potrebbero gestire portafogli di investimento, adattando le strategie in base alle condizioni di mercato e agli obiettivi individuali.

I vantaggi per le aziende

L’adozione dell’Agentic AI comporta una serie di vantaggi strategici che possono ridefinire la competitività di un’azienda.

Il primo e più evidente è un significativo aumento della produttività e una contestuale riduzione dei costi operativi. Automatizzando compiti complessi e ripetitivi, e operando 24/7, questi sistemi liberano risorse umane che possono così concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.

Si ottiene inoltre una maggiore scalabilità dei processi digitali. L’autonomia intrinseca dell’Agentic AI permette alle aziende di gestire volumi di lavoro crescenti senza necessariamente aumentare in proporzione il personale, rendendo le operazioni più agili e flessibili. Questo si traduce in una capacità superiore di rispondere rapidamente alle fluttuazioni del mercato.

L’Agentic AI favorisce anche l’innovazione continua e la capacità di adattamento. Grazie alle sue capacità di apprendimento e di adattamento ambientale, un sistema agentico può migliorare le proprie performance nel tempo e rispondere dinamicamente a nuove informazioni o a cambiamenti nelle condizioni operative. Questo supporta le aziende nell’identificare nuove opportunità e nell’ottimizzare costantemente le proprie strategie.

Infine, l’Agentic AI offre un supporto strategico alla crescita, permettendo di analizzare grandi volumi di dati per supportare decisioni complesse, personalizzare l’esperienza cliente in modi prima impensabili e persino aiutare nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi analizzando trend di mercato e feedback.

Le sfide e le implicazioni etiche dell’Agentic AI

Nonostante l’enorme potenziale trasformativo, l’adozione diffusa dell’Agentic AI solleva una serie di sfide complesse e profonde implicazioni etiche che le aziende devono affrontare con attenzione e proattività. La stessa autonomia e capacità decisionale che rendono questi sistemi così potenti introducono anche nuovi rischi e richiedono quadri di governance robusti.

Le principali aree di preoccupazione includono sicurezza e vulnerabilità, trasparenza e spiegabilità, bias ed equità, controllo umano vs autonomia, responsabilità e necessità di una governance aziendale. Tutte sfide profondamente interconnesse, dove la consulenza specializzata può fornire un valore immenso per guidare il cambiamento organizzativo necessario, costruire fiducia nei sistemi e garantire che l’implementazione dell’AI rimanga allineata ai valori umani e aziendali.

Come Huware può guidare verso l’adozione dell’Agentic AI

Navigare le complessità e cogliere appieno le opportunità dell’Agentic AI richiede un partner esperto e affidabile. Huware si posiziona come guida strategica per le aziende che desiderano intraprendere questo percorso di trasformazione digitale, offrendo un approccio che combina competenza tecnologica e visione di business.

Grazie alla sua consolidata esperienza come cloud consulting company specializzata e Premier Partner di Google Cloud, Google Workspace e Salesforce, Huware ha accesso e padronanza delle soluzioni AI più avanzate come Agentspace, la piattaforma di AI enterprise che integra la logica di Gemini, la ricerca di Google e la conoscenza aziendale per:

  • Connettere in sicurezza applicativi aziendali come SharePoint, Google Drive, Salesforce, SAP, ServiceNow e molti altri tramite connettori predefiniti, centralizzando l’accesso ai dati, semplificando la ricerca delle informazioni e superando i silos informativi.
  • Fornire assistenza conversazionale per rispondere a domande complesse.
  • Fornire suggerimenti proattivi e azioni personalizzate per la tua azienda.
  • Comprendere le informazioni in altre lingue con la traduzione integrata.

Partendo dalle esigenze specifiche, Huware è pronta ad accompagnare la vostra azienda in ogni fase progettuale, dall’integrazione alla configurazione, dalla consulenza alla formazione strategica, fino al supporto continuo. L’obiettivo non è solo implementare una nuova tecnologia, ma assicurare che venga adottata efficacemente e che possa crescere insieme all’azienda.

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Come sfruttare la business intelligence aziendale per decisioni più rapide e data-driven https://huware.com/come-sfruttare-la-business-intelligence-aziendale-per-decisioni-piu-rapide-e-data-driven/ Tue, 15 Apr 2025 09:43:11 +0000 https://huware.com/?p=3127 L’ambiente aziendale odierno è caratterizzato da una crescente velocità e complessità. Le aziende si trovano costantemente a dover affrontare nuove sfide e opportunità, richiedendo un processo decisionale agile e informato. In questo contesto dinamico, affidarsi esclusivamente all’intuito o alle esperienze passate può non essere più sufficiente per garantire il successo e la crescita. La business […]

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L’ambiente aziendale odierno è caratterizzato da una crescente velocità e complessità. Le aziende si trovano costantemente a dover affrontare nuove sfide e opportunità, richiedendo un processo decisionale agile e informato. In questo contesto dinamico, affidarsi esclusivamente all’intuito o alle esperienze passate può non essere più sufficiente per garantire il successo e la crescita.

La business intelligence aziendale è una leva fondamentale per navigare questa complessità, trasformando i dati grezzi in informazioni preziose che consentono alle organizzazioni di prendere decisioni più rapide, efficaci e basate su evidenze concrete.

Le fondamenta: prendere decisioni aziendali basate sui dati

Il processo decisionale basato sui dati (Data-Driven Decision MakingDDDM) rappresenta un approccio strategico che utilizza elementi concreti, metriche e dati per orientare le scelte aziendali in linea con gli obiettivi, gli scopi e le iniziative dell’organizzazione. Questo metodo si distingue nettamente dalle decisioni guidate unicamente dall’intuito o dalle esperienze pregresse, offrendo un vantaggio competitivo significativo grazie alla sua oggettività.

Il DDDM si articola in diverse fasi di analisi, ognuna con un focus specifico: descrittiva (cosa è successo), diagnostica (perché è successo), predittiva (cosa succederà), prescrittiva (cosa fare), inferenziale (conclusioni), qualitativa (opinioni), quantitativa (numeri) e in tempo reale (azioni immediate).

Per massimizzare l’efficacia del DDDM, è però fondamentale sviluppare una strategia di dati che sia strettamente allineata con gli obiettivi aziendali generali. Tale strategia assicura che la raccolta e l’analisi dei dati siano focalizzate sulle metriche che realmente contano per il progresso dell’organizzazione, evitando la dispersione di risorse in informazioni irrilevanti. Un approccio ben definito ai dati permette infatti di trasformare questi ultimi da semplici numeri a veri e propri strumenti strategici.

Strumenti essenziali per la Business Intelligence: Google Cloud e Looker al primo posto

Esiste un’ampia gamma di strumenti di BI, adatti a diverse esigenze aziendali, come Microsoft Power BI, Tableau, Qlik Sense, SAP BusinessObjects, Oracle BI, Domo e IBM Cognos Analytics. Google Cloud si differenzia per l’offerta di soluzioni complete per l’analisi dei dati, con BigQuery e Looker come strumenti chiave.

BigQuery è un data warehouse scalabile ed economico, e rappresenta la base ideale per archiviare ed elaborare grandi volumi di dati. Looker Studio (precedentemente Google Data Studio) è uno strumento gratuito e intuitivo per la visualizzazione e la reportistica.

Looker, parte di Google Cloud, è una piattaforma BI cloud-based che permette di esplorare, condividere e visualizzare i dati per decisioni più efficaci. La sua unicità risiede in LookML, un linguaggio di modellazione che centralizza la definizione delle relazioni tra i dati e la logica di business, garantendo coerenza e una “singola fonte di verità”.

Looker offre accesso via browser, integrazione con diverse piattaforme cloud (Google Cloud, Azure, AWS), analisi in tempo reale e funzionalità AI integrate come Gemini. I suoi casi d’uso sono molteplici, dall’analisi marketing all’ottimizzazione dell’inventario.

ROI di Looker e BigQuery

Vantaggi, applicazioni e business case del data-driven decision making (DDDM)

L’adozione di un approccio DDDM, supportato da strumenti di Business Intelligence come Google Cloud e Looker e dall’esperienza specifica di un partner come Huware, offre numerosi vantaggi e si presta a svariati casi d’uso aziendali.

Data modernization

Questo processo consiste nella costruzione e manutenzione di un’infrastruttura dati solida e scalabile. Permette alle aziende di raccogliere, organizzare e accedere a informazioni cruciali da diverse fonti su un’unica piattaforma, eliminando la frammentazione dei dati e fornendo una visione completa a 360 gradi. Un caso d’uso tipico è quello di un’azienda che integra dati di vendita, marketing e customer service per ottenere una comprensione unificata del cliente, migliorando l’efficienza operativa e la customer experience.

Business Intelligence

La BI permette alle aziende di analizzare a fondo i propri dati per identificare tendenze significative e prendere decisioni basate su evidenze concrete. Strumenti come Looker consentono di creare dashboard personalizzate per visualizzare i dati chiave e monitorare le performance aziendali in tempo reale per analizzare le abitudini di acquisto dei clienti, ottimizzare l’inventario e personalizzare le campagne marketing.

Data Monetization

Si tratta della capacità di trasformare i dati aziendali in nuove fonti di ricavo. Questo può avvenire creando prodotti dati specifici o integrando funzionalità analitiche all’interno di applicazioni esistenti, ad esempio per offrire reportistica avanzata come servizio premium ai propri clienti, analizzando i dati di utilizzo dei propri prodotti.

FinOps

Questa pratica consente alle organizzazioni di avere un controllo completo sulla spesa relativa ai servizi cloud. Attraverso l’analisi dettagliata dei costi per progetto, dipartimento e team, le aziende possono ottimizzare le proprie spese e prevenire picchi di spesa imprevisti. Un’applicazione aziendale è l’implementazione di dashboard che mostrano in tempo reale i costi del cloud, permettendo ai team di monitorare e gestire il proprio budget in modo efficace anche grazie a notifiche e alert.

Artificial Intelligence, Machine Learning, e Gen AI

L’AI, il ML e la Gen AI offrono soluzioni innovative per automatizzare processi complessi, effettuare analisi predittive e ottimizzare l’utilizzo delle risorse. Queste tecnologie si basano su solide fondamenta di dati di alta qualità. Un esempio è l’utilizzo dell’analisi predittiva per prevedere la domanda di un prodotto, ottimizzando la gestione dell’inventario e riducendo i costi di stoccaggio. La Gen AI può essere utilizzata per generare contenuti personalizzati per campagne marketing o per automatizzare la creazione di report.

I dati come carburante per l’innovazione: verso la Gen AI

L’Intelligenza Artificiale Generativa (Gen AI) rappresenta una frontiera in rapida evoluzione nel campo dell’intelligenza artificiale, con la capacità di apprendere da dati esistenti per generare nuovi contenuti, come testo, immagini e codice. L’efficacia di questi modelli Gen AI dipende in modo critico dalla qualità e dalla struttura dei dati su cui vengono addestrati. Il principio fondamentale “spazzatura entra, spazzatura esce” si applica qui in modo particolarmente incisivo: dati imperfetti, inaccurati o distorti possono portare a output di intelligenza artificiale altrettanto problematici.

Per sviluppare modelli Gen AI robusti e affidabili, serve disporre di grandi volumi di dati diversificati e rappresentativi. Un’ampia gamma di dati di addestramento consente ai modelli di generalizzare meglio e di produrre risultati più creativi e utili in diversi contesti. Per garantire l’affidabilità e l’attendibilità delle applicazioni Gen AI in contesti professionali, è cruciale stabilire processi di data governance e data quality rigorosi per la verifica e la certificazione delle fonti di dati.

In alcuni casi, i dati sintetici, generati artificialmente, possono rappresentare un’alternativa o un supplemento prezioso ai dati reali per l’addestramento di Gen AI, specialmente per affrontare problemi di scarsità di dati o preoccupazioni relative alla privacy.

Massimizzare l’investimento sui dati: l’importanza di un partner tecnologico

Nel percorso di adozione di una strategia data-driven, la scelta di un partner tecnologico qualificato si rivela un fattore determinante per il successo dell’iniziativa. Huware si propone come un punto di riferimento per le aziende che desiderano valorizzare al massimo il proprio patrimonio informativo, offrendo non solo competenze tecniche avanzate, ma anche un approccio consulenziale orientato al raggiungimento degli obiettivi di business.

Comprendiamo che l’implementazione di soluzioni di Business Intelligence rappresenta un’opportunità per le organizzazioni di ottimizzare i processi decisionali e ottenere un vantaggio competitivo.

Tuttavia, il successo di tali progetti dipende da una serie di fattori, tra cui la definizione di una solida strategia di dati, l’integrazione efficace delle diverse fonti informative e la capacità di tradurre i risultati dell’analisi in azioni concrete.

Per questo affianchiamo i nostri clienti, mettendo a disposizione un team di esperti in grado di:

  • Comprendere le esigenze specifiche: analizziamo a fondo il contesto aziendale, gli obiettivi di business e le sfide da affrontare per individuare le soluzioni più adatte.
  • Progettare un’architettura dati efficace: definiamo una struttura dati scalabile, flessibile e in grado di supportare le esigenze attuali e future dell’organizzazione.
  • Implementare soluzioni personalizzate: configuriamo e personalizziamo strumenti di Business Intelligence come Looker e Google Cloud per garantire un’integrazione ottimale con i sistemi esistenti.
  • Fornire supporto continuo: accompagniamo i nostri clienti in tutte le fasi del progetto, dalla formazione all’assistenza post-implementazione, per assicurare il successo a lungo termine.

In questo modo, abilitiamo le organizzazioni a sfruttare appieno il potenziale dei propri dati, trasformandoli in una risorsa strategica per l’innovazione e la crescita.

Abbracciare la Business Intelligence per un futuro guidato dai dati

In sintesi, la Business Intelligence aziendale rappresenta uno strumento indispensabile per le aziende che desiderano prosperare nell’ambiente competitivo di oggi. Sfruttando la potenza dei dati, le organizzazioni possono prendere decisioni più rapide, informate e strategiche, ottenendo vantaggi significativi in termini di efficienza operativa, soddisfazione del cliente e crescita del business.

L’analisi dei dati aziendali, facilitata da strumenti di BI come Google e Looker, consente di svelare opportunità nascoste, comprendere a fondo il mercato e i clienti, e anticipare le tendenze future attraverso l’analisi predittiva. È fondamentale riconoscere che la qualità dei dati e una strategia di BI ben definita sono pilastri essenziali per il successo di qualsiasi iniziativa di business intelligence.

Sei pronto a trasformare i tuoi dati in decisioni strategiche e ottenere un vantaggio competitivo? Contatta Huware oggi stesso per scoprire come la nostra expertise in Data Platform e Analytics può guidare la tua azienda verso un futuro data-driven.

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Huware e Gruppo Summit: alleanza strategica per la trasformazione digitale delle imprese italiane https://huware.com/huware-e-gruppo-summit-alleanza-strategica-per-le-imprese-italiane/ Wed, 22 Jan 2025 09:48:32 +0000 https://huware.com/?p=3007 In un panorama economico in continua evoluzione, la trasformazione digitale rappresenta una sfida cruciale per le aziende italiane. Huware, cloud consulting company con oltre 20 anni di esperienza, e Gruppo Summit, società di consulenza direzionale, formazione manageriale e ricerche di personale che da oltre 15 anni affianca le imprese per realizzare cambiamenti sia organizzativi che […]

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In un panorama economico in continua evoluzione, la trasformazione digitale rappresenta una sfida cruciale per le aziende italiane.

Huware, cloud consulting company con oltre 20 anni di esperienza, e Gruppo Summit, società di consulenza direzionale, formazione manageriale e ricerche di personale che da oltre 15 anni affianca le imprese per realizzare cambiamenti sia organizzativi che culturali, annunciano una partnership strategica finalizzata a supportare aziende nazionali, multinazionali e condotte da imprenditoria familiare.

L’alleanza tra Huware e Gruppo Summit offre un approccio olistico allo sviluppo delle imprese e, in particolare, alla loro trasformazione digitale, combinando competenze tecnologiche e strategiche con una profonda attenzione al capitale umano, per aiutare persone e organizzazioni a esprimere le loro migliori potenzialità.

"Crediamo che la trasformazione digitale sia un’opportunità fondamentale per le aziende italiane. La nostra partnership con Gruppo Summit ci permette di offrire soluzioni complete e innovative, che mettono al centro le persone e generano valore per il business."

Matteo Fenaroli
Founder e Responsabile Commerciale, Huware

"Condividiamo con Huware un approccio che si basa sulla comprensione profonda di strategie, organizzazione e cultura, andamenti economici di ogni impresa. Ci appassiona la ricerca di soluzioni adatte ai diversi contesti, soluzioni che si basano, nel nostro caso sulla padronanza teorica e metodologica della gestione del cambiamento e dello sviluppo delle persone. In questo risiede la complementarietà di Summit rispetto a Huware, che invece può contare su un team altamente specializzato e capace di offrire il massimo delle competenze in materia di tecnologia e di trasformazione digitale"

Marco Vergeat e Patrizia Italiano
rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato, Summit

Punti di forza della collaborazione:

  • Tecnologia e strategia: Huware fornisce soluzioni tecnologiche all’avanguardia, mentre Gruppo Summit definisce la strategia per guidare il cambiamento in modo efficace.
  • Persone e processi: La trasformazione digitale coinvolge l’intera organizzazione. Huware e Gruppo Summit supportano le aziende nello sviluppo di una cultura digitale e nella formazione delle persone, garantendo l’adozione e l’utilizzo ottimale dei nuovi strumenti.
  • Innovazione e sostenibilità: Entrambe le aziende sono impegnate a promuovere soluzioni innovative e sostenibili, contribuendo alla crescita responsabile delle imprese italiane.

Questa partnership rappresenta un passo importante per supportare la crescita e la competitività delle aziende italiane nell’era digitale e per diffondere una disciplina dell’execution, che rappresenta una strada obbligata per giungere a risultati concreti e accrescere la competitività strutturale delle imprese.

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Ottimizzazione dei processi aziendali: tecnologie e strategie per il 2025 https://huware.com/ottimizzazione-processi-aziendali-tecnologie-strategie-2025/ Mon, 23 Dec 2024 11:09:43 +0000 https://huware.com/?p=2998 Il 2025 si preannuncia come un anno cruciale per le aziende che desiderano mantenere la propria competitività in un panorama economico in continua evoluzione. Secondo Gartner, entro il 2026 il 90% delle organizzazioni non riuscirà a raggiungere i risultati sperati dalle proprie iniziative di process mining end-to-end a causa di una gestione dei processi aziendali […]

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Il 2025 si preannuncia come un anno cruciale per le aziende che desiderano mantenere la propria competitività in un panorama economico in continua evoluzione. Secondo Gartner, entro il 2026 il 90% delle organizzazioni non riuscirà a raggiungere i risultati sperati dalle proprie iniziative di process mining end-to-end a causa di una gestione dei processi aziendali non sufficientemente matura.

In Huware, cloud consulting company con esperienza ventennale nella digital transformation, sappiamo bene quanto sia fondamentale l’ottimizzazione dei processi. Non si tratta più di una semplice opzione, ma di una vera e propria necessità strategica per cogliere nuove opportunità, affrontare le sfide del mercato e guidare l’innovazione tecnologica all’interno dell’azienda.

Ma come rendere i processi aziendali più agili, efficienti e allineati alle esigenze di un mercato in costante cambiamento?

I tre pilastri per un’organizzazione più efficiente

Per garantire un reale miglioramento dei processi, è essenziale adottare un approccio strutturato, basato su tre pilastri chiave:

  • Analisi e mappatura dei processi: parti dal comprendere come funzionano oggi i tuoi processi. Analizzare i flussi operativi e raccogliere dati ti permette di individuare inefficienze e colli di bottiglia. Concentrandoti sulle aree più critiche, otterrai i risultati migliori;
  • Coinvolgimento delle persone: la tecnologia da sola non basta. Coinvolgi il tuo team in ogni fase del cambiamento: forma i dipendenti, comunica in modo chiaro e raccogli feedback. Un team allineato e motivato è la chiave per garantire un cambiamento sostenibile;
  • Automazione e digitalizzazione: le tecnologie innovative, come l’AI generativa (Gen AI), offrono opportunità senza precedenti per semplificare e automatizzare le attività ripetitive. Strumenti di workflow e piattaforme cloud ti aiutano a ridurre i tempi di esecuzione, minimizzare gli errori e migliorare la qualità del lavoro.

Perché lavorare sull’ottimizzazione dei processi?

Secondo McKinsey, le aziende di tutto il mondo dimostrano grandi difficoltà nell’ottimizzazione dei processi, uno dei 3 aspetti più carenti tra i 12 analizzati. Eppure, l’ottimizzazione dei processi e delle attività può tradursi in un miglioramento tangibile, con un impatto che va dal 5 al 15%.

Ottimizzare i processi significa migliorare efficienza e produttività, adattandosi alle esigenze di un mercato in continuo cambiamento. Questo richiede un’attenzione particolare a diversi aspetti fondamentali.

Tra di essi, l’adattamento a una forza lavoro multigenerazionale è sempre più significativo e prevede l’aggiornamento della comunicazione, degli stili di lavoro e delle tecnologie utilizzate per aumentare sia la produttività sia la soddisfazione. Ma anche l’eliminazione delle inefficienze, come processi lenti o ridondanti, diventa essenziale per essere veloci e competitivi, ed è possibile analizzando dati, metriche e KPI.

Quali processi aziendali puoi automatizzare?

L’automazione può avere un grande impatto sulla tua azienda, in svariati ambiti.

La comunicazione interna, ad esempio, può essere migliorata automatizzando notifiche, aggiornamenti e promemoria, favorendo la collaborazione e riducendo il rischio di errori. La gestione delle richieste (ticketing) può essere resa più efficiente con sistemi che smistano le richieste, assegnano priorità e rispondono automaticamente alle domande più comuni. Anche la reportistica e le approvazioni possono essere automatizzate, garantendo precisione e velocità. Oltre a questi, l’automazione può essere applicata a molti altri processi aziendali come: la gestione delle risorse umane, il marketing, la logistica e la produzione, liberando risorse strategiche e migliorando l’efficienza complessiva.

Il valore delle persone: formazione e workshop

Hai mai pensato a quanto sia importante coinvolgere il tuo team nel processo di cambiamento? La formazione è essenziale per garantire un’adozione efficace delle nuove tecnologie, e upskilling e reskilling saranno sempre di più tra le aree di investimento strategico delle moderne organizzazioni.

Organizzare percorsi di apprendimento personalizzati, magari sfruttando le piattaforme digitali, può semplificare il monitoraggio dei progressi. La gestione dei workshop diventa più agevole grazie a strumenti digitali che coordinano inviti, materiali e follow-up e che permettono la partecipazione anche da remoto o in asincrono. Comprendere le esigenze individuali attraverso interviste mirate consente, inoltre, di personalizzare i percorsi di crescita e sviluppo. Investire nelle persone significa costruire le competenze necessarie per affrontare il futuro con sicurezza.

Nuove tecnologie: da dove partire?

Se stai pensando di ottimizzare i processi, il primo passo è valutare con attenzione il tuo ecosistema tecnologico. Non si tratta solo di adottare l’ultima novità, ma di capire come le tecnologie possono integrarsi e migliorare i processi esistenti.
Un’analisi approfondita dei processi, supportata da strumenti di business intelligence (BI), ti permette di identificare le inefficienze, i colli di bottiglia e le aree di miglioramento. Dove si spreca tempo? Quali attività rallentano la produttività? Questi strumenti ti forniranno dati concreti per prendere decisioni informate.

La migrazione e l’ottimizzazione dell’infrastruttura cloud è un fattore abilitante fondamentale per l’ottimizzazione dei processi aziendali. Spostando l’infrastruttura IT e le applicazioni nel cloud, le aziende ottengono la flessibilità necessaria per adattarsi rapidamente alle mutevoli esigenze del business. Il cloud offre scalabilità on-demand, permettendo di allocare risorse in modo dinamico e di supportare picchi di attività senza investimenti infrastrutturali onerosi. Inoltre, l’accessibilità e la collaborazione migliorate offerte dal cloud semplificano i flussi di lavoro, consentendo ai team di lavorare in modo più efficiente e produttivo, indipendentemente dalla loro posizione geografica.

Le piattaforme di automazione sono un altro elemento chiave per l’ottimizzazione. Consentono di automatizzare attività ripetitive e complesse, liberando risorse preziose e riducendo il rischio di errori umani. Grazie a queste piattaforme, è possibile snellire i flussi di lavoro, migliorare la velocità di esecuzione e garantire una maggiore precisione. L’automazione dei processi non solo aumenta l’efficienza operativa, ma consente anche ai dipendenti di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto, stimolando la creatività e l’innovazione.

Soluzioni come Google Workspace, Microsoft 365, monday.com e LumApps offrono suite complete per la collaborazione, la gestione dei progetti e la centralizzazione delle informazioni, semplificando i flussi di lavoro e migliorando la comunicazione interna. In questo modo, la tecnologia diventa il motore per un cambiamento positivo e duraturo.

Un cambiamento strategico per un futuro sostenibile

Investire nell’ottimizzazione dei processi aziendali significa non solo migliorare l’efficienza operativa, ma anche creare un ambiente di lavoro più flessibile, innovativo e orientato al futuro.

In questo percorso, Huware è al fianco delle aziende, dall’analisi e il ridisegno dei processi all’adozione di tecnologie avanzate e alla formazione continua del tuo personale. Grazie al nostro approccio consulenziale incentrato sulle persone, aiutiamo le organizzazioni a raggiungere i loro obiettivi, creando un ecosistema digitale efficiente e resiliente, pronto ad affrontare le sfide del mercato con maggiore sicurezza e successo.

Scopri come rendere il 2025 più efficiente e produttivo: contattaci per iniziare il tuo percorso!

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Guida 2025: come attrarre e trattenere i talenti in azienda https://huware.com/guida-2025-come-attrarre-e-trattenere-i-talenti/ Mon, 09 Dec 2024 12:05:03 +0000 https://huware.com/?p=2953 Il panorama aziendale del 2025 si prospetta dinamico e ricco di sfide, in particolare per quanto riguarda la gestione dei talenti. Attrarre, coinvolgere e trattenere i migliori dipendenti è essenziale per il successo di qualsiasi organizzazione. Un recente studio ha evidenziato come il 29% dei leader HR preveda di incrementare gli investimenti in strategie di […]

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Il panorama aziendale del 2025 si prospetta dinamico e ricco di sfide, in particolare per quanto riguarda la gestione dei talenti. Attrarre, coinvolgere e trattenere i migliori dipendenti è essenziale per il successo di qualsiasi organizzazione. Un recente studio ha evidenziato come il 29% dei leader HR preveda di incrementare gli investimenti in strategie di retention. Ma cosa cercano veramente i talenti oggi? Non si tratta più solo di un buon stipendio. I dipendenti desiderano un’esperienza lavorativa appagante, opportunità di crescita e un ambiente di lavoro stimolante e positivo.

I tre pilastri di una retention vincente

Per affrontare queste sfide, le aziende devono adottare un approccio strategico alla retention, basato su tre pilastri fondamentali:

  • Ascolto attivo: è fondamentale comprendere a fondo le esigenze e le aspettative dei dipendenti. Sondaggi, interviste e feedback regolari sono strumenti preziosi per raccogliere informazioni e creare un dialogo aperto e costruttivo;
  • Tecnologia innovativa: le tecnologie digitali possono rivoluzionare la comunicazione interna e il coinvolgimento dei dipendenti. Piattaforme collaborative, strumenti di comunicazione interna e accesso semplificato alle informazioni aziendali sono solo alcuni esempi di come la tecnologia può fare la differenza;
  • Crescita professionale: i dipendenti desiderano crescere e sviluppare le proprie competenze. Percorsi di formazione personalizzati, opportunità di upskilling e reskilling, e un chiaro percorso di carriera sono elementi chiave per trattenere i talenti e motivarli a dare il meglio.

Dalla strategia ai risultati: come sviluppare una retention efficace

Per sviluppare una strategia di retention vincente, è fondamentale partire da un’attenta analisi dei bisogni aziendali e delle aspettative dei dipendenti. Attraverso sondaggi, interviste e focus group, è possibile raccogliere informazioni preziose sulle esigenze, le motivazioni e le aspirazioni dei collaboratori. Questi dati permettono di definire obiettivi specifici, misurare i progressi e adattare la strategia in base ai risultati ottenuti.

Rivoluzionare la retention e l’engagement: come scegliere la social intranet ideale

Una delle soluzioni più efficaci per affrontare le sfide legate alla retention è quella di creare uno spazio digitale unicamente dedicato alle risorse aziendali, altamente personalizzabile e in linea con le esigenze organizzative e delle sue persone. In questo contesto, le intranet aziendali si rivelano uno strumento fondamentale per promuovere la produttività, migliorare la comunicazione interna e, soprattutto, favorire la retention dei talenti.

Accesso centralizzato a tutte le informazioni, le risorse e gli strumenti, ma anche uno spazio di confronto, collaborazione e creazione di relazioni sono infatti le principali ragioni per cui le aziende oggi decidono di adottare una intranet. Ma il vero valore aggiunto di una intranet risiede nel suo impatto sulla retention. Offrendo ai dipendenti uno spazio digitale coinvolgente, personalizzato e ricco di opportunità di crescita, le aziende possono rafforzare il senso di appartenenza, aumentare la soddisfazione e ridurre il turnover.

Un esempio è LumApps, la social intranet leader di categoria secondo Forrester Wave che va oltre le funzionalità tradizionali, offrendo un’esperienza digitale completa e personalizzata per:

  • Creare un ambiente di lavoro digitale coinvolgente, attraverso news personalizzate, community dedicate, eventi aziendali e strumenti di social networking;
  • Facilitare la comunicazione interna e diffondere la cultura aziendale, consentendo di condividere le informazioni in modo mirato ed efficace, raggiungendo i dipendenti giusti al momento giusto;
  • Semplificare l’accesso alle informazioni e la collaborazione, grazie all’accesso centralizzato alle risorse aziendali che elimina la dispersione di informazioni e ottimizza i processi.

Integrare gli strumenti esistenti come Google Workspace, Microsoft 365 e altre piattaforme aziendali, creando un ecosistema digitale coeso e funzionale.

Huware: come supportiamo la tua strategia di retention

Per le aziende che desiderano migliorare la retention dei dipendenti attraverso LumApps, Huware offre un supporto strategico e operativo pensato per rispondere alle esigenze specifiche di ogni realtà. Il nostro approccio si basa sulla creazione di soluzioni su misura che aiutano le aziende a integrare LumApps nel loro ecosistema digitale in modo efficace. L’obiettivo è ottimizzare la comunicazione interna, stimolare il coinvolgimento dei dipendenti e favorire la produttività, facendo sì che ogni funzionalità della piattaforma venga utilizzata al massimo.

Il nostro supporto va oltre l’implementazione: forniamo un percorso di formazione continua, che permette ai dipendenti di adattarsi ai nuovi strumenti con facilità, migliorando così la loro esperienza lavorativa. Inoltre, affianchiamo le aziende nella creazione di un piano editoriale strategico, che assicuri che i contenuti siano sempre pertinenti e allineati agli obiettivi aziendali, favorendo una comunicazione coinvolgente tra i team.

Con il nostro supporto, le aziende possono intraprendere un cambiamento significativo, non solo nella gestione delle risorse umane, ma anche nella creazione di un ambiente di lavoro che favorisca il benessere, la soddisfazione e la produttività dei dipendenti.

La retention dei talenti è una sfida importante per le aziende del futuro. Tuttavia, grazie a soluzioni mirate e a un approccio strategico, può diventare un’opportunità per costruire una cultura aziendale solida e attrarre i migliori professionisti.

Contattaci per saperne di più.

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Infrastruttura IT resiliente: strategie e soluzioni per la sicurezza aziendale https://huware.com/infrastruttura-it-resiliente-strategie-e-soluzioni/ Mon, 25 Nov 2024 16:28:58 +0000 https://huware.com/?p=2940 Il panorama delle minacce informatiche si evolve rapidamente, con attacchi sempre più sofisticati che mettono a rischio i dati sensibili, le risorse economiche e la reputazione delle aziende. Ransomware, spyware, attacchi DDoS e phishing sono solo alcune delle minacce che le organizzazioni devono affrontare quotidianamente. Anche il fattore umano gioca un ruolo cruciale: la condivisione […]

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Il panorama delle minacce informatiche si evolve rapidamente, con attacchi sempre più sofisticati che mettono a rischio i dati sensibili, le risorse economiche e la reputazione delle aziende. Ransomware, spyware, attacchi DDoS e phishing sono solo alcune delle minacce che le organizzazioni devono affrontare quotidianamente. Anche il fattore umano gioca un ruolo cruciale: la condivisione incauta di password o l’apertura di allegati sospetti possono compromettere la sicurezza aziendale.

Come costruire, quindi, un’infrastruttura IT resiliente in grado di resistere a questi attacchi? La chiave è un approccio che combini tecnologie avanzate, formazione continua e best practice di cybersecurity; scopri di più nell’insight Huware.

Quali sono i principali rischi per la sicurezza informatica?

Le minacce più comuni includono malware come ransomware e spyware, phishing, attacchi DDoS, vulnerabilità del software ed errori umani.

Il ransomware può crittografare i dati aziendali, bloccando l’accesso alle informazioni vitali e richiedendo un riscatto per il loro rilascio. Lo spyware può rubare informazioni riservate, come credenziali di accesso e dati finanziari. Gli attacchi DDoS possono sovraccaricare i server e rendere i servizi online inaccessibili, causando interruzioni dell’attività e perdite economiche. Infine, le vulnerabilità del software offrono agli hacker un punto di ingresso per infiltrarsi nei sistemi e compromettere i dati.

Come rendere sicura l’infrastruttura IT? Best practice e strumenti

Per costruire un’infrastruttura IT sicura è fondamentale adottare un approccio multi-livello. Questo approccio include l’implementazione di tecnologie di sicurezza avanzate come firewall di nuova generazione, sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS), antivirus e antimalware, autenticazione a più fattori (MFA) e crittografia. Inoltre, è essenziale una gestione proattiva delle vulnerabilità, che preveda l’implementazione di aggiornamenti software regolari e attività di Vulnerability Assessment e Penetration Test, ma anche la formazione e la consapevolezza del personale sui rischi informatici sono fondamentali per promuovere una cultura della sicurezza aziendale.

Infine, i giusti strumenti possono essere un valido supporto alla sicurezza dell’infrastruttura. Chrome Enterprise Premium e ChromeOS rappresentano soluzioni innovative per la sicurezza IT. Nello specifico, ChromeOS è il sistema operativo basato sul cloud che offre una sicurezza intrinseca con aggiornamenti automatici, sandbox per isolare le minacce e verifica costante dell’integrità del sistema. Chrome Enterprise Premium fornisce invece strumenti di gestione avanzata per configurare, controllare e proteggere tutti i dispositivi da una console centralizzata, applicando policy di sicurezza dettagliate e integrandosi con soluzioni di terze parti per una protezione completa.

Huware: il tuo partner strategico per una sicurezza aziendale senza compromessi

Huware, Premier Partner Chrome OS e Google Cloud, supporta le aziende nella progettazione, implementazione e gestione di un’infrastruttura IT resiliente. Il nostro team di esperti lavora al tuo fianco per personalizzare soluzioni su misura, garantendo una protezione efficace contro le minacce informatiche e una gestione semplificata dei sistemi IT.

Contattaci per una consulenza personalizzata.

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CIAM: la soluzione per un’esperienza cliente omnicanale e sicura https://huware.com/ciam-esperienza-cliente-omnicanale-e-sicura/ Wed, 06 Nov 2024 13:45:21 +0000 https://huware.com/?p=2891 La user experience è sempre più rilevante per il retail: l’87% dei consumatori italiani afferma che l’esperienza offerta da un’azienda è importante quanto i suoi prodotti e servizi. Le aziende di settore sono alla continua ricerca di soluzioni in grado di offrire esperienze d’acquisto personalizzate e senza interruzioni su tutti i canali, passando con disinvoltura […]

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La user experience è sempre più rilevante per il retail: l’87% dei consumatori italiani afferma che l’esperienza offerta da un’azienda è importante quanto i suoi prodotti e servizi. Le aziende di settore sono alla continua ricerca di soluzioni in grado di offrire esperienze d’acquisto personalizzate e senza interruzioni su tutti i canali, passando con disinvoltura e in tutta sicurezza dal negozio fisico al sito web, all’app mobile. Allo stesso tempo, la crescente attenzione alla privacy dei dati e le normative come il GDPR impongono ai retailer di adottare soluzioni sicure e conformi. 

In questo contesto, emerge l’esigenza di un approccio innovativo alla gestione delle identità digitali dei clienti: Huware ha sviluppato una soluzione di Customer Identity and Access Management (CIAM) basata interamente su tecnologie Google Cloud e che si afferma come asset strategico per le aziende retail e omnicanale, permettendo di coniugare la personalizzazione dell’esperienza con la sicurezza e la conformità normativa.

CIAM: cos’è e perchè è importante

Il Customer Identity Access Management è un vero e proprio programma di innovazione che permette di offrire ai tuoi clienti un’esperienza d’acquisto fluida e personalizzata su tutti i canali. Raccogliere i dati dei clienti in modo sicuro e conforme alle normative è fondamentale, così come semplificare e automatizzare i processi di registrazione, accesso e gestione delle identità. Il tutto senza tralasciare scalabilità, sostenibilità economica e flessibilità, così da far evolvere il CIAM in funzione delle esigenze in continua evoluzione della tua organizzazione retail omnicanale.

Huware e Google Cloud mettono a disposizione la loro expertise nel settore retail per supportare la tua azienda nell’implementazione di una soluzione CIAM efficace, innovativa e competitiva. Grazie alla nostra esperienza, possiamo accompagnarti in un percorso per:

  • Integrare tutti i dati in un’unica identità utente digitale certificata, fornendo al cliente un’esperienza omnicanale gratificante e aumentandone la fidelizzazione
  • Garantire sicurezza e conformità, proteggendo i dati dei clienti e rispettando la normativa GDPR. Grazie al Double Opt In hai la certezza che l’indirizzo email/numero di cellulare utilizzato appartenga effettivamente alla persona che presta il consenso
  • Creare i presupposti per una Customer Data Platform completa e gerarchica, dove il profilo utente si arricchisce progressivamente sulla base dell’ esperienza, delle interazioni, degli interessi, e del programma di loyalty, mantenendo nativamente una identità digitale unica
  • Ottenere analytics più potenti, ottimizzare le campagne marketing e le customer journey, e avere a disposizione i dati fondamentali per sviluppare algoritmi di Machine Learning

Inoltre, a differenza delle soluzioni CIAM tradizionali spesso costose e dispendiose, la soluzione CIAM di Huware è l’unica basata su tecnologie Google e GDPR compliant, garantendo elevati standard di sicurezza e affidabilità alla massima convenienza.

Un esempio concreto: il progetto CIAM di Unieuro

Unieuro, leader italiano nella distribuzione di elettronica di consumo ed elettrodomestici, ha scelto Huware e Google Cloud per migliorare l’esperienza dei propri clienti e ottimizzare i processi di business. L’obiettivo era ambizioso: andare oltre l’omnicanalità, creando un ecosistema digitale integrato in grado di accompagnare il cliente in tutti i touchpoint: il suo percorso d’acquisto sul sito di e-commerce, la digitalizzazione della loyalty card, la gestione dei consensi per le newsletter, dal primo contatto all’assistenza post-vendita.

Attraverso l’implementazione di una piattaforma dati moderna e della soluzione CIAM di Huware, Unieuro è riuscita a:

  • Ottenere una visione a 360 gradi del proprio pubblico
  • Accelerare il processo di trasformazione e di innovazione, facilitando anche il dialogo tra diversi stakeholder
  • Implementare policy di accessibilità, di sicurezza e di certificazione del dato, grazie all’ottimizzazione di una Data Governance e di una Data Security
  • Efficientare la gestione dei costi

Grazie al percorso di digitalizzazione con Huware, Unieuro è salita a bordo del percorso di innovazione “beyond omni-journey”, creando un ecosistema digitale in cui il cliente è al centro di un’esperienza personalizzata, coerente e senza interruzioni, a prescindere dal canale di interazione.

Inizia a rivoluzionare l’esperienza cliente con il CIAM

Hai visto come a soluzione di Customer Identity Access Management di Huware può trasformare la tua azienda retail, offrendo un’esperienza cliente personalizzata, sicura e conforme alle normative in grado di aumentare il valore medio degli ordini, migliorare la fidelizzazione, ridurre i costi operativi e ricorsivi, e rispettare la normativa GDPR. Ora è il momento di passare all’azione!

Scarica il breve documento pdf e scopri come possiamo aiutarti a implementare una soluzione CIAM su misura per le tue esigenze. I nostri esperti ti guideranno nella scelta delle migliori tecnologie Google Cloud e ti supporteranno in ogni fase del processo, dall’analisi dei requisiti all’implementazione e al supporto post-go-live.

Non perdere l’occasione di offrire ai tuoi clienti un’esperienza d’acquisto indimenticabile.

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Come conversare con l’AI? Scopri il prompting e i suoi vantaggi https://huware.com/scopri-il-prompting-e-i-suoi-vantaggi/ Wed, 23 Oct 2024 15:27:25 +0000 https://huware.com/?p=2782 Secondo un recente studio di McKinsey & Company, il 50% dei lavoratori avrà bisogno di un upskilling significativo per adattarsi alle nuove tecnologie entro il 2025. Percorsi di digital transformation e adoption, e tecnologie user friendly sono la chiave per garantire che i professionisti siano preparati ad affrontare le sfide del futuro. In particolare, strumenti […]

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Secondo un recente studio di McKinsey & Company, il 50% dei lavoratori avrà bisogno di un upskilling significativo per adattarsi alle nuove tecnologie entro il 2025. Percorsi di digital transformation e adoption, e tecnologie user friendly sono la chiave per garantire che i professionisti siano preparati ad affrontare le sfide del futuro. In particolare, strumenti come Gemini per Google Workspace integrano l’IA generativa (Gen AI) nelle applicazioni che usiamo quotidianamente, come Gmail, Documenti, Fogli, Meet e Presentazioni, aumentando la produttività e la creatività. Per sfruttare al meglio le potenzialità di questi strumenti, è necessario imparare a comunicare efficacemente con l’AI, e proprio qui entra in gioco il prompting.

Cos’è il prompting?

Il prompting è l’arte di dare istruzioni precise all’intelligenza artificiale, in modo che possa capire cosa vuoi che faccia e darti i risultati che ti servono. In sostanza, è una richiesta che fai all’AI, usando parole semplici e chiare, per guidarla nella giusta direzione. Si può pensare al prompting come l’inizio di una conversazione con una persona: più la domanda è precisa, più la persona di riferimento saprà darti la risposta che cerchi. Lo stesso vale per l’AI: un buon prompting ti aiuterà a ottenere il massimo da questa tecnologia.

I vantaggi di un buon prompting

Il prompting diventerà una competenza fondamentale nel futuro del lavoro, al pari della programmazione. Saper scrivere un buon prompt è dunque fondamentale per ottenere il massimo dall’AI. Innanzitutto, istruzioni chiare e specifiche aiutano l’AI a comprendere le tue esigenze e a fornire risposte pertinenti, aumentando la precisione dei risultati. Inoltre, un buon prompting ti fa risparmiare tempo e fatica, automatizzando compiti che altrimenti richiederebbero molto lavoro manuale, migliorando quindi l’efficienza. L’AI può generare idee innovative e soluzioni originali, ma solo se guidata da prompt stimolanti, alimentando così la creatività. Infine, attraverso il prompting iter

ativo, puoi perfezionare i risultati, ottenendo output sempre più vicini alle tue aspettative, garantendo un miglioramento continuo.

Consigli per un prompting efficace

Come scrivere prompt che funzionano:

  • Sii chiaro e conciso: Evita ambiguità e istruzioni vaghe. Più il tuo prompt è preciso, più accurata sarà la risposta dell’IA.
  • Definisci il contesto: Fornisci all’IA tutte le informazioni necessarie per comprendere la tua richiesta.
  • Specifica il formato di output desiderato: Vuoi una lista, un testo, un codice? Dillo all’IA.
  • Utilizza esempi: Mostra all’IA cosa ti aspetti, fornendo esempi di output desiderati.
  • Sperimenta: Il prompting è un processo iterativo. Prova diverse formulazioni e affina il tuo prompt fino a ottenere il risultato desiderato.

Perché scegliere un partner per implementare l’AI in azienda

Integrare l’intelligenza artificiale generativa (Gen AI) nella tua azienda può essere una sfida. Scegliere il giusto partner tecnologico è ciò che fa la differenza. 

Huware, in qualità di Premier Partner di Google Cloud, è il partner ideale per le aziende che vogliono integrare l’AI, incluso Gemini, nei propri processi aziendali. In Huware offriamo percorsi personalizzati che iniziano con l’analisi delle esigenze specifiche e la definizione di obiettivi di business raggiungibili per sviluppare una sicura e solida strategia AI. Successivamente, selezioniamo gli strumenti e le tecnologie più efficaci per il tuo business, identificando le soluzioni più adatte. Ti aiutiamo a implementare l’AI in modo graduale e strategico, massimizzando il ritorno sull’investimento, integrandola nei processi aziendali. Infine, ti supportiamo nell’adozione di questa nuova tecnologia, garantendo una formazione su misura.

Scopri come sfruttare appieno le potenzialità dell’IA per automatizzare i processi, analizzare i dati, migliorare il servizio clienti e creare nuove opportunità di business. Contattaci per un appuntamento.

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Migrazione al cloud: sicurezza e innovazione per la tua azienda https://huware.com/migrazione-al-cloud-scegli-sicurezza-e-innovazione-per-la-tua-azienda/ Tue, 08 Oct 2024 13:45:16 +0000 https://huware.com/?p=2756 Il 51% delle aziende investe in sicurezza solo dopo aver subito un incidente informatico. Tuttavia, la perdita o il furto di informazioni sensibili può comportare danni irreparabili, non solo a livello finanziario ma anche in termini di reputazione e continuità operativa. Come è possibile, quindi, adottare misure preventive efficaci per proteggere i propri dati da […]

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Il 51% delle aziende investe in sicurezza solo dopo aver subito un incidente informatico. Tuttavia, la perdita o il furto di informazioni sensibili può comportare danni irreparabili, non solo a livello finanziario ma anche in termini di reputazione e continuità operativa. Come è possibile, quindi, adottare misure preventive efficaci per proteggere i propri dati da potenziali minacce e ridurre la possibilità di eventuali interruzioni dell’attività lavorativa ?

Il Move to Cloud è la soluzione: promuove la collaborazione tra team in tempo reale, ottimizza i processi interni e garantisce continuità operativa grazie alla migrazione dei dati dai server fisici al cloud. Un processo strategico che consente di ridurre drasticamente il rischio di attacchi informatici e garantire la massima sicurezza dei dati.

Migrazione cloud sicura, efficiente e senza interruzioni

Huware adotta un approccio metodologico in grado di garantire alla tua organizzazione una trasformazione digitale di successo con qualsiasi tecnologia cloud. Grazie a un iniziale e approfondita analisi dell’infrastruttura esistente, ti guidiamo nell’identificazione delle esigenze aziendali e, contestualmente, dei dati da migrare. Successivamente coinvolgiamo gli stakeholder interni per portarli a bordo in questo importante processo, dando loro gli strumenti per comprendere come ottenere il massimo valore dai dati aziendali e gestire le aspettative legate alla migrazione. A questo punto tutto è pronto per la progettazione della nuova struttura aziendale su cloud, ottimizzando cartelle e permessi per migliorarne l’organizzazione e la sicurezza. Infine, si procede al trasferimento sicuro e graduale dei dati in cloud, minimizzando i tempi di inattività e garantendo la continuità operativa.

Vantaggi di una migrazione dal server al cloud

Il passaggio in cloud offre una serie di vantaggi tangibili per la tua azienda. Oltre a consentire un monitoraggio e un’analisi approfondita dei dati, permette di accedere a documenti e strumenti di collaborazione avanzati in tempo reale, migliorando i processi e supportandoti nel prendere decisioni strategiche basate su informazioni concrete. Avrai a disposizione dati sempre aggiornati, il che favorisce la flessibilità e il lavoro da remoto, garantendo la continuità del business. Inoltre, questo processo consente di mettere in sicurezza i dati grazie ai livelli di sicurezza avanzati offerti da servizi come Google Cloud, favorire l’adozione di strumenti digitali, promuovere l’efficienza interna e ridurre i costi di manutenzione dei server. 

In definitiva, il passaggio al cloud non è solo un passo verso l’innovazione tecnologica, ma un investimento che offre benefici concreti e misurabili per la tua azienda, migliorando la sicurezza, l’efficienza e la capacità di adattarsi alle sfide del mercato.

Next step per una migrazione di successo

Il Move to Cloud rappresenta un’opportunità concreta per le aziende che desiderano sfruttare appieno il potenziale cloud delle proprie tecnologie, come Google o Microsoft. In Huware, adottiamo un approccio collaborativo e personalizzato, coinvolgendo attivamente gli stakeholder interni per definire le linee guida del progetto e garantire una soluzione perfettamente allineata alle tue esigenze specifiche. Un percorso che ha l’obiettivo di facilitare l’adoption da parte di tutti i collaboratori e preservare al contempo i fattori distintivi della tua realtà, assicurando continuità operativa in ogni fase del processo.

Contattaci oggi stesso e scopri come il Move to Cloud può trasformare la tua azienda, proteggendo i tuoi dati e accelerando la tua crescita.

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Il futuro dell’esperienza utente: l’AI conversazionale e gli Agenti https://huware.com/ai-conversazionale-e-agent-builder/ Tue, 24 Sep 2024 09:47:00 +0000 https://huware.com/?p=2639 Nell’era digitale, le aziende cercano costantemente modi per migliorare l’efficienza e ridurre i costi. L’intelligenza artificiale (AI) si sta rivelando uno strumento cruciale in questa missione. Secondo Gartner infatti, i lavoratori passano circa il 30% del tempo alla ricerca di informazioni a causa della grande mole di dati. La vera sfida risiede nel facilitare la […]

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Nell’era digitale, le aziende cercano costantemente modi per migliorare l’efficienza e ridurre i costi. L’intelligenza artificiale (AI) si sta rivelando uno strumento cruciale in questa missione. Secondo Gartner infatti, i lavoratori passano circa il 30% del tempo alla ricerca di informazioni a causa della grande mole di dati.

La vera sfida risiede nel facilitare la ricerca e trasformare queste enormi quantità di dati in informazioni utili. È qui che entra in gioco l’AI conversazionale, una potente tecnologia che consente alle aziende di estrarre valore dai dati, ottimizzare i processi e offrire esperienze superiori a clienti e dipendenti. Un esempio? Gli Agenti di Google Cloud, assistenti intelligenti che ottimizzano il modo di lavorare in molteplici use case.

AI conversazionale: definizione e potenziale

L’AI conversazionale utilizza tecnologie come l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) e il machine learning per comprendere e rispondere al linguaggio umano in modo naturale. Con dati di addestramento di alta qualità, l’AI conversazionale è in grado di generare risposte accurate e pertinenti, aprendo un mondo di possibilità.

Immagina chatbot per il servizio clienti che risolvono problemi in tempo reale, sistemi di prenotazione automatizzati che semplificano le interazioni o assistenti virtuali che forniscono informazioni personalizzate: l’AI conversazionale sta ridefinendo il modo in cui interagiamo con la tecnologia, rendendola più accessibile e intuitiva.

Google Cloud, leader nell’innovazione dell’AI, ha sviluppato Agent Builder, uno strumento multilingue che consente di creare agenti conversazionali intelligenti senza bisogno di competenze di codifica complesse. Questi agenti utilizzano modelli linguistici avanzati per comprendere e rispondere alle domande degli utenti in modo contestualizzato, efficace e naturale.

Agenti conversazionali: vantaggi e applicazioni

Immagina Agent Builder come un laboratorio virtuale dove puoi creare assistenti intelligenti: gli “agenti”. Questi agenti possono interagire con le persone attraverso conversazioni naturali, proprio come farebbe un assistente umano. Agent Builder ti fornisce gli strumenti per progettare il comportamento dell’agente, definire cosa può fare e come risponde alle domande degli utenti.

Questo permette di offrire esperienze utente personalizzate, conversazioni naturali, scalabilità, integrazione con altre piattaforme e servizi, analisi dati potenziata, e di ottenere vantaggi significativi in diverse aree come l’assistenza clienti, l’ecommerce, la formazione e l’istruzione, la sanità e l’intrattenimento. Un agente virtuale potrebbe per esempio rispondere alle domande frequenti dei clienti, fornendo supporto 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ma anche guidare i clienti nella scelta dei prodotti, offrendo consigli personalizzati in base alle loro preferenze e allo storico degli acquisti, o aiutare i pazienti a prenotare appuntamenti, fornire informazioni su farmaci e rispondere a domande generali sulla salute.

Le possibilità di applicazione sono infinite e si adattano alle esigenze specifiche di settore, azienda e funzione con l’obiettivo di liberare le persone da task ripetitive per problemi più complessi.

Come adottare l’AI conversazionale con Agent Builder

Abbiamo visto come Agent Builder democratizzi l’uso dell’AI, ma per sfruttarne appieno il potenziale è fondamentale avere il giusto supporto.

Huware, premier partner Google Cloud da 20 anni in prima linea nella trasformazione digitale delle aziende, partner tecnologico esperto, accompagna la tua organizzazione in ogni fase del percorso, dalla comprensione approfondita dei benefici di Agent Builder all’implementazione strategica delle soluzioni di AI più adatte alla tua realtà aziendale.

Vuoi portare la tua azienda verso nuovi livelli di efficienza? Contattaci e scopri come rivoluzionare il tuo modo di fare business.

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Cybersecurity: perché scegliere Google Cloud https://huware.com/cybersecurity-perche-scegliere-google-cloud/ Thu, 08 Aug 2024 09:11:30 +0000 https://huware.com/?p=863 Nell’era digitale, la sicurezza dei dati aziendali è di fondamentale importanza: nel 2023 sono state registrate circa 30.000 violazioni di dati, di cui 10.626 confermate. Un record che evidenzia quanto sia cruciale proteggere le informazioni sensibili con soluzioni solide e affidabili. Ecco perché l’infrastruttura cloud proprietaria di Google Cloud si distingue come la scelta ideale […]

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Nell’era digitale, la sicurezza dei dati aziendali è di fondamentale importanza: nel 2023 sono state registrate circa 30.000 violazioni di dati, di cui 10.626 confermate. Un record che evidenzia quanto sia cruciale proteggere le informazioni sensibili con soluzioni solide e affidabili. Ecco perché l’infrastruttura cloud proprietaria di Google Cloud si distingue come la scelta ideale per garantire la massima sicurezza per la tua azienda.

Google Cloud: un bunker digitale per i dati della tua azienda

Google ha investito anni di ricerca e miliardi di dollari per costruire una delle infrastrutture più sicure al mondo. Questo “bunker digitale” offre una protezione multistrato che va ben oltre le capacità di soluzioni cloud generiche grazie a un’infrastruttura di livello mondiale, a una robusta crittografia, a reti private e hardware sicuro, e all’Artificial Intelligence e al Machine Learning.

Infatti, la rete globale di data center all’avanguardia progettati e costruiti da Google Cloud garantisce il controllo completo sulla sicurezza fisica e digitale della tua infrastruttura. I dati della tua azienda vengono poi crittografati sia a riposo (quando sono archiviati) sia in transito (quando vengono trasferiti) utilizzando algoritmi avanzati e chiavi di crittografia gestite in modo sicuro da Google. Per il trasferimento dati Google utilizza reti private che proteggono dagli accessi non autorizzati, e i chip personalizzati come Titan M rafforzano la sicurezza dei tuoi dispositivi e dati. Inoltre, sfruttando l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning, Google analizza costantemente il traffico di rete, identifica le anomalie e risponde alle minacce in tempo reale, ben prima che possano causare danni alla tua organizzazione.

Rete globale, doppia sicurezza italiana

A differenza di molte altre soluzioni cloud, Google Cloud integra la sicurezza in ogni livello dell’architettura, dal design del software alla gestione dell’hardware. I rigorosi standard di conformità a livello globale a cui Google aderisce offrono ai clienti la tranquillità di sapere che i loro dati sono trattati in modo responsabile e conforme alle normative.

Questa attenzione alla sicurezza si estende alle sue due region italiane, situate a Milano e Torino, un importante vantaggio strategico per le aziende italiane che cercano la sicurezza di una rete globale con tempi di risposta più rapidi grazie alla bassa latenza, sovranità dei dati, elevata resilienza grazie a due region separate, sostenibilità e innovazione continua. 

Sicurezza estesa anche alla produttività con Workspace e ChromeOS 

La sicurezza di Google va poi ben oltre il cloud, garantendo strumenti di collaborazione e produttività sicuri come Google Workspace e ChromeOS.

La suite di collaborazione Google Workspace soddisfa i più elevati standard di sicurezza e conformità, tra cui ISO 27001, SOC 2 e GDPR, che consentono agli amministratori di Google Workspace di impostare controlli di sicurezza granulari per proteggere i tuoi dati aziendali. E siccome la sicurezza passa anche dai dispositivi hardware, Google ha equipaggiato Chrome OS -il sistema operativo cloud first- con aggiornamenti automatici e tecnologia sandbox per isolare app e siti web malevoli e per proteggere i dati in caso di furto o smarrimento dei tuoi dispositivi di lavoro.

Sei pronto a elevare la sicurezza del tuo cloud?

Scegliere Google Cloud non significa solo proteggere i tuoi dati, ma anche ottenere un vantaggio competitivo. Affidandoti alla sicurezza di Google e all’esperienza di Huware come partner tecnologico all’avanguardia puoi concentrarti sulla crescita della tua attività, sull’innovazione e sulla creazione di valore per i tuoi clienti.

Richiedi un appuntamento per scoprire come le soluzioni di sicurezza di Google Cloud possono potenziare la tua azienda nell’era digitale e proteggere il tuo bene più prezioso: i tuoi dati.

 

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Hiring Hero: un nuovo modo di fare recruiting con l’AI https://huware.com/hiring-hero/ Fri, 02 Aug 2024 08:46:17 +0000 https://huware.com/?p=1987 In un mercato del lavoro sempre più competitivo caratterizzato da carenza di talenti, pregiudizi inconsci e dalle conseguenze delle “Grandi Dimissioni”, trovare i candidati ideali è diventato estremamente difficile per le aziende. Una recente ricerca di ManpowerGroup conferma questa tendenza: il 75% dei responsabili HR dichiara che individuare candidati qualificati è una delle loro principali […]

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In un mercato del lavoro sempre più competitivo caratterizzato da carenza di talenti, pregiudizi inconsci e dalle conseguenze delle “Grandi Dimissioni”, trovare i candidati ideali è diventato estremamente difficile per le aziende. Una recente ricerca di ManpowerGroup conferma questa tendenza: il 75% dei responsabili HR dichiara che individuare candidati qualificati è una delle loro principali sfide.

Per rispondere a questa esigenza, abbiamo sviluppato Hiring Hero – una piattaforma rivoluzionaria per il recruiting basata sulla Gen AI di Google Cloud progettata per trasformare il modo in cui le aziende scoprono e selezionano i migliori talenti.

Semplifica, accelera e assumi con Hiring Hero

Grazie alla profonda conoscenza del settore e all’impiego delle tecnologie più avanzate di Google Cloud, come Vertex AI, Document AI e PaLM, il nostro team di esperti ha creato una soluzione in grado di ottimizzare e velocizzare la selezione del personale, liberando tempo prezioso per i recruiter.

Il funzionamento di Hiring Hero è semplice e intuitivo. Una volta caricato il CV, la piattaforma si attiva immediatamente: converte il CV in un formato leggibile dalla macchina, lo confronta con le posizioni aperte, estrae informazioni chiave e, grazie all’AI, valuta l’idoneità del candidato per ogni ruolo, inviando i risultati tramite un PDF scaricabile. Il tutto in pochi secondi!

I vantaggi concreti per le aziende

Hiring Hero offre numerosi vantaggi tangibili per le aziende che gestiscono un elevato volume di candidature:

  • Ottimizzazione di tempo e costi: riduce drasticamente il tempo dedicato alla valutazione dei CV e i costi associati;
  • Migliore corrispondenza delle competenze: abbina i CV alle posizioni lavorative aperte in maniera accurata, eliminando i pregiudizi inconsci;
  • Approfondimenti generati dall’AI: fornisce informazioni dettagliate generate dall’IA per aiutare i reclutatori a comprendere l’idoneità di un candidato;
  • Standardizzazione personalizzata dei CV: standardizza i CV in modo personalizzabile, senza richiedere l’intervento dei candidati;
  • Valutazione di livello superiore: consente ai recruiter di concentrarsi sulla valutazione delle competenze trasversali e altri aspetti qualitativi dei candidati.

Rivoluziona il processo di recruiting con Huware

La Gen AI è il cuore pulsante di Hiring Hero e rappresenta un punto di svolta nel settore delle risorse umane. Grazie a questa tecnologia all’avanguardia, le aziende possono assumere i migliori talenti in modo più rapido ed efficiente, superando le sfide del mercato del lavoro moderno.

Scopri come la soluzione di Gen AI di Huware può trasformare il modo in cui trovi e selezioni i tuoi futuri collaboratori. Richiedi una demo gratuita e inizia a costruire il tuo team di successo.

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Potenzia la tua infrastruttura: Oracle e VMware ora su Google Cloud https://huware.com/oracle-e-vmware-ora-su-google-cloud/ Thu, 01 Aug 2024 10:02:44 +0000 https://huware.com/?p=1982 Il panorama del cloud aziendale ha appena ricevuto un importante aggiornamento: Google Cloud espande il proprio ecosistema aziendale grazie all’integrazione di Oracle e VMware. Ben più di un semplice passo avanti, bensì un vero e proprio salto verso un ecosistema cloud più potente e versatile che consente alle aziende di far evolvere i propri flussi […]

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Il panorama del cloud aziendale ha appena ricevuto un importante aggiornamento: Google Cloud espande il proprio ecosistema aziendale grazie all’integrazione di Oracle e VMware. Ben più di un semplice passo avanti, bensì un vero e proprio salto verso un ecosistema cloud più potente e versatile che consente alle aziende di far evolvere i propri flussi di lavoro, modernizzare l’infrastruttura e accelerare il proprio percorso digitale.

Oracle e Google Cloud: una sinergia che ridefinisce il cloud aziendale

La collaborazione tra Google Cloud e Oracle segna un punto di svolta nel cloud aziendale. Questa partnership strategica offre alle imprese un ventaglio di soluzioni innovative e integrate, rivoluzionando il modo in cui le applicazioni vengono migrate, modernizzate e gestite.

Le aziende possono ora gestire i database Oracle direttamente sull’infrastruttura di Google Cloud, sfruttando prestazioni elevate, scalabilità e sicurezza di livello enterprise. Inoltre, le soluzioni AI avanzate di Google Cloud come Gemini e Vertex AI, potenziano le applicazioni Oracle per sbloccare informazioni strategiche attraverso l’analisi dati avanzata.

Una soluzione completa che unisce la potenza dei database Oracle con la flessibilità e l’innovazione di Google Cloud, consentendo alle aziende di beneficiare di una gestione semplificata, costi ridotti e un supporto completo.

La risposta alla sfida VMware

L’acquisizione di VMware da parte di Broadcom ha sollevato interrogativi sul futuro delle infrastrutture IT basate su VMware. Google Cloud risponde con Google Cloud VMware Engine (GCVE), una soluzione che consente di sfruttare la potenza di Google Cloud e dell’AI mantenendo la familiarità dell’ambiente VMware esistente.

Google Cloud VMware Engine si pone infatti come la soluzione ideale per le aziende che desiderano modernizzare la propria infrastruttura IT basata su VMware, sfruttando appieno il potenziale del cloud. Grazie a GCVE è possibile per le aziende limitare i rischi riducendo i tempi di inattività, ottimizzare i costi operativi, semplificare la trasformazione digitale e utilizzare i propri dati per progetti di innovazione e analisi avanzata.

Il primo passo per la modernizzazione della tua infrastruttura

La partnership tra Google Cloud e Oracle, insieme alla soluzione GCVE, rappresenta per le aziende un’occasione senza precedenti per beneficiare di una piattaforma integrata, sicura e scalabile, capace di sostenere la loro crescita e favorire l’innovazione.

Huware, da sempre all’avanguardia nell’infrastructure modernization, mette a disposizione la propria esperienza per realizzare analisi di fattibilità e migrazioni su Google Cloud.

Inizia ora a costruire un’infrastruttura Google Cloud basata sulle reali esigenze aziendali: richiedi subito un appuntamento.

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Huware diventa Innovation Partner Juventus Forward https://huware.com/huware-diventa-innovation-partner-juventus-forward/ Thu, 27 Jun 2024 09:00:12 +0000 https://huware.com/?p=1921 Juventus e Huware lanciano la prima partnership di innovazione nella massima serie calcistica italiana. Questa collaborazione storica unisce due leader nei rispettivi settori all’interno del progetto Juventus Forward, il laboratorio di innovazione bianconero, per ridefinire gli standard e le aspettative nel mondo dello sport. Huware x Juventus Forward: l’innovazione che cambia le regole del gioco […]

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Juventus e Huware lanciano la prima partnership di innovazione nella massima serie calcistica italiana. Questa collaborazione storica unisce due leader nei rispettivi settori all’interno del progetto Juventus Forward, il laboratorio di innovazione bianconero, per ridefinire gli standard e le aspettative nel mondo dello sport.

Huware x Juventus Forward: l’innovazione che cambia le regole del gioco

Innovazione significa trasformare il futuro in presente, applicando tecnologie all’avanguardia per creare soluzioni rivoluzionarie a problemi attuali e generare concretamente valore per business e persone. Un percorso coraggioso che Juventus ha deciso di intraprendere facendosi affiancare da Huware, da 20 anni in prima linea nella trasformazione digitale delle aziende.

La partnership tra Huware e Juventus Forward segna l’inizio di una collaborazione senza precedenti, che unisce la nostra expertise tecnologica e di digital transformation al know-how di Juventus, una delle squadre calcistiche più titolate d’Europa e con una vision orientata all’innovazione.

Insieme a Juventus Forward – il programma di Juventus Football Club che incentiva e facilita la collaborazione e l’integrazione – vogliamo infatti ridefinire i confini dell’innovazione dentro e fuori dal campo, per offrire nuove prospettive, opportunità e soluzioni allo scopo di promuovere e favorire l’evoluzione non solo nella società bianconera ma nell’intero sistema.

"L’innovazione scaturisce dal coraggio di sfidare lo status quo e dalla creatività di vedere il mondo da una prospettiva diversa. Sono il coraggio e la creatività che ci contraddistinguono da oltre 20 anni e ci consentono di essere pionieri nella creazione di valore per aziende e persone. Ora, grazie all’avanguardia tecnologica dell’AI, trasformiamo le sfide in opportunità. Con Juventus, la nostra missione sarà dimostrare l’impatto concreto e l’originalità dell’AI nel mondo dello sport."

Andrea Servili
CEO e Founder, Huware

Huware scende in campo con le tecnologie Google Cloud

L’avanzamento delle innovazioni tecnologiche rappresenta una crescita per lo sport, rivoluzionando il lavoro e le performance di team e atleti.

Grazie a questa collaborazione, Juventus e Huware potranno esplorare nuove frontiere migliorando ogni aspetto dell’esperienza sportiva, dalla preparazione atletica alla gestione dei fan, applicando le migliori tecnologie di Artificial Intelligence, Gen AI, Machine Learning e Data Analytics di Google Cloud. Tra le aree di applicazione identificate si contano:

  • Computer Vision per identificare difetti e predire l’evoluzione del manto erboso
  • Generative AI per la creazione dei contenuti
  • Machine Learning per l’analisi dei match

Un impatto dunque a 360° sulle funzioni del Club allo scopo di incentivare l’adozione non solo di nuove soluzioni tecnologiche ma di introdurre un mindset di innovazione che, con un approccio di testing, spinge lo sguardo verso il futuro e le opportunità che lo stesso può offrire.

"Il percorso intrapreso negli ultimi anni ci ha mostrato come l’innovazione possa giocare un ruolo importante nel cambiare le regole del gioco: oggi scendiamo in campo con Huware per annunciare la prima partnership per l’innovazione nella massima serie del calcio italiano, con l’obiettivo di sviluppare e testare casi d’uso concreti basati sull’intelligenza artificiale."

Carolina Chiappero
Innovation Manager, Juventus

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LumApps: la migliore alternativa a Meta Workplace https://huware.com/lumapps-alternativa-vincente-a-meta-workplace-per-la-tua-intranet-aziendale/ Tue, 11 Jun 2024 09:15:46 +0000 https://huware.com/?p=1909 Meta ha da poco annunciato la chiusura di Workplace, la sua piattaforma di comunicazione aziendale. Se sei alla ricerca di un’alternativa completa o di una piattaforma intranet innovativa leggi l’insight e scopri LumApps, leader nel Gartner Magic Quadrant per le soluzioni intranet. Perché scegliere LumApps? Ti stai chiedendo quali sono le caratteristiche principali che definiscono […]

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Meta ha da poco annunciato la chiusura di Workplace, la sua piattaforma di comunicazione aziendale. Se sei alla ricerca di un’alternativa completa o di una piattaforma intranet innovativa leggi l’insight e scopri LumApps, leader nel Gartner Magic Quadrant per le soluzioni intranet.

Perché scegliere LumApps?

Ti stai chiedendo quali sono le caratteristiche principali che definiscono una buona intranet aziendale? Oltre ovviamente a stimolare l’engagement dei dipendenti e a facilitare la comunicazione, una piattaforma intranet di livello deve essere intuitiva, facile da usare e adatta alle esigenze specifiche della tua azienda.

LumApps è l’intranet che risponde alle esigenze dei professionisti e delle aziende moderne offrendo un ambiente di lavoro digitale completo, progettato per aumentare la soddisfazione, l’engagement e le performance dei dipendenti. Perfettamente integrata con Google Workspace e Microsoft 365, LumApps semplifica la produttività e la collaborazione dando priorità alla sicurezza con backup continui, più data center e conformità GDPR per proteggere i dati aziendali sensibili. Grazie all’interfaccia intuitiva e alla compatibilità con i dispositivi mobili, LumApps garantisce un’esperienza utente diffusa, fluida e piacevole, senza trascurare la personalizzazione delle informazioni sulla base dei ruoli e delle preferenze dei dipendenti.

Che tu sia alla ricerca di una piattaforma per condividere e gestire il sapere, lanciare campagne interne di comunicazione, creare community, semplificare la formazione e il microlearning, ottimizzare l’onboarding o rafforzare la cultura aziendale, LumApps ti permette di accedere a strumenti di analisi avanzati per monitorare le performance e misurare il ROI, e di lavorare in modo ancora più intelligente grazie alla Gen AI con suggerimenti personalizzati, generazione di contenuti e ricerca di informazioni in linguaggio naturale.

Inoltre, LumApps ha una comprovata esperienza nel supportare grandi aziende, anche con oltre 100.000 dipendenti, nella migrazione da soluzioni intranet come Meta Workplace completando con successo migrazioni di oltre 53.000 contenuti. Insieme a LumApps puoi infatti soddisfare la crescita della tua azienda e le esigenze in evoluzione, garantendo un’elevata scalabilità e offrendo un supporto multilingua.

 

Come scegliere il partner tecnologico?

Oltre alla scelta della piattaforma intranet migliore per la tua azienda e i tuoi obiettivi è ugualmente importante selezionare il giusto partner che ti affiancherà in ogni step del progetto.

In qualità di principale partner italiano di LumApps, il nostro team di esperti di UX Design è altamente specializzato nella creazione di soluzioni intranet personalizzate, moderne e innovative grazie ad una metodologia agile e di design thinking. Con un’esperienza di oltre 20 anni nella digital transformation, Huware fa crescere la tua azienda migliorando non solo i processi e le tecnologie, ma anche la cultura e il mindset delle persone per sbloccarne il potenziale digitale e trasformarlo in opportunità.

Che si tratti di creare uno spazio per lo sviluppo di community di mestiere e di interesse come per Intesa Sanpaolo, di migliorare l’employee experience grazie a una piattaforma altamente personalizzata come per Pinko, o di favorire e semplificare la comunicazione interna come per Telepass, in Huware partiamo sempre dalle reali esigenze di business della tua azienda per disegnare insieme un’implementazione e adoption semplice ed efficace.

Scopri perché scegliere LumApps: scarica il one pager.

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Ottimizza la collaborazione e la produttività in azienda con Gemini https://huware.com/ottimizza-la-collaborazione-e-la-produttivita-in-azienda-con-gemini/ Wed, 22 May 2024 10:03:44 +0000 https://huware.com/?p=1886 Scopri le potenzialità di Gemini con i nostri esperti Secondo il McKinsey Digital, la Gen AI ha il potere di automatizzare fino al 60-70% delle attività lavorative, liberando così il tempo prezioso dei dipendenti per concentrarsi su compiti più strategici e creativi. Scopri Gemini per Google Workspace l’innovativo assistente AI creato da Google: integrato perfettamente […]

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Scopri le potenzialità di Gemini con i nostri esperti

Secondo il McKinsey Digital, la Gen AI ha il potere di automatizzare fino al 60-70% delle attività lavorative, liberando così il tempo prezioso dei dipendenti per concentrarsi su compiti più strategici e creativi.

Scopri Gemini per Google Workspace l’innovativo assistente AI creato da Google: integrato perfettamente con tutte le app della suite, tra cui Gmail, Documenti, Fogli, Presentazioni e Meet. La Gen AI che aiuta a scrivere, creare contenuti come testo o immagini, e connettersi con la massima sicurezza e privacy di livello aziendale.

Prenota una demo dedicata

Richiedi una demo gratuita per esplorare le potenzialità della Gen AI e scoprire come può rivoluzionare il lavoro in azienda. Il team di esperti di Digital Transformation di Huware ti guiderà attraverso le ultime novità di Gemini e ti mostrerà best practice su come sfruttarle al meglio per incrementare la produttività, migliorare la qualità del lavoro e risolvere problemi in modo più veloce e innovativo.

Scoprirai come:

  • Automatizzare le attività ripetitive come la scrittura di email, liberandoti da compiti monotoni e risparmiando tempo prezioso;
  • Potenziare la tua creatività generando contenuti originali e accattivanti, come testi, immagini e presentazioni, utilizzando i tuoi dati;
  • Incrementare la tua produttività grazie a suggerimenti e consigli intelligenti che ti aiutano a lavorare in modo più efficiente e veloce;
  • Collaborare in modo più efficace con colleghi e clienti grazie a strumenti di comunicazione avanzati e personalizzati.

Non perdere l’occasione di toccare con mano l’avanguardia tecnologica di Gemini. Compila il form qui per prenotare il tuo posto!

 

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Google Cloud Next ’24: AI e Gen AI al centro dell’innovazione https://huware.com/google-cloud-next-24-ai-genai-al-centro-innovazione/ Thu, 18 Apr 2024 08:14:05 +0000 https://huware.com/?p=1806 Dal 9 all’11 aprile si è tenuto a Las Vegas il Google Cloud Next ’24, l’evento annuale organizzato da Google per presentare le ultime novità e tendenze del settore a clienti e partner. Questa edizione si è focalizzata sull’intelligenza artificiale (AI) e sul suo impatto sul business, con annunci di nuovi prodotti e soluzioni AI […]

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Dal 9 all’11 aprile si è tenuto a Las Vegas il Google Cloud Next ’24, l’evento annuale organizzato da Google per presentare le ultime novità e tendenze del settore a clienti e partner. Questa edizione si è focalizzata sull’intelligenza artificiale (AI) e sul suo impatto sul business, con annunci di nuovi prodotti e soluzioni AI per trasformare le operazioni, migliorare l’esperienza dei clienti e creare nuove opportunità di crescita.

Al centro dell’innovazione c’è l’AI generativa (Gen AI) alimentata dai modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) di Google, tra cui Gemini. Un tipo di intelligenza artificiale in grado di comprendere e rispondere al linguaggio naturale, eseguire compiti complessi e apprendere nel tempo, offrendo alle aziende un modo rivoluzionario di interagire con i dati, automatizzare processi e generare contenuti creativi.

Quali sono gli aggiornamenti per gli utenti Google Cloud?

Ecco una selezione delle novità più rivelanti:

  • Infrastruttura ottimizzata per l’AI: nuove istanze GPU e TPU, soluzioni di archiviazione ad alte prestazioni e rete ad alta velocità. Queste innovazioni consentono alle aziende di eseguire i loro carichi di lavoro AI in modo più efficiente e scalabile, riducendo i costi e migliorando le prestazioni.
  • Piattaforma AI aziendale potenziata: Vertex AI offre funzionalità avanzate per la personalizzazione, l’ottimizzazione e la distribuzione di modelli AI. Le aziende possono ora utilizzare Vertex AI per creare e implementare agenti AI connessi in modo più rapido e semplice, sfruttando i potenti modelli LLM di Google e i propri dati aziendali.
  • Gemini per Google Cloud e Workspace: Gemini, l’assistente AI di Google Cloud, è ora disponibile in due nuove versioni: Gemini per Google Cloud e Gemini per Workspace. Gemini per Google Cloud offre agli sviluppatori e agli operatori IT un potente strumento per automatizzare le attività, risolvere i problemi e ottimizzare le prestazioni delle applicazioni cloud. Gemini per Workspace fornisce agli utenti di Google Workspace un’esperienza più intelligente e produttiva attraverso suggerimenti contestuali, traduzioni in tempo reale, generazione di contenuti creativi e video, automatizzazione di attività ripetitive e ricerca di informazioni.

I vantaggi dell’AI in azienda: i casi d’uso

Google Cloud ha messo in evidenza una serie di casi d’uso reali di aziende che stanno già utilizzando l’AI per trasformare il loro business. Ad esempio, Bayer sta utilizzando Gemini per analizzare i dati di ricerca e accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci, e Walmart sta utilizzando Gemini per migliorare l’esperienza di acquisto dei clienti.

Il futuro del business è qui

Il Google Cloud Next ’24 ha dimostrato chiaramente che l’AI è diventata una componente essenziale del panorama tecnologico aziendale. Con le sue soluzioni AI innovative e il suo ecosistema di partner in continua crescita, Google Cloud si posiziona come leader indiscusso nel supportare le aziende a sfruttare il potere dell’AI per trasformare i propri modelli di business e avere successo nell’era digitale.

Per approfondimenti, clicca qui.

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Microlearning: formazione aziendale coinvolgente e accessibile a tutti https://huware.com/microlearning-formazione-aziendale-coinvolgente-e-accessibile-a-tutti/ Tue, 16 Apr 2024 14:45:02 +0000 https://huware.com/?p=1795 Nel panorama attuale caratterizzato da rapidi progressi tecnologici e nuovi modelli di lavoro, la formazione rappresenta un elemento chiave per il successo delle aziende. Secondo una recente ricerca di Forbes, l’85% delle aziende intervistate considera fondamentale offrire corsi di formazione in aggiunta a quella obbligatoria, e l’86% ritiene indispensabile che questi siano fruibili in modalità […]

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Nel panorama attuale caratterizzato da rapidi progressi tecnologici e nuovi modelli di lavoro, la formazione rappresenta un elemento chiave per il successo delle aziende. Secondo una recente ricerca di Forbes, l’85% delle aziende intervistate considera fondamentale offrire corsi di formazione in aggiunta a quella obbligatoria, e l’86% ritiene indispensabile che questi siano fruibili in modalità digitale.

LumApps, la tecnologia leader di soluzioni intranet, da sempre mette al centro le persone e le loro necessità attraverso la creazione di spazi digitali dedicati ai dipendenti. Oggi, con l’acquisizione di Teach on Mars, la pluripremiata startup francese di microlearning, LumApps aggiunge un tassello importante: la possibilità di sviluppare un sistema di micro apprendimento all’interno del digital workplace.

Che cos’è il microlearning?

Il microlearning è un approccio innovativo all’apprendimento che si basa sulla frammentazione dei contenuti formativi in piccole unità didattiche fruibili in autonomia. Delle vere e proprie “pillole di sapere“, generalmente di durata inferiore ai 20 minuti, che si focalizzano su un singolo obiettivo o argomento specifico, facilitando l‘assimilazione delle informazioni e riducendo l’affaticamento cognitivo.

La caratteristica distintiva del microlearning è la sua flessibilità: i contenuti possono essere fruiti in qualsiasi momento e luogo, da qualsiasi dispositivo, adattandosi perfettamente ai ritmi e alle esigenze di chi apprende. Questo aspetto lo rende particolarmente adatto a chi ha poco tempo a disposizione o a chi desidera apprendere in modo continuo nel corso della giornata.

I vantaggi del microlearning

Rispetto alla formazione tradizionale, il microlearning segna l’inizio di una nuova era per la formazione e l’apprendimento. Ma quali sono gli elementi distintivi?

Per i dipendenti:

  • Il coinvolgimento attraverso l’interattività, che aumenta la ritenzione delle conoscenze e le performance;
  • La personalizzazione del percorso formativo in base ai propri obiettivi, che migliora l’acquisizione di competenze potenziando lo sviluppo personale;
  • La flessibilità e l’accessibilità a tutti e da qualsiasi luogo, anche da mobile.

Per le aziende:

  • La semplificazione dell’onboarding di nuovi dipendenti;
  • La grande quantità di dati a disposizione, che consente all’azienda di adattare i percorsi di formazione sulla base delle necessità emerse dall’analisi dei dati;
  • La riduzione dei costi di formazione grazie alla modalità in digitale.

Perché scegliere il microlearning di LumApps

LumApps Learning mette a disposizione di tutti un ecosistema di corsi flessibili di microlearning in grado di creare un’esperienza di apprendimento personalizzata, accessibile, semplice e divertente, in un ambiente coinvolgente e basato sulla comunità. La sua mission è garantire l’accesso alla formazione a tutti i dipendenti, anche da mobile, massimizzando l’apprendimento e favorendo il raggiungimento del successo individuale e aziendale.

Per scoprire di più su LumApps e sulle soluzioni di microlearning, clicca qui.

Alcuni dati sul microlearning:

 

 

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Guida al Net Zero per le aziende https://huware.com/guida-al-net-zero-per-le-aziende/ Tue, 16 Apr 2024 08:37:30 +0000 https://huware.com/?p=1748 Costruisci in 5 step un modello di business sostenibile: scarica la guida al Net Zero in azienda. Il concetto di “Net Zero” rappresenta un traguardo cruciale nella lotta al cambiamento climatico: bilanciare le emissioni di gas serra derivanti dall’attività di intere organizzazioni con azioni mirate. Un obiettivo ambizioso e necessario, che richiede di trovare un […]

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Costruisci in 5 step un modello di business sostenibile: scarica la guida al Net Zero in azienda.

Il concetto di “Net Zero” rappresenta un traguardo cruciale nella lotta al cambiamento climatico: bilanciare le emissioni di gas serra derivanti dall’attività di intere organizzazioni con azioni mirate. Un obiettivo ambizioso e necessario, che richiede di trovare un equilibrio tra le esigenze del pianeta e quelle di business.

Sebbene moltissime aziende italiane come De Longhi e Geox abbiano già adottato obiettivi di Net Zero come parte dei loro piani per combattere il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità, solo 1 impresa italiana su 5 ha un piano climatico e solo 1 impresa italiana su 10 calcola le proprie emissioni.

Come è possibile raggiungere l’obiettivo zero emissioni senza compromettere la produttività e la competitività aziendale? Quale approccio adottare per coinvolgere i dipendenti? Quali obiettivi perseguire e in quali aree strategiche? Come pianificare, monitorare, rendicontare e ottimizzare le risorse? Huware e Salesforce ti accompagnano in un percorso di evoluzione per rendere la tua azienda sostenibile e far crescere il tuo business.

Cosa troverai all’interno della guida?

Abbiamo pensato a un contenuto equilibrato ed efficace con:

  • Dati e statistiche sulle aziende e il percorso verso il Net Zero
  • 5 step pratici per la costruzione di un modello di business sostenibile
  • La soluzione tecnologica per rendere la tua azienda più sostenibile e competitiva

Scarica la guida e scopri di più!

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Guida all’AI Generativa per le aziende https://huware.com/guida-allai-generativa-per-le-aziende/ Wed, 10 Apr 2024 07:21:15 +0000 https://huware.com/?p=1717 Il vero potenziale della Gen AI per le aziende La Gen AI non è solo un trend, per 3/4 dei CEO gli investimenti in Gen AI sono una priorità assoluta e saranno decisivi per la competitività aziendale nei prossimi anni. Tuttavia sono ancora poche le aziende veramente preparate per l’uso diffuso della Gen AI e […]

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Il vero potenziale della Gen AI per le aziende

La Gen AI non è solo un trend, per 3/4 dei CEO gli investimenti in Gen AI sono una priorità assoluta e saranno decisivi per la competitività aziendale nei prossimi anni. Tuttavia sono ancora poche le aziende veramente preparate per l’uso diffuso della Gen AI e per impiegare appieno e in tutta sicurezza il suo potenziale.

In un contesto come questo, essere accompagnati da un partner tecnologico esperto è un plus per tutte quelle realtà che vogliono ottenere il massimo dall’AI generativa e iniziare ora un’evoluzione sostenibile, sicura e scalabile.

Per scoprire come l’AI generativa sta rivoluzionando la produttività aziendale, dall’ottimizzazione dei processi, alla riduzione dei costi, fino al miglioramento dell’esperienza cliente, scarica la Guida realizzata in collaborazione con Digital 360.

Ecco cosa troverai nel Paper:

  • Dati e trend di diffusione della Gen AI nel mondo e in Italia
  • Casi e orizzonti applicativi in ufficio e in fabbrica
  • Linee guida e consigli per innovare in sicurezza senza rischi e complicazioni

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Huware evolve: crescita, riconoscimenti e successi https://huware.com/huware-evolve-crescita-riconoscimenti-e-successi/ Thu, 04 Apr 2024 10:21:52 +0000 https://huware.com/?p=1699 In un’era caratterizzata da cambiamenti rivoluzionari, Huware ha realizzato una crescita esponenziale, ancorata non solo sull’avanguardia tecnologica ma anche sulla fondamentale importanza dell’elemento umano come cuore del progresso. Con un balzo significativo in termini di fatturato da 2 milioni del 2019 a circa 24 milioni del 2023, che ci ha portato a essere inclusi nella […]

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In un’era caratterizzata da cambiamenti rivoluzionari, Huware ha realizzato una crescita esponenziale, ancorata non solo sull’avanguardia tecnologica ma anche sulla fondamentale importanza dell’elemento umano come cuore del progresso. Con un balzo significativo in termini di fatturato da 2 milioni del 2019 a circa 24 milioni del 2023, che ci ha portato a essere inclusi nella prestigiosa classifica del Financial Times delle 1.000 aziende europee in più rapida crescita, celebriamo un traguardo che non è solo nostro, ma di tutti coloro che hanno creduto nel potere trasformativo della tecnologia, sostenuto da valori umani fondamentali.

Un riconoscimento di prestigio

Il riconoscimento del Financial Times non è soltanto un badge; è la conferma della validità del nostro modello di business di società benefit che intreccia in maniera inseparabile l’innovazione tecnologica con l’evoluzione umana. Questo premio è il risultato di anni di duro lavoro, di impegno costante del nostro team nel migliorare le soluzioni e i servizi per i nostri clienti, e soprattutto, della nostra capacità di anticipare e guidare il cambiamento. 

La nostra filosofia: innovazione e responsabilità

In Huware, il concetto di give back è connaturato nella nostra identità. Come società benefit, ci impegniamo a ridisegnare il futuro con una visione che abbraccia pienamente la sostenibilità. La nostra adesione al movimento “Pledge 1%” è una testimonianza del nostro impegno a destinare l’1% del nostro profitto e del tempo dei nostri dipendenti a sostenere cause ambientali e sociali. Crediamo fermamente che l’innovazione, unita alla forza delle nostre persone, sia la chiave per costruire una cultura aziendale che non solo aspira all’eccellenza ma anche al bene comune.

Un brand che parla di tecnologia e persone

Il nostro percorso ci ha spinto a consolidare ulteriormente il nostro brand, come pionieri della tecnologia e promotori di un progresso che pone le persone al centro. Il nostro nuovo posizionamento riflette questa doppia anima di Huware: da un lato, l’incessante avanguardia tecnologica, e dall’altro, l’impegno a mantenere l’essenza umana come pilastro dell’evoluzione delle aziende che affianchiamo. Questa è la nostra promessa come partner insostituibile per quelle aziende che, insieme a noi, vogliono navigare e plasmare il futuro dell’evoluzione digitale.

Guardando al futuro

Oggi, mentre celebriamo i successi raggiunti, il nostro sguardo rimane fisso sul futuro. La strada davanti a noi è costellata di opportunità inesplorate e sfide stimolanti. Con il sostegno di un team eccezionale e di partner che condividono la nostra visione, siamo pronti a spingerci oltre i confini del possibile, rendendo la tecnologia un motore di crescita sostenibile e inclusivo.

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Guida all’AI e alla Gen AI in fabbrica: vantaggi, sviluppi e applicazioni https://huware.com/guida-ai-genai-in-fabbrica/ Thu, 14 Mar 2024 14:17:41 +0000 https://huware.com/?p=1583 Reimmagina il futuro della tua azienda manifatturiera: scarica la guida all’AI e alla Gen AI in fabbrica. L’AI e la Gen AI stanno rivoluzionando il mondo della produzione, disegnando la strada verso un futuro più efficiente, collaborativo e orientato al cliente. Data analysis, ottimizzazione della supply chain, manutenzione predittiva e miglioramento della qualità produttiva sono […]

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Reimmagina il futuro della tua azienda manifatturiera: scarica la guida all’AI e alla Gen AI in fabbrica.

L’AI e la Gen AI stanno rivoluzionando il mondo della produzione, disegnando la strada verso un futuro più efficiente, collaborativo e orientato al cliente. Data analysis, ottimizzazione della supply chain, manutenzione predittiva e miglioramento della qualità produttiva sono solo alcune delle possibilità rappresentate da queste tecnologie innovative. Non a caso, il 60% delle aziende di settore è convinto che la Gen AI trasformerà radicalmente il modo di lavorare, produrre e collaborare.

Come orientarsi all’interno del nuovo panorama tecnologico? Quali sono le sfide e le opportunità di applicazione per le aziende manifatturiere e per il contesto di fabbrica? Su quali use case concreti impatterà maggiormente l’avanguardia tecnologica dell’AI e della Gen AI? In Huware accompagniamo le aziende manifatturiere in un processo di evoluzione tecnologica volto al raggiungimento di risultati di business misurabili. Per questo abbiamo realizzato in collaborazione con Digital 360 e Google Cloud la Guida all’AI e alla Gen AI.

Ecco alcuni dati che troverai nella Guida:

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I trend HR 2023: Employee Engagement e Social Intranet https://huware.com/i-trend-hr-2023-employee-engagement-e-social-intranet/ Wed, 01 Mar 2023 16:03:15 +0000 https://huware.com/?p=994 Nel 2023, la gestione delle risorse umane è diventata sempre più complessa. Gli HR devono affrontare una vasta gamma di sfide, tra cui l’engagement dei dipendenti, la retention dei talenti, la formazione e lo sviluppo dei dipendenti, la diversità e l’inclusione, la gestione della cultura aziendale e del cambiamento. Tutto nel nuovo panorama di lavoro […]

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Nel 2023, la gestione delle risorse umane è diventata sempre più complessa.

Gli HR devono affrontare una vasta gamma di sfide, tra cui l’engagement dei dipendenti, la retention dei talenti, la formazione e lo sviluppo dei dipendenti, la diversità e l’inclusione, la gestione della cultura aziendale e del cambiamento. Tutto nel nuovo panorama di lavoro ibrido. In questo contesto, la tecnologia HR sta diventando sempre più importante, con soluzioni come la social intranet LumApps che possono aiutare gli HR a superare queste sfide.

Le sfide per gli HR nel 2023

Le sfide per gli HR 2023 aumentano di complessità. La pandemia ha cambiato il modo in cui lavoriamo, portando alla necessità di adottare nuove modalità di lavoro e di gestione delle risorse umane. Tra le principali sfide che gli HR e gli Internal Communications Manager devono affrontare ci sono:

  • Gestione del lavoro da remoto: la pandemia ha portato molte aziende a implementare il lavoro da remoto. Questa modalità di lavoro determina numerosi vantaggi, come la riduzione dei costi e un aumento della produttività. Tuttavia, ha anche causato alcune difficoltà, come la gestione del lavoro in team e la necessità di garantire un ambiente di lavoro sicuro e protetto.
  • Necessità di attrarre e trattenere i talenti: la concorrenza per i talenti è sempre più alta, soprattutto in settori come la tecnologia e l’innovazione. Gli HR devono essere in grado di identificare i talenti, attirarli e trattenere i migliori dipendenti.
  • Engagement dei dipendenti: l’engagement dei dipendenti è essenziale per migliorare la produttività e la qualità del lavoro. Gli HR devono essere in grado di creare un ambiente di lavoro positivo e di favorire la partecipazione e la collaborazione tra i dipendenti.

Le strategie per gli HR nel 2023

Per affrontare queste sfide e trasformarle in opportunità, serve un mindset diverso, accompagnato da un’innovazione tecnologica. Ecco 3 strategie HR 2023 per una gestione di successo delle risorse umane, sostenibile nel tempo.

1. Sfrutta la tecnologia a tuo vantaggio

La tecnologia può essere un alleato prezioso per gli HR nel 2023.

La rapida accelerazione tecnologica post-pandemia ha cambiato la nostra comprensione di come funzioni il lavoro. Man mano che i servizi software e cloud continuano a crescere, aumenta anche la capacità dei dipendenti di connettersi e lavorare da qualsiasi luogo, in un unico ambiente di lavoro digitale.

Secondo uno studio di Deloitte, le aziende che adottano soluzioni tecnologiche per la gestione delle risorse umane hanno un vantaggio competitivo significativo rispetto a quelle che non lo fanno. Inoltre, la tecnologia può semplificare i processi, migliorare la comunicazione interna e l’engagement dei dipendenti. Tra le soluzioni tecnologiche più innovative e utili per gli HR c’è LumApps, una social intranet che unisce l’esperienza di un social network all’ambito aziendale e che:

  • Aumenta la Comunicazione Interna: La comunicazione interna non dovrebbe limitarsi al solo l’invio di e-mail di avviso, o all’affissione di annunci sulla bacheca aziendale. Per raggiungere tutti i dipendenti è infatti necessario sviluppare un piano di comunicazione coerente, che fornisca informazioni tempestive e precise. I dipendenti devono sapere dove e quando aspettarsi istruzioni e comunicazioni ufficiali.
  • Realizza un Hub centrale per le informazioni: Utilizza o adatta la tua piattaforma intranet in modo che funga da unico punto di accesso per informazioni, comunicazioni e documenti ufficiali. Crea e archivia notizie e avvisi critici sfruttando le notifiche (e-mail e dispositivi mobili), indirizza i gruppi di utenti e centralizza e ordina le informazioni chiave in macrotemi, come town hall, domande e risposte, community, domande frequenti e informazioni sulle risorse.
  • Permette di creare un ecosistema di Tool Digitali: Per il loro lavoro quotidiano, i dipendenti utilizzano vari strumenti di task management, comunicazione e collaborazione. Un luogo di lavoro digitale (o intranet) è fondamentale per ospitare e identificare chiaramente gli strumenti e i canali adeguati affinché i dipendenti abbiano ciò di cui hanno bisogno, soprattutto se si tratta di Hybrid o Remote Workers.

2. Incentiva la collaborazione

Nel 2023 ci sarà un notevole aumento delle attività digitali.

Le persone avranno bisogno di più riunioni, più email e chat di gruppo. Ma l’overbooking di riunioni o lunghi scambi di e-mail ridurrà notevolmente la produttività dei dipendenti. Qualcosa da evitare, soprattutto quando gran parte o l’intera azienda lavora da casa. Alcune soluzioni potrebbero essere:

  • Incoraggiare la Collaborazione Digitale: Crea communities di team o Business Unit all’interno del tuo ambiente di lavoro digitale, in modo da riunire team funzionali in un unico luogo. La centralizzazione delle conversazioni e la condivisione di file per specifiche unità aziendali migliora la produttività e la collaborazione. I dipendenti che lavorano da casa possono così raggiungere un pubblico più ampio con un’unica pubblicazione, e ottenere rapidamente una risposta dalla giusta persona. Si può collaborare su un singolo documento con più persone, e ottenere feedback immediati sui progetti, senza essere vincolati a un ufficio fisico.
  • Promuovere la condivisione: Non importa se un dipendente lavora completamente da remoto o solo occasionalmente, in entrambi i casi ci sono alcune buone pratiche da adottare. La condivisione di informazioni, studi o esperienze è molto importante. Lavorare da casa riduce le opportunità di lavorare a stretto contatto con i colleghi per scambiare idee. La creazione di contenuti per una community dedicata consente ai dipendenti di stabilire solide connessioni di lavoro e interpersonali. Inoltre, la conoscenza generata in una community è anche un’ottima fonte di informazioni per i futuri dipendenti.
  • Prevenire l’isolamento dei dipendenti: Fornire ai dipendenti la possibilità di conoscersi al di fuori dell’ambiente di lavoro potrebbe essere più impegnativo per i remote workers, ma non impossibile. Ad esempio, puoi impostare gruppi online per hobby o interessi condivisi. In aggiunta, si possono attivare strumenti di messaggistica istantanea e chat per favorire una comunicazione continua. Crea una chat di gruppo per il tuo team in modo che quando qualcuno inizia a sentirsi isolato, possa contattare immediatamente gli altri.
    Includi i dipendenti remoti nelle “pause caffè” virtuali o nelle conversazioni dove si parla “del più e del meno”. La comunicazione informale è estremamente importante per mantenere i dipendenti felici e coinvolti.
3. Supporta i tuoi collaboratori nelle nuove modalità di lavoro

La gestione degli Hybrid Workers richiede un cambiamento sia per la direzione sia per i dipendenti. In questo, l’adoption e il mindset sono fondamentali: è molto importante adattarsi rapidamente e dimostrare di essere lì per supportare la squadra. Qui di seguito alcune best practice:

  • Impara a gestire i diversi fusi orari: Stabilisci aspettative chiare con i tuoi dipendenti, in modo che non si sentano abbandonati a loro stessi. Comunica a che ora prevedi che siano disponibili per il lavoro, e imposta un intervallo di tempo per le riunioni del team che sia funzionale per tutti i fusi orari. Fornisci loro indicazioni sulla produttività giornaliera prevista, così da avere riunioni più orientate ai risultati. Incoraggia i dipendenti a utilizzare quotidianamente strumenti di gestione delle attività e calendari condivisi, per dare una migliore visibilità a tutto il team ed evitare perdite di tempo o messaggi ridondanti su più canali.
  • Pianifica meetings con uno scopo: Organizza riunioni individuali e di gruppo per favorire il coinvolgimento e fornire opportunità di confronto per riallinearsi ai cambiamenti. Le riunioni video con le telecamere accese sono necessarie per rimanere in contatto con i dipendenti da remoto e per assicurarsi di mantenere un canale di comunicazione continuo, tramite chat, community, ecc. Se vuoi aumentare la produttività delle tue riunioni da remoto, devi definire gli obiettivi principali di ogni riunione. Altrimenti rischierai che le agende dei tuoi dipendenti siano piene di riunioni senza fine, finendo per togliere tempo prezioso per le pause. Quindi assicurati di promuovere buone pratiche di gestione del tempo e di fornire le giuste linee guida. Ad esempio puoi attenerti a questi tre tipi di incontri: Informativi, di Brainstorming e Strategici.
  • Lasciati aiutare dai giusti strumenti per affrontare il cambiamento: In questa fase di cambiamento, è importante riconoscere la necessità dei dipendenti di adattarsi a un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata. Aiuta i dipendenti a gestire il proprio tempo in modo efficace e a stabilire aspettative adeguate. Lavorare da casa crea potenziali distrazioni, quindi è essenziale fornire linee guida per la partecipazione alle riunioni, la pianificazione del tempo per completare le attività rispettando le scadenze. È anche estremamente importante assicurarsi che i dipendenti programmino delle pause nella loro routine quotidiana, poiché spesso queste vengono loro sottratte. Infine, assicurati che i dipendenti abbiano un ambiente di lavoro sano, attrezzature adeguate e le risorse necessarie.

LumApps: Una soluzione innovativa per HR

Tra le soluzioni tecnologiche più innovative e utili per HR 2023 c’è LumApps, una Social Intranet che unisce l’esperienza di un social network all’ambito aziendale. LumApps offre molte funzionalità utili per gli HR, come la possibilità di creare gruppi di lavoro, gestire i feedback dei dipendenti e fornire supporto tecnico. Inoltre, LumApps permette anche di migliorare la comunicazione interna, pubblicando annunci e aggiornamenti importanti per tutti i dipendenti. Questo aiuta a migliorare la comunicazione e a ridurre la confusione e gli errori. Infine, LumApps è una soluzione altamente personalizzabile, che può essere adattata alle esigenze specifiche di ogni azienda. Gli HR possono creare una piattaforma che rispecchia l’immagine e la cultura dell’azienda, offrendo un’esperienza unica e coinvolgente per i dipendenti.

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Come pianificare il Project Management Plan perfetto per il 2023 https://huware.com/come-pianificare-il-project-management-plan-perfetto-per-il-2023/ Thu, 16 Feb 2023 15:44:14 +0000 https://huware.com/?p=988 Pianificare il Project Plan perfetto per le attività 2023 non è sicuramente un easy task, ma può diventare semplice se si considerano le sfide e i cambiamenti del nuovo modello di lavoro ibrido. La collaborazione a distanza e la mancanza di accesso alle risorse e alle informazioni necessarie possono rendere ancora più complesso il lavoro […]

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Pianificare il Project Plan perfetto per le attività 2023 non è sicuramente un easy task, ma può diventare semplice se si considerano le sfide e i cambiamenti del nuovo modello di lavoro ibrido. La collaborazione a distanza e la mancanza di accesso alle risorse e alle informazioni necessarie possono rendere ancora più complesso il lavoro dei Project Manager. Pertanto, è importante comprendere queste sfide in modo da poter adottare le giuste strategie per affrontarle. Noi ne abbiamo individuate 5.

Cos’è un Project Management Plan?

Secondo una ricerca del Project Management Institute, l’11% degli investimenti aziendali persi è da ricondursi alla cattiva gestione dei progetti e della loro performance. Se il Project Management è il processo che guida team e organizzazioni nel raggiungimento dei propri obiettivi secondo determinati standard, il Project Management Plan è un piano a tutti gli effetti, perché permette di monitorare e misurare le performance di progetto in modo formale.

Delle 5 fasi di gestione di un progetto, quella della pianificazione è il secondo step. Il project management plan include infatti milestone e date, tutti quegli elementi che permettono ai vari team e stakeholder di essere allineati e di non perdersi lungo il percorso. Il Project Management Plan però non segna solo le scadenze e gli snodi di progetto, ma è anche fondamentale per:

  • Individuare la giusta metodologia da seguire tra Agile, Waterfall, PRINCE2, PMBOK, Scrum, Lean, e Kanban;
  • Selezionare i membri del team;
  • Definire i risultati;
  • Stimare le risorse a disposizione;
  • Determinare le attività collaterali e gli stakeholder esterni.

Investire nella fase di pianificazione iniziale assicura a team e aziende di non vanificare i propri investimenti e di avere ogni componente del team allineato sulle questione fondamentali. Un aspetto decisamente cruciale per ogni Project Manager.

Come adattare la pianificazione di progetto al sfide del moderno panorama di lavoro?

Per avere successo nel mondo del lavoro a distanza, aziende e Project Manager devono imparare a usare la tecnologia a proprio vantaggio. Collaborazione da remoto, condivisione e reperimento di informazioni, allineamento sui risultati, carico di lavoro individuale e gestione delle persone sono solo alcuni degli aspetti che devono essere rivisti e adattati alle esigenze specifiche di ciascuna azienda. Ecco dunque 5 strategie per semplificare il Project Management Plan nel 2023:

1. Gestire il lavoro ibrido e da remoto

Anche se siamo abituati al lavoro ibrido, molte aziende potrebbero non essere pronte al passaggio in full remote di alcuni team o persone. Pianificazione delle riunioni, collaborazione tra risorse, acquisizione delle informazioni sono solo alcuni degli aspetti che richiedono di essere riconsiderati. Gestire team da remoto implica infatti una strategia capace di dare alle persone tutti i tool e le informazioni necessarie per lavorare al meglio. Con tecnologie in grado di adattarsi alle necessità di informazione, collaborazione e relazione delle persone – anche di quelle che lavorano da remoto.

2. Applicare tecniche di Resource Management avanzate

Coordinare team di progetto, assegnare ruoli, deleghe e responsabilità, rispettare tempi e budget sono i pilastri del Project Management. Fino a non molto tempo fa venivano usati Google Sheets o Excel per completare queste attività. Il risultato erano dati poco chiari e poco strutturati, inclini all’errore. Software come Monday.com forniscono una big picture sui progetti e permettono di individuare immediatamente se e dove ci sono problemi da gestire. Così è semplice intervenire in modo tempestivo e avere il pieno controllo sui propri progetti.

3. Ridefinire l’Agile Work

Per definizione, i progetti Agile non hanno una scadenza, un budget e un obiettivo predefinito. Per mantenere la capacità adattiva di questo metodo, ma allo stesso tempo pianificare puntualmente i progetti nel 2023, i Project Manager dovranno imparare a combinare metodi e modelli diversi. Un’attività che può sembrare complessa ma che, grazie ai giusti tool e tecnologie, permette di scegliere e personalizzare diversi metodi e modelli come Kanban, Calendario, Timeline, Gantt, Mappe e Checklist per visualizzare e lavorare i dati nel modo che più si adatta a ciascuna azienda, team o persona.

4. Collaborazione inclusiva

Lo smart working può appianare o esasperare differenze e disequilibri. Anche digitalmente, è importante garantire a colleghi e dipendenti il giusto ambiente di lavoro che permetta di lavorare al meglio anche a coloro che lavorano da casa. Non è solo una questione di mindset o di volontà, ma anche di avere a disposizione i giusti software per la gestione di progetti e per la collaborazione. Ad esempio, con monday.com è semplice e intuitivo creare un ambiente che permetta a tutti di lavorare al meglio, senza comunicazioni frammentate o ridondanti. Così anche chi lavora da casa sarà sempre aggiornato e coinvolto nelle attività, dando il 100% per il raggiungimento degli obiettivi.

5. Garantire la flessibilità

Lo abbiamo visto durante il Covid19: il lavoro da remoto non sempre equivale a Work-life balance. Chi lavora da casa e collabora a distanza si trova spesso in difficoltà a ricercare informazioni e ad allinearsi con colleghi e collaboratori senza essere buttato in mille call giornaliere. Per non parlare delle email e delle comunicazioni che si estendono anche a orari non proprio lavorativi. Tool per la gestione di task e progetti come Monday.com ottimizzano il lavoro da remoto riducendo i tempi di ricerca delle informazioni. In questo modo, il lavoro è più efficiente e i tuoi team più soddisfatti. Inoltre è possibile gestire i carichi di lavoro individuali e di progetto grazie all’apposita board di Monday.com.

Monday.com: la tecnologia migliore per gestire team, task e progetti

Come abbiamo visto, con le giuste strategie è facile costruire Project Management Plan a prova di 2023. Per rendere l’innovazione davvero funzionale, c’è bisogno delle giuste tecnologie, quelle capaci di adattarsi alle esigenze e ai cambiamenti di team e organizzazioni. Tecnologie come quella di monday.com, piattaforma cloud e mobile per pianificare e gestire progetti ovunque e in qualsiasi momento. Controllare lo stato di avanzamento dei progetti, il carico di lavoro dei tuoi collaboratori, scadenze e notifiche è semplice e immediato grazie alle automazioni e alle integrazioni di monday.com.

Ma, soprattutto, monday.com è lo strumento ideale per prendere le decisioni giuste al momento giusto, perché ordina tutti i dati e le informazioni che ti servono in un’unica dashboard, permettendoti di decidere con un solo sguardo i next step del tuo progetto di successo.
Vuoi sapere di più? Clicca qui!

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Le 5 Tendenze CRM per Aumentare le Vendite nel 2023 https://huware.com/le-5-tendenze-crm-per-aumentare-le-vendite-nel-2023/ Wed, 08 Feb 2023 15:25:44 +0000 https://huware.com/?p=980 Il mondo delle vendite sta cambiando rapidamente, e diventa sempre più importante stare al passo con le innovazioni in campo tecnologico per gestire vendite e clienti. Il Customer Relationship Management (CRM) è un insieme di processi, tecnologie e strategie che aiutano le aziende a gestire le interazioni con i clienti e a trasformarle in opportunità […]

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Il mondo delle vendite sta cambiando rapidamente, e diventa sempre più importante stare al passo con le innovazioni in campo tecnologico per gestire vendite e clienti. Il Customer Relationship Management (CRM) è un insieme di processi, tecnologie e strategie che aiutano le aziende a gestire le interazioni con i clienti e a trasformarle in opportunità di business.

Moltissime aziende stanno adottando soluzioni tecnologiche innovative, ma solo poche di esse sanno da dove ricavare le informazioni utili per il proprio business. In questo articolo troverai 5 tendenze CRM per aumentare le vendite, ottimizzare i processi e migliorare la cross-collaboration in azienda.

1. L’importanza dell’intelligenza artificiale

Nel 2023, l’IA entrerà sempre di più nelle attività di business di moltissime aziende, diventando sempre più importante nell’ambito del CRM. Le tecnologie di intelligenza artificiale come il machine learning e il natural language processing (NLP) stanno aiutando le aziende ad automatizzare molte attività ripetitive, a identificare i clienti più propensi a comprare e a personalizzare le interazioni con i clienti in base alle loro preferenze e comportamenti. L’utilizzo dell’IA nel CRM consentirà dunque alle aziende di fornire un servizio clienti migliore, di aumentare le vendite e prendere le giuste decisioni in poco tempo.

2. Il Mobile CRM

La funzione mobile del CRM diventerà la naturale evoluzione dell’hybrid work nel 2023. Con la crescente diffusione dei dispositivi mobili e di modalità di lavoro smart e ibrido, le aziende avranno bisogno di una soluzione CRM che sia accessibile da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Ad esempio, il mobile CRM consente ai rappresentanti delle vendite di accedere a informazioni importanti sul cliente, registrare le note sulla vendita e gestire le attività di follow-up in tempo reale, ovunque si trovino. Questo aumenta la produttività dei sales e migliora la personalizzazione del rapporto con i clienti.

3. La personalizzazione

La personalizzazione è una delle tendenze più importanti del CRM nel 2023. I clienti apprezzano -anzi, richiedono- interazioni e comunicazioni personalizzate, e le aziende capaci di adattarsi a questa richiesta di mercato sono più propense a fidelizzare i clienti e aumentare le vendite. Grazie all’IA e all’analisi dei dati, le aziende possono raccogliere informazioni sui clienti e personalizzare le interazioni in base alle loro preferenze, ai comportamenti e alla storia di acquisto. Una soluzione che migliora l’esperienza del cliente e aumenta il conversion rate.

4. La collaborazione

Con l’aumento del remote work e team diffusi geograficamente, il CRM è diventato ancora di più un hub centrale per l’informazione e la collaborazione. Le soluzioni di CRM moderne offrono molteplici funzionalità di collaborazione come la condivisione di informazioni sui clienti, la gestione delle attività di follow-up, la pianificazione delle attività di vendita e la possibilità di commentare e aggiungere note utili al processo di vendita. Questo migliora l’efficienza tra team, aumenta la produttività dei rappresentanti delle vendite e permette una sinergia tra marketing e sales.

5. L’analisi dei dati

Non solo la capacità di raccolta, ma anche di analisi dei dati farà la differenza per le aziende nel 2023. Le aziende che utilizzano soluzioni CRM moderne possono raccogliere e analizzare grandi quantità di dati su prospect, lead e clienti, tracciando ogni interazione. Questi dati possono essere utilizzati per identificare opportunità di business, migliorare il rapporto con la clientela, e prevedere le tendenze future. L’analisi dei dati consente alle aziende di prendere decisioni informate, quindi decisioni migliori.

Come implementare le tendenze CRM per aumentare le vendite nel 2023

Non esiste la regola magica per trasformare le sfide in opportunità. Ci sono però due step da compiere per abilitare l’innovazione che porterà la tua azienda a essere competitiva, anticipando le richieste di mercato.

Scegli una soluzione CRM adatta alle tue esigenze

La prima cosa da fare per implementare le tendenze CRM in una solida strategia di vendita per il 2023 è scegliere una soluzione CRM che soddisfi le esigenze della tua azienda. Ci sono molte soluzioni CRM disponibili sul mercato, quindi è importante valutare le tue esigenze e scegliere una soluzione che sia adatti a esse. Con il suo set di strumenti online personalizzabili e scalabili, Salesforce è il migliore CRM per grandi aziende e PMI. Dal settore manifatturiero, al retail, ai servizi finanziari e tecnologici, fino all’automotive, Salesforce offre soluzioni personalizzabili per ogni industry con l’obiettivo di:

  • Semplificare i processi interni e offrire un servizio clienti più efficiente;
  • Farti sviluppare report dettagliati e iniziative marketing in sinergia con i sales per massimizzare il ROI;
  • Creare applicazioni per i tuoi clienti e dipendenti con pochi click;
  • Sviluppare un’esperienza continuativa tra store e digitale.
Addestra il tuo team

Dopo aver scelto una soluzione CRM, è importante addestrare il tuo team su come utilizzarla al meglio e integrarla nelle attività quotidiane. Huware è authorized Cloud Reseller di Salesforce: abbiamo sviluppato una solida expertise nel rendere le aziende più veloci a rispondere alle sfide di mercato odierne grazie al CRM di Salesforce. In Huware sappiamo bene che, per cambiare le abitudini, la tecnologia deve essere uno strumento abilitante della Business Transformation, e non deve rappresentare un ostacolo o un alibi per gli utenti. La nostra visione pone al centro del progetto di trasformazione le persone che dovranno adottare la nuova tecnologia, ottenendo dei benefici immediati: lavorare meglio e con più agilità.

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Casa Huware: Cosa fanno le api in inverno? https://huware.com/casa-huware-cosa-fanno-le-api-in-inverno/ Wed, 01 Feb 2023 15:12:04 +0000 https://huware.com/?p=973 Chi ci segue lo sa: dal 2022 Casa Huware ospita l’apiario BeeHu. Un progetto di cui noi Huroes andiamo molto fieri perché racconta di noi e del nostro impegno verso un’innovazione sostenibile. Ma soprattutto perché le api sono un ecosistema molto simile a quello di Huware, e come esse -solo apparentemente silenti in inverno- anche […]

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Chi ci segue lo sa: dal 2022 Casa Huware ospita l’apiario BeeHu.

Un progetto di cui noi Huroes andiamo molto fieri perché racconta di noi e del nostro impegno verso un’innovazione sostenibile. Ma soprattutto perché le api sono un ecosistema molto simile a quello di Huware, e come esse -solo apparentemente silenti in inverno- anche noi ci stiamo preparando alla “primavera” con tanti nuovi progetti, eventi e iniziative.

L’importanza delle api: l’apiario BeeHu

Le api, si sa, hanno un ruolo fondamentale per la sostenibilità e l’ambiente poiché sono importanti impollinatori.

Circa il 75% delle colture alimentari mondiali dipendono, in parte o totalmente, dall’impollinazione degli insetti, comprese le api. Biodiversità, dieta umana, equilibrio ecologico sono strettamente collegati all’operosità delle api. La salvaguardia della salute delle api è quindi cruciale per la sostenibilità del nostro pianeta. Eppure esse sono a rischio, e la perdita di api e di altri impollinatori sta causando un preoccupante declino naturale.

Ecco perché ospitiamo circa 70.000 api nel nostro Casale nelle Marche. Un progetto che stiamo portando avanti con grande entusiasmo, e che prosegue anche ora, nei mesi più freddi dell’anno.

Cosa fanno le api d’inverno?

In primavera, le api si preparano per la produzione di miele. La regina inizia a deporre uova, la colonia si espande e le api raccolgono nettare e polline per alimentare la colonia e preparare il miele. Tutto è in fermento e le api raggiungono la loro massima produttività.

Ma cosa fanno le api d’inverno?

Questo è stato il primo inverno per l’apiario BeeHu, e abbiamo potuto vedere da vicino cosa fanno le api nei mesi più freddi dell’anno. Durante l’inverno, le api si raggruppano per conservare il calore nell’alveare. Si nutrono del miele immagazzinato per produrre calore e mantenere la temperatura della colonia. La regina smette di deporre uova e la colonia rallenta le sue attività. Tutto rallenta, senza mai fermarsi, e l’obiettivo primario dell’alveare è quello di preservare e proteggere la Regina, nutrendola e tenendo lontane eventuali minacce interne, come malattie o parassiti.

Ma a volte questo non basta, ecco perché abbiamo supervisionato l’alveare per fornire alle api tutto ciò di cui avevano bisogno per affrontare l’inverno.

Come proteggere le api nei mesi più freddi

Anche se la nostra base operativa è Milano, il nostro Casale nelle Marche rimane luogo di smart working e ritrovo, ed è sempre animato. Da quando ci sono le nostre api, abbiamo stretto un legame ancora più forte con il territorio e le comunità locali per salvaguardare l’apiario BeeHu ed espandere il progetto di sostenibilità a Casa Huware. Nello specifico, ci siamo assicurati che:

  1. Le api avessero a disposizione sufficiente miele immagazzinato per nutrire la colonia durante l’inverno;
  2. L’apiario fosse isolato e protetto dal freddo e dalle correnti d’aria;
  3. Parassiti e acari come la Varroa non minacciassero la colonia;
  4. Le api non fossero sollecitate da cause esterne. Esse sono molto sensibili ai disturbi durante l’inverno, compresa un’eccessiva manipolazione dell’arnia.

Questi sono solo alcuni degli step che abbiamo seguito per preparare le api all’inverno e proteggere in vista della primavera, che siamo sicuri ci stupirà.

Scopri di più su Casa Huware.

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Hybrid Work nel 2023: 3 strategie per il futuro del lavoro https://huware.com/hybrid-work-nel-2023-3-strategie-per-il-futuro-del-lavoro/ Wed, 25 Jan 2023 15:09:42 +0000 https://huware.com/?p=967 La pandemia ha accelerato il cambiamento sulle modalità e sul luogo di lavoro, cambiando per sempre il panorama di business. Da allora, moltissime aziende stanno cercando il modo di combinare i vantaggi del lavoro in presenza con quelli del remote work, per aumentare la produttività e la collaborazione. La soluzione? Un nuovo modello di lavoro […]

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La pandemia ha accelerato il cambiamento sulle modalità e sul luogo di lavoro, cambiando per sempre il panorama di business. Da allora, moltissime aziende stanno cercando il modo di combinare i vantaggi del lavoro in presenza con quelli del remote work, per aumentare la produttività e la collaborazione.

La soluzione? Un nuovo modello di lavoro ibrido.

Hybrid Work: Sfide e Opportunità nel 2023

Secondo l’Accenture Future of Work Study, 2021, l’83% dei lavoratori preferisce un modello di lavoro ibrido.

Le ragioni sono semplici: work-life balance, comunicazione fluida, nuove opportunità di crescita e di business. Allo stesso tempo, molte aziende e persone hanno fatto fatica ad adattarsi al nuovo status quo: call infinite, email e messaggi fuori orario lavorativo, isolamento sociale e burnout sono stati chiari sintomi di un esaurimento digitale.

Cosa serve dunque per rendere l’Hybrid Work un modello di successo? Ecco 3 strategie per abilitare il futuro del lavoro ibrido.

1. Ripensare la Cultura del Lavoro

L’assenza e la limitazione di comunicazioni dal vivo portano con sé il rischio di impattare sulla collaborazione e sulla capacità di innovare grazie alla contaminazione di idee e di opinioni. Ripensare la cultura del lavoro significa dunque creare un mindset condiviso, capace di gestire la comunicazione online e offline.

Organizzazioni con una forte e sana cultura interna hanno infatti maggiori possibilità di coinvolgere e trattenere i dipendenti, e di creare una forza lavoro più smart, efficiente e meglio connessa. Inoltre, tra i benefici di un modello di lavoro ibrido, sono stati registrati:

  • Migliore salute mentale
  • Connessioni e legami più forti tra i dipendenti
  • Maggiore coinvolgimento e motivazione
2. Mettere la tecnologia al servizio delle persone

L’Hybrid Work offre alle organizzazioni l’opportunità di modellare la propria operatività interna in modo da adattarsi al mercato di domani.

Coinvolgere i dipendenti in questo processo permette alle aziende di massimizzare l’adoption, responsabilizzare i dipendenti e generare risultati di business concreti. Un processo ancora più efficace se ci si affida a tecnologie capaci di mettere le persone al centro, personalizzando la comunicazione, semplificando la progettazione e portando la collaborazione al livello successivo.

Come primo step, bisogna identificare quali tool e tecnologie sono davvero utilizzati dai tuoi dipendenti. Disabilitare ciò che non viene usato permette infatti di tagliare i costi e minimizzare la dispersione di tempo ed energie. Successivamente, quando si sceglie una tecnologia, è essenziale assicurarsi che l’adoption richieda interventi minimi di assistenza change e IT. Infine, ultimo aspetto da valutare, è la capacità di integrazione dei tool utilizzati. Tool come Monday.com, LumApps e Google Workspace costruiscono un ambiente di lavoro integrato anche digitalmente, poiché sono pensati per:

  1. Fornire ai dipendenti tool integrati che li aiutino a fare brainstorming, pianificare, e presentare le proprie idee anche da remoto;
  2. Accelerare la collaborazione e l’innovazione, permettendo alle aziende di crescere;
  3. Collegare tutti i dipendenti -anche i lavoratori in prima linea- garantendo una maggiore informazione e sicurezza;
  4. Proteggere utenti, dati e device dalle minacce, siano esse interne o esterne.
3. Ridisegnare il “luogo” di lavoro

Il lavoro non è più un luogo fisico, e i dipendenti hanno bisogno di essere aiutati a ridefinire i confini e a trovare un nuovo equilibrio.

Il primo passo per creare il giusto ambiente per l’Hybrid Work è quello di condividere policy e linee guida per navigare in un ambiente sempre connesso, online e offline. News, avvisi, comunicazioni interne devono essere facilmente riconoscibili e reperibili per poter essere visualizzate e condivise. Anche se il lavoro non è più un luogo fisico, è efficace disegnare un digital workplace per connettere e informare i dipendenti, siano essi blue o white collar.

In un mondo in cui la forza lavoro sarà sempre più dislocata e la produttività non si misurerà più in ore passate in ufficio, è importante che i dipendenti abbiano a disposizione un luogo di aggregazione digitale dove interagire, informarsi, connettersi ed esprimersi. Un esempio? La Social Intranet LumApps, altamente personalizzabile e disponibile su App e da Desktop, è una intranet così sviluppata da essere perfetta come ufficio digitale per gli hybrid workers del futuro.

 

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Come migliorare il Time Management grazie ai Canvas https://huware.com/come-migliorare-il-time-management-grazie-ai-canvas/ Wed, 16 Nov 2022 15:00:58 +0000 https://huware.com/?p=954 In ogni organizzazione ci sono persone che sanno gestire perfettamente il proprio tempo, e altre che fanno fatica a tenere traccia di tutte le task e del time management. Come è possibile fare in modo che tutte le risorse di un team siano uniformemente allineate agli obiettivi? Grazie a strumenti pensati appositamente per la gestione […]

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In ogni organizzazione ci sono persone che sanno gestire perfettamente il proprio tempo, e altre che fanno fatica a tenere traccia di tutte le task e del time management. Come è possibile fare in modo che tutte le risorse di un team siano uniformemente allineate agli obiettivi? Grazie a strumenti pensati appositamente per la gestione del tempo, come i Canvas di monday.com e di Google Workspace!

Cosa sono i Canvas?

Letteralmente la parola Canvas significa “canovaccio, tela”, un foglio bianco che funge da strumento strategico per il tuo business. Applicati al time management, i Canvas aiutano i professionisti a rimanere concentrati e produttivi, ma soprattutto allineati e focalizzati sugli obiettivi. La gestione del tempo è infatti un aspetto fondamentale per aziende di ogni industry e dimensione. Solo definendo priorità, scadenze, orari e competenze è possibile ottimizzare il lavoro e rispettare gli obiettivi di business.

Sicuramente il time management è una delle skill più richieste all’interno di qualsiasi organizzazione, ma non c’è bisogno di ricercare competenze specifiche o di perdere tempo prezioso per la definizione di best practice interne. Grazie all’applicazione di un Time Management Canvas infatti, chiunque può migliorare la gestione del proprio tempo.

Smart Canvas per una collaborazione continua

La collaborazione da remoto ha rivoluzionato il paradigma del lavoro, e Google Workspace ha facilitato questo cambiamento grazie a strumenti sempre più intelligenti e adattivi.

La funzionalità Smart Canvas è una nuova esperienza di prodotto che getta le basi per il futuro del lavoro, portando la collaborazione a un nuovo livello. Per i professionisti sarà sempre più facile e automatico rimanere in contatto, concentrare il loro tempo e la loro attenzione, e trasformare le loro idee in azioni d’impatto grazie a una tela di lavoro flessibile e intelligente. Uno dei pain point maggiori quando si parla di time management è la gestione del flusso di informazioni. Con le nuove funzionalità di smart canvas è possibile:

  • Accedere a riepiloghi generati automaticamente in Documenti, così da avere una panoramica dei punti principali del testo e analizzare rapidamente le informazioni importanti;
  • Modellare qualsiasi pagina in Documenti grazie al formato senza pagina, una funzionalità che permette di facilitare la collaborazione digitale rimuovendo i limiti di una pagina classica per creare una superficie che si espande sul dispositivo o sullo schermo che stai utilizzando;
  • Creare immagini, modelli e tabelle in un click grazie all’ampliato menu “@”, in modo da estrarre facilmente informazioni rilevanti e ordinarle grazie a modelli personalizzabili di tabelle, canvas, ma anche email e note sulle riunioni;
  • Visualizzare un’anteprima delle informazioni importanti grazie ai nuovi smart chip, così da avere tutti i dettagli pertinenti su luoghi o persone direttamente nell’area di lavoro e collaborazione;
  • Prendere rapidamente decisioni basate sui dati, grazie ai suggerimenti di formule e alla correzione di formula su Fogli.

Metodi e integrazioni per dare un boost al time management

Chiunque vorrebbe riuscire a identificare scadenze e obiettivi e portare a termine le attività nel modo migliore possibile, giusto? Senza dei modelli specifici spesso tutto questo risulta impossibile, e finisce con il togliere tempo ed energie alle attività core. Ecco quindi 3 metodi che sono davvero in grado di facilitare la tua gestione del tempo:

Metodo 1: La Matrice di Eisenhower

Questo è il metodo che assegna priorità alle tue attività sulla base della loro urgenza. La matrice è composta da 4 quadranti:

  • Do First, sono le attività urgenti e importanti che vanno svolte per prime;
  • Schedule, sono le attività importanti ma non urgenti, da programmare a calendario;
  • Delegate, sono le attività urgenti ma non importanti, che possono essere delegate ad altri membri del team;
  • Don’t Do, sono le attività non urgenti e non importanti, da ostacolo al compimento delle altre task.

Il primo step è quello di definire ciò che per te è urgente o importante, successivamente puoi procedere elencando le attività da portare a termine, raggrupparle per progetti, team, o stage, definirne l’impatto, e assegnare a ciascuna attività un quadrante e, quindi, una priorità. Con Monday.com è possibile semplificare questo processo con tanti template personalizzabili e con le automazioni che ti ricordano sempre le scadenze e di rimanere concentrato sulle attività a priorità elevata.

Metodo 2: Gli Slot di Tempo

Con questo metodo puoi pianificare in anticipo quanto tempo dedicare a ogni attività giornaliera, ritagliandoti “blocchi” di tempo specifici che aiutano la concentrazione.

L’implementazione di questo metodo è molto semplice, ma ti permette di ottenere ottimi risultati in termini di soddisfazione, di focus, e di energie. La chiave del suo successo risiede nella pianificazione anticipata delle attività, private, professionali, grandi o piccole che siano. In un secondo momento, puoi creare un modello della tua settimana o giornata di lavoro, ricordandoti di ritagliarti dei momenti di pausa.

Con monday.com puoi preparare la bacheca delle tue attività, definire le attività ricorrenti, tracciare il tempo di ogni attività e inviare una notifica grazie alle automazioni.


Metodo 3: Eat that Frog

Questo metodo dal nome particolare significa letteralmente “ingoiare il rospo” perché ti impedisce di procrastinare affrontando il compito più importante per primo. Per fare in modo che questo metodo sia efficace, dovrai scegliere un solo compito cruciale al giorno.

Come? Un ottimo metodo consiste nell’individuare le attività principali in un determinato lasso di tempo, partendo da quelle macro per poi arrivare a un livello granulare e di realistica attuazione. Ad esempio, se hai identificato una macro attività come “Marketing Plan del nuovo anno”, andrai a definirne le micro componenti che ti permettono di completare la macro attività. In questo modo avrai sempre una panoramica aggiornata su dettagli come priorità, stato, proprietari, e sarà più semplice identificare problemi o rallentamenti con il Work OS di Monday.com:

Vuoi sapere di più? Scopri l’innovativa metodologia di digital transformation di Huware.

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Employee Retention: 5 strategie vincenti per trattenere i dipendenti https://huware.com/employee-retention-5-strategie-vincenti-per-trattenere-i-dipendenti/ Wed, 09 Nov 2022 14:29:14 +0000 https://huware.com/?p=947 Le persone sono l’asset più importante per ogni azienda, ma allora perché milioni e milioni di professionisti continuano a lasciare il proprio lavoro? Oltre che un impatto sulla cultura aziendale, tassi di licenziamento elevati costituiscono anche un importante costo per le organizzazioni di tutto il mondo. Ecco perché l’Employee Experience dovrebbe essere una priorità per […]

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Le persone sono l’asset più importante per ogni azienda, ma allora perché milioni e milioni di professionisti continuano a lasciare il proprio lavoro?

Oltre che un impatto sulla cultura aziendale, tassi di licenziamento elevati costituiscono anche un importante costo per le organizzazioni di tutto il mondo.

Ecco perché l’Employee Experience dovrebbe essere una priorità per rafforzare le relazioni e la fiducia con le persone all’interno della propria organizzazione.

Perché i dipendenti si licenziano?

Con la pandemia, le persone hanno iniziato a riflettere sulla propria concezione di lavoro e a ripensare le proprie priorità.

Il risultato si è tradotto nella Great Resignation, un fenomeno che sta caratterizzando il mercato del lavoro globale e che in Italia riguarda principalmente gli under 30, la GenZ.

Nel Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie si evidenzia come i contratti terminati per dimissioni volontarie siano passati da circa 1.800.000 nel 2019 a oltre 2.000.000 nel 2021.

I dipendenti si sono presi il tempo per riflettere su cosa vogliono dalla loro carriera, e molti hanno deciso di cambiare lavoro.

Per le aziende diventa sempre più difficile persuadere i propri dipendenti a rimanere, ma per farlo esse devono prima comprendere le ragioni che spingono i dipendenti a dimettersi.

I 10 motivi principali sono:

  1. Scarse aspettative di crescita lavorativa;
  2. Mancanza di riconoscimento o premiazione per le ottime performance;
  3. Bassi standard lavorativi per quanto concerne stipendio, benefit, ore lavorative;
  4. Scarsa relazione e comunicazione con il management;
  5. Ambiente di lavoro altamente competitivo;
  6. Mancanza di flessibilità o assenza di Smart Working;
  7. Inefficienze tecnologiche o di formazione e adoption;
  8. Scarsa fiducia nella capacità gestionale dei datori di lavoro, soprattutto in merito alla pandemia;
  9. Bassi standard di sicurezza e di linee guida;
  10. Mancanza di risorse per il benessere mentale.

Ciononostante, la retention è possibile.

Non tutti stanno cercando un nuovo lavoro, e spesso i dipendenti sono aperti a controfferte.

Grazie alle giuste strategie di Employee Retention è possibile offrire ai dipendenti ciò che vogliono grazie a un maggiore engagement e a una rafforzata fiducia.

Strategie di employee retention: trattenere i propri talenti è possibile

I crescenti tassi di dimissioni lavorative rappresentano una sfida senza precedenti per moltissime aziende.

Fortunatamente, i dipendenti stanno dando chiari segnali rispetto alle proprie aspettative e aspirazioni. Se colti, questi segnali permettono alle aziende di non farsi trovare impreparate e di valorizzare nel modo migliore il proprio asset più importante.

Ora è compito delle aziende trasformare le esigenze dei dipendenti in insight e azioni tangibili.

Come?

Adottando le seguenti strategie di Employee Retention:

1. Recruiting e Onboarding con un obiettivo

Può sembrare controintuitivo, ma pensare alla retention ancora prima dell’inserimento di una risorsa è sicuramente la strategia più efficace sul lungo periodo.

Trovare il fit giusto e settare le giuste aspettative in fase di colloquio permette alle aziende di investire in persone realmente motivate a crescere al loro interno.

Successivamente, durante l’onboarding, è importante affiancare le risorse e creare percorsi di employee branding personalizzati a seconda del ruolo, del team, della seniority e delle competenze specifiche.

Non solo dare un caloroso benvenuto, ma anche riservare momenti di follow-up periodici per i nuovi inserimenti permette alle risorse di sviluppare fiducia e motivazione.

2. Relazione positiva con il Management

La relazione tra dipendenti e manager è un fattore critico quando si parla di tassi di turnover.

Per costruire un ambiente lavorativo stimolante e positivo, è importante dare il giusto supporto ai manager con corsi di leadership per sviluppare la creatività e l’empatia.

Investendo nella formazione di una comunicazione top-down, i manager svilupperanno competenze di ascolto, feedback e motivazione che avranno un impatto positivo anche sui dipendenti.

Un ottimo primo step è quello di creare spazi appositi per la comunicazione top-down, dove i manager possano aprire il dialogo con i dipendenti e incentivare la trasparenza.

3. Work-life Balance

Post pandemia, la flessibilità è diventata un asset fondamentale per il benessere dei dipendenti.

Ambienti di lavoro ibrido e flessibile sono ormai considerati indispensabili per attirare e trattenere i talenti. Così come i benefit non monetari, in grado di permettere ai dipendenti di bilanciare la propria vita professionale con quella privata.

Un’idea smart per incentivare l’equilibrio vita-lavoro è quello di rafforzare la propria community trovando interessi e hobby in comune. Condividere attività e passioni permette alle persone di conciliare meglio questi due sfere fondamentali.

4. Apprezzamento e Gratificazione

L’impatto della considerazione e del riconoscimento non può essere sottovalutato quando si tratta di retention.

Che si tratti di dipendenti junior o senior, l’apprezzamento e la gratificazione danno la giusta motivazione e ispirazione per fare il proprio lavoro al meglio.

Trasmettere ai dipendenti comprensione e supporto legittima i loro sforzi.

Un modo efficace per farlo è quello di celebrare i traguardi e condividerli internamente. In questo senso, potrebbe essere utile pensare ai dipendenti come a dei clienti per individuare aspettative e obiettivi da soddisfare.

5. Salario competitivo

Le aziende devono dimostrarsi competitive rispetto agli standard di mercato, anche quando si parla di retribuzione.

Rimandare un aumento è una delle cause principali di dimissione per i dipendenti, soprattutto per i top performer.

Una soluzione è quella di promuovere processi equi e trasparenti di promozione e aumento, con timeline e condizioni specifiche. Questo include lo specificare perché un determinato aumento non può essere approvato, sempre in accordo ai parametri precedentemente condivisi.

Una Social Intranet per facilitare la Retention

Alla luce di quanto trattato, l’Employee Retention dovrebbe essere una delle priorità nell’agenda degli HR.

Per farlo, oltre alle strategie citate, la comunicazione dovrà rivestire un ruolo sempre più centrale. Infatti, quando i dipendenti sono aggiornati su quello che accade internamente, essi si sentono valorizzati. Allo stesso modo, quando viene loro data la possibilità di parlare, si sentono ascoltati.

In un mondo del lavoro sempre più smart e ibrido, servono nuovi approcci e canali di comunicazione per promuovere l’informazione e la trasparenza, come una Social Intranet.

LumApps aiuta le organizzazioni a trasformare il modo in cui comunicano, collaborano e interagiscono con i propri clienti, partner e -soprattutto- con i propri dipendenti. Questo perché, grazie all’elevata personalizzazione dell’ufficio digitale di LumApps, per le aziende diventa possibile sviluppare una solida cultura e condividere valori e informazioni con le proprie community e team.

Ovunque si trovino e qualunque sia la loro job position, una Social Intranet è la soluzione per connettere le persone e sviluppare un senso di appartenenza.

Vuoi saperne di più? Ascolta il podcast di Huware con Atlantic Technologies:

Tamara Gattus ci racconta sfide presenti e future del mondo HR, e di come la pandemia abbia richiesto l’inserimento di un nuove tecnologie in azienda. Ma soprattutto del ruolo centrale di LumApps per lo sviluppo del fattore umano, forte focus nella loro (e nella nostra) azienda.

Scopri la mission di LumApps e Huware: Clicca qui!

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Data Humanization: L’approccio tecnologico di Huware https://huware.com/data-humanization-lapproccio-tecnologico-di-huware/ Wed, 26 Oct 2022 14:14:02 +0000 https://huware.com/?p=936 Il dna di Huware, lo humanware, è fatto di un approccio people first all’adoption tecnologica. Un concetto solo apparentemente lontano al mondo IT e del Data Analytics, che Fabrizio Clerici -Cloud & Data Manager in Huware- ha raccontato meglio nella prima puntata del podcast Innovate Faster di Google Cloud. Leggi l’articolo per scoprirne di più. […]

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Il dna di Huware, lo humanware, è fatto di un approccio people first all’adoption tecnologica. Un concetto solo apparentemente lontano al mondo IT e del Data Analytics, che Fabrizio Clerici -Cloud & Data Manager in Huware- ha raccontato meglio nella prima puntata del podcast Innovate Faster di Google Cloud. Leggi l’articolo per scoprirne di più.

Fabrizio Clerici – Manager BU Cloud & Data @Huware

Human e adoption applicati al mondo Data

Human e cultura possono sembrare temi un po’ lontani dal mondo IT, ma si sposano bene con la cultura del dato e dell’informazione di Google -di cui Huware è Premier Partner- e con i trend di Data Democratization. Huware mantiene il proprio focus su Human e Cloud, anche nella propria Unit specializzata sui Data Analytics per la realizzazione di una Data Platform in Cloud basata sui servizi messi a disposizione da Google.

Grazie alle soluzioni Google e alla cultura Huware, il team Cloud & Data di Huware disegna soluzioni su misura di cliente, ponendo l’attenzione sull’adoption. Come? Organizzando interviste con principali stakeholder, facendo workshop sui dettagli delle soluzioni, e lavorando molto nell’ottica del training on the job per permettere al cliente di essere indipendente e autonomo nella gestione della Data Platform, garantendo un’adoption di soluzione al 100%.

Huware è il partner per l’evoluzione delle aziende

In Huware supportiamo aziende di ogni industry, con un particolare focus sul manifatturiero, il retail e le digital native. La nostra Data Platform è agnostica quando si parla del tipo di dato da gestire, quindi si possono costruire e applicare progetti Data & Cloud a qualsiasi tipo di azienda. A livello operativo, i clienti di business di Huware sono i C-Level, coloro che affrontano le sfide di analisi e performance per sviluppare nuovi servizi in aree in cui la conoscenza e la fruizione del dato è importante e spesso manca.

Insieme, aiutiamo le aziende a far crescere la cultura del dato e a diventare le cosiddette data driven company, caratteristica sempre più fondamentale in un mercato in cui la velocità e la certezza del dato sono fattori differenzianti.

Data Management: aziende tradizionali vs digitali

Ovviamente, le esigenze e i progetti in ambito Data & Cloud dipendono molto anche dall’azienda stessa, soprattutto dal livello di digitalizzazione. Per le aziende che hanno già asset nel Cloud è più naturale portare anche l’analisi del dato su una piattaforma come Google Cloud. Nel caso di Immobiliare.it ad esempio, cliente digitale di Huware che nel cloud ha già competenze, l’obiettivo era quello di riorganizzare i dati aziendali per poterli incrociare e avere visione a 360° su come creare valore dai dati e sull’evoluzione aziendale.

Per le aziende più tradizionali, invece, il focus primario è quello di far percepire il reale valore dei dati che hanno già a disposizione. In questo senso, un esempio classico è quello delle aziende SAP che Huware accompagna nella fase di Advanced Data Analytics. In questo modo è possibile integrare i dati complessi che provengono da SAP con altre sorgenti dati all’interno della nostra piattaforma, per analizzarli poi con Big Query. Una soluzione per questo tipo di aziende più tradizionali è poi il Google Cloud Cortex Framework, che facilita l’integrazione e l’analisi dei dati provenienti dai database SAP.

Le fasi della strategia di trasformazione

Dopo aver individuato gli obiettivi di ciascuna azienda grazie all’interazione con i C-Level, è il momento di mettere a terra una strategia di trasformazione. Essa si divide in una fase di analisi, effettuata ancor prima di scrivere la prima riga di codice, e in una di sviluppo.

Il primo step è quello della realizzazione del Data Model, una struttura di dati che permette di avere una visione globale partendo dall’unione e dalla trasformazione dalle tabelle dei dati grezzi aziendali. In questo modo si da un ordine ai dati interni ed esterni e lo si rende comprensibile agli utenti di business. Il secondo step consiste nella creazione di un modello di Data Governance, che permette di stabilire chi potrà avere accesso a quali dati e in che modo. Fase fondamentale non solo in tema di sicurezza, ma anche di privacy e di riservatezza del dato. A questo punto si entra nel vivo delle fasi operative, con la strutturazione delle pipeline di ingestion e con la trasformazione dei dati. Alla fine ci si concentra con gli utenti di business su come i dati possono essere rielaborati e riutilizzati tramite protocolli di Machine Learning, o presentati agli utenti finali tramite report o Dashboard di Business Intelligence.

Huware e Google Cloud per lo sviluppo di una Cloud Data Platform

Nella fase di sviluppo della Cloud Data Platform, l’esperienza dei Data Engineer di Huware e i prodotti Google si uniscono per la messa a terra della strategia. La scelta e l’adoption dei vari prodotti dipende dalla fase di progetto in cui ci si trova, proprio perché ognuno di essi ha un compito specifico e particolare:

  • Nella fase di ingestion, ovvero quando i dati vengono trasportati da una o più fonti a un sito di destinazione al fine di processare e analizzare i dati, Huware usa molti servizi serverless di Google come le Cloud Function, il Google Cloud Storage o il Dataflow.
  • Durante la fase di elaborazione del dato, ovvero quando i dati grezzi vengono raccolti e trasformati in informazioni fruibili, adottiamo Big Query perché ci permette in tempo zero di partire a concentrarci sull’analisi di dati.
  • Nella fase finale di visualizzazione, quando le informazioni quantitative vengono tradotte in dati grafici e altri elementi visivi, impieghiamo strumenti di Business Intelligence come Looker che permette al cliente di creare vere e proprie piattaforme di dati da condividere tramite piattaforme web, ma anche di creare flussi in base alle variazioni giornaliere.

Google nasce con la mission di rendere globalmente accessibili e utili le informazioni, dapprima indicizzando miliardi di pagine web tramite un’analisi in tempo reale, e successivamente aprendo la Google Cloud Platform, piattaforma in cui l’utente finale può ritrovare tutti i servizi Google, direttamente disponibili e completamente gestiti da Google. Grazie alla tecnologia di Google e alla nostra expertise, la tua azienda può accedere ai dati da tutti gli ambienti, on-premise, cloud e dalle applicazioni SaaS più diffuse, garantendo sempre alti standard di sicurezza e affidabilità e una gestione completa del ciclo di vita dei dati. Inoltre puoi sfruttare le potenzialità dell’IA di Google per migliorare l’efficienza operativa e stimolare l’innovazione aziendale, acquisendo una visione più approfondita dei dati, accelerando l’identificazione di insight strategici e generando un aumento dei ricavi.

Tutto questo senza doverti preoccupare di attività di implementazione, sviluppo e manutenzione time consuming, e contando su un team sempre aggiornato rispetto all’avanguardia tecnologica per la tua azienda.

Ascolta il podcast di Google Cloud con Huware:

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Perché il futuro del Manufacturing 4.0 è Customer-centric https://huware.com/perche-il-futuro-del-manufacturing-4-0-e-customer-centric/ Thu, 20 Oct 2022 13:47:57 +0000 https://huware.com/?p=928 Il settore manifatturiero, o manufacturing, ha vissuto un forte recupero nel 2021, ma negli ultimi mesi è iniziata una fase d’arresto. Sicuramente molto è dovuto a una diffusa incertezza geopolitica e sanitaria, cause esogene che impattano fortemente sullo sviluppo di settore. Eppure, fattori esterni come la reperibilità dei materiali o i costi energetici influenzeranno sempre […]

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Il settore manifatturiero, o manufacturing, ha vissuto un forte recupero nel 2021, ma negli ultimi mesi è iniziata una fase d’arresto.

Sicuramente molto è dovuto a una diffusa incertezza geopolitica e sanitaria, cause esogene che impattano fortemente sullo sviluppo di settore. Eppure, fattori esterni come la reperibilità dei materiali o i costi energetici influenzeranno sempre di più la crescita del settore, e le aziende manifatturiere devono trovare nuove best practice per rimanere competitive e innovative.

La pandemia come catalizzatore di innovazione per il Manufacturing

La pandemia ha portato enormi cambiamenti e rivoluzionato il rapporto con i consumatori per moltissime industry, prima tra tutte quella manifatturiera. Destabilizzando ogni fase della catena di approvvigionamento e produzione, il Covid19 ha anche evidenziato i punti di debolezza del settore. E questo ha richiesto un enorme sforzo nel ripensare un cambiamento su larga scala, capace di mettere il consumatore al centro.

Lo stile di vita dei consumatori è profondamente cambiato, così come il loro comportamento d’acquisto. Si tratta di un trend che non accenna a fermarsi, quindi il settore manifatturiero deve essere più attento a intercettare il cambiamento e le esigenze dei consumatori. E qui entrano in gioco la Digital Transformation, abilitatore chiave per una crescita sostenibile delle aziende manifatturiere.

La sfida di soddisfare le nuove esigenze dei consumatori

Al giorno d’oggi non basta saper incontrare le richieste dei clienti, ma saperle prevedere e adattarsi velocemente ad asse. Alle aziende manifatturiere viene richiesta un’elevata trasparenza nella comunicazione, ma anche sofisticate capacità predittive a ogni livello aziendale, ma soprattutto per chi ha direttamente a che fare con la customer base.

Per i Sales, ad esempio, diventa cruciale la capacità di adattarsi a nuovi metodi di vendita e a nuove metriche per misurarne il successo. Il Customer Service, invece, deve sviluppare nuove skill per la gestione da remoto di tutta una serie di nuovi metodi di acquisto e di spedizione. Accelerare la risposta in base alle richieste di mercato è possibile solo per le aziende manifatturiere che hanno già abbandonato un approccio manuale in favore di tool automatizzati per il forecasting. Usare fogli di lavoro per la collaborazione tra team e con stakeholder esterni rallenta significativamente la capacità di risposta alla customer demand. La collaborazione e pianificazione sul cloud sono infatti imprescindibili per 8 aziende manifatturiere su 10.

Per abilitare una crescita di settore sostenibile ci sono dunque due key factors capaci di fare la differenza: nuovi tool e nuovi approcci.

Le strategie per parlare efficacemente al consumatore

Come abbiamo visto, la pandemia ha segnato una linea di demarcazione in merito al rapporto con il consumatore. Fino a non molto tempo fa, i touch point con i consumatori erano ben definiti lungo il percorso di acquisto. Semplici, prevedibili e facili da gestire. Dal 2020 in poi si è esasperato un cambiamento che era già in atto. I consumatori sono più tecnologici, esigenti e attenti; consapevoli del proprio potere.

Questo shift ha ovviamente reso più complesso soddisfare le richieste dei consumatori, che hanno a disposizione moltissimi canali con cui entrare a contatto con le aziende, e che sono disposti a usarli tutti per ricevere le informazioni di cui hanno bisogno. Se da un lato è cambiata l’interazione con la customer base perché più difficile prevedere e gestire le interazioni, dall’altro non è affatto cambiato lo standard qualitativo che il consumatore si aspetta dalle aziende manifatturiere. Un servizio on demand e personalizzato che risponda in modo veloce e semplice alle proprie richieste. Il percorso di acquisto sta diventando sempre più simile per aziende B2B e B2C, rendendo l’esperienza d’acquisto almeno tanto importante quanto il prodotto o il servizio offerti. Parlare efficacemente al consumatore non è impossibile, ma ci sono due strategie da implementare.

1. Ottimizzazione della performance

Ottimizzare la performance significa fornire alle risorse aziendali tutti i tool necessari per accorpare ogni informazione rilevante sul consumatore e sul prodotto offerto. In questo modo, per chi è a contatto ogni giorno con la customer base e con i prospect sarà più semplice creare una relazione di valore incentrata sul need specifico.

2. Uniformità qualitativa

Proprio perché non è semplice prevedere su quale canale, in quale momento e con quale richiesta avverrà l’interazione con il consumatore, è importante che ogni touchpoint e interazione abbiano uno standard qualitativo. Per creare questa macchina ben oliata è cruciale l’abbattimento di silos informativi che impediscono di condividere e comunicare informazioni e risorse. Questo è possibile considerando i seguenti punti:

  • Il tempo è denaro: la mancanza di tempo o la sua dispersione è un tema particolarmente sensibile per le aziende manifatturiere. Quando i team sono aggiornati e connessi e tutte le informazioni sono disponibili in un unico tool si può raggiungere una maggiore operatività e un servizio più veloce e reattivo.
  • Una manutenzione predittiva completa: grazie all’avanzamento delle tecnologie IoT e AI, le aziende manifatturiere sono alla vigilia di una manutenzione predittiva completa. Ma per approfittare di questa possibilità, le risorse aziendali devo essere allineate a ogni fase del customer lifeclycle. Che lavorino da remoto o a stretto contatto con il consumatore, sales e customer service devono poter accedere ovunque e in qualsiasi momento all’informazione di cui hanno bisogno. In questo modo possono rispondere a richieste e domande e prevenire problemi.
  • Il potenziale dei servizi a valore aggiunto: rer fidelizzare i clienti e aumentare le revenue è fondamentale proporre servizi ad alto valore. Chi sono i tuoi clienti? Di cosa hanno bisogno? Li conosci in maniera approfondita? Saper rispondere positivamente ed esaustivamente a queste domande rende semplice proporre servizi a valore aggiunto per chi lavora a stretto contatto con clienti e consumatori. In questo modo, ogni offerta corrisponderà a un’esigenza specifica, e ciò significa nuovi contratti e collaborazioni.

I next step per la trasformazione digitale di settore

Sebbene le aziende manifatturiere siano consapevoli dell’importanza di abilitare la digital transformation per la crescita e competitività del proprio business, esse sono ancora molto indietro rispetto ad aziende di altri settori. Uno dei problemi principali è che la trasformazione digitale è vista ancora come un processo astratto. Ma molto ha anche a che fare con gli obiettivi del manifatturiero, che raramente includevano il consumatore finale.

Nel percorso verso la digitalizzazione però, il focus deve spostarsi sul consumatore. Soprattutto ora che servizi e soluzioni stanno diventando sempre più importanti per aziende manifatturiere e distributori per rimanere competitivi. Ecco come:

Creare una piattaforma software connessa e customer-centric

Le tecnologie di interfaccia cliente devono essere aggiornate per poter sfruttare il potenziale dei dati disponibili e condividerlo a livello organizzativo attraverso una piattaforma software condivisa. In questo modo è possibile raggruppare i diversi sistemi software per eliminare i data silos sui problemi di inventario e diffondere una conoscenza condivisa tra i rappresentanti sales, i vari distributori e ogni funzione aziendale coinvolta. Non solo per aggiornare le risorse già in azienda, ma anche per fare onboarding in modo veloce ed efficace.

Sviluppare canali B2B/eCommerce

Mentre il consumatore B2C è abituato a effettuare acquisti online e le aziende si sono rapidamente adattate a questo metodo di acquisto, ora anche le aziende clienti del manufacturing hanno bisogno di fare acquisti e avere velocemente accesso agli ordini, allo status e agli update di tracking. Un metodo di acquisto sempre più vicino a quello B2C, di cui le aziende manifatturiere devono essere in grado di gestire la complessità.

Mettere l’esperienza al centro

Non è la raccolta del dato a generare valore, ma la sua manipolazione ed interpretazione. Avere accesso ai dati sulle transazioni dei consumatori permette alle aziende manifatturiere di personalizzare la propria offerta in termini di servizio e attività marketing.

Ricercare un forecasting di precisione

Sottostimare o sovrastimare le previsioni di inventario è un rischio tangibile per le aziende manifatturiere. Queste stime vengono elaborate tenendo in considerazione semplici input o considerazioni, non considerando la ricchezza di potenziale dei dati a disposizione delle aziende manifatturiere. Il risultato è un’alta vulnerabilità alle variabili dei fornitori, e quindi un impatto negativo sul business.

Semplificare e velocizzare i processi con un CRM

Come abbiamo visto, rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei consumatori è una sfida per le aziende manifatturiere. Richieste su prodotti, pricing, limiti di credito, penalties, spedizioni e tanto altro sono all’ordine del giorno e richiedono un mindset allenato all’innovazione e tool per semplificare la raccolta, analisi ed interpretazione dei dati sulla customer base. Un CRM (Customer Relationship Platform) come Salesforce permette di connettere aziende manifatturiere, consumatori e fornitori lungo tutta la supply chain.

Il risultato? Maggiore customer satisfaction e fidelizzazione, assieme a una rinnovata efficienza operativa. Usando un CRM è infatti possibile digitalizzare la supply chain e integrare tutti i dati su un’unica piattaforma, modernizzando l’infrastruttura.

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Tutto quello che devi sapere sul Task Management https://huware.com/tutto-quello-che-devi-sapere-sul-task-management/ Wed, 12 Oct 2022 13:46:32 +0000 https://huware.com/?p=920 Spesso ci troviamo a gestire task diverse nello stesso momento, e questo incide sulla nostra produttività. Per ovviare a questo problema serve una chiara prioritizzazione delle task. Se pensi sia più facile a dirsi che a farsi, inizia definendo i tuoi obiettivi primari. E poi affidati ai giusti tool per rendere il tuo work management […]

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Spesso ci troviamo a gestire task diverse nello stesso momento, e questo incide sulla nostra produttività.

Per ovviare a questo problema serve una chiara prioritizzazione delle task.

Se pensi sia più facile a dirsi che a farsi, inizia definendo i tuoi obiettivi primari.

E poi affidati ai giusti tool per rendere il tuo work management semplice e produttivo.

Cos’è il Task Management?

Il Task Management è letteralmente la gestione delle task di lavoro quotidiane.

L’obiettivo è quello di individuare le priorità e assicurarsi che l’esecuzione delle task avvenga nei tempi previsti.

Uno dei compiti essenziali del Project Management, ma non solo in realtà.

Infatti, se supportato da tool specifici come Monday.com, la gestione di task può facilitare il lavoro di tutti i team all’interno di un’organizzazione, come HR, IT, CRM, Project Management e Marketing.

Cos’è un software di Task Management?

Come anticipato, Task Management e Project Management non sono la stessa cosa.

Il Project Management, infatti, si riferisce al completamento di un progetto con un punto di inizio e uno di fine.

Il Task Management, invece, è l’operazione di prioritizzare e completare attività specifiche, non sempre appartenenti a un determinato progetto.

Ecco perché il Task Management è trasversale ai vari team di un’organizzazione, ed ecco perché un tool specifico può fare la differenza per ciascuna business unit.

I software di Task Management semplificano la gestione di task individuali e di team, passando da una gestione manuale a una automatizzata.

Perché gestire task è così complesso?

Sicuramente il Task Management è parte essenziale per il successo di un progetto o per il raggiungimento di un obiettivo.

Allora perché è così complicato gestire task quotidiane, dare priorità e rispettare le scadenze?

  • Gestire task, semplici o complesse, a volte si discosta molto dalla nostra job position e toglie tempo ad attività core.
  • Il completamento di una task spesso dipende dal successo di una task precedente, e questo richiede una visione sistemica.
  • Task più complesse hanno sub-task o sub-item di cui sono responsabili altre persone, quindi il coordinamento e la comunicazione con team anche esterni è essenziale.
  • Una volta completata, non è detto che una determinata task non debba essere ripetuta in futuro. Il tracking delle task ripetute è perciò un’operazione da effettuare regolarmente.
  • Molto frequentemente le task hanno deadline specifiche, che richiedono di riassegnare il carico di lavoro all’interno del team.

Perché utilizzare un tool per la gestione delle task?

Che la gestione delle task migliori le performance generali è un dato di fatto: il 66% delle aziende che utilizzano un software di Task Management hanno completato le proprie task senza sforare il budget allocato.

Di contro, solo il 47% delle aziende che non hanno un tool come Monday.com c’è riuscito.


Ci sono innumerevoli vantaggi nell’utilizzare un Task Management Software, ma i principali sono:

  • Eliminazione delle Task Manuali: Puoi automatizzare qualsiasi tipo di task, assegnare priorità diverse e monitorarne lo status in tempo reale.
  • Miglioramento della Comunicazione e della Collaborazione: Lavorare a più mani sulla stessa task non deve essere per forza fonte di stress. Con un software specifico puoi lavorare con il tuo team anche da remoto, aggiornare gli stakeholder e fornire feedback.
  • Monitoraggio dei Progressi: Con un Task Management tool come monday.com puoi avere una fotografia dello status di avanzamento ovunque e in ogni momento. Sarai sempre aggiornato e passerai meno tempo in inutili meeting di aggiornamento, dedicandoti a ciò che crea davvero valore.

Come scegliere il Software migliore per la gestione delle tue task?

Il mercato offre un’ampia scelta di Tool e Software per la gestione delle task, e identificare il migliore più essere un processo lungo e sfidante.

Per ovviare a questa difficoltà, ci sono alcune azioni che puoi intraprendere.

1. Individua ciò che ti serve davvero

Ogni organizzazione e ogni team hanno esigenze diverse, anche quando si tratta di Task Management.

Per assicurarti di fare la scelta migliore, stila una wishlist di feature e integrazioni indispensabili per il tuo team.

Monday.com ne ha oltre 40 per fare in modo di adattarsi perfettamente alle tue esigenze (e non il contrario).

2. Cerca un provider che sappia trasformare la tua wishlist in realtà

Dopo aver individuato i must have, sicuramente avrai molte domande.

Cerca un provider in grado di rispondere a ogni dubbio o richiesta. Non inviandoti una semplice brochure, ma mostrandoti come esso possa rispondere alle tue necessità.

Per il tuo team è essenziale un’elevata personalizzazione? Verifica come i provider individuati possano rispondere a questa esigenza e perché sia un elemento caratterizzante della loro offerta.

Perché scegliere il Work OS di Monday.com?

Monday.com è un Work Operating System, ovvero una piattaforma software cloud disegnata per i team che vogliono personalizzare i propri flussi di lavoro.

Esso permette a team di aziende di tutte le dimensioni e settori di pianificare, monitorare e avviare task, processi e progetti facilmente ogni giorno.

Tra le moltissime feature, monday.com offre:

  • 8 diverse opzioni di visualizzazione dei flussi di lavoro tra cui Kanban e Gantt.
  • Oltre 40 integrazioni con App come Trello, Slack, Google Meet e Microsoft Teams.
  • Tanti form e dashboard da condividere con team members e clienti.
  • Automazioni di task e progetti.
  • Time tracking per rispettare le deadline di task e progetti.
  • Centinaia di template adattabili a ogni team, settore o progetto.

Il 20 ottobre ti aspettiamo a Milano presso Spazio Lenovo per un viaggio all’insegna del Work Management.

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Guida alla scelta della intranet: LumApps vs Sharepoint https://huware.com/guida-alla-scelta-della-intranet-lumapps-vs-sharepoint/ Wed, 21 Sep 2022 13:12:25 +0000 https://huware.com/?p=906 Scegliere una social intranet aziendale è sicuramente sfidante, e spesso la scelta ricade tra LumApps e SharePoint. Molte organizzazioni hanno il potenziale per offrire un ottimo ambiente di lavoro, eppure, per la mancanza delle giuste tecnologie digitali, altrettante falliscono nell’offrire un’employee experience di valore. La soluzione è spesso l’implementazione di un digital workplace per aiutare […]

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Scegliere una social intranet aziendale è sicuramente sfidante, e spesso la scelta ricade tra LumApps e SharePoint.

Molte organizzazioni hanno il potenziale per offrire un ottimo ambiente di lavoro, eppure, per la mancanza delle giuste tecnologie digitali, altrettante falliscono nell’offrire un’employee experience di valore.

La soluzione è spesso l’implementazione di un digital workplace per aiutare le persone a collaborare senza barriere, in modo semplice e inclusivo.

Ma qual è la piattaforma più adatta per creare un’esperienza unificante e orientata al dipendente, capace di adattarsi ai cambiamenti?

Social Intranet: tutto ciò che c’è da sapere

Quando si parla del futuro delle moderne organizzazioni, il discorso include inevitabilmente i digital workplace.

L’evoluzione tra intranet e social intranet o digital workplace dipende dal mindset: mentre la prima era semplicemente un tool, le seconde sono parte essenziale del lavoro di tutti i giorni.

Socialità, interazione, mobilità, informazione e connessione sono elementi cardine delle organizzazioni moderne orientate allo smart e remote work. Serve dunque un ecosistema tecnologico che permetta alle aziende di collaborare e interagire efficacemente, ovunque e in qualsiasi momento.

Ma oltre a essere una conseguenza delle nuove metodologie di lavoro ibrido, le social intranet sono il fattore abilitante per l’accelerazione, l’espansione e la globalizzazione delle operazioni.

Inoltre, i digital workplace moderni sono un prezioso strumento per diffondere la cultura aziendale e rafforzare i legami interni all’organizzazione. In altre parole, essi permettono alle aziende di essere allineate con le diverse esigenze dei millennials e della GenZ, per cui valori, connessioni e tempo ricoprono un ruolo fondamentale.

I vantaggi di un Digital Workplace: quali caratteristiche fanno la differenza?

Prima ancora di concentrarsi sulle differenze tra LumApps e SharePoint, quando si vuole implementare o migliorare la propria intranet ci sono determinate caratteristiche in grado di fare la differenza.

Ecco quali:

1. Allineamento con la vision

Primo requisito essenziale è quello dell’allineamento con la vision aziendale.

La social intranet deve essere in grado di accompagnare la tua azienda durante ogni cambiamento, adattandosi ad essa. Stai ancora usando lo stesso set di app da quando hai inaugurato la tua social intranet? Allora probabilmente c’è bisogno di rivedere qualcosa.

Ecco perché è importante fare regolari verifiche software e assicurarsi che il tuo digital workplace risponda davvero alle esigenze aziendali.

2. Scalabilità

L’obiettivo di ogni business è quello di espandersi, crescere e aumentare il profitto.

Questo significa inserire nuovo personale, più onboarding e formazione, maggiori dati da analizzare e una crescente complessità.

In poche parole, il tuo digital workplace deve poter crescere al tuo fianco, facilitando operazioni complesse, ampliando le funzioni disponibili, integrando nuove app, e fornendo dati e statistiche specifiche.

3. Facilità di utilizzo

Tutte le risorse all’interno della tua organizzazione hanno già un lavoro, giusto?

La fruizione di una social intranet dovrebbe facilitare l’operatività e la comunicazione, non essere un ulteriore problema da gestire.

Se la tua social intranet non ha al centro l’employee experience, i tuoi dipendenti si sentiranno demotivati e l’investimento non avrà portato i suoi frutti. Al contrario, la tua social intranet necessiterà di interventi periodici e il personale di traning ad hoc. Attività che possono rubare tempo e risorse preziose.

Parole chiave? Accessibilità e semplicità di utilizzo.

4. Utilizzo mobile e da remoto

Non considerare l’aspetto mobile della tua social intranet significa non essere inclusivi.

Sempre più aziende e professionisti si stanno muovendo verso modalità di lavoro ibrido o da remoto, e si stima che questo sarà un trend crescente.

Dare la possibilità al proprio personale di avere accesso a qualsiasi informazione ovunque esso si trovi rappresenta un importante vantaggio competitivo per la tua azienda.

I vantaggi? Aumento della rentention e della produttività, e attrazione di talenti.

5. Valorizzazione dei feedback

Una social intranet efficace dovrebbe dare spazio ai suoi user primari, i dipendenti.

La capacità di raccogliere feedback diretti e indiretti in merito all’usabilità e al contenuto di un digital workplace semplifica il flusso di lavoro e riduce i tempi di analisi.

Le app funzionano bene per team sia interni sia esterni all’organizzazione? Ci sono funzioni mancanti o che possono essere migliorate? Quali funzioni stanno performando meglio? Il flusso di lavoro può essere ottimizzato?

Queste sono solo alcune domande che vale la pena rivolgere per sviluppare una sana cultura dei feedback.

6. Sistema di apprendimento adattivo

Man mano che si apportano i dovuti miglioramenti, le capacità di utilizzo dei tuoi team devono stare al passo.

Se all’inizio è normale prevedere un training più intensivo, per le modifiche in corso d’opera bisogna lasciare ai dipendenti il giusto tempo per apprendere e fare loro il cambiamento.

Come? Fornendo loro video, checklist e guide che li mettano al comando del loro apprendimento.

In quest’ottica, una social intranet con un sistema di apprendimento adattivo velocizza e omogeneizza il processo.

Il Report Forrester Wave: chi ha i punteggi più alti tra LumApps e SharePoint?

Un altro modo per considerare pro e contro di ciascuna intranet e i relativi punti di forza è quello di affidarsi all’analisi elaborata nel report Forrester Wave.

Dei 12 vendor valutati nel Q1 del 2022, LumApps è una delle tre piattaforme nominate Leader di mercato per offerta e strategia. A Microsoft viene invece assegnato il titolo di Strong Performer, un gradino più in basso nella valutazione.

I paramenti valutati sono attuale offerta, strategia e presenza sul mercato, e per ognuna delle 12 social intranet analizzate è stato stilato un profilo. Nello specifico:

LumApps has a strong vision for employee experiences driven by journeys and insights. Current product strengths include its content templating capabilities, flexibility ofuser interfaces, and overall repository services.

Spiccando per la capacità di connettere essential e frontline workers, e di integrare lingue e tipologie di contenuti differenti con estrema facilità e personalizzazione, LumApps è dunque la soluzione ideale per tutte quelle aziende che hanno flessibilità, mobilità e semplicità di utilizzo come main focus, indipendentemente dall’appartenenza a ecosistemi Microsoft o Google.

Dal profilo Microsoft invece, sebbene esso abbia una forte visione orientata all’EX, si evince come ci siano ancora alcuni gap da colmare, come la necessità di utilizzare tool di terze parti per offrire una comunicazione personalizzata (soprattutto per i frontline workers), di impiegare risorse IT per assistere alla comunicazione interna, e di predisporre figure EX per la parte di content e comunicazione. Senza dimenticare il fatto che un impegno a lungo termine con M365 è imprescindibile in questo caso.

LumApps vs SharePoint: competitive battlecard

Una volta analizzati i business need specifici ed aver consultato report autorevoli di settore, è il momento di venire al confronto diretto.

Ogni intranet, infatti, ha caratteristiche specifiche e punti di forza. Ma un’analisi complessiva può aiutare a determinare qual è l’intranet ideale per la tua organizzazione:

SharePoint
LumApps

Il modello SaaS è basato sul feedback dei clienti
L’intranet è il core business aziendale
Design altamente personalizzabile
Prodotto Cloud-native: upgrade continui senza interruzioni
Prodotto Cloud-native: upgrade continui senza interruzioni
Lancio di progetto veloce, in meno di 6 mesi
Lancio di progetto veloce, in meno di 6 mesi
Facilità di utilizzo e apprendimento senza supporto IT
Configurazione semplice, intuitiva ed efficace

Parola di cliente: le Success Stories di Huware e LumApps

Dopo aver visto le caratteristiche da ricercare in una social intranet e la differenza tra LumApps e Microsoft secondo il report Forrester Wave, ultimo parametro da considerare per la scelta del proprio digital workplace sono le le esperienze di altre aziende.

Ogni percorso di innovazione digitale può sembrare lungo e tortuoso all’inizio, ma c’è sempre qualcuno che ha già superato i tuoi stessi ostacoli ed è riuscito a ottenere i risultati sperati.

Numerose aziende come Atlantic Technologies, La Marzocco, Oberalp e Telepass hanno già inaugurato il proprio ufficio digitale, aumentando l’employee engagement e migliorando la comunicazione interna.
Scopri le Storie di Successo di Huware e LumApps. Clicca qui!

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Come organizzare il carico di lavoro del tuo team in 5 step https://huware.com/come-organizzare-il-carico-di-lavoro-del-tuo-team-in-5-step/ Wed, 07 Sep 2022 12:00:49 +0000 https://huware.com/?p=897 Che tu gestisca o semplicemente lavori in team, sicuramente saprai quanto possa essere sfidante la gestione dei carichi di lavoro. Rispettare le scadenze, infatti, non è l’unico elemento da considerare quando si assegnano task e priorità. Gestire i carichi di lavoro ricopre un ruolo altrettanto importante, e può fare la differenza in termini di: Produttività […]

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Che tu gestisca o semplicemente lavori in team, sicuramente saprai quanto possa essere sfidante la gestione dei carichi di lavoro. Rispettare le scadenze, infatti, non è l’unico elemento da considerare quando si assegnano task e priorità. Gestire i carichi di lavoro ricopre un ruolo altrettanto importante, e può fare la differenza in termini di:

  • Produttività del team
  • Valorizzazione delle risorse
  • Orientamento al risultato
  • Gestione dello stress
  • Rispetto delle deadline e del budget

Prima di vedere come ottimizzare in 5 step il modo in cui gestisci i carichi di lavoro dei tuoi dipendenti e collaboratori, capiamo cosa sia davvero la gestione dei carichi di lavoro e perché sia così importante.

Cos’è la gestione dei carichi di lavoro?

Il workload management, corrispettivo anglofono di gestione dei carichi di lavoro, è il processo di pianificazione e distribuzione strategica del lavoro all’interno di un team per mezzo di step organizzativi. Si tratta di un’organizzazione che va oltre la gestione del carico di lavoro della singola persona, adottando una visione sistemica e integrata.

Come? Assegnando task e priorità, e verificando che chiunque all’interno del team stia lavorando secondo le proprie possibilità e capacità. In altre parole, il workload management mette al centro l’asset organizzativo più importante per qualsiasi business: le persone.

L’obiettivo? Aumentare la produttività sul lungo periodo ed evitare il burnout.

Perché la gestione dei carichi di lavoro è fondamentale per i Project Manager?

I Project Manager sono la figura chiave per il buon funzionamento del team e per il raggiungimento dei suoi obiettivi. Ecco perché è importante che essi siano in grado di riconoscere, anticipare e contrastare i sintomi di un problema interno al team, quali l’aumento dei giorni di malattia, conflitti interni, l’ncremento dei tassi di turnover, la difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi.

Ma cosa c’entra tutto questo con il workload management? Essenzialmente tutto. Infatti la semplice percezione che i lavoratori hanno del proprio carico di lavoro confrontato con quello dei propri colleghi è in grado di influenzare negativamente la soddisfazione lavorativa. A prescindere dal fatto che la percezione sia corretta o meno, i disequilibri legati al carico di lavoro possono impattare negativamente sulla performance generale.

Come organizzare il lavoro di un team?

Grazie a una strategia di gestione dei carichi di lavoro è però possibile eliminare i disequilibri e la loro percezione in modo semplice ed efficace seguendo 5 semplici step.

1. Categorizza le task per priorità

Ogni progetto e ogni team sono diversi e hanno esigenze e timing differenti. Il primo step è dunque quello di stilare un elenco di task e attività rilevanti per il tuo progetto, ordinandole per importanza. Meeting con gli stakeholders, ricerca fornitori, design, implementazione: inizia assegnando delle priorità e definendo il peso di ciascuna task. Con il Work OS Monday.com è possibile suddividere ogni processo in blocchi di task individuali, e usare la matrice delle priorità per avere sempre una visuale chiara e aggiornata sui next step di progetto.

2. Struttura e programma le attività

Ora che hai definito le priorità, è giunto il momento di dare loro un struttura definendone il timing. Questo secondo step è importante per programmare e condividere scadenze e milestone, e per definire le dipendenze di progetto. Ma anche per stimare la durata di progetto complessiva, gestire le aspettative degli stakeholder e ridurre potenziali ritardi.

3. Definisci le competenze del tuo team

Come abbiamo visto, le persone sono un asset fondamentale. Ecco perché questo terzo step è cruciale nella gestione strategica dei carichi di lavoro. Per conoscere le effettive competenze e gli impegni del tuo team e dei singoli componenti è consigliabile organizzare un meeting ad hoc dove discuterne assieme. Parallelamente, è possibile analizzare le performance passate di ciascun team member grazie al software di project management di monday.com. In questo modo sarà possibile avere un storico sempre aggiornato sulle task assegnate, sul timing e sullo stuffing delle singole risorse. La soluzione ideale per valorizzare i singoli componenti del tuo team e mantenere alta la motivazione.

4. Assegna i carichi di lavoro individuali

Una volta definito lo stuffing di ogni membro del tuo team, è tempo di distribuire i compiti e le deadline. Parti dalle task ad alta priorità, e spiega il perché della suddivisione dei compiti. Rendi chiaro che l’assegnazione non è casuale, ma volta a valorizzare le competenze dei singoli, tenendo conto della loro agenda. A questo punto, formalizza l’assegnazione delle task e la definizione delle deadline a calendario, specificando data di inizio e di fine ed eventuali check intermedi. Tutto questo è ancora più semplice con monday.com che, grazie alle automazioni personalizzabili, ricorda a te e a ogni stakeholder da te selezionato non solo le scadenze, ma anche i meeting, il budget e tanto altro ancora.

5. Controlla, condividi e migliora

Ultimo ma non per importanza, il quinto step. Dopo aver assegnato le task individuali e definito le deadline, assicurati della fattibilità del programma. Fissa un rapido check con ogni team member e, se necessario, apporta delle modifiche al tuo piano di gestione dei carichi di lavoro. I meeting con i membri del team sono essenziali non solo in fase preliminare, ma lungo tutto il percorso che porta al completamento del progetto. Ricordati dunque di ritagliarti il giusto tempo riunioni con il tuo team dove ottenere preziosi feedback per migliorare la tua strategia organizzativa. Inoltre, assicurati di estrarre ogni dato rilevante in ottica di miglioramento continuo. La piattaforma monday.com ti permette di estrapolare, elaborare e condividere i dati e gli insight di cui hai bisogno.

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BeeHu: l’impegno di Huware per la sostenibilità attraverso l’eccellenza della natura https://huware.com/sostenibilita-apiario-beehu/ Wed, 31 Aug 2022 13:19:15 +0000 https://huware.com/?p=912 Il concetto di responsabilità sociale d’impresa ha subito una trasformazione profonda negli ultimi anni, passando da una serie di iniziative isolate a una visione integrata dove la cura per l’ambiente e il benessere della comunità diventano parte integrante del DNA aziendale.  In questo scenario, la tutela della biodiversità rappresenta una delle sfide più urgenti e […]

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Il concetto di responsabilità sociale d’impresa ha subito una trasformazione profonda negli ultimi anni, passando da una serie di iniziative isolate a una visione integrata dove la cura per l’ambiente e il benessere della comunità diventano parte integrante del DNA aziendale. 

In questo scenario, la tutela della biodiversità rappresenta una delle sfide più urgenti e affascinanti del nostro tempo. Huware ha scelto di affrontare questa sfida in modo concreto e simbolico attraverso la nascita dell’apiario BeeHu a Casa Huware, un progetto che non solo mira alla salvaguardia delle api, ma che funge da catalizzatore per una nuova consapevolezza interna.

La sostenibilità non è più solo un termine astratto o un requisito di compliance, ma un impegno tangibile che si manifesta nel ronzio di migliaia di operose alleate che popolano i nostri spazi, ricordandoci ogni giorno l’importanza dell’equilibrio naturale per la nostra stessa sopravvivenza.

BeeHu e il valore dell’impollinazione 

L’apiario di Casa Huware nasce con l’obiettivo di contrastare attivamente il declino degli impollinatori e diffondere i valori di circolarità, territorialità e cura che caratterizzano la nostra visione del mondo. Con circa 70.000 api distribuite in due arnie, abbiamo voluto creare un presidio di biodiversità che ha un impatto reale sul territorio circostante. 

Per comprendere appieno la portata di questo progetto, è necessario guardare ai dati: si stima che, a livello globale, la produttività dell’87% delle principali varietà di piante coltivate a scopo alimentare e il 35% della produzione complessiva di cibo dipendano direttamente dall’attività degli impollinatori. Questi piccoli insetti sono i custodi silenziosi della nostra sicurezza alimentare e della varietà del paesaggio naturale. Senza di essi, l’intero sistema agricolo mondiale vacillerebbe.

Ma l’importanza delle api va oltre il servizio ecosistemico dell’impollinazione. Esse forniscono prodotti preziosi direttamente dall’alveare, come miele, polline, propoli, cera e pappa reale

Ospitando BeeHu, Huware si pone tre obiettivi fondamentali: 

  1. salvaguardare una specie a rischio per preservare l’ambiente,;
  2. offrire esperienze dirette in apiario a contatto con la natura per rigenerare lo spirito dei collaboratori; 
  3. creare prodotti da condividere con il team, i clienti e i partner. 

Ogni anno infatti realizziamo polline e miele BeeHu in collaborazione con Agribau Società Agricola, seguendo un progetto che rispetta i tempi lenti e sacri della natura. 

Questa iniziativa rappresenta la nostra dedizione alla sostenibilità e la volontà di contribuire al ripristino dei cicli biologici, dimostrando che anche una realtà tecnologica può essere profondamente interconnessa con la terra.

Il super-organismo alveare: una lezione di collaborazione e trasparenza

Osservare l’apiario BeeHu significa assistere allo spettacolo di una società perfettamente funzionante, un vero e proprio super-organismo che lavora all’unisono. All’interno dell’alveare, ogni azione ha uno scopo preciso e ogni compito è dettato da una coordinazione millimetrica che non lascia spazio all’inefficienza. 

La vita di un’ape operaia, che dura circa trenta giorni, è un esempio straordinario di adattabilità e crescita continua. A seconda della sua maturità, essa svolge mansioni diverse: nasce come ape pulitrice per poi evolvere in ape nutrice, ape ceraiola, ape magazziniera, ape guardiana e, infine, ape bottinatrice o esploratrice. 

Questo percorso di carriera biologico riflette l’importanza della formazione e del dinamismo nei ruoli, dove l’esperienza acquisita viene messa costantemente al servizio della collettività.

Al centro di questo sistema troviamo l’ape regina, la madre di tutte le api, il cui unico compito è deporre uova per garantire la sopravvivenza della colonia. Nutrita esclusivamente con pappa reale, la regina mostra una longevità incredibile, arrivando a vivere fino a sette anni, a differenza dei pochi giorni delle operaie. Gli apicoltori la marchiano con un colore specifico in base all’anno di nascita per monitorarne la salute e la vitalità. 

Questa struttura sociale ci insegna che la sostenibilità di un sistema dipende dalla cura dei suoi membri e dalla chiarezza degli obiettivi. In Huware, ci lasciamo ispirare quotidianamente da queste dinamiche. La collaborazione, la trasparenza e l’orientamento al risultato che osserviamo in BeeHu sono gli stessi elementi che caratterizzano il nostro approccio al People & Change Management

Come nell’alveare, anche in azienda il successo è un risultato corale dove il valore del singolo è amplificato dalla forza del gruppo.

Sostenibilità e cultura: l’impegno di Huware verso il futuro

Integrare un apiario in un contesto aziendale significa abbracciare una filosofia che va ben oltre il profitto. La scelta di Huware di investire in BeeHu è una dichiarazione d’intenti: vogliamo che la nostra realtà sia un luogo dove l’innovazione tecnologica non calpesta l’ambiente, ma lo nutre

La sostenibilità diventa così un elemento identitario forte, capace di attirare talenti che non cercano solo un impiego, ma un progetto di vita in cui riconoscersi. Un’azienda che si prende cura di 70.000 api è un’azienda che dimostra di saper guardare lontano, comprendendo che il benessere dei propri dipendenti è legato a doppio filo alla salute del pianeta. 

Sensibilizzare i nostri partner attraverso il dono del polline o del miele BeeHu non è un semplice gesto di cortesia, ma un invito a unirsi a noi in questa missione di rigenerazione territoriale.

(NDR: evidenziata con il pallino giallo la nostra regina 😊)

BeeHu come simbolo di una visione sostenibile

In conclusione, BeeHu rappresenta il cuore pulsante del nostro impegno per un futuro più verde e consapevole. La presenza delle api a Casa Huware ci ricorda che ogni nostra decisione ha un impatto e che la vera innovazione è quella che rispetta i limiti della natura trasformandoli in opportunità di crescita. 

La sostenibilità è il filo conduttore che unisce ogni nostra attività, e attraverso l’ispirazione tratta dal mondo delle api, continuiamo a evolvere la nostra cultura aziendale verso modelli di gestione sempre più umani, trasparenti e responsabili. Invitiamo ogni azienda a riflettere sulla propria impronta ecologica: in Huware, abbiamo scelto di partire da un ronzio operoso, convinti che la forza di una comunità risieda nella capacità di proteggere e valorizzare anche gli abitanti più piccoli del nostro immenso ecosistema.

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Due Google Cloud Region in Italia: cosa significa per le aziende del territorio? https://huware.com/due-google-cloud-region-in-italia-cosa-significa-per-le-aziende-del-territorio/ Wed, 01 Jun 2022 10:32:42 +0000 https://huware.com/?p=893 È partito ufficialmente in countdown per questo evento storico, che renderà l’Italia, per il momento, l’unico paese nella regione EMEA ad ospitare due Google Cloud Region. Google possiede infatti già alcuni data center in Europa a Londra, Zurigo, Francoforte, in Belgio, nei paesi bassi e in Finlandia, e dunque ora il 15 giugno 2022 è […]

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È partito ufficialmente in countdown per questo evento storico, che renderà l’Italia, per il momento, l’unico paese nella regione EMEA ad ospitare due Google Cloud Region.

Google possiede infatti già alcuni data center in Europa a Londra, Zurigo, Francoforte, in Belgio, nei paesi bassi e in Finlandia, e dunque ora il 15 giugno 2022 è previsto il lancio delle due nuove Google Cloud Region a Milano e Torino.

Le due Region italiane rappresentano una grande opportunità per chi ha a che fare con il cloud ogni giorno e per chi vorrà avviare la sua migrazione al cloud: un importante e maggiore supporto per affrontare al meglio le sfide legate alla crescita e all’innovazione tecnologica.

Cos’è una Region di Google Cloud?

Quando parliamo di “regioni” ci riferiamo innanzitutto ai servizi che una infrastruttura cloud offre a imprese, di grandi o medie dimensioni, per gestire operazioni come l’esecuzione di applicazioni o la gestione di database.

Nello specifico è chiamata regione l’area in cui è ospitata questa infrastruttura cloud. Affidandosi a ogni nuova regione, quindi datacenter, di Google Cloud, i clienti ottengono l’accesso a strumenti di analisi più intelligenti, a servizi di rete, di elaborazione, gestione e archiviazione dati e big data e a una piattaforma aperta e sicura, collegata alla rete privata di Google, per avere accesso globale a tutti i servizi di Google Cloud Platform.

Huware è Signature Partner

Huware parteciperà all’evento in veste di Signature Partner, cioè main sponsor, per sottolineare ancora una volta la nostra partnership con Google Cloud, di cui siamo premier partner storici e la condivisione di una visione comune che porta verso un futuro innovativo.

Nel corso della giornata avremmo la possibilità di condividere la nostra esperienza nel settore, attraverso più customer stories, tra cui una presente tra le success story che trovate anche nel nostro sito, con Feralpi Group.


Partecipa all’evento online

Non perderti questo evento, blocca subito il tuo posto online!

Ti aspettiamo per:

  • l’Opening Keynote con l’intervento di Thomas Kurian, CEO di Google Cloud;
  • Breakout Session sui temi dell’innovazione, dedicate alla tua specifica realtà aziendale;
  • Live Coding Sessions in cui potrai toccare con mano la nostra tecnologia.

Quali opportunità e vantaggi si presenteranno per la tua azienda grazie all’apertura delle due nuove Google Cloud Region?

Registrati ora

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CRM: Informazione e Comunicazione tra Digital e Human https://huware.com/crm-informazione-e-comunicazione-tra-digital-e-human/ Mon, 30 May 2022 10:26:20 +0000 https://huware.com/?p=886 CRM: Informazione e Comunicazione tra Digital e Human CRM è l’acronimo di Customer Relationship Management ed è un sistema agile e intelligente per la gestione delle relazioni con i clienti. Tuttavia, una soluzione CRM è molto più di un elenco di contatti. Esso è il modo in cui un’azienda usa la propria tecnologia per connettersi […]

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CRM: Informazione e Comunicazione tra Digital e Human

CRM è l’acronimo di Customer Relationship Management ed è un sistema agile e intelligente per la gestione delle relazioni con i clienti.

Tuttavia, una soluzione CRM è molto più di un elenco di contatti. Esso è il modo in cui un’azienda usa la propria tecnologia per connettersi con stakeholders esterni e democratizzare la comunicazione interna. Ma in che modo le aziende possono trarre beneficio dalle tecnologie CRM? Come può il CRM aiutare a costruire e mantenere relazioni con i clienti? E come può un CRM rendere le aziende più competitive e i settori più innovativi?

Pesce veloce is the new pesce grande

Avrai sicuramente sentito il detto “Pesce grande mangia pesce piccolo”, vero? Come fa notare Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum, il mondo oggi è cambiato:

Non è il pesce più grande che mangia il pesce più piccolo, ma il pesce più veloce che mangia il pesce più lento.

I moderni team di vendita infatti non siedono più alle loro scrivanie otto ore al giorno. Sono incredibilmente mobili, ma sempre online e connessi. Il tempo è proverbialmente denaro, e in un mercato in continuo movimento ed evoluzione, i sales devono impiegare il loro tempo in modo efficace per portare risultati effettivi. Allo stesso tempo è necessario che il personale di vendita e gli altri dipartimenti aziendali abbiano sempre accesso a tutte le informazioni rilevanti di cui hanno bisogno, senza preoccuparsi di recuperare informazioni manualmente. Ed è proprio la capacità di comunicare e reperire informazioni rilevanti in un contesto mobile e dinamico a garantire competitività e innovazione, anche in settori storicamente poco innovativi.

Le basi di un’innovazione e un successo continui

Quando si sfrutta appieno il potenziale del CRM, si può aumentare in modo determinante l’efficienza e la produttività aziendali, e accelerare la crescita in modo esponenziale. Ecco alcuni step per gettare le basi di un’innovazione e un successo continui:

  • Flessibilità: Integrare il proprio CRM con i servizi cloud e App, l’email e con Google Cloud garantisce flessibilità di utilizzo ed elevate performance.
  • Mobilità: un CRM accessibile anche da mobile permette di accedere ovunque e in qualsiasi momento a informazioni e dati cruciali.
  • Scalabilità: se la crescita è un obiettivo primario, una soluzione CRM che può essere scalata in base alle diverse esigenze aziendali è l’ideale.
  • Personalizzazione: una piattaforma CRM personalizzabile è adattabile ai requisiti specifici di ogni azienda, in ogni momento.
  • Informazione a 360°: includendo soluzioni scalabili per le vendite, il servizio clienti, il marketing, e per l’analisi e lo sviluppo di applicazioni, i CRM garantiscono un aggiornamento continuo, anche cross-team.

Huware + Salesforce = Change Management e Tecnologia

In un mercato sempre più competitivo, demanding e sofisticato, Huware ha scelto di combinare la propria conoscenza in ambito di Change Management con la tecnologia del CRM di Salesforce. Salesforce con la sua tecnologia leader di mercato, cloud native, e attenta alla User Experience a all’Adoption, condivide con Huware l’obiettivo di aiutare aziende e persone a lavorare meglio, essere più competitive, e a innovarsi e innovare con agilità.

Per farlo, Huware adotta un approccio agile, di co-design con il cliente, frutto di riunioni veloci e sprint continui che portano a toccare con mano i famosi “quick-win”, come quello riportato da Stefano Tramonti, General Manager di La Leonessa Group:

Soprattutto sul tema delle vendite spesso ci si accorge che quando un venditore se ne va, va via con lui anche tutta la conoscenza sul portafoglio clienti. Al giorno d’oggi è assurdo correre il rischio di perdere una conoscenza frutto di investimenti e tempo. Non mettere in sicurezza la conoscenza è un errore gravissimo.

Tuttavia, il frutto della sinergia tra tecnologia e Change Management non è riscontrabile solo nel breve periodo, ma soprattutto in una trasformazione sostenibile capace di innovare i processi anche in industry come quella manifatturiera. Per questo in Huware offriamo percorsi di evoluzione studiati su misura per le aziende manifatturiere: scopri di più sul nostro sito!

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Huware diventa Società Benefit https://huware.com/huware-diventa-societa-benefit/ Mon, 09 May 2022 10:14:40 +0000 https://huware.com/?p=879 Innovazione e persone sono i pilastri di Huware, da sempre. Come azienda, ma anche come individui, ci interroghiamo spesso sull’impatto che abbiamo e su quello che possiamo fare per migliorarci. Abbiamo trovato una risposta, un’evoluzione naturale che ci avvicina ancora di più al nostro obiettivo di responsabilità sociale e ambientale. Ebbene sì, siamo orgogliosi di […]

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Innovazione e persone sono i pilastri di Huware, da sempre. Come azienda, ma anche come individui, ci interroghiamo spesso sull’impatto che abbiamo e su quello che possiamo fare per migliorarci.

Abbiamo trovato una risposta, un’evoluzione naturale che ci avvicina ancora di più al nostro obiettivo di responsabilità sociale e ambientale. Ebbene sì, siamo orgogliosi di informarvi che da maggio 2022 Huware è diventata ufficialmente Società Benefit.

Società Benefit: cosa significa sulla carta?

Questo è un passo formale molto importante per chi come noi crede in una visione imprenditoriale che va oltre al mero “business”, e che abbraccia un senso di responsabilità sociale più ampio.

Il valore del give back è alla base del modello Huware, ed è all’origine dell’idea imprenditoriale dei fondatori. Abbiamo voluto inserire questo obiettivo all’interno dell’oggetto sociale di Huware proprio per evidenziare come sia un’attività core per l’azienda. A livello sostanziale cambierà poco, Huware s.r.l. Società Benefit continuerà ad investire tempo e risorse per “ridare” al territorio e alla società in cui operiamo parte del valore che generiamo, per lasciare un ambiente più sostenibile e per favorire categorie meno fortunate in cerca di competenze e professionalità.

La società persegue dunque le seguenti finalità di beneficio comune:

  • L’impiego di nuove tecnologie per la promozione della salute e del benessere delle persone
  • L’introduzione di pratiche e modelli di innovazione sostenibile per accelerare una trasformazione economica, produttiva e culturale positiva
  • La collaborazione con organizzazioni non-profit per contribuire al loro sviluppo
  • L’integrazione nel processo produttivo di buone pratiche che rispettino i principi di risparmio ed efficienza energetica, economia circolare e utilizzo di fonti rinnovabili
  • L’orientamento concreto allo sviluppo culturale, sociale ed economico delle comunità nelle quali opera
  • Il clima di lavoro positivo ed inclusivo tra i collaboratori tutelandone i diritti e i doveri, la sicurezza, la formazione, e la valorizzazione

Cosa significa per noi?

Le Società Benefit, dunque, perseguono obiettivi di beneficio comune in modo responsabile, sostenibile e trasparente, e la loro gestione richiede ai manager il bilanciamento tra l’interesse dei soci e l’interesse della collettività.

Questo “modello di business” nasce dunque da un sentimento già condiviso all’interno di Huware, e fortemente promosso dai vertici aziendali.

Matteo Fenaroli, Partner e Founder di Huware, condivide le sue riflessioni:

“La visione imprenditoriale di Huware comprende i valori della solidarietà, sostenibilità e inclusione; ognuno di noi ha una grossa responsabilità sociale, c’è tantissimo da fare. Nel nostro piccolo vogliamo dare il nostro contributo per migliorare questo mondo. Ognuno di noi può essere motore del cambiamento, e sono orgoglioso che Huware ospiti ragazzi fantastici uniti spontaneamente da questi valori”.

Ma, come spiega Andrea Servili, Partner e Founder di Huware, la visione human-centered di Huware è un valore da condividere non solo internamente, ma anche con clienti e partner:

“Tornare alla comunità parte del valore che generiamo è nostra responsabilità come azienda, come imprenditori e come cittadini. La mission di una Società Benefit sintetizza perfettamente lo spirito con il quale Huware è nata è sta crescendo: bilanciare il profitto, la crescita e il benessere di Huware in quanto azienda con quello che riusciamo a tornare al territorio e alla comunità. Siamo entusiasti e orgogliosi di condividere questa visione sia con gli Huroes che insieme a noi quotidianamente costruiscono questo percorso sia con i nostri partner e clienti che sposano come noi questo approccio!”

Sebbene nasca dai vertici aziendali, la necessità di chiamarsi Società Benefit è un sentimento diffuso anche tra gli Huroes, portavoce dei valori e delle best practice di Huware.

Leggi il Comunicato Stampa

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Employee Experience: Definizione e Best Practices https://huware.com/employee-experience-definizione-e-best-practices/ Thu, 07 Apr 2022 09:42:43 +0000 https://huware.com/?p=873 Cos’è l’Employee Experience? La definizione di Employee Experience dipende ovviamente dal punto di vista da cui la si considera: Per i dipendenti, essa rappresenta il modo in cui percepiscono la relazione con il datore di lavoro. Per i datori di lavoro, essa include tutti i processi e i sistemi impiegabili per ottimizzare lo svolgimento delle […]

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Cos’è l’Employee Experience?

La definizione di Employee Experience dipende ovviamente dal punto di vista da cui la si considera:

  • Per i dipendenti, essa rappresenta il modo in cui percepiscono la relazione con il datore di lavoro.
  • Per i datori di lavoro, essa include tutti i processi e i sistemi impiegabili per ottimizzare lo svolgimento delle attività lavorative dei dipendenti.

Fino a non molto tempo fa ogni programma come stipendi e benefit, sviluppo alla carriera, formazione e cultura organizzativa era considerato singolarmente e gestito da HR Manager diversi.

I dipendenti però hanno iniziato a vedere il mondo del lavoro in modo diverso, come qualcosa che deve avere un impatto positivo sul loro stile di vita. Vogliono sapere che il lavoro che svolgono è di valore per la loro crescita personale e professionale, e desiderano essere trattati in modo equo e paritario. E se si sentono solo un numero, finiranno con il lasciare il proprio lavoro.

Come gestire e migliorare l’Employee Experience?

Per gestire l’Employee Experience è necessario considerare le policy aziendali, le procedure, e le business practice dal punto di vista dei dipendenti.

L’idea principale è quella di rendere il posto di lavoro sempre più reattivo ed adattivo ai bisogni umani.

Chi si occupa dell’Employee Experience è di solito un HR manager, una figura sfaccettata capace di creare una cultura di fiducia all’interno dell’azienda, avendo ben chiaro il rapporto tra dipendenti e datori di lavoro.

Quali sono i benefici dell’Employee Experience?

Se sei un manager o un imprenditore, probabilmente ti starai chiedendo perché è così importante l’ Employee Experience.

Ecco qui di seguito alcune ragioni convincenti per rendere l’Employee Experience una priorità organizzativa:

Riduce il turnover dei dipendenti
E’ molto meno probabile che i dipendenti, se coinvolti e motivati, scelgano volontariamente di cambiare posto di lavoro.

I dipendenti contribuiscono ben oltre il minimo contrattuale
Sentirsi apprezzati fa impegnare molto di più i dipendenti rispetto a quanto non farebbero se non si sentissero tali.

L’Employee Experience Aumenta la produttività
Quando un dipendente tiene alla propria organizzazione, il risultato è un aumento complessivo della produttività.

Calo drastico dell’assenteismo
Appena i dipendenti si sentono parte del team, essi sono felici di fare lavoro di squadra e partecipare al raggiungimento degli obiettivi.

Incentiva il passaparola
Molte aziende si dipingono come il miglior posto di lavoro al mondo, ma a poterlo giudicare sono solo i dipendenti. Personale felice e soddisfatto sarà disposto a condividere la propria esperienza positiva con amici e conoscenti, online e offline.

L’azienda attrae i migliori candidati
Un passaparola di valore contribuisce positivamente alla brand reputation. Questo si traduce poi in potenziali dipendenti preparati e in linea con la cultura aziendale, persone che vorranno lasciare il proprio CV e far parte del team!

Le migliori strategie per migliorare l’Employee Experience

1. Sviluppa un buon processo di onboarding
Quando qualcuno si aggiunge al team di lavoro, bisogna dargli il giusto benvenuto. Che sia fisico, digitale, o una combinazione dei due, l’onboarding deve partire dalle persone.

Huware da sempre mette le persone al centro di ogni progetto, onboarding incluso. Grazie alla nostra intranet LumApps, abbiamo implementato un nuovo iter di inserimento del neoassunto, rendendo i passaggi più fluidi e digitali. Video presentazioni, gadget aziendali, boot camp ed eventi sono stati traslati anche nella dimensione digitale per favorire la comunicazione, l’inclusione e la partecipazione.

2. Incentiva la crescita e lo sviluppo professionale
I dipendenti amano lavorare con manager capaci di aiutarli nella risoluzione dei problemi, e bravi a farli sentire apprezzati.

Investire nella formazione e crescita dei propri dipendenti significa coltivare una solida cultura aziendale e sviluppare internamente importanti skill da spendere negli anni a venire. Per questo Huware offre mentorship 1:1 a chiunque voglia intraprendere un percorso di crescita e sviluppo professionale.

3. Offri i benefit che realmente interessano
I manager spesso pensano ai benefit più innovativi per i propri dipendenti. Coinvolgere i dipendenti in questa scelta permette di risparmiare tempo, denaro e di aumentare la soddisfazione.

4. Costruisci una cultura basata sulla fiducia
Il primo passo verso dipendenti aperti e sinceri è quello di avere manager aperti e sinceri. Avere un ambiente rilassato permette di creare il giusto spazio per il confronto e la crescita.

5. Chiedi sempre feedback
Il solo modo per scoprire se i tuoi sforzi in termini di Employee Experience stanno sortendo i giusti risultati è chiederlo.

Con una social intranet con accesso mobile, i dipendenti possono fornire feedback in qualsiasi momento. In Huware abbiamo creato una specifica sezione per i feedback, un punto da cui partire per poi discuterne di persona in modo più approfondito.

6. Usa la giusta piattaforma di Employee Experience
Avere una Social Intranet come LumApps permette di traslare online tutti i punti precedentemente toccati. Un punto di incontro e raccolta dove non solo tenersi aggiornati, ma anche interagire e ricevere supporto.

Come si misura l’Employee Experience?

Tutte le situazioni, dall’onboarding, all’inserimento di un nuovo team manager, alla promozione di un dipendente, possono potenzialmente essere positive o negative. Tutto dipende dalla loro gestione durante l’intero processo.

Per essere sicuri di avere avuto un impatto positivo o di essere in grado di migliorare i processi già in atto, è fondamentale misurare l’Employee Experience. Ciò è possibile farlo in due modi.

Survey
Per misurare il livello di soddisfazione del personale, un survey annuale non è abbastanza. Una valida alternativa sono i survey on demand: semplici, veloci e immediati. In questo modo, per il dipartimento HR sarà semplice raccogliere i dati e collezionarli anno dopo anno per costruire un percorso di crescita.

Dialogo tra dipendenti e datori di lavoro
Non siamo più nell’epoca in cui la comunicazione tra dipendenti e datori di lavoro era unidirezionale. Per lo sviluppo di un adeguato e moderno ambiente di lavoro, entra in soccorso la comunicazione.

Sedersi a un tavolo, fissare una call o avere uno spazio digitale apposito per lo scambio e il confronto permette di misurare l’Employee Experience in modo umano ed efficace.

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Kit degli esploratori digitali: tecnologie e strumenti per lavorare ovunque https://huware.com/kit-degli-esploratori-digitali-tecnologie-e-strumenti-per-lavorare-ovunque/ Wed, 15 Sep 2021 09:06:51 +0000 https://huware.com/?p=856 Hybrid work, sempre più smart Se essere in un posto sperduto, tra le colline del centro Italia, potrebbe sembrare un incubo per molti imprenditori, preoccupati delle performance sul proprio lavoro, non lo è per Huware. In questo articolo ti spiegheremo come l’uso della tecnologia Google Cloud e i sistemi di una realtà locale come Fìdoka, […]

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Hybrid work, sempre più smart

Se essere in un posto sperduto, tra le colline del centro Italia, potrebbe sembrare un incubo per molti imprenditori, preoccupati delle performance sul proprio lavoro, non lo è per Huware.

In questo articolo ti spiegheremo come l’uso della tecnologia Google Cloud e i sistemi di una realtà locale come Fìdoka, ci aiutano a lavorare in piena tranquillità e sicurezza, con le perfomance di un ufficio in centro città.

Il lavoro in condivisione

L’acquisto del Casale è stata da una parte una scelta che ricalca la cultura e la filosofia aziendale, mentre dall’altra un modo per permettere a tutti i dipendenti, fornitori e clienti di poter svolgere un’ulteriore modalità agile: non soli nelle proprie case, ma insieme, immersi nel verde e con tutti gli strumenti per lavorare e divertirsi.

“Abbiamo immaginato un ambiente di ispirazione e di aggregazione che facilitasse l’incontro, la scoperta e la collaborazione.

In questi mesi si è parlato molto di smart working ma spesso lo si confonde con il lavoro da remoto. Noi abbiamo cercato di offrire alla nostra comunità un ambiente che potesse agevolare la qualità del lavoro, creatività, sostenibilità.” (Matteo Fenaroli, Founder & Partner Huware)

Il Casale non è stato concepito solo una condivisione di spazi, come succede in ufficio, ma uno scambio di esperienze, attività e scoperte. Una possibilità di unire dipendenti e clienti, in uno spazio meno formale e più rilassante del capoluogo milanese. Inoltre sarà un punto di partenza per esplorare anche il territorio marchigiano.

“Conosciamo bene quelle zone tra le Marche e l’Umbria, e sappiamo che potremo avere uno scambio di relazioni e valore tra Huroes e territorio.”

Connessione tra realtà imprenditoriali del nord e del centro

All’arrivo al Casale, la storia di una realtà imprenditoriale come Huware, si è legata a quella di un’altra realtà imprenditoriale del centro Italia, Fìdoka.

Nata nel 2000 come negozio di informatica, ad oggi la società persegue l’obiettivo di colmare il gap nelle interconnessioni a banda larga nelle Regioni dell’Italia centrale. Attualmente Fìdoka copre il territorio della regione Marche con oltre 350 stazioni base, con focus nelle le zone più remote e meno servite dalla banda larga per una copertura del 96% del territorio marchigiano in digital divide.

“Le tecnologie e i servizi di Fìdoka sono studiate nel dettaglio per essere coerenti con la nostra mission aziendale: smantellare il digital divide. Un percorso mosso da azioni che hanno per fine ultimo quello di connettere i territori e avvicinare le persone. Insomma, il nostro focus è sulle nostre meravigliose terre e sul suo capitale umano. Il nostro è un impegno territoriale, quello di riuscire a portare la connettività di ultima generazione anche dove i mega brand non arrivano. E di farlo in totale trasparenza.” (Sara Servili, CEO di Fìdoka)

Kit degli esploratori digitali

Fìdoka
La scelta di ricorrere una società del territorio non è stata casuale. La necessità di ogni ospite del Casale, per riuscire a lavorare in questo contesto, è quella di avere una buona connessione internet e dei dispositivi come pc e smartphone. Se quest’ultimi erano stati già forniti da Huware ai propri dipendenti, per la connessione internet serviva un nuovo impianto che potesse raggiungere ogni parte del Casale.

“Abbiamo investito in tutte le tecnologie potenti e innovative che riescono a garantire connessioni veloci ed efficienti in città, come nei borghi più remoti e nelle aree bianche. Le nostre antenne di ultima generazione ed il percorso innovativo verso lo IOT ci consentono di essere competitivi, anche, se non soprattutto, grazie all’ausilio delle risorse umane che lavorano con noi e per noi.

I professionisti che saranno al Casale lavoreranno con le stesse prestazioni di cui godrebbero nel loro ufficio nel centro di Milano: velocità sia in download che in upload, potranno fare videocall, inviare file di grandi dimensioni, e lavorare con performance eccellenti. E potranno farlo contemporaneamente da tutti gli spazi del Casale: dalla piscina, dall’uliveto o da ovunque loro desiderino godendo della bellezza e del comfort grazie ad una copertura wifi di ultima generazione.

Le telecomunicazioni hanno bisogno di connessioni e le connessioni hanno bisogno di tecnologie innovative e performanti. Per questo, ci sentiamo in dovere di rispondere a questi bisogni con soluzioni, tecnologie e know how tali da vincere questa sfida contro il digital divide.” (Sara Servili, CEO Fìdoka)

Google Cloud
Grazie al nostro Partner, Google Cloud, come Huware non ci siamo posti il problema di essere in un luogo sperduto tra le campagne marchigiane.

La nostra azienda è tutta cloud-based: possiamo accedere agli applicativi aziendali da qualsiasi dispositivo. In particolare, la suite di collaborazione Google Workspace, ci permette di compiere poche azioni, per rispondere ai clienti, condividere documenti o modificare presentazioni. Su desktop basta aprire il broswer e su mobile serve solo fare il download di due app.

Grazie alla tecnologia Google il nostro lavoro diventa sempre più smart, permettendoci di lavorare da qualsiasi luogo d’Italia e del Casale, in tutta sicurezza.

LumApps
Con i nostri huroes in giro per l’Italia e coloro che si divideranno tra Milano e il Casale, il nostro ufficio digitale rimane l’intranet aziendale, Hu-Space, basata su piattaforma LumApps.

Questa, touchpoint fondamentale da inizio 2020, continuerà ad essere il punto di riferimento per le comunicazioni aziendali e il luogo dove festeggiare virtualmente i progressi di ogni huro.

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Onboarding digitale 2.0 : smart e human-friendly https://huware.com/onboarding-digitale-2-0-smart-e-human-friendly/ Thu, 29 Jul 2021 16:18:33 +0000 https://huware.com/?p=848 L’inserimento di nuovi talenti e la gestione delle persone in azienda sta subendo profonde trasformazioni. Siamo in una nuova normalità in cui diverse aziende hanno dovuto reinventare i propri processi, tra cui l’onboarding. “Huware ha sempre messo al centro di ogni progetto le persone: in un’azienda come la nostra, che del contatto fisico faceva un […]

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L’inserimento di nuovi talenti e la gestione delle persone in azienda sta subendo profonde trasformazioni. Siamo in una nuova normalità in cui diverse aziende hanno dovuto reinventare i propri processi, tra cui l’onboarding.

“Huware ha sempre messo al centro di ogni progetto le persone: in un’azienda come la nostra, che del contatto fisico faceva un punto essenziale, non è stato semplice trasformare e traslare tutto in digitale.” (Iris Vinci, Head of Engagement)

A seguito del primo periodo di lockdown sono stati formati dei gruppi trasversali, per ripensare alcuni processi aziendali, tra cui quello di onboarding.

Grazie alla nostra intranet LumApps, piattaforma user-friendly e personalizzabile, abbiamo implementato un nuovo iter di inserimento del neoassunto, rendendo i passaggi più fluidi e digitali.

Inoltre attraverso questa piattaforma siamo riusciti ad ottenere livelli di Employee Engagement molto elevati, in particolare migliorando quelli in essere. LumApps permette oltretutto ai dipendenti di interagire in maniera dinamica, con attività di vero e proprio Team Building virtuale.

1. Analisi e definizione del processo

La prima fase dell’ideazione del nuovo processo di onboarding si è concentrata sull’identificazione dei Paint Point e dei Business Need, con l’obiettivo di:

“Disegnare un processo di onboarding smart che integri facilità di utilizzo e di recupero delle informazioni con la partecipazione di tutti al “Benvenuto!” del nuovo Huro, al fine di creare un’esperienza di accoglienza digitale unica, facilmente monitorabile e human-friendly.”

Definendo quindi due fasi: pre-onboarding e onboarding.

2. Pre-onboarding

Nella fase di pre-onboarding sono state racchiuse tutte quelle attività amministrative e logistiche. Sono stati stabiliti dei ruoli definiti e le varie deadline.

Nella fase pre-onboarding viene organizzata la consegna del materiale ITC, il Welcome Kit da spedire o consegnare al nuovo assunto e tutte le attività di preparazione alla fase successiva, quella di Onboarding.

Di questa fase non se ne occupa solo l’HR, ma anche i Manager di riferimento, l’Amministrazione, l’ICT, il team Tech, insieme al Marketing.

Almeno una settimana prima della data di inizio, viene inviata un’e-mail al nuovo assunto con informazioni su cosa aspettarsi nel processo di Onboarding: quando riceverà i dispositivi aziendale, una panoramica del programma approssimativo del primo giorno, una panoramica della tecnologia che dovranno utilizzare e come accedere alla Intranet, che sarà un touchpoint fondamentale per il suo onboarding.

3. Onboarding

Durante le prime due settimane il nuovo dipende entrerà in contatto con tutti i membri dell’azienda e imparerà a conoscere la mission, vision e cultura aziendale.

Il manager del dipendente si rende disponibile per il primo periodo per un confronto diretto e per supportarlo, insieme al tutor scelto, nelle attività dei primi giorni.

Inoltre, con la trasformazione in processo digitale, uno dei punti su cui ci siamo focalizzati è stato quello di non eliminare i momenti di aggregazione che naturalmente si formavano in ufficio, cercando di traslarli il più possibile in appuntamenti online.

Al suo ingresso il nuovo dipendente si ritrova sul proprio Google Calendar due appuntamenti: l’aperitivo virtuale di benvenuto e il caffè con i partner.

Agli appuntamenti “sociali” si aggiungono per queste due settimane dei brevi meeting giornalieri con il tutor assegnatogli e dei Bootcamp che ogni team organizza per mostrare e spiegare come funziona internamente Huware.

L’obiettivo di questi meeting è far sentire la nuova risorsa a suo agio e consapevole del funzionamento dei processi aziendali.

4. Pagina personale di Onboarding

Oltre ai meeting programmati sul Calendar, per ogni nuovo dipendente è prevista una sezione personale sull’Intranet. Un touchpoint fondamentale, che permette di visionare tutti i materiali di approfondimento per la formazione, tener d’occhio i meeting a cui partecipare e gli ulteriori step per completare il proprio processo di inserimento in azienda.

A questo si aggiunge la possibilità per il manager di riferimento e il tutor di visionare l’avanzamento del nuovo assunto nel processo di Onboarding.

Fondamentale rimane l’assicurarsi che le linee di comunicazione rimangano attive. Bisogna fornire ad ogni nuovo dipendente un’opportunità sufficiente per condividere feedback, vittorie e sfide, in modo trasparente.

Alla fine, chiaro processo di onboarding diventa un punto chiave nell’inizio della costruzione della relazione con il dipendente. È importante comunicare in modo chiaro, evidenziare le risorse a cui il dipendente ha accesso e farli sentire i benvenuti e apprezzati all’interno dell’organizzazione.

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Hybrid work con approccio human-first: Huware acquista un Casale nelle Marche https://huware.com/hybrid-work-con-approccio-human-first-huware-acquista-un-casale-nelle-marche/ Mon, 19 Jul 2021 16:01:23 +0000 https://huware.com/?p=841 Hybrid work e filosofia Huware Lo smart working ha cambiato profondamente l’assetto culturale di molte aziende. Se da una parte ora a gran voce molti chiedono il ritorno in ufficio, in Huware abbiamo deciso di intraprendere un’altra soluzione, quella del lavoro ibrido, incentrata su parole chiavi come: flessibilità, responsabilizzazione e collaborazione. Nel 2020, il 63% […]

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Hybrid work e filosofia Huware

Lo smart working ha cambiato profondamente l’assetto culturale di molte aziende.

Se da una parte ora a gran voce molti chiedono il ritorno in ufficio, in Huware abbiamo deciso di intraprendere un’altra soluzione, quella del lavoro ibrido, incentrata su parole chiavi come: flessibilità, responsabilizzazione e collaborazione.

Nel 2020, il 63% delle aziende italiane ha registrato un forte aumento della produttività, grazie all’introduzione della modalità di lavoro da remoto.

I vantaggi del lavoro agile sono molteplici, per aziende e dipendenti, ma non vanno dimenticati i rischi e svantaggi: un coinvolgimento minore per i nuovi assunti e la mancanza di rapporto umano e momenti quotidiani per i dipendenti.

È qui che l’hybrid work è avanzata come soluzione ideale per Huware. Non tanto “remote-first” o “office-first”, ma human-first.

Seguendo la cultura e filosofia aziendale, è stato annunciato a Giugno 2021 l’acquisto di un Casale nelle campagne marchigiane, per permettere a tutti gli huroes di poter svolgere un’ulteriore modalità agile: non soli nelle proprie case, ma insieme, immersi nel verde e con tutti gli strumenti per lavorare e divertirsi.

A questo proposito abbiamo intervistato Matteo e Andrea, Founder e Partner di Huware, per approfondire cosa li ha mossi verso questa direzione.

Un Casale nelle Marche: uno spazio human-first

Da dove nasce l’idea del Casale?
È un’idea che avevamo dentro da tanto tempo e che è esplosa qualche mese fa, quando ci siamo interrogati del nuovo modo di vivere gli uffici.
Ad inizio 2022 avremo un nuovo ufficio a Milano, ma prima di questo ci mancava un “tassello”: avere uno spazio nel verde, accessibile a tutti dove poter esprimere al massimo il nostro stile imprenditoriale e la filosofia di people management.

Nell’ottica di un piano di sviluppo di Huware coerente e sostenibile, stavamo ragionando su quali investimenti valutare per rafforzare i nostri asset e accelerare la crescita. Abbiamo provato a ragionare in modo innovativo e sincero, e abbiamo capito che probabilmente la strada meno rapida e immediata, ma più forte e coerente, sarebbe stata quella di investire sul nostro patrimonio principale: le persone, la cultura e i valori.

In questo senso, abbiamo deciso di allocare una parte di investimento rilevante non per l’acquisizione di competenze, fatturato, clienti, ma per dare a Huware un possibilità in più e nuova, per lavorare in coerenza con la nostra visione e per poter potenziare il nostro approccio 10X: un casale, nella natura, nel verde, in centro Italia, in zone a noi care.

In questo modo avremo due nuove case: un HQ nel cuore della zona più innovativa di Milano, il quartiere Isola, un ufficio green & tech, dove assorbire energie e contaminazioni; e un Casale in centro Italia, nel verde, dove lasciarci ispirare e poter innovare.

Quali sono stati i requisiti che vi siete posti, mentre cercavate il posto perfetto?

Cercavamo una location immersa nel verde, con ampi spazi, in una località del centro Italia per facilitarne la raggiungibilità ai colleghi del nord e del sud.

Abbiamo immaginato un ambiente di ispirazione e di aggregazione che facilitasse l’incontro, la scoperta e la collaborazione.

In questi mesi si è parlato molto di smart working ma spesso lo si confonde con il lavoro da remoto. Noi abbiamo cercato di offrire alla nostra comunità un ambiente che potesse agevolare la qualità del lavoro, creatività, sostenibilità.

Il casale ci dà la possibilità di mettere a terra anche i nostri valori e principi: stiamo già pensando a come essere sostenibili, godere dei frutti della terra, dare una mano anche all’ambiente creando arnie per le api, un nostro orto e tante altre cose che annunceremo successivamente.

Un ultimo aspetto importante è stato il territorio: conosciamo bene quelle zone tra le Marche e l’Umbria, e sappiamo che potremo avere uno scambio di relazioni e valore tra Huroes e territorio.

Questa scelta rientra in una visione più generale legata alla filosofia Huware?

Sì, pensiamo che Huware abbia un ruolo di responsabilità sociale nei confronti in primis dei nostri collaboratori e poi della comunità che ci circonda.

Ci sentiamo questa responsabilità fin dal primo giorno in cui abbiamo pensato a Huware e nel nostro piccolo cerchiamo di portarla avanti.

La visione è legata inoltre al consolidamento di alcuni nostri fattori differenzianti nel mercato competitivo di oggi. Noi puntiamo e punteremo sempre di più sul trasferire del valore al mercato e ai clienti in ogni situazione, e lo faremo grazie alle nostre persone, al nostro approccio e alla nostra visione. In questo senso il casale sarà uno “strumento” potente di empowerment.

Il contesto in cui operiamo cambia e cambierà sempre più rapidamente, il nostro punto fisso saranno, appunto, persone, approccio e visione.

Che tipo di ritorno vi aspettate da questo investimento?

Il ritorno più bello sarà vivere insieme al mondo Huware delle bellissime giornate ed esperienze nel Casale. Ci piacerebbe anche dimostrare che questo modello genera più entusiasmo, aggregazione e dunque produttività.

Ci aspettiamo inoltre un ritorno di interazione con il territorio e con l’ecosistema allargato di Huware: clienti, partner, fornitori, amici.

Tutti tornano in ufficio e Huware compra un casale nelle Marche, non vi sembra di andare controcorrente?

In realtà stiamo solo perseguendo la nostra filosofia, che mette al centro le persone. Siamo anche consapevoli che la pandemia è stata un game changer che ha dato consapevolezze diverse per affrontare in modo sempre più innovativo il mondo del lavoro.

Il nostro ruolo inoltre è quello di sperimentare e osare: il lavoro che facciamo e l’approccio che abbiamo scelto ce lo consente.

Non reputiamo il casale un azzardo, siamo certi che avrà un ritorno importante per noi, la nostra azienda e i nostri huroes.

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10 modi per responsabilizzare i dipendenti in prima linea https://huware.com/10-modi-per-responsabilizzare-i-dipendenti-in-prima-linea/ Fri, 12 Mar 2021 15:30:57 +0000 https://huware.com/?p=824 I dipendenti in prima linea, o deskless, sono il personale sul campo di un’azienda o di un’organizzazione: pensa agli operatori sanitari, ai tecnici dell’assistenza e ai professionisti dei trasporti, solo per citarne alcuni. Questi lavoratori cruciali, ma spesso non presi in considerazione, esercitano delle funzioni critiche nelle imprese, e la loro capacità di svolgere il […]

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I dipendenti in prima linea, o deskless, sono il personale sul campo di un’azienda o di un’organizzazione: pensa agli operatori sanitari, ai tecnici dell’assistenza e ai professionisti dei trasporti, solo per citarne alcuni. Questi lavoratori cruciali, ma spesso non presi in considerazione, esercitano delle funzioni critiche nelle imprese, e la loro capacità di svolgere il proprio lavoro in modo efficace ha un forte impatto sulla reputazione dell’azienda.

Ma siamo sicuri che la maggior parte dei lavoratori in prima linea, sperimenti degli alti livelli di soddisfazione e impegno sul proprio lavoro? Sfortunatamente, no. I dipendenti in prima linea hanno maggiori probabilità di essere disimpegnati dalla loro organizzazione a causa della disconnessione dai metodi odierni di comunicazione dei dipendenti, come ad esempio e-mail, newsletter elettroniche, social intranet e altre comunicazioni digitali. In molte industrie, che hanno lavoratori in prima linea, il tasso di turnover è elevato proprio a causa di questo disimpegno. Si stima che la sostituzione di un dipendente costi fino al 33% del suo stipendio annuale, quindi è facile capire perché è importante adottare misure proattive per coinvolgerlo e responsabilizzarlo.

Come possiamo responsabilizzare i dipendenti in prima linea?

Secondo uno studio dell’Harvard Business Review, l’87% degli intervistati ritiene che le proprie aziende otterranno più successo quando il personale in prima linea avrà il potere di prendere decisioni sul posto. Come ci si arriva se si è abituati a un modello di occupazione ad alto tasso di abbandono? Abbiamo delineato 10 modi per aiutare la tua organizzazione, insieme a LumApps.

1. Presenta una visione chiara

È importante instillare i valori aziendali e la mission in tutto il personale in prima linea. Non sono solo parole: sono lo scopo che la tua azienda ha per operare e la cultura che crei da questi valori deve permeare l’intera gerarchia. Quando un dipendente comprende gli obiettivi e lo scopo di un’organizzazione, inizia ad adattarli ai propri obiettivi e scopi nella loro posizione. Essenzialmente, questi ideali vengono collegati al quadro più ampio e lasciano i lavoratori più soddisfatti del loro lavoro.

2. Fornisci una tecnologia più stabile

Un altro dato emerso dallo studio Harvard Business Review menzionato sopra, è che l’86% degli intervistati afferma che i propri dipendenti in prima linea richiedono strumenti tecnologici migliori. È utile quindi sottolineare che la trasformazione digitale non è solo per i lavoratori dietro una scrivania. La ricerca di McKinsey & Company suggerisce che il 43% delle organizzazioni che potenziano digitalmente il proprio personale in prima linea vede ottimi progressi nei loro sforzi di trasformazione digitale. Una soluzione elegante come una social intranet, che include un’app mobile, è un modo efficace per fornire ai dipendenti in prima linea gli strumenti e le informazioni di cui hanno bisogno per rimanere in contatto. Le social intranet fungono da hub centrale unificato in grado di fornire informazioni aziendali pertinenti a gruppi di utenti mirati, sia che si trovino all’interno di un ufficio utilizzando un computer desktop o sul campo utilizzando un dispositivo mobile.

3. Offri capacità decisionali al personale in prima linea

Poiché molti dipendenti in prima linea sul campo interagiscono quotidianamente con i clienti, hanno informazioni che non puoi ottenere da nessun’altra parte. Questo è il motivo per cui quasi il 90% degli intervistati nello studio HBR concorda sull’importanza di uno staff in prima linea responsabilizzato. Assicurati di consentire al personale in prima linea di prendere importanti decisioni sul servizio clienti e aziendali. Questo non solo sarà migliore per i clienti, ma farà anche sentire i dipendenti meno intercambiabili e più importanti per le operazioni aziendali.

4. Richiedi regolarmente feedback

Uno studio recente conclude che oltre la metà dei lavoratori in prima linea ha suggerimenti e feedback per migliorare la soddisfazione dei clienti ogni trimestre. Se non chiedi questi suggerimenti almeno trimestralmente, ti stai perdendo molte grandi idee. Con una social intranet, con accesso mobile, i dipendenti possono fornire feedback in qualsiasi momento. Puoi leggere i loro feedback in una specifica sezione e discutere successivamente di persona le cose con loro, in modo più approfondito.

5. Investi in un miglior processo di onboarding

La ricerca del 2019 indica che il 38% dei lavoratori in prima linea non ha ricevuto alcuna formazione formale. Un altro 27% ha affermato che la formazione ricevuta era insufficiente, noiosa e inefficace. Questo mette più stress e ansia sul nuovo personale sin dal primo giorno di lavoro. Non c’è da meravigliarsi che queste persone siano così disimpegnate. Investi in programmi di formazione solidi e coinvolgenti che preparino i tuoi lavoratori in prima linea al successo.

6. Comunica i risultati

Se hai presentato una visione chiara, fornito una formazione adeguata e autorizzato i dipendenti in prima linea a prendere decisioni quotidiane, è importante monitorare i progressi sugli obiettivi relativi al lavoro. Se hanno degli obiettivi mensili che devono raggiungere, informali settimanalmente sulle loro performance e discuti idee per migliorare le prestazioni quando necessario.

7. Riconosci e premia le ottime performance

Se hai presentato una visione chiara, fornito una formazione adeguata e autorizzato i dipendenti in prima linea a prendere decisioni quotidiane, è importante monitorare i progressi sugli obiettivi relativi al lavoro. Se hanno degli obiettivi mensili che devono raggiungere, informali settimanalmente sulle loro performance e discuti idee per migliorare le prestazioni quando necessario.

8. Dai valore alle loro opinioni

Non fermarti a raccogliere feedback regolarmente. Molti lavoratori in prima linea hanno ottimi suggerimenti per migliorare l’esperienza che offrono ai loro utenti finali e colleghi. Se qualcuno ha una buona idea, implementala. Anche se un’idea non è fattibile, è importante comunicare le ragioni alla base della decisione al lavoratore in prima linea. Questo comunica loro che la loro idea è stata almeno ascoltata e considerata.

9. Promuovi una cultura di squadra

Costruire una cultura del lavoro di squadra e della collaborazione è un modo fantastico per motivare i dipendenti in prima linea. I suggerimenti precedenti già fanno molto per promuovere una cultura orientata alla squadra, ma ci sono ancora degli step in più che puoi seguire. Ad esempio, è possibile impostare attività mensili di team building designate, dopo i turni. Ciò consente a tutti di conoscersi meglio al di fuori del posto di lavoro e crea cameratismo.

10. Fornisci opportunità di crescita

Una recente ricerca afferma che il 93% dei dipendenti rimarrebbe nella propria azienda se fornisse ampie opportunità di crescita. Ciò significa che è fondamentale investire nei tuoi lavoratori in prima linea se vuoi ridurre le spese. Implementa programmi di formazione manageriale e qualifica i lavoratori per altre posizioni al fine di dare loro migliori possibilità di successo all’interno della tua organizzazione. Questo approccio motiva il personale in prima linea a essere più fedele e lavorare di più, perché sa di avere la possibilità di crescere all’interno dell’azienda. Infine, l’implementazione di potenti soluzioni tecnologiche come LumApps for Frontline Workers può fornire al personale una piattaforma per il successo.

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SMB Partner Awards: siamo tra i vincitori https://huware.com/smb-partner-awards-siamo-tra-i-vincitori/ Wed, 23 Dec 2020 14:22:00 +0000 https://huware.com/?p=799 È stato un anno senza precedenti in tutto il mondo. Tornando indietro ad inizio 2020, noi di Huware avremmo dovuto partecipare al Summit per i partner EMEA SMB. Un evento programmato per marzo nel quartier generale di Google EMEA a Dublino, ma rinviato a causa degli sviluppo del Covid-19. Solo pochi giorni fa siamo riusciti […]

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È stato un anno senza precedenti in tutto il mondo.

Tornando indietro ad inizio 2020, noi di Huware avremmo dovuto partecipare al Summit per i partner EMEA SMB. Un evento programmato per marzo nel quartier generale di Google EMEA a Dublino, ma rinviato a causa degli sviluppo del Covid-19.

Solo pochi giorni fa siamo riusciti a scoprire che i nostri sforzi e il nostro impegno hanno portato i loro frutti, quando sono stati annuncianti i vincitori degli SMB Partner Awards.
Siamo stati premiati come “Best Up & Coming Partner SMB”, un riconoscimento per essere i migliori tra partner emergenti SMB. Inoltre siamo stati l’unica azienda italiana presente tra i vincitori agli SMB Partner Awards.

È un riconoscimento che è stato guadagnato grazie all’impegno di ogni singolo huroes e che ci ricorda come la nostra azienda non si basi solo sulle competenze, ma soprattutto sulle persone.

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I trend per il 2021: dati, tecnologia e customer experience https://huware.com/i-trend-per-il-2021-dati-tecnologia-e-customer-experience/ Wed, 16 Dec 2020 14:30:10 +0000 https://huware.com/?p=804 Sembra strano parlare di futuro, in un anno in cui abbiamo tutti dovuto fronteggiare il vivere alla giornata. I nostri piani sono stati mescolati più volte e di ostacoli ne abbiamo affrontati tanti. Eppure sì, ci sono degli importanti trend per il 2021, a livello tecnologico e umano. Secondo il report di Gartner — Top […]

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Sembra strano parlare di futuro, in un anno in cui abbiamo tutti dovuto fronteggiare il vivere alla giornata. I nostri piani sono stati mescolati più volte e di ostacoli ne abbiamo affrontati tanti.

Eppure sì, ci sono degli importanti trend per il 2021, a livello tecnologico e umano.

Secondo il report di Gartner — Top Strategic Technology Trends for 2021 — a guidare le scelte tecnologiche ci saranno 3 temi, che sono stati già confermati in questi ultimi mesi: la centralità delle persone, indipendenza dalla posizione fisica e un adattamento agile.

Le persone al centro

Nonostante la pandemia abbia cambiato il modo di lavorare e di interagire, sono sempre le persone che governano la tecnologia. Queste persone però hanno bisogno di processi digitalizzati per lavorare al meglio nell’ambiente di oggi.

L’indipendenza da ogni luogo

Stiamo parlando di indipendenza dal luogo in cui dipendenti, fornitori, clienti interagiscono. La capacità di supportare il cliente ovunque sia e accompagnarlo nella sua digital transformation, cosa non nuova per noi di Huware.

Alla base di questo approccio, ci sono degli ambiti tecnologici su cui bisogna lavorare:

  • Collaboration e produttività: tutte quelle soluzioni per lavorare da remoto, uffici in cloud, on-boarding di nuovi profili;
    >> Approfondisci Google Workspace e scopri come avere un tuo digital workplace.
  • Accesso remoto sicuro: gestioni di password a più livelli con sistemi di autenticazione multifattore;
  • Gestione dell’infrastruttura cloud e edge (IoT, AI, Api);
  • Quantificazione dell’esperienza digitale (monitoraggio, workplace analytics, supporto remoto e interazione a distanza);
  • Automazione delle operazioni di supporto remoto (endpoint management, SaaS management, provisiong self-service e zero-touch).

Non per nulla in questi mesi la business continuity è stata garantita per molte aziende dalla scelta di attuare una digital transformation.

Adattamento Agile

“Le organizzazioni che sono pronte a cambiare e ad adattarsi resisteranno a tutti i tipi di interruzioni” questo afferma Gartner.

La capacità di risposta agile e di adattamento delle aziende è stata fondamentale in questo periodo e lo sarà negli anni a venire, in cui dovremmo fronteggiare le conseguenze economiche di un mondo post-pandemia.
Questi tre temi si intersecheranno con i trend tecnologici, che secondo Gartner si concentreranno in nove argomenti:

  1. Internet of Behaviors
  2. Esperienza completa
  3. Migliorare la privacy
  4. Cloud Distributo
  5. Operazioni da remoto
  6. Migliorare la Cybersecurity
  7. Business componibile intelligente
  8. Ingegneria AI
  9. Iper-automazione

Senza scendere nei dettagli di ognuno, una cosa sicuramente possiamo notare: la digital transformation nel 2021 sarà un imperativo, e non più una scelta.

Questa trasformazione, come si evince da nuovi report e studi, sarà guidata da due fattore principali: una migliore customer experience e un approccio data-driven.

Customer Experience

La maggior parte delle organizzazioni ha indicato una migliore customer experience quale fattore principale che sta guidando la loro trasformazione digitale.

Eppure, secondo Forrester Research, solo 1 cliente su 5 si ritiene pienamente soddisfatto delle esperienze offerte dalle imprese pubbliche e private con cui si trova a interagire, nonostante l’84% delle stesse imprese dichiari di aspirare a diventare leader in questo campo.

Il successo della CX, nel 2021, dipenderà dalla disponibilità o meno di una strategia basata sui dati e ben documentata.
L’approccio per il 2021 sarà sicuramente un approccio data-driven, che guiderà tutte le nostre scelte e il cambiamento in entità digitali.

L’enorme mole di dati sui clienti a cui la maggior parte delle aziende ha accesso, raccoglie e gestisce, da molteplici fonti, è destinata ad aumentare già solo nel prossimo anno.

I dati sono diventati degli alleati fondamentali per ogni business e saranno centrali nelle scelte per il 2021.

>> Scopri come la metodologia Huware e la tecnologia Google può aiutarti per la tua trasformazione data-driven.

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Worklife integration: smart working post-lockdown https://huware.com/worklife-integration-smart-working-post-lockdown/ Fri, 09 Oct 2020 13:43:25 +0000 https://huware.com/?p=787 Quello che stiamo vivendo oggi, il comunicare a distanza, non allontana le persone. In questo periodo di smart working siamo entrati nelle case o uffici delle persone, cosa che fino a poco tempo fa era impensabile. Noi di Huware, seguendo il nostro DNA, abbiamo dovuto lavorare sul nostro credo: fiducia nei nostri collaboratori, dalle attività […]

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Quello che stiamo vivendo oggi, il comunicare a distanza, non allontana le persone.

In questo periodo di smart working siamo entrati nelle case o uffici delle persone, cosa che fino a poco tempo fa era impensabile.

Noi di Huware, seguendo il nostro DNA, abbiamo dovuto lavorare sul nostro credo: fiducia nei nostri collaboratori, dalle attività agli obiettivi. E tutto ciò lo abbiamo travasato sul mindset dei nostri clienti.

In questi mesi di lavoro a distanza abbiamo esplorato tutto quello che poteva esserci, compreso il south e center working, ancora oggi abbiamo delle colleghe che lavorano dalla Calabria, dall’Umbria o dal Lazio.

Abbiamo cambiato modalità di consulenza e formazione. Dal passare ad essere fisicamente dal cliente a un’attività online, formando più di 1500 persone e al tempo stesso educandole su come comportarsi durante la formazione (telecamera accesa, microfoni spenti, ecc.)

In pieno lockdown siamo anche entrati nelle scuole, nelle università e con realtà a sfondo sociale, attraverso la formazione e la tecnologia.

Notando io stesso, con i miei due figli, le difficoltà della scuola ad adattarsi in tempi rapidi a questo evento inaspettato.

Sempre in smart working abbiamo assunto nuove persone colloquiate, esclusivamente tramite intervista via Meet. In passato non ci avrei mai creduto.

Il 18 settembre per la prima volta li abbiamo conosciuti dal vivo ed è stato molto bello vedere come quella spigliata più timida o come uno dei nuovi ragazzi è altissimo!

Abbiamo sperimentato, tra noi e con i clienti, nuove abitudini. Per mantenere una relazione con i colleghi siamo passati dallo yoga post-lavoro, al caffè della mattina, fino al town hall settimanale per i gruppi di lavoro misti.

Continueremo con questa esperienza: stiamo lavorando per continuare su questa prospettiva, concentrandoci sull’ottimizzazione dei processi e delle tecnologie.

Non parliamo più di orari, ma di responsabilizzazione delle prime linee.

Lo smart working fino a poco tempo fa era confuso con l’avere degli uffici stupendi, questo per far stare più tempo in ufficio le persone, affinché l’imprenditore si fidasse.

In realtà le persone a casa sono più produttive e portano a termine gli obiettivi, il tutto ciò favorendo la socialità.

Torneremo in ufficio?

Noi sul nuovo ufficio ci stiamo riflettendo, abbiamo strappato un progetto e ne stiamo pensando un altro. Per noi non sarà più un luogo dove si viene per lavorare, ma un luogo per svolgere delle attività che a casa sono difficili da svolgere.

Oggi le persone sono più consapevoli delle libertà che hanno e agevolare i fornitori, evitando di fargli fare i km, sono alcuni “Win Win”.

La vita famigliare e lavorativa sono sempre più liquide.

Non è importante obbligare le persone a venire a Milano, per raggiungere un obiettivo. Più importante è avere la tecnologia.

Perché sono nati gli uffici? Non per lavorare insieme, ma per controllare le persone. Quell’epoca è oramai terminata.

Intervento del webinar sullo smartworking organizzato da Randstad, dallo speech di Matteo Fenaroli, founder & partner Huware.

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I Millennials e l’integrazione nelle nostre organizzazioni: riflessione di Andrea Servili https://huware.com/i-millennials-e-lintegrazione-nelle-nostre-organizzazioni-riflessione-di-andrea-servili/ Fri, 02 Oct 2020 13:27:19 +0000 https://huware.com/?p=782 Millennials, croce e delizia. Come si stanno realmente integrando nelle nostre organizzazioni? Il covid, lo smart working e la “nuova normalità”, che si verrà a consolidare, potranno essere un ulteriore stimolo per pianificare il nuovo modo di lavorare proprio partendo dalle loro esigenze e dal loro intuito? Mi permetto di consigliarvi questo articolo, che reputo […]

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Millennials, croce e delizia. Come si stanno realmente integrando nelle nostre organizzazioni?

Il covid, lo smart working e la “nuova normalità”, che si verrà a consolidare, potranno essere un ulteriore stimolo per pianificare il nuovo modo di lavorare proprio partendo dalle loro esigenze e dal loro intuito?

Mi permetto di consigliarvi questo articolo, che reputo interessante, poiché riesce a sintetizzare i temi più rilevanti sui quali ci troviamo a riflettere spesso.

I millennials sono una risorsa enorme, ma non è semplice capire qual è il percorso migliore per attrarli, tenerli e farli crescere.

Ecco secondo me tre dei punti centrali dell’articolo e le riflessioni che vorrei condividere:

1. Punto focale su cui basare tutti gli altri ragionamenti: i millenials considerano il lavoro un “elemento centrale della propria vita”.
Per lo meno quelli di talento, seri e volenterosi (e ce ne sono molti).

Capiscono che ci sono obiettivi aziendali, numeri ed economics, e che questi sono base fondante di qualsiasi azienda. È però la “Reason Why”, il valore ultimo, che l’organizzazione deve trasferire. Per loro questo è infatti un elemento centrale.

Per come viviamo Huware e cerchiamo di farla crescere, questo secondo me può essere accolto come un enorme stimolo e non una minaccia.

Siamo quotidianamente guidata da budget, vendite e obiettivi di breve, il che è sano e corretto (la pressione commerciale è una fonte di crescita indiscutibile), ma la salute dell’azienda nel lungo periodo si deve basare su una visione più ampia.

So che sto dicendo cose che possono sembrare banali, ma l’ossessione per il valore che generiamo e trasferiamo deve guidare per quanto possibile le scelte anche nel quotidiano, anche quelle difficili.

E i millennials ci possono sfidare e stimolare in questo.

Come poter alimentare questo “challenge” virtuoso?

Alcuni esempi semplici di quello che proviamo a fare in Huware:

  • Alimentiamo i valori di trasparenza e inclusione. Se un’informazione è riservata, va esplicitato (compresi management meeting). In alternativa, quell’informazione internamente può essere condivisa con tutti e a tutti i livelli;
  • Condividiamo la “selling proposition” con tutta la struttura formalmente 4 volte all’anno. Cosa stiamo proponendo al mercato, dove ci vogliamo differenziare, cosa è cambiato rispetto a 3 mesi fa, cosa dicono i clienti, quali sono i pillar e i numeri. Non è solo una “comunicazione”, ma l’obiettivo è quello di condividere e ricevere feedback costanti. Questo però è solo un pezzo dell’equazione, dobbiamo attivare canali per ascoltare il loro contributo e la loro “voce” ogni giorno:
  • Allochiamo una parte del tempo di tutti i giovani su almeno un progetto interno. Cerchiamo di rendere i progetti di sviluppo interno innovativi, interfunzionali, utili e formativi. Nel nostro caso, per prima cosa ad ogni progetto viene assegnato il nome di una canzone che meglio ne rappresenta l’obiettivo. Il titolo della canzone deve subito far capire quel’è il fine ultimo del progetto. Non lo troviamo? Impossibile, il progetto non è sufficientemente chiaro.

2. I millennials vanno stimolati con costanza.
Quello che notiamo è che sono disposti a tollerare organizzazioni meno strutturate (si adattano benissimo all’ottica agile), ma sono figli del loro tempo: vogliono imparare, velocemente, fare cose diverse, sentire che stanno crescendo.

E in questo percorso di crescita hanno un ottimo grado di autonomia, ma si aspettano feedback frequenti e costanti.

Sappiamo che non è sempre facile accontentare questa esigenza, anche perché sembra cozzare con il concetto di redditività che ci si aspetta da un profilo Junior (soprattutto in consulenza).

È giusto prodigarsi per non farli annoiare? Oppure sarebbe meglio, anche e soprattutto per loro, abituarli ai vecchi concetti di gavetta e lavori routinari che fanno crescere?

Noi proviamo a stimolarli e contestualmente ad integrarli con le logiche aziendali con questi accorgimenti organizzativi:

  • responsabilizzazione: dove possibile massima autonomia ai giovani, senza la paura di sbagliare: FAIL FAST.
  • organizzazione matriciale: i giovani lavorano su più progetti, che hanno caratteristiche e metodologie differenti; in ogni progetto non si prescinde però da professionalità ed eccellenza;
  • formazione: il loro percorso di formazione è costantemente affiancato al lavoro sui progetti (ci sono centinaia di fonti di formazione e informazione ottimi e a basso impatto $). Il percorso viene deciso insieme, e spesso i corsi e le fonti di formazione sono proposte proprio da loro.

3. I millennials non cercano un capo, ma una guida.
Questa è la sfida più grande, che si deve allineare al vostro stile di leadership.

Quello che proviamo e che vorremmo fare, è un Mentoring a due vie: prendersi la responsabilità di diventare e essere un mentor per i giovani, ma avere anche la sensibilità, l’apertura mentale e la voglia di mettersi in gioco e usare gli stimoli dei millennials per imparare, crescere e migliorare noi stessi e di riflesso la nostra azienda.

I pranzi, i One-to-one (anche informali) e le semplici chiacchierate, possono essere utili in questo senso.

Riflessione di Andrea Servili, founder & partner Huware.

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Employee Engagement: state coinvolgendo al massimo i vostri team di lavoro? https://huware.com/employee-engagement-state-coinvolgendo-al-massimo-i-vostri-team-di-lavoro/ Thu, 28 May 2020 16:41:58 +0000 https://huware.com/?p=725 L’employee engagement non è un tema emerso ieri. Da qualche anno si trova sotto la lente di ingrandimento di molte aziende ed è oggetto di continuo interesse da parte reparti HR e Internal Communication. Il concetto che sta alla base è riassumibile in una semplice equazione: dipendente coinvolto = dipendente produttivo La variabile all’interno che […]

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L’employee engagement non è un tema emerso ieri. Da qualche anno si trova sotto la lente di ingrandimento di molte aziende ed è oggetto di continuo interesse da parte reparti HR e Internal Communication.

Il concetto che sta alla base è riassumibile in una semplice equazione:
dipendente coinvolto = dipendente produttivo

La variabile all’interno che fa la differenza è un unico sentimento: la felicità.
Questo perché un dipendente coinvolto all’interno della propria organizzazione condivide gli obiettivi di business, facendo propri i valori fondanti della società. Tutto questo lo porta ad essere parte attiva e propositiva all’interno dell’azienda e dunque felici e motivati.

Ma cosa è successo negli ultimi mesi?

Negli ultimi tre mesi, l’employee engagement ha visto un interesse crescente nel tempo come testimonia il trend di ricerca su Google. Il nuovo contesto in cui oggi le aziende si trovano a gestire il lavoro è cambiato, come anche la strategia delle realtà più virtuose che si stanno attrezzando per gestire il cambiamento interno.

Cosa può determinare il successo di un’azienda oggi?

La scelta di adottare modalità innovative di lavoro, piani per migliorare il work-life balance, nuove scelte organizzative dettate da una leadership in grado di traghettare l’azienda in un mondo che corre sempre più veloce.
Per noi di Huware e il nostro partner di social collaborative intranet LumApps, l’employee engagement può generare valore per le aziende almeno in tre differenti modi che sono:

1 – Le persone al centro

La modalità di lavoro da remoto spaventa molti, soprattutto chi si è trovato ora a viverla per la prima volta a causa dell’emergenza sanitaria. Per questa ragione, disegnare un ruolo attivo all’interno dell’organizzazione può essere un primo passo per accorciare le distanze, includere i team di lavoro e definire degli obiettivi chiari e misurabili.

2 – Scrivania? No, grazie. Meglio un ufficio digitale

La tecnologia aiuta ad unire le persone e le supporta nello svolgimento delle attività lavorative. Non solo, crea un ambiente positivo in cui il dipendente si sente parte attiva in grado di generare valore e sviluppare idee innovative. Tra le tecnologie che assicurano un’esperienza digitale integrata emerge il cloud come tecnologia abilitante di un Digital Workplace.

3 – Brand ambassador

La felicità è contagiosa. Avere dei dipendenti felici che si sentono parte dell’azienda è una fonte di ricchezza per la brand reputation. Le persone che si sentono soddisfatte e lavorano bene all’interno di un’organizzazione si trasformano in testimonial e generano un passaparola positivo attraverso la promozione e i valori aziendali. Tutto questo si traduce in social employee advocacy, ossia creare un ambiente positivo che generi entusiasmo e che sia condivisibile anche verso l’esterno.
Se vuoi approfondire insieme a noi il tema della tecnologia e dell’Employee Engagement scrivici a [email protected]

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Google Meet per aumentare la connessione del team https://huware.com/google-meet-per-aumentare-la-connessione-del-team/ Mon, 27 Apr 2020 10:22:56 +0000 https://huware.com/?p=738 I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, In questo ultimo periodo lavorare o studiare da casa è diventata ormai una consuetudine. Per le aziende e le scuole che già usavano G Suite il passaggio allo smart working e all’e-learning è stato sicuramente più semplice grazie alle […]

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I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet,

In questo ultimo periodo lavorare o studiare da casa è diventata ormai una consuetudine. Per le aziende e le scuole che già usavano G Suite il passaggio allo smart working e all’e-learning è stato sicuramente più semplice grazie alle App di collaborazione per connettere le persone ovunque esse si trovino.

G Suite include anche Google Meet (precedentemente Hangouts Meet), il sistema di videoconferenza integrato e fruibile da ogni device con un semplice link o con l’App mobile, ora sempre più importante e presente nella nostra quotidianità.

Per facilitare l’attività da remoto, Google ha reso disponibili gratuitamente a tutti le funzionalità avanzate (enterprise) di Google Meet fino al 30 settembre con anche alcune importanti novità.

Le funzionalità di Google Meet

  1. Organizza videoconferenze e riunioni fino a 250 partecipanti o webinar fino a 100.000 con la modalità live streaming.
  2. Condividi il tuo schermo per mostrare ai partecipanti il tuo desktop o solo una finestra del tuo browser.
  3. Visualizza fino a 16 partecipanti in una volta grazie alla nuova funzionalità tiled view o “in griglia”.
  4. Registra le riunioni e i webinar per poterli riguardare o condividere, i file di registrazione sono salvati direttamente in Google Drive.
  5. Usa i sottotitoli in tempo reale (al momento solo in inglese) per seguire al meglio le conferenze.
  6. Sfrutta le integrazioni con le altre App di G Suite come ad esempio Gmail per lanciare un meeting con un semplice click o Google Moduli per avviare delle survey in tempo reale.

Oltre a queste, ci saranno nelle prossime settimane tante nuove funzionalità che miglioreranno ancora di più l’esperienza di videoconferenza (rimanete connessi!)
In Huware, abbiamo pensato a come sfruttare al massimo Google Meet per aumentare la connessione tra i team. Oltre alle riunioni, abbiamo ideato diverse iniziative extra lavorative per passare qualche momento insieme, ecco qualche esempio a questo link.

Se vuoi saperne di più o hai bisogno di supporto puoi contattarci a [email protected]

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Huware è Premier Partner Google Cloud: intervista ad Andrea Servili https://huware.com/huware-e-premier-partner-google-cloud-intervista-ad-andrea-servili/ Fri, 24 Apr 2020 10:47:41 +0000 https://huware.com/?p=744 Huware è Premier Partner Google Cloud. Impegno, passione, costanza ed entusiasmo sono stati questi gli elementi che ci hanno contraddistinto e permesso di raggiungere questo importante traguardo, di cui siamo molto orgogliosi. Per conoscere cosa cambierà e quali saranno le principali novità per noi e i nostri clienti, abbiamo intervistato Andrea Servili, Partner e co-fondatore […]

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Huware è Premier Partner Google Cloud.

Impegno, passione, costanza ed entusiasmo sono stati questi gli elementi che ci hanno contraddistinto e permesso di raggiungere questo importante traguardo, di cui siamo molto orgogliosi.

Per conoscere cosa cambierà e quali saranno le principali novità per noi e i nostri clienti, abbiamo intervistato Andrea Servili, Partner e co-fondatore di Huware.

Andrea, cosa vuol dire essere Premier Partner di Google Cloud?

“Vuol dire tornare ad essere, anche come Huware, tra i principali Partner di Google Cloud al mondo. Significa consolidare, formalmente e ufficialmente, la nostra relazione e Partnership Strategica con l’ecosistema Google, per continuare insieme a dare valore a un maggior numero di aziende e su progetti sempre più sfidanti.

Tutto questo inoltre, ci permetterà di confermare il focus interno e gli investimenti, dopo aver raggiunto un risultato enorme in brevissimo tempo con un team fantastico.”

Cosa contraddistingue i Premier Partner di Google?

“Google Cloud ha una relazione particolare con i partner, dal nostro punto di vista “unica” rispetto all’approccio di altri vendor.

Premier significa avere il massimo livello di competenze, certificazioni, capacità di sviluppo del business e di supporto ai clienti.

Vuol dire inoltre avere un confronto aperto costante con Google, nell’ottica di costruire e valorizzare un approccio distintivo ma condiviso.

Tutto questo, in sintesi, significa garantire al cliente e al mercato, sui progetti di tutte le dimensioni, un approccio progettuale “certificato” e in costante evoluzione.”

Cosa cambierà per Huware?

“Nulla rispetto al nostro rapporto con i clienti e con i colleghi di Google. La certificazione ci consente però di avere accesso a investimenti ancora più importanti di Google su di noi, che ci aiuteranno a sviluppare insieme il nostro approccio distintivo basato sulle persone.’

Prossimi obiettivi?

“Relativamente alla partnership vogliamo a breve ottenere altre due “Specializzazioni”, oltre a quella di “Work Transformation” . Questa certifica una delle nostre competenze storiche distintive focalizzata sul mondo dello Smart Working e della Collaboration.

In particolare a breve avremo la specializzazione sul “Data Management”, unit sulla quale stiamo investendo molto e ottenendo tante soddisfazioni, anche grazie alle tecnologie Google che in questo frangente sono veramente fantastiche.”
Grazie ad Andrea per questa bellissima testimonianza che contribuirà, ancora di più, a stimolare il team Huware nel raggiungere altri traguardi e a dare sempre il massimo per le aziende che lavorano insieme a noi.

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Come LumApps garantisce la continuità operativa aziendale https://huware.com/come-lumapps-garantisce-la-continuita-operativa-aziendale/ Wed, 15 Apr 2020 10:57:42 +0000 https://huware.com/?p=748 Mantenere la continuità delle attività operative all’interno dell’azienda oggi più che mai è essenziale. LumApps è l’unica intranet raccomandata da Google che ti permette di farlo in modo facile, veloce ed efficiente. Grazie alla personalizzazione e ai widget integrati di G Suite o Microsoft Teams. Grazie a LumApps potrai: Accedere facilmente a tutte le app […]

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Mantenere la continuità delle attività operative all’interno dell’azienda oggi più che mai è essenziale. LumApps è l’unica intranet raccomandata da Google che ti permette di farlo in modo facile, veloce ed efficiente. Grazie alla personalizzazione e ai widget integrati di G Suite o Microsoft Teams. Grazie a LumApps potrai:

  • Accedere facilmente a tutte le app di lavoro della Suite di collaboration che saranno comodamente integrate all’interno di un unico hub di riferimento.
  • Mantenere rapporti con tutta l’azienda attraverso delle community di reparto o di progetto o di gestione delle comunicazioni.
  • Consultare e contribuire alla social intranet ovunque ti trovi e da qualsiasi device anche – e soprattutto – da remoto.

Vuoi scoprire come anche la tua azienda può garantire un’efficace continuità operativa? Scrivici e pianificheremo insieme a te una demo gratuita! [email protected]

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Huware è Premier Partner Google Cloud specializzato in Work Transformation https://huware.com/huware-e-premier-partner-google-cloud-specializzato-in-work-transformation/ Fri, 14 Feb 2020 11:33:30 +0000 https://huware.com/?p=767 Huware ha ottenuto la specializzazione in Work Transformation dal programma Google Cloud Partner Specialization dedicato a tutte le aziende partner Google Cloud nel mondo. Questa certificazione qualifica la competenza, esperienza e la metodologia progettuale e di change management di Huware in ambito work transformation con la tecnologia Google Cloud. Il programma Google Cloud Specialization ha […]

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Huware ha ottenuto la specializzazione in Work Transformation dal programma Google Cloud Partner Specialization dedicato a tutte le aziende partner Google Cloud nel mondo. Questa certificazione qualifica la competenza, esperienza e la metodologia progettuale e di change management di Huware in ambito work transformation con la tecnologia Google Cloud.

Il programma Google Cloud Specialization ha l’obiettivo di garantire alle aziende clienti di lavorare sempre con partner qualificati, selezionandoli in base alla qualità e l’esperienza dimostrata durante gli anteriori progetti di G Suite deployment.

“Siamo felici di continuare a coltivare nel migliore dei modi la nostra relazione di partnership strategica con Google Cloud; consolidiamo così un’attività cardine dei nostri progetti e della nostra visione.

Grazie a questo importante traguardo raggiunto, il nostro team è ancora più motivato nell’affiancare i nostri clienti nel loro percorso di trasformazione digitale con Google.”

Andrea Servili, co-founder e partner Huware

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L’employee engagement favorisce la crescita e l’innovazione in azienda https://huware.com/lemployee-engagement-favorisce-la-crescita-e-linnovazione-in-azienda/ Thu, 16 Jan 2020 11:42:19 +0000 https://huware.com/?p=770 Perché ultimamente si sente sempre parlare di employee engagement? Ma, soprattutto, in cosa consiste l’employee engagement? Parliamo di employee engagement quando i dipendenti sono motivati, propensi, positivi nel contribuire al successo generale dell’azienda facendo del loro meglio sul lavoro e svolgendo con determinazione attività che portano beneficio a tutta l’organizzazione. A seconda di questa definizione, […]

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Perché ultimamente si sente sempre parlare di employee engagement? Ma, soprattutto, in cosa consiste l’employee engagement?

Parliamo di employee engagement quando i dipendenti sono motivati, propensi, positivi nel contribuire al successo generale dell’azienda facendo del loro meglio sul lavoro e svolgendo con determinazione attività che portano beneficio a tutta l’organizzazione.

A seconda di questa definizione, le aziende classificano gli utenti in tre tipologie differenti a seconda del livello di engagement:

  1.  Engaged collaborators: sono molto entusiasti del loro lavoro e del loro capo, danno costantemente il loro contributo e garantiscono un effort superiore alla media.
  2. Non-engaged collaborators: sono poco coinvolti sentimentalmente, contribuiscono a favore degli obiettivi dell’azienda ma con il minimo sforzo.
  3. Disengaged collaborators: non credono e non investono per nulla nel proprio lavoro, spesso “remano contro” l’azienda dimostrando assenteismo e malessere.

Un paio d’anni fa, Gallup ha riportato in una sua ricerca che il 51% dei lavoratori americani appartengono alla categoria non-engaged contro un 33% di engaged. Questo significa che 1 lavoratore su 2 non investe nel successo dell’azienda per cui lavora! Un dato americano, che però fa riflettere.

“Non sono i clienti a venire prima di qualsiasi altra cosa, sono i dipendenti. Se ti prendi cura dei tuoi dipendenti, saranno loro a prendersi cura dei clienti”.

Ha affermato Richard Branson, fondatore del gruppo Virgin.

Niente di più vero.
Molte aziende da tempo hanno iniziato ad investire in attività di employee engagement e hanno spostato il focus dapprima all’interno dell’organizzazione curando la brand identity, stimolando la comunicazione interna tra le persone, adottando strategie human-centric e trasferendo un senso di appartenenza e responsabilità in tutti i team di lavoro.
Se i dipendenti stanno bene, sono motivati e ingaggiati allora trasferiranno più valore sia al cliente che all’azienda stessa: diventano promotori dell’innovazione, della cultura e dello spirito aziendale.

Ma come fanno le aziende ad approcciare un’attività di employee engagement?

In molti casi, un progetto di employee engagement è facilitato dall’introduzione di tecnologie semplici ma efficaci in grado di supportare piani di comunicazione interna: parliamo di strumenti che abilitano un nuovo modo di collaborare e condividere le informazioni in tutta l’azienda, nella maggior parte dei casi abbattendo le barriere che normalmente lo impediscono.

Ad esempio, sempre più organizzazioni stanno scegliendo di investire nella G Suite, la piattaforma di collaborazione in cloud di Google in grado introdurre nuove logiche di lavoro e che, gradualmente, porta avanti una trasformazione non solo tecnologica ma anche culturale mettendo le persone al centro.

Uno strumento molto vicino all’utente come afferma uno dei nostri principali clienti.

I nostri dipendenti hanno iniziato ad apprezzare G Suite molto rapidamente. In pochi mesi, la stragrande maggioranza interagiva attraverso le applicazioni della suite.

Un’altra attività su cui si investe molto, a proposito di comunicazione interna, è la costruzione di uno spazio di condivisione, una intranet o un portale che sia in grado di portare contenuti, notizie, funzioni utili ad ogni singola persona dell’azienda mantenendo il controllo a livello centrale. LumApps, ad esempio, è la social intranet che si integra perfettamente con gli strumenti di lavoro offrendo un vero e proprio punto di riferimento e curando molto l’aspetto di user experience, community e policy.

Mantenere elevato il livello di employee engagement è interesse sia di piccole che di grandi aziende. Per questa ragione, strumenti di lavoro efficaci e uno spazio pensato e costruito sulle reali esigenze dei propri utenti, oggi sono la chiave!

Vuoi parlarne con noi? Contattaci a [email protected]

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Big Data: la chiave per il vantaggio competitivo https://huware.com/big-data-la-chiave-per-il-vantaggio-competitivo/ Sun, 06 Oct 2019 11:57:13 +0000 https://huware.com/?p=779 Molte aziende tradizionali hanno intrapreso la strada per diventare data-driven company sfruttando le possibilità dei Big Data e ottenendo così un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza. Negli ultimi anni abbiamo visto una crescita esponenziale dei progetti di analisi dei Big data e nei prossimi anni solo le aziende che sapranno estrarre valore dai propri dati […]

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Molte aziende tradizionali hanno intrapreso la strada per diventare data-driven company sfruttando le possibilità dei Big Data e ottenendo così un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.

Negli ultimi anni abbiamo visto una crescita esponenziale dei progetti di analisi dei Big data e nei prossimi anni solo le aziende che sapranno estrarre valore dai propri dati riusciranno a sopravvivere.

Tutte le aziende, anche le più tradizionali, hanno un patrimonio enorme in termini di dati memorizzati che quasi mai vengono analizzati e spesso. Addirittura le società ne ignorano l’esistenza.

I Big Data possono essere utilizzati dalle aziende per conoscere i loro concorrenti.

Gli imprenditori possono identificare il margine di miglioramento, le diverse tendenze ed eventuali nicchie sottovalutate. Possono evitare errori dei concorrenti e fornire servizi e caratteristiche esatte che il pubblico di destinazione vuole, conquistando la fiducia e fidelizzando i propri clienti.

In particolare l’approccio serverless è completamente gestito di Google Cloud Platform. Permette di realizzare soluzioni di Big Data Analytics con investimenti minimi e massime prestazioni, in questo modo il focus dei progetti viene spostato sull’analisi e non sull’infrastruttura.

Alcuni strumenti come BigQuery, Dataflow e Cloud Pub/Sub su Google Cloud Platform consentono di analizzare questi enormi dati a una velocità incredibile.

Inoltre l’integrazione nativa con piattaforme di Machine Learning come Auto ML, permette di ricavare ulteriore valore dai dati a disposizione anche senza avere competenze specifiche in data science.

Diverse importanti aziende, tra le più visionarie sul mercato, hanno già intrapreso con il nostro supporto il loro percorso per diventare delle vere e proprie data-driven company.

Parliamo di aziende come Fontana Gruppo, realtà leader nel settore dei fasteners a livello globale e di Virgin Active che guida il settore fitness e wellness con 35 centri in tutta italia.

Se vuoi approfondire l’argomento con noi e capire come puoi cominciare anche tu nella tua azienda contattaci a [email protected]

Autore: Fabrizio Clerici, Head of Cloud, Huware.

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Huware: la terza dimensione dell’innovazione https://huware.com/huware-la-terza-dimensione-dellinnovazione/ Sun, 05 May 2019 16:26:13 +0000 https://huware.com/?p=721 Huware e Innovazione. Un breve ma importante pensiero di Andrea Servili, Co-Founder di Huware, nonché uno degli imprenditori che per primi credettero nelle potenzialità del cloud in Italia. L’inizio La prima volta che andai nella sede di Google era il 2012. Io e il mio team ci occupavamo dal 2007 di change management e tecnologia, […]

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Huware e Innovazione.

Un breve ma importante pensiero di Andrea Servili, Co-Founder di Huware, nonché uno degli imprenditori che per primi credettero nelle potenzialità del cloud in Italia.

L’inizio

La prima volta che andai nella sede di Google era il 2012.
Io e il mio team ci occupavamo dal 2007 di change management e tecnologia, in un periodo in cui il mondo del Cloud in Italia era ancora una Chimera, qualcosa tutto da scoprire.

Negli uffici di Google si respirava aria di innovazione e si percepiva la grande visione.
Gli strumenti di collaborazione e condivisione di “Google Apps” erano in fase di evoluzione e a stento si sentiva parlare di Big Data e Machine Learning.

Discorsi da extraterrestri.

Siamo stati tra i primi a scommettere su queste tecnologie, perché ci rendemmo conto di quanto l’innovazione stesse diventando un fattore critico di successo per accelerare il cambiamento nelle aziende e costruire un mindset differente.

Per evolvere le abitudini consolidate nel modo di lavorare, accrescere la collaborazione e prendere decisioni veloci.

La scelta

Da qui la scelta di investire e diventare un Partner di riferimento di Google for Enterprise (successivamente Google for Work e Google Cloud), e la scelta reciproca di Google di investire su di noi affidandoci progetti globali con un elevato impatto strategico.

Uno di questi, Gruppo Fontana che divenne una case pubblica di Google.

4500 dipendenti in 4 diverse region, in cui fummo coinvolti in un importante progetto di Change Management e Innovazione.

Poi altri clienti con storie affascinanti: iGuzzini, Virgin Active, MBE, Noberasco, Generali e tanti altri.

Dopo il boom della collaboration arrivò il Cloud, inteso come infrastruttura e piattaforma. Una nuova diga che è caduta, una nuova rivoluzione.

Da lì un’altra sfida, basata su un’intuizione: FNM Group affidò a noi il Cloud Journey completo. Oltre all’introduzione di G Suite, siamo stati i primi in Europa a migrare un sistema SAP (HANA e S/4HANA) sul Cloud di Google.

Al centro di questi progetti, per noi, oltre alla tecnologia, c’è sempre di più l’uomo con la sua creatività, il suo atteggiamento e le competenze soft.

Huware è la nostra nuova avventura che rilancia il mantra “l’innovazione è fatta dalle persone e non dalle macchine”, ponendo al centro dell’evoluzione digitale delle aziende l’equilibrio tra persone, processi e tecnologie.

Per noi l’elemento chiave, la risorsa insostituibile che rende il futuro un’innovazione funzionale e non una incognita, è lo HUMANWARE. Un connubio tra la componente umana e la componente digitale della tecnologia.

Porteremo questo concetto in tutti i nostri progetti, nelle testimonianze e nelle interviste che avrete modo di trovare e sfogliare nel nostro blog.

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