Marevivo https://marevivo.it/ Fri, 13 Mar 2026 12:27:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://marevivo.it/wp-content/uploads/2025/06/cropped-FAVICO_LogoMarevivo2025_DelfiniBlu_512x512-32x32.png Marevivo https://marevivo.it/ 32 32 Una bella storia dal Tevere https://marevivo.it/blue-news/una-bella-storia-dal-tevere/ Fri, 13 Mar 2026 11:32:46 +0000 https://marevivo.it/?p=59688 L'articolo Una bella storia dal Tevere proviene da Marevivo.

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Quando il fiume mette alla prova la forza del lavoro di squadra

Il Tevere, il fiume che attraversa Roma, ha vissuto settimane di piena e forti correnti. Le piogge intense che si sono abbattute sulla città hanno fatto salire il livello del fiume fino a oltre 10 metri all’idrometro di Ripetta, trascinando con sé rami, alberi e detriti lungo il suo corso. Tra questi anche un gigantesco tronco di quasi trenta metri, alto come un edificio di dieci piani, con radici e ramificazioni imponenti, che si è arenato proprio sotto la sede galleggiante di Marevivo allo Scalo de Pinedo.

Questo enorme tronco si è incastrato sotto la struttura, mettendo a rischio l’equilibrio della nostra sede storica, che si trova lungo le sponde del Tevere. I primi tentativi di spostarlo con un’imbarcazione, la “San Pietro”, e con l’aiuto di sommozzatori esperti della società Drag Sub, non sono bastati: il tronco era rimasto bloccato tra i cassoni che garantiscono il galleggiamento della struttura. Nel frattempo, il livello dell’acqua ha iniziato a scendere, aumentando il rischio che la sede galleggiante finisse per appoggiarsi sul legno con conseguenze estremamente pericolose.

È stato allora che è nato uno sforzo corale, che ha visto lavorare insieme una squadra composta da persone competenti e affiatate, tutte unite per un obiettivo comune. Regione Lazio, Vigili del Fuoco, guidati dal Comandante Adriano De Acutis che ha coordinato il nucleo dei sommozzatori e il distaccamento fluviale, la Polizia fluviale, operatori specializzati e Marevivo, con la supervisione dell’Ing. Giorgio Pineschi dell’Autorità Idraulica Regionale, che hanno coordinato un intervento complesso sotto una pioggia battente. Con l’aiuto di un’autogrù dotata di braccio telescopico, il tronco è stato spinto verso il basso e poi lentamente trascinato al centro del fiume grazie al potente battello “Agrippina”, fino a liberare la sede galleggiante senza provocare danni.

Alla fine, il gigantesco tronco è stato portato in sicurezza sulla banchina. Quella che sembrava una minaccia si è trasformata in una storia a lieto fine dal fiume di Roma: la dimostrazione che, anche di fronte alla forza della natura, collaborazione, competenza, determinazione e coraggio possono fare la differenza. Una prova superata insieme lungo le sponde del Tevere, dove la vita pulsa, ricca di biodiversità, in un ciclo che si anima e fluisce al ritmo delle stagioni.

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ENERGIA, ECONOMIA, SICUREZZA E AMBIENTE https://marevivo.it/blue-news/energia-economia-sicurezza-e-ambiente/ Wed, 11 Mar 2026 15:41:05 +0000 https://marevivo.it/?p=59555 L'articolo ENERGIA, ECONOMIA, SICUREZZA E AMBIENTE proviene da Marevivo.

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La lettera aperta della presidente Marevivo ai direttori delle principali testate nazionali

Egregio Direttore,

energia, economia, sicurezza e ambiente. Parole che oggi sembrano utopiche in un mondo segnato da disordine, conflitti e perdita di diritti costruiti in quasi ottant’anni di democrazia e cooperazione internazionale. Tra i fattori di questo cambiamento di paradigma, la produzione di energia è certamente uno dei principali.

Per questo ribadiamo l’urgenza di una transizione verso fonti pulite. La guerra in Iran e le tensioni nel Golfo stanno già colpendo i mercati energetici globali: il petrolio ha sfiorato i 100 dollari al barile e l’incertezza sulle forniture ha spinto al rialzo gas ed elettricità in Europa, alimentando i timori legati allo Stretto di Hormuz. Quando l’energia dipende da poche aree strategiche del pianeta, ogni conflitto può trasformarsi in inflazione, instabilità economica e rischi per la sicurezza energetica.

Sempre più analisi internazionali indicano che la sicurezza energetica passa dall’accelerazione delle rinnovabili, che garantiscono indipendenza e stabilità dei prezzi. Solare ed eolico, oltre a ridurre le emissioni, non sono soggetti alle stesse dinamiche geopolitiche di petrolio e gas. Secondo l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), oltre il 90% dei nuovi impianti rinnovabili è ormai più economico delle nuove centrali fossili; anche l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) indica le rinnovabili come l’opzione più competitiva per la nuova produzione elettrica.

Nel dibattito torna, però, il nucleare. La proposta europea di sviluppare piccoli reattori modulari solleva interrogativi: anche i reattori più avanzati producono rifiuti radioattivi e richiedono tempi lunghi di realizzazione, mentre le rinnovabili possono essere installate rapidamente. Inoltre, si rischierebbe di sostituire la dipendenza da petrolio e gas con una nuova dipendenza strategica dall’uranio. In Italia, il ricorso al nucleare è stato respinto due volte da referendum popolari, nel 1987 e nel 2011.

Come sostiene l’economista Jeremy Rifkin, l’Italia possiede tutte le condizioni naturali per costruire una vera indipendenza energetica: sole, vento, mare, risorse idriche e potenziale geotermico permettono di sviluppare un sistema basato su energie pulite, diffuse e prodotte localmente.

Di fronte a crisi energetiche e climatiche, la vera sfida è costruire un sistema più resiliente e democratico. Per Marevivo la transizione energetica non è solo una scelta economica o tecnologica: è la condizione per proteggere il mare e gli ecosistemi che regolano il clima e sostengono la biodiversità da cui dipende la vita sul pianeta.

Rosalba Giugni

Presidente Fondazione Marevivo

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Marevivo e Jeremy Rifkin, un impegno comune per il “Pianeta Acqua” https://marevivo.it/blue-news/marevivo-e-jeremy-rifkin-un-impegno-comune-per-il-pianeta-acqua/ Fri, 06 Mar 2026 11:41:09 +0000 https://marevivo.it/?p=59240 L'articolo Marevivo e Jeremy Rifkin, un impegno comune per il “Pianeta Acqua” proviene da Marevivo.

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Focus dell’evento presso la sede della Fondazione: la tutela del 30% di terre e mari entro il 2030

Rifkin: “Urgente un Blue Deal per proteggere il Pianeta Acqua”

Un legame fondato su una visione condivisa: riconoscere nell’acqua e nel mare il cuore pulsante della vita sul pianeta. Con l’incontro presso la sede nazionale di Marevivo, l’economista e saggista statunitense Jeremy Rifkin ha rinnovato insieme alla Fondazione un impegno comune: riportare al centro dell’agenda politica internazionale la tutela del mare e il raggiungimento dell’obiettivo di proteggere almeno il 30% di terre e mari entro il 2030.

L’evento, dedicato al libro “Pianeta acqua”, ha rappresentato non solo la presentazione dell’ultima opera di Rifkin, ma la conferma di una profonda sintonia con Marevivo su una visione idrocentrica del pianeta. Nel saggio, l’autore individua nell’acqua – la risorsa più preziosa e strategica del XXI secolo – la chiave per affrontare la crisi ambientale globale, proponendo un cambiamento di paradigma verso un modello economico capace di coniugare sostenibilità, equità e innovazione.

La presenza di Rifkin nella sede galleggiante di Marevivo sul Tevere testimonia un percorso che da decenni accompagna l’impegno della Fondazione nella difesa degli ecosistemi marini e nella diffusione di una cultura della sostenibilità, resa oggi ancora più urgente da un contesto internazionale segnato da conflitti e instabilità.

“In tempo di guerra l’ambiente e il nostro mare non possono diventare l’ultima delle priorità – ha dichiarato Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo. È un momento storico in cui la tutela dell’ambiente passa inevitabilmente in secondo piano, il mare appare distante, quasi invisibile. C’è stato persino chi ha considerato una fortuna che un missile sia caduto in mare e non sulla terra. Questa è una visione pericolosa. Il mare non è un vuoto dove tutto ciò che accade non conta: è la matrice della vita, regola il clima e rappresenta il nostro futuro”.

Gli oceani coprono il 71% della superficie terrestre, custodiscono oltre il 95% della biosfera e producono più del 50% dell’ossigeno che respiriamo. Eppure, sono minacciati da inquinamento, sovrasfruttamento delle risorse ittiche e crisi climatica, fattori che ne compromettono l’equilibrio e la capacità di rigenerazione.

Nel corso dell’incontro di ieri è stato ribadito l’obiettivo 30×30 previsto dal “Global Biodiversity Framework”: proteggere almeno il 30% delle terre, delle acque interne e dei mari entro il 2030, assicurando che almeno il 10% delle aree marine sia sottoposto a tutela integrale o altamente protetta (no-take), condizione indispensabile per consentire la piena rigenerazione degli ecosistemi.

Attualmente solo l’8,4% degli oceani gode di una qualche forma di protezione, mentre la quota pienamente protetta si attesta tra il 2,8% e il 3,2%. Nel Mediterraneo le aree protette coprono tra il 6% e il 9% delle acque, ma solo una parte limitata garantisce livelli di tutela realmente efficaci. In Italia, dove la rete comprende 30 Aree Marine Protette e 2 parchi sommersi, permangono criticità legate alla copertura degli habitat, ai finanziamenti e alla governance. Le Aree Marine Protette rappresentano oggi la principale infrastruttura di difesa del mare: santuari di biodiversità, laboratori di ricerca e strumenti di educazione ambientale fondamentali per garantire lo spazio e il tempo necessari alla rigenerazione degli ecosistemi. Investire nella loro espansione e nel loro rafforzamento significa prevenire costi ambientali, sociali ed economici futuri e costruire un modello di sviluppo capace di integrare tutela ambientale e crescita sostenibile.

“Proteggere il mare significa proteggere il nostro futuro – ha proseguito Giugni –. Il 30×30 non è un obiettivo simbolico, ma una scelta strategica. Senza oceani sani non esistono sicurezza alimentare, stabilità climatica, né sviluppo economico sostenibile.”

Nel suo intervento, Jeremy Rifkin ha ribadito poi la necessità di un cambiamento radicale di paradigma: “Ripensare l’acqua come fonte di vita e non come fonte di profitto rappresenta una vera rivoluzione culturale. Significa riorientare il nostro modo di abitare il pianeta, riconoscendo che siamo parte di un sistema acquatico e interdipendente. L’avventura umana sta entrando in una fase nuova, fondata sulla consapevolezza che la Terra è prima di tutto un pianeta d’acqua. Se vogliamo preservare le condizioni che rendono possibile la nostra sopravvivenza, dobbiamo affiancare al Green Deal un ‘Blue Deal’ che intervenga in ogni aspetto della nostra vita: nel modo in cui produciamo e consumiamo energia, gestiamo le risorse, organizziamo le città, governiamo l’economia e formiamo le nuove generazioni. L’acqua diventa così il principio guida di una trasformazione che unisce innovazione tecnologica, responsabilità sociale e tutela degli ecosistemi. Questa nuova fase comincia dalla consapevolezza che la nostra casa comune, come l’ha definita Papa Francesco, è un Pianeta Acqua e va governata come tale”.

L’incontro, moderato dal giornalista Riccardo Luna, si è concluso con la cerimonia di investitura di Rifkin a “Cavaliere del Mare”, riconoscimento conferito da Marevivo a personalità che si distinguono per l’impegno concreto nella difesa degli oceani e nella promozione di una cultura della sostenibilità.

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AL VIA “DELFINI GUARDIANI” PER EDUCARE I PIU’ PICCOLI ALLA TUTELA DEL MARE https://marevivo.it/blue-news/al-via-delfini-guardiani-per-educare-i-piu-piccoli-alla-tutela-del-mare/ Thu, 26 Feb 2026 13:45:46 +0000 https://marevivo.it/?p=58957 L'articolo AL VIA “DELFINI GUARDIANI” PER EDUCARE I PIU’ PICCOLI ALLA TUTELA DEL MARE proviene da Marevivo.

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In Sardegna, Sicilia e Toscana riparte il progetto nazionale di Marevivo che si rivolge agli alunni delle classi primarie e secondarie di primo grado delle isole minori

In un contesto globale segnato dalla crisi climatica e da profondi cambiamenti ambientali, investire nell’educazione dei più piccoli rappresenta una scelta strategica, ma soprattutto necessaria. Anche per questo riparte “Delfini Guardiani”, il progetto nazionale di educazione ambientale promosso dalla Fondazione Marevivo e reso possibile dal contributo della MSC Foundation, che coinvolgerà, per l’anno scolastico in corso, oltre 1600 alunni e alunne e 350 docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado delle Isole d’Elba e Capraia, La Maddalena, Egadi, Eolie, Ustica e nella città di Milazzo.

“Delfini Guardiani” mira ad avvicinare le giovani generazioni alla conoscenza del mare e del proprio territorio, promuovendo una maggiore consapevolezza sull’importanza degli ecosistemi marini e sulle principali minacce che li mettono a rischio: l’inquinamento, la crisi climatica e la perdita di biodiversità. Attraverso un percorso strutturato e coinvolgente, il progetto intende rafforzare il senso di responsabilità e di appartenenza delle nuove generazioni nei confronti dell’ambiente.

“I notevoli risultati raggiunti da questo progetto di educazione ambientale nel corso delle edizioni, in termini di diffusione sul territorio e partecipazione, sono il frutto di una sinergia virtuosa tra istituzioni nazionali e locali, settore pubblico, realtà private e terzo settore – dichiara Laura Gentile, Responsabile nazionale “Delfini Guardiani” per Marevivo. – Un modello di collaborazione che conferma quanto sia fondamentale fare rete e lavorare insieme per promuovere la tutela dell’ambiente e investire concretamente nel futuro delle nuove generazioni”.

“Da oltre un decennio, e con orgoglio dal 2015, collaboriamo con Marevivo per rafforzare il legame dei giovani con il mare. In quanto fondazione a guida familiare con profonde connessioni con il Mediterraneo, crediamo che l’educazione sia essenziale per salvaguardare gli ecosistemi marini. Il programma ha coinvolto oltre 10.600 giovani Delfini Guardiani in 12 comunità insulari e circa 800 insegnanti, promuovendo una responsabilità ambientale duratura”, dichiara Daniela Picco, Direttore Esecutivo della MSC Foundation.

In Toscana il progetto, che gode del patrocinio dei Comuni di Portoferraio e Capraia può contare sulla collaborazione e il supporto del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, coinvolgerà per l’ottavo anno consecutivo i plessi di primaria “Casa del Duca” e “San Rocco” dell’Istituto Comprensivo di Portoferraio “Sandro Pertini” di Portoferraio e per il secondo anno il plesso “C. Nolli” dell’Isola di Capraia dell’Istituto Comprensivo “Micali”, impegnando nel percorso didattico oltre 210 alunni e alunne con i loro docenti. In Sicilia l’iniziativa – grazie alla collaborazione dei dirigenti scolastici e dei docenti degli Istituti Comprensivi “Secondo Milazzo”, “Terzo Milazzo”, “Isole Eolie”, “Lipari – Santa Lucia”, “A. Rallo”, “S. Profeta” – vedrà la partecipazione attiva di oltre 1.200 alunne e alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado nelle isole di Lipari, Vulcano, Salina, Panarea, Stromboli, Filicudi, Favignana, Marettimo, Ustica e nella città di Milazzo. Mentre in Sardegna, con il patrocinio del Comune di La Maddalena e del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, “Delfini Guardiani” coinvolgerà per il terzo anno consecutivo i plessi di primaria “Moneta” e “Carducci” dell’Istituto Comprensivo “La Maddalena – Emanuela Loi” e per il primo anno l’Istituto paritario “San Vincenzo”, impegnando nel percorso didattico oltre 190 alunni e alunne.

Il percorso di apprendimento previsto dal progetto permetterà ai piccoli partecipanti di conoscere meglio il valore che riveste oggi la tutela del patrimonio naturale e il ruolo fondamentale svolto da parchi e aree marine protette nella salvaguardia degli ecosistemi. Centrale, inoltre, è il messaggio rivolto ai più giovani: ciascuno può contribuire concretamente alla difesa dell’ambiente attraverso scelte quotidiane consapevoli, comportamenti responsabili e stili di vita sostenibili.

Nel corso dell’anno scolastico, le classi prenderanno parte attiva a un programma di attività didattiche in aula e outdoor attraverso lezioni interattive, laboratori scientifici, esperienze all’aperto, momenti di osservazione diretta della biodiversità e incontri con rappresentanti delle istituzioni. Gli studenti avranno l’opportunità di utilizzare strumenti e materiali messi a disposizione dalla Fondazione per approfondire in modo pratico e creativo i temi legati alla sostenibilità, alla transizione ecologica e alla tutela delle risorse naturali.

Al termine del percorso triennale, i partecipanti riceveranno la Card “Delfini Guardiani”, diventando simbolicamente promotori di comportamenti virtuosi nelle proprie comunità e autorizzati a recarsi, senza essere accompagnati da adulti, presso il Comune o gli uffici della Guardia Costiera, dell’AMP o del Parco Nazionale per segnalare criticità o esempi di buone pratiche. L’iniziativa di educazione ambientale nazionale, giunta quest’anno alla sua XI edizione, incoraggia il dialogo con enti locali e autorità competenti stimolando nei ragazzi un ruolo attivo nella salvaguardia del territorio.

Promuovere l’Ocean Literacy significa fornire agli studenti strumenti concreti per comprendere il legame tra attività umane e salute del mare, favorendo comportamenti responsabili e una cittadinanza più consapevole.

A livello nazionale, “Delfini Guardiani” si avvale del patrocinio del CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri – Forestali), di Federparchi e della collaborazione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e della Marina Militare. Nei territori coinvolti, l’iniziativa è sostenuta da Comuni, Aree Marine Protette e Parchi Nazionali.

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“Supermarecross”: al via l’ennesimo scempio “sportivo” ai danni dell’ambiente https://marevivo.it/blue-news/supermarecross-al-via-lennesimo-scempio-sportivo-ai-danni-dellambiente/ Wed, 25 Feb 2026 13:48:51 +0000 https://marevivo.it/?p=58919 L'articolo “Supermarecross”: al via l’ennesimo scempio “sportivo” ai danni dell’ambiente proviene da Marevivo.

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Marevivo e C.I.T.A.N.G.E: la gara di motocross prevista a Maccarese rischia di danneggiare la spiaggia laziale e il suo habitat

Campionati Internazionali d’Italia su Sabbia Supermarecross si svolgeranno tra il 28 febbraio e il primo di marzo sull’arenile laziale di Maccarese, in provincia di Roma e, ancora una volta, un evento sportivo rischia di distruggere irrimediabilmente il litorale senza alcun riguardo per la sua conservazione. A denunciarlo è Fondazione Marevivo, che con il C.I.T.A.N.G.E – Coordinamento italiano tutela ambienti naturali dai grandi eventi, si batte da anni per evitare che eventi come questi compromettano gli habitat di intere spiagge, a scapito di qualunque forma di rispetto e tutela.

“Questo uso irresponsabile degli spazi naturali o semi-naturali da parte di organizzazioni private è spesso reso possibile avvalendosi della sola autorizzazione del Comune ospitante, senza alcuna legittimazione da parte degli organismi statali competenti – denuncia Rita Paone, Responsabile Divisione Spiagge e Coste Marevivo. – Negli ultimi anni e con frequenza sempre maggiore, gli habitat individuati dall’Unione Europea e dai trattati internazionali quali rarità da salvaguardare vengono utilizzati per fini ludici e sportivi che determinano un’alterazione permanente dello stato dei luoghi, recando disturbo alle specie presenti, specialmente durante la stagione riproduttiva. Tutto questo non è più sostenibile”.

“Le Amministrazioni locali non dovrebbero autorizzare manifestazioni di questo genere, in violazione delle norme poste a tutela della aree naturali che obbligano gli organizzatori a dimostrare che le relative azioni non comportino danni significativi all’ecosistema e alla biodiversità nell’area interessata dall’evento, in base a quanto previsto dal DM n. 459/2022 sui Criteri ambientali minimi”, dichiara Bruno Petriccione, giuri-ecologo Presidente dell’Associazione Appennino Ecosistema, in rappresentanza del CI TANGE. 

Le coste italiane, siano esse sabbiose o rocciose, rappresentano aree preziose per la biodiversità e, a dispetto della fortissima pressione antropica che subiscono in ogni periodo dell’anno, soprattutto d’estate, meriterebbero una maggiore tutela. La nostra Costituzione, all’art. 9, “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Eppure, molto spesso gli interessi economici prevalgono sull’equilibrio degli ecosistemi. Il risultato qual è? Che intere spiagge e dune di sabbia vengono rimosse e spostate da una parte all’altra, senza nessun riguardo per la naturale morfologia dei litorali.

Per preservare la conformazione delle spiagge, nell’agosto 2022, Marevivo ha lanciato la petizione “No ai grandi eventi su spiagge e siti naturali” con Enpa, LAV, Sea Shepherd Italia e COORDINAMENTO ITALIANO TUTELA AMBIENTI NATURALI DAI GRANDI EVENTI (C.I. – T.A.N.G.E.) che ha raccolto oltre 67 mila firme. “Spiagge e litorali rappresentano ambienti fragili e dinamici e sono importanti aree di transizione tra la terraferma e il mare” si legge nella petizione “No ai grandi eventi su spiagge e siti naturali” che oggi ha raccolto quasi 70mila firme.

“Spiagge e litorali rappresentano ambienti fragili e dinamici e sono importanti aree di transizione tra la terraferma e il mare. Oltre a ospitare preziosi ecosistemi, sono aree filtro che proteggono il mare dall’inquinamento dell’entroterra e l’entroterra dall’azione erosiva del mare e dalla risalita dell’acqua salata nelle falde di acqua dolce. Soltanto la sabbia, che spesso diamo per scontato, impiega millenni a formarsi” spiegano i promotori della petizione.

Il C.I. T.A.N.G.E., a supporto dell’azione di associazioni e cittadini a tutela della biodiversità, ha inoltre realizzato un VADEMECUM dal titolo Applicazione della normativa a tutela delle aree naturali, da considerarsi uno strumento di legalità per una difesa attiva degli habitat naturali contro la presente deriva che riduce a mero valore economico l’ambiente. Il Vademecum è il risultato diretto dei lavori seguiti al Convegno “Grandi eventi in siti naturali: quali impatti per l’ambiente e la biodiversità”, che si è tenuto il 9 marzo 2025 a Roma, presso la sede di Marevivo.

Nonostante l’impegno della Fondazione e del C.I.T.A.N.G.E, le decisioni politiche di molte amministrazioni, che avallano eventi sportivi come questo senza alcun rispetto dei fondamentali criteri di sostenibilità, violano gli stessi valori di tutela ambientale che fingono di rispettare.

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Marevivo alla prima edizione del Festival “Un Solo Mare” https://marevivo.it/blue-news/marevivo-alla-prima-edizione-del-festival-un-solo-mare/ Wed, 04 Feb 2026 14:35:38 +0000 https://marevivo.it/?p=58694 L'articolo Marevivo alla prima edizione del Festival “Un Solo Mare” proviene da Marevivo.

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 All’Auditorium Parco della Musica cinque giornate di incontri, conferenze, lectio, mostre, laboratori didattici, spettacoli, concerti dedicati alla cultura del mare 

Dall’11 al 15 febbraio 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si svolgerà la prima edizione di Un Solo Mare, un nuovo Festival prodotto dalla Fondazione Musica per Roma che intende celebrare il mare, patrimonio condiviso e risorsa insostituibile.

Un Solo Mare nasce dall’esigenza di creare uno spazio di confronto dedicato a quel 70% della superficie del pianeta che regola il clima e produce metà dell’ossigeno che respiriamo. Mari e oceani ospitano la maggior parte della vita conosciuta, ma sono anche un sistema di correnti, rotte e migrazioni, dove fenomeni naturali e dinamiche sociali si intrecciano e dove scienza, tecnologia, economia, cultura e politica dialogano continuamente.

Obiettivo del Festival è quello di promuovere una cultura del mare che permetta a tutti di conoscerlo, valorizzarlo, proteggerlo e viverlo in modo sostenibile. La manifestazione vuole essere un momento di incontro tra scienza, cultura, economia, società, arte, ma anche un omaggio al mare – via di comunicazione e scambio tra popoli, lingue e saperi – in un Festival che intende intrecciare scienza, responsabilità e creatività – dalla ricerca alla divulgazione, dalla fotografia al teatro – per esplorare il mare come uno spazio vivo, fragile e condiviso.

Parlare di mare è necessario: per abitarlo in modo più consapevole, per immaginare un futuro che tenga insieme sviluppo, equità e tutela ambientale. Un Solo Mare riunisce sguardi differenti per raccontare un unico sistema: il mare come ecosistema, patrimonio culturale, risorsa economica, spazio politico e immaginario, bene comune.

Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, con la partnership progettuale di Codice Edizioni, il Festival Un Solo Mare, con la direzione scientifica del prof. Roberto Danovaro, è promosso da Roma Capitale–Assessorato alla Cultura, con il Patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, e ha come partner scientifici CMCC–Centro Euro–Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, CNR–Consiglio Nazionale delle Ricerche, ENEA–Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ISPRA–Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, OGS–Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, Fondazione Marevivo, ASviS–Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. In collaborazione con Cluster Tecnologico Nazionale “Blue Italian Growth” (CTN-BIG), Biblioteche di Roma e Marina Militare. Con la partecipazione di Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e Fondazione Santo Versace. Partner culturali Pianeta Mare Film Festival, Scuola Holden e Fondazione Symbola.

Nei cinque giorni del Festival, tra conferenze, laboratori, mostre, spettacoli ed eventi per famiglieUn Solo Mare proporrà diverse prospettive legate al mare: esplorazione, tecnologie, biodiversità, cambiamenti climatici, coste, sostenibilità. Sarà luogo di confronto tra cittadinanza, imprese, istituzioni e comunità scientifica su energia, pesca sostenibile, aree marine protette, innovazione e rotte del Mediterraneo. Un’occasione per riflettere sulle sfide ambientali, culturali e sociali che attraversano gli oceani e per immaginare nuove strategie e forme di cooperazione. Oltre alla dimensione scientifica, il mare sarà presente anche come spazio narrativo e culturale: luogo di storie di scienziati ed esploratori, economisti, atleti, scrittori, artisti e tecnologi. Uno spazio in cui l’immaginazione incontra la conoscenza e l’esperienza di chi lo attraversa e dialoga con lo sguardo di chi lo studia.

Un Solo Mare riunisce voci autorevoli e sguardi diversi: dallo scrittore Björn Larsson, che al mare ha affidato pagine decisive della sua immaginazione, alle esperienze sportive e umane di Alessandra Sensini e Giovanni Soldini, che apriranno il Festival con un appuntamento rivolto alle scuole, a Dario Fabbri, grande esperto di geopolitica, fino ai linguaggi coinvolgenti di Elisabetta Dami, creatrice di Geronimo Stilton, e Claudio Sciarrone, sceneggiatore e disegnatore di Topolino, a Andrea Rinaldo, professore emerito e direttore del Laboratoire d’Écohydrologie dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, vincitore del Water Prize 2023, le cui ricerche pionieristiche sulle reti fluviali e la diffusione di specie e patogeni si intrecciano con l’ecologia marina per esplorare le interconnessioni tra ambiente, salute umana e gestione sostenibile delle risorse idriche in un pianeta in trasformazione. Figure diverse, accomunate da un rapporto diretto, vissuto e consapevole con il mare. Non mancheranno momenti dedicati all’economia del mare o alle arti, come il concerto dell’Orchestra del Mare organizzata con la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e la Fondazione Santo Versace che vedrà la partecipazione del Maestro Nicola Piovani e di Alessio Boni.

“La cultura non è uno spazio fisico – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio – ma lo diventa se prende sostanza con l’aggregazione delle persone che partecipano alle opportunità culturali. La scorsa estate, per tutta la stagione, come assessorato alla cultura abbiamo portato nelle spiagge libere di Ostia Ponente, che il Comune si è incaricato di gestire, una serie di iniziative e appuntamenti diffusi e accessibili con ‘Un Mare di cultura’: il mare è diventato una quinta, un pezzo di palcoscenico, per diffondere eventi culturali e di aggregazione, con una consapevole riappropriazione dello spazio. Il festival ‘Un solo mare’, ideato da Fondazione Musica per Roma, ha il merito di attraversare idealmente questo spazio e portare la cultura del mare dentro le mura della città con cinque giorni ricchi di incontri, reading, spettacoli, concerti con l’Orchestra del Mare e la straordinaria partecipazione del Maestro Piovani, alla presenza di scienziati, scrittori, esperti, scrittori, economisti, atleti e artisti. Una novità importante per i cittadini, perché la cultura del mare si esprime attraverso le questioni di grandi attualità, come le sfide ambientali, sociali e ovviamente culturali legate al mondo del mare”.

“Un Solo Mare nasce come una nuova sfida per l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e per la Fondazione Musica per Roma: una sfida culturale e civile, profondamente concreta – ha commentato l’Ad di Fondazione Musica per Roma Raffaele Ranucci – Aprire una riflessione sul mare a Roma, città che con il mare ci convive, significa creare uno spazio di riflessione su una realtà che riguarda tutti, da vicino. Il mare regola il clima, ospita una straordinaria biodiversità, è via di scambio, di lavoro, di economia, di migrazione, ma è anche uno degli spazi più esposti agli effetti dei cambiamenti climatici. Per l’Auditorium Parco della Musica, Un Solo Mare che dedichiamo a David Abulafia, grande storico ed eccezionale interprete del Mediterraneo, scomparso improvvisamente il 24 gennaio scorso, rappresenta un ulteriore passo nel percorso di ampliamento della propria programmazione e missione: essere un luogo capace di intercettare i grandi temi del presente e di trasformarli in occasioni di conoscenza, dialogo e partecipazione. Perché la cultura è uno degli strumenti più efficaci per costruire un rapporto più consapevole e responsabile con il futuro che ci attende”.

Rosalba Giugni, Presidente Fondazione Marevivo: “Oggi più che mai è necessario diffondere una maggiore consapevolezza ambientale tra le nuove generazioni per contrastare la crisi climatica. Da anni Marevivo è impegnata nella diffusione dell’educazione ambientale negli istituti scolastici e, anche di recente, con la campagna il Mare a Scuola ha ribadito l’urgenza di inserire lo studio del mare e degli oceani nei percorsi didattici di ogni ordine e grado. Iniziative come il Festival ‘Un Solo Mare’ sono fondamentali perché mirano a informare l’opinione pubblica sull’importanza di tutelare l’ecosistema marino. La mostra “Only One: One Planet, One Ocean, One Health”, esposta all’interno del Festival, evidenzia come nel nostro pianeta tutto sia interconnesso allo scopo di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di realizzare la transizione ecologica. Siamo felici che Licia Colò, amica di Marevivo e testimonial di questo evento, continui a sostenere con impegno e costanza le nostre battaglie per difendere il Mare”.  

“Ambiente, identità ed economia sono alla base del nostro futuro. Per affrontare insieme i pericoli connessi all’inquinamento e alla crisi climatica – ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – c’è bisogno delle energie migliori. Serve un’Italia che fa l’Italia. E i numeri ci dicono che l’Italia, nel Mediterraneo, è un grande Paese di mare. Come si legge nel report Un Solo Mare di Fondazione Symbola e Fondazione Musica per Roma, nel periodo 1926-2025 il mare italiano ha registrato un aumento della temperatura di +1,9 °C: è il secondo valore più alto tra i mari che circondano i Paesi dell’UE. È prima per numero di aree marine protette con 284 siti, che proteggono una superficie di oltre 21.720 km², con risultati rilevanti su habitat e specie. Parlare di mare è necessario: per proteggerlo e abitarlo in modo più consapevole”.

​In collaborazione con le Biblioteche di Roma, dall’11 al 14 febbraio, la Biblioteca Elsa Morante presso il Porto Turistico di Roma (Municipio X) ospiterà un programma articolato che intreccia scienza, letteratura e attività per famiglie, a cura di ISPRA e OGS. Mostre, laboratori e incontri con autori si alterneranno per offrire un’esperienza culturale rivolta a pubblici diversi: un percorso culturale dedicato al territorio di Ostia e al suo rapporto privilegiato con il mare. Tra gli ospiti attesi, gli scrittori Björn Larsson e Claudia Fachinetti.

Cinque le mostre: “AMERIGO VESPUCCI-ON BOARD!” (a cura della Marina Militare), una selezione di scatti in bianco e nero di Carlo Mari che racconta la vita a bordo della nave Amerigo Vespucci durante la traversata atlantica, un ritratto autentico di manovre, volti ed emozioni, dove rigore documentario e sensibilità artistica rivelano l’anima del veliero e del suo equipaggio; “BANQUETTE ALLA RISCOSSA!” (a cura di ISPRA), mostra sulla spiaggia ecologica, rivolta a grandi e piccoli: attraverso l’avventura di Leaf, si scopre l’utilità per la spiaggia e il turismo della Banquette; “TOURISM IN THE CLIMATE CHANGE ERA” fotografie di Marco Zorzanello: un progetto fotografico che cerca di analizzare gli effetti del cambiamento climatico sul nostro stile di vita; “NAVE VESPUCCI-IL VIAGGIO INTORNO AL MONDO” (a cura della Marina Militare) fotografie di Massimo Sestini, mostra dedicata alla Nave Vespucci, seguita da lontano da tutti nel suo viaggio intorno al mondo, festeggiata al suo rientro in tanti porti del Mediterraneo; “ONLY ONE” (a cura di Marevivo), mostra che affronta transizione energetica ed ecologica, economia circolare, inquinamento da plastica e riscaldamento degli oceani, un percorso che evidenzia come la salute di tutti gli esseri viventi dipenda dall’equilibrio tra ambiente naturale e attività umane, e come questo equilibrio possa essere ricostruito solo attraverso un impegno comune e integrato.

Fondazione Musica per Roma ringrazia i suoi main sponsor Banca del Fucino ed Enel, oltre a Frecciarossa di Trenitalia (Gruppo FS) in qualità di treno ufficiale della manifestazione.

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Il Senato approva il Ddl per istituire l’Area Marina Protetta “Isola di Capri” https://marevivo.it/blue-news/il-senato-approva-il-ddl-per-istituire-larea-marina-protetta-isola-di-capri/ Thu, 29 Jan 2026 11:36:12 +0000 https://marevivo.it/?p=58672 L'articolo Il Senato approva il Ddl per istituire l’Area Marina Protetta “Isola di Capri” proviene da Marevivo.

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Marevivo esprime soddisfazione per questo primo grande traguardo, in attesa che il disegno di legge completi l’iter alla Camera dei deputati

Da anni Marevivo è in prima linea per l’istituzione dell’Area Marina Protetta di Capri e oggi accoglie con grande soddisfazione questo primo traguardo: il Senato della Repubblica ha approvato ieri all’unanimità il disegno di legge per l’istituzione dell’AMP «Isola di Capri», il testo prosegue ora l’iter legislativo alla Camera dei deputati.

“Marevivo nasce a Capri oltre 40 anni fa, un lungo arco di tempo in cui abbiamo lavorato costantemente per proteggere la straordinaria biodiversità racchiusa nelle acque limpide dell’isola che ha ispirato la sua nascita. Ieri è stato raggiunto un importante risultato con l’approvazione da parte del Senato del DDL che istituirà l’AMP «Isola di Capri – dichiara Rosalba Giugni, Presidente Marevivo. – Questo traguardo si deve alla senatrice Lavinia Mennuni, prima firmataria di un compatto numero di colleghi che hanno dato il via libera alla proposta di legge, un testo che integra anche le indicazioni della minoranza a firma del senatore Luigi Nave. Un’azione coesa tra forze politiche opposte a riprova dell’esigenza di tutelare un patrimonio che tutto il mondo ci invidia”.

L’Italia è stato il primo Paese nel Mediterraneo a istituire ben 30 aree marine protette e 2 parchi archeologici sommersi, ma le leggi nazionali (L.979/1982 e L. 394/1991) ne prevedono in tutto 52. E l’Unione Europea ci spinge a fare di più con la “Strategia UE per la Biodiversità al 2030”, con cui si punta a proteggere almeno il 30% delle aree marine entro il 2030. 

Fondazione Marevivo, che è intervenuta spesso a favore di una politica rinnovata rivolta alle AMP, ha giocato un ruolo da protagonista nell’istituzione di gran parte delle aree marine attualmente protette in Italia: da Ustica alle Tremiti, da Punta Campanella alle Egadi, dai parchi archeologici di Baia e Gaiola al grande Santuario interfrontaliero dei cetacei a Capo Milazzo in Sicilia, per citarne solo alcune. A favorire questi risultati le tante battaglie nazionali e campagne di sensibilizzazione promosse dalla Fondazione e rivolte alle istituzioni e ai cittadini. 

Nel dicembre 2024, anche nell’importante incontro degli Stati Generali delle Aree protette, promosso dal sottosegretario Barbaro, Marevivo ha proposto la riforma della Legge 394/1991 per equiparare la disciplina delle AMP a quella dei Parchi nazionali, dando al patrimonio marino pari dignità rispetto a quello terrestre, stanziando fondi adeguati e dando vita a un’organizzazione strutturata per monitorare e gestire le diverse aree. I parchi marini, oltre a proteggere la biodiversità marina – primo fondamentale obiettivo della loro istituzione – devono diventare “fari di conoscenza, educazione e cultura”, centri di ricerca e catalogazione della vita del mare.

L’isola di Capri con la sua posizione strategica e la sua notorietà può diventare il simbolo concreto di una grande sfida in grado di coniugare protezione ambientale e fruizione sostenibile, economia ed ecologia. L’intera comunità caprese dispone di tutte le risorse culturali necessarie ad affrontare questo passaggio, a partire dalle due amministrazioni di Capri e Anacapri, dalle scuole e dal tessuto imprenditoriale per poi arrivare alle famiglie. Marevivo, come da quarant’anni testimoniano le sue battaglie condotte sull’isola, continuerà ad essere al fianco delle istituzioni e dei cittadini di Capri.

 

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Il Trattato ONU sull’Alto Mare entra in vigore oggi, ma l’Italia non l’ha ratificato https://marevivo.it/blue-news/trattato-onu-sullalto-mare-entra-in-vigore-oggi-ma-litalia-non-lha-ratificato/ Sat, 17 Jan 2026 10:00:27 +0000 https://marevivo.it/?p=58552 L'articolo Il Trattato ONU sull’Alto Mare entra in vigore oggi, ma l’Italia non l’ha ratificato proviene da Marevivo.

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Marevivo è tra le associazioni che hanno scritto al MASE e al Ministero dell’Economia e delle Finanze per sollecitarne la ratifica

Il Trattato ONU sull’Alto Mare entra in vigore il 17 gennaio e sarà vincolante per tutti i Paesi – ad oggi 81 – che lo hanno ratificato. Tuttavia, spiace constatare che tra questi l’Italia non ci sia. Tra i grandi assenti anche: Stati Uniti, Cina, Russia, Giappone e Germania.

Il Trattato sugli Oceani rappresenta il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante sulla Conservazione e l’Uso sostenibile della Biodiversità Marina nelle aree al di fuori della giurisdizione nazionale, pari a circa il 60% degli oceani. Un traguardo che arriva dopo circa vent’anni di negoziati multilaterali, accolto con grande soddisfazione da parte degli osservatori internazionali. Lo stesso Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, lo aveva definito “un risultato storico per gli oceani e per il multilateralismo” che ha dimostrato “cosa è possibile quando le nazioni si uniscono per il bene comune”. Un’importante accelerazione in direzione della sua ratifica c’è stata nel 2025, favorita dalla Terza Conferenza ONU sull’Oceano che si è tenuta a Nizza.

Una volta in vigore, i Paesi che hanno aderito al Trattato – uno strumento essenziale per rafforzare la governance degli oceani e contrastare la crisi climatica e della biodiversità – proporranno le aree da tutelare e voteranno collettivamente sulle misure di protezione da adottare.

Ad oggi l’accordo BBNJ – noto anche come “Trattato sull’Alto Mare” – è stato adottato da 89 paesi, a New York, il 19 giugno 2023 in attuazione della “Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare” (UNCLOS). Quest’ultima, risalente al 1982, costituisce il quadro giuridico che disciplina tutte le attività negli oceani e nei mari, di cui l’Unione Europea e gli Stati membri fanno parte. L’accordo dovrebbe consentire all’UNCLOS di stare al passo con le problematiche e gli sviluppi connessi alla biodiversità marina. Si tratta del terzo accordo attuativo della Convenzione del 1982 che nasce proprio con l’obiettivo di colmare le tante lacune normative nella tutela di aree fino ad oggi caratterizzate da una sostanziale assenza di controllo.

Il nuovo quadro giuridico introduce regole comuni su cinque ambiti chiave: l’accesso e l’utilizzo delle risorse genetiche marine; l’istituzione di aree marine protette in alto mare; l’obbligo di valutazioni di impatto ambientale per le attività umane; lo sviluppo delle capacità e il trasferimento di tecnologie ai Paesi in via di sviluppo; e infine l’assetto istituzionale e finanziario dell’accordo. Uno degli elementi più rilevanti del Trattato è la possibilità, per la prima volta, di istituire aree marine protette (AMP) su larga scala in alto mare, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo globale di proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030, come stabilito dal “Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montréal”.

Da tempo Marevivo insiste sulla necessità di aumentare il numero di aree marine protette in Italia, oggi 32 (di cui 2 parchi sommersi), a fronte delle 52 individuate dalla normativa. “Il nostro Paese ha una straordinaria biodiversità terrestre e marina che deve essere tutelata. Noi, che di mare ci occupiamo da 40 anni, siamo intervenuti per una politica rinnovata rivolta alle Aree Marine Protette che secondo la Legge n. 394 del 1991 devono diventare 52”, aveva dichiarato la Presidente Marevivo, Rosalba Giugni, in occasione degli Stati Generali delle Aree Protette italiane, presentando alcune proposte per salvaguardare le AMP. Ma al momento nessun risultato concreto.

La Fondazione, inoltre, è tra le associazioni firmatarie della lettera inviata lo scorso dicembre al Ministero dell’Ambiente e della Transizione energetica e al Ministero dell’Economia e delle Finanze – insieme con Blue Marine Foundation, Greenpeace Italia, WWF Italia e Food System, Client Earth – per sollecitare la ratifica del Trattato. Lettera alla quale il MASE ha risposto chiarendo che l’iter di ratifica nazionale dell’Accordo, guidato dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), è al momento in fase di consultazione interministeriale.

La strada verso una concreta ed efficace attuazione del Trattato è certamente lunga e complessa, soprattutto sul piano finanziario e operativo. Tuttavia, l’entrata in vigore del BBNJ rappresenta un passaggio storico: per la prima volta, infatti, la comunità internazionale si dota di regole condivise per proteggere un bene comune globale che copre il 71% della superficie terrestre. Per questo Marevivo auspica che anche l’Italia possa ratificare l’Accordo al più presto. 

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“Emergenza mareggiate”: Marevivo mobilita i NauticinBlu per ripulire le spiagge in Toscana https://marevivo.it/blue-news/emergenza-mareggiate-marevivo-mobilita-i-nauticinblu-per-ripulire-le-spiagge-in-toscana/ Thu, 15 Jan 2026 10:23:21 +0000 https://marevivo.it/?p=58502 L'articolo “Emergenza mareggiate”: Marevivo mobilita i NauticinBlu per ripulire le spiagge in Toscana proviene da Marevivo.

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In occasione dell’avvio del progetto a Viareggio, gli studenti hanno rimosso oltre 130kg di rifiuti portati a riva dalle correnti

 

Riparte anche in Toscana “NauticinBlu”, il progetto di Marevivo realizzato con il supporto di MSC Foundation e il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, allo scopo di trasmettere agli studenti degli istituti nautici competenze e valori fondamentali per affrontare le sfide ambientali. Secondo Marevivo, infatti, è indispensabile diffondere una maggiore consapevolezza ambientale tra i futuri operatori del mare, per fornire loro gli strumenti di conoscenza necessari a lavorare in questo settore e al contempo tutelare l’ecosistema marino. 

In questi giorni, in seguito alle recenti mareggiate che hanno colpito i litorali italiani, la Fondazione ha deciso di attivarsi anche in Toscana, organizzando con i NauticinBlu attività di clean-up sulle spiagge per il recupero, il monitoraggio e lo smaltimento dei rifiuti portati a riva dalle correnti. Più di 70 ragazzi dell’Istituto Tecnico Nautico Statale Artiglio di Viareggio, guidati dagli operatori di Marevivo, si sono adoperati per rimuovere oltre 130 kg di rifiuti dalla spiaggia della Lecciona, situata fra Torre del Lago e Viareggio. L’iniziativa di pulizia, coordinata a livello nazionale e denominata “Emergenza mareggiate: pronto intervento per aiutare il mare”, è prevista anche in altre regioni italiane. 

“La Delegazione Toscana accoglie per il quarto anno con molto entusiasmo a Viareggio questo progetto che unisce educazione ambientale e approfondimento dei temi che aiuteranno gli studenti a vivere le professioni del mare in modo più consapevole. Siamo felici di iniziare da quest’anno anche un percorso al Nautico Buontalenti- Cappellini- Orlando di Livorno” dichiara Marina Gridelli, Delegazione Marevivo Toscana

“Un futuro che sia al contempo prospero e sostenibile è oggi possibile e coinvolge in modo diretto le nuove generazioni. Con “NauticinBlu”, noi di Marevivo vogliamo fornire ai futuri operatori del mare tutti gli strumenti necessari a renderli più consapevoli e responsabili del loro ruolo e delle possibilità che hanno a disposizione per salvaguardare l’ecosistema marino”, spiega Maria Rapini, Referente nazionale del progetto per Marevivo. 

“La nostra collaborazione con Marevivo da dieci anni riflette l’impegno condiviso di portare l’oceano nelle aule scolastiche e nei cuori dei giovani – dichiara Daniela Picco, Direttore Esecutivo della MSC Foundation. – Sulla scia della campagna “Il Mare a Scuola” e del lancio della Marevivo Ocean Academy, insieme stiamo ispirando i futuri professionisti marittimi a conoscere, rispettare e proteggere l’ambiente da cui dipenderà il loro futuro”.

“NauticinBlu” punta a trasmettere le competenze e i valori fondamentali per affrontare le sfide ambientali del presente e del futuro, attraverso un percorso formativo che coniuga lezioni, laboratori ed esperienze sul campo, accompagnando gli studenti alla scoperta degli ecosistemi marini e delle loro fragilità legate ai cambiamenti climatici e del ruolo dell’uomo nella tutela ambientale. Particolare attenzione è dedicata anche ai “Blue Jobs”, le professioni legate all’economia del mare e alla transizione ecologica, nella consapevolezza che non può esserci una vera blue economy senza la conservazione degli ecosistemi marini.

Anche nella regione Toscana, il percorso educativo si sviluppa in diversi moduli formativi, tra cui “Non esiste un Pianeta B: la Terra, la nostra casa comune”, dedicato all’importanza dell’impegno individuale e collettivo per la tutela delle risorse naturali e dell’Oceano Globale. L’ultimo giorno è in programma una visita guidata a bordo di mezzi navali speciali: Rimorchiatore – Soc Neri Group – Livorno

Attivo dal 2017, “NauticinBlu” ha coinvolto oltre 8.000 studenti e centinaia di docenti in tutta Italia, affermandosi come un punto di riferimento per la formazione ambientale negli istituti nautici. Dal 2023 il progetto ha ampliato il proprio raggio d’azione anche a livello internazionale con NauticinBlu Europe, portando la cultura della sostenibilità marina in Grecia, Spagna e Portogallo. Di recente, l’iniziativa ha ottenuto l’accreditamento ufficiale della Missione dell’Unione Europea “Restore our Ocean and Waters by 2030” e una menzione speciale nell’ambito del Society4Med Award della Blue Mission Med, riconoscimenti che confermano il valore formativo del progetto in termini di impatto culturale. 

Per la realizzazione di “NauticinBlu” a Viareggio, Marevivo Toscana ringrazia la Dirigente scolastica Wanda Zurrida, che ha ospitato il progetto nel suo istituto nautico,  il Sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e la Comandante della Capitaneria Sabrina Di Cuio, che sono intervenuti il primo giorno e tutti i relatori che hanno supportato l’iniziativa con i loro preziosi interventi,  in particolar modo il coordinatore scientifico dell’acquario di Livorno,  dott. Giovanni Raimondi,  la dott.ssa Ilaria Rossetti della cooperativa Aplysia, il prof. Fabio Bulleri dell’Università di Pisa,  il TV Genny Ceccarelli della CP di Viareggio,  Michele Sacco di Lamma e Maurizio De Pirro,  con il quale venerdì 16 gennaio sarà possibile visitare il rimorchiatore del Consorzio Castalia di Livorno che interviene in caso di emergenze ambientali.

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Marevivo e Greenpeace non si arrendono, per difendere la Gaiola ricorrono al Consiglio di Stato https://marevivo.it/blue-news/marevivo-e-greenpeace-non-si-arrendono-per-difendere-la-gaiola-ricorrono-al-consiglio-di-stato/ Mon, 12 Jan 2026 12:34:13 +0000 https://marevivo.it/?p=58481 L'articolo Marevivo e Greenpeace non si arrendono, per difendere la Gaiola ricorrono al Consiglio di Stato proviene da Marevivo.

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                   La sentenza del Tar Campania è in contrasto con i principi della Costituzione a tutela dell’ambiente

Dal Tar Campania una decisione sbagliata e contraria alla Costituzione. Nella battaglia per tutelare il Parco Sommerso di Gaiola, Marevivo, Greenpeace Italia e Delegazione Marevivo Campania non si arrendono e decidono di rivolgersi in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Campania che, lo scorso 6 novembre, ha respinto il ricorso contro il progetto di Invitalia “Infrastrutture, Reti idriche, Trasportistiche ed Energetiche dell’area del sito di interesse nazionale di Bagnoli Coroglio”. Una sentenza che, secondo le Associazioni ambientaliste, è in contrasto con i principi della Costituzione a tutela dell’ambiente poiché trascura le pesanti ripercussioni ambientali del progetto nell’Area Marina Protetta: ecosistemi di altissimo valore ecologico, che la normativa nazionale e internazionale impongono di preservare, sono in serio pericolo.

Il progetto di riconfigurazione della rete fognaria del SIN Bagnoli-Coroglio prevede, infatti, di far confluire tutti gli scarichi di piena del bacino idrografico occidentale di Napoli proprio all’interno della Zona Speciale di Conservazione Europea IT8030041 “Fondali marini di Gaiola e Nisida” della Rete Natura 2000, raddoppiando gli scarichi sulla battigia e potenziandoli sui fondali. Soluzione cui si è opposto anche l’ente Parco, da sempre in prima linea per la chiusura dello scarico di troppopieno già esistente. Tuttavia, la sentenza del Tar Campania ha avallato l’ipotesi che il potenziamento delle reti fognarie possa contribuire a ridurre gli sversamenti e a migliorare la qualità delle acque marine, escludendo a priori il rischio di ulteriori danni ambientali. Il progetto di Invitalia, nella tesi del primo Giudice, infatti, non comporterà lo sversamento in mare di “rifiuti”, in quanto le acque reflue che fuoriusciranno dal bypass non costituiscono tecnicamente “rifiuti”. Un’impostazione che, secondo Marevivo e Greenpeace Italia, minimizza criticità concrete e apre interrogativi inquietanti sulla reale tutela del mare e dei suoi habitat più vulnerabili.

Secondo Marevivo e Greenpeace Italia, il Tar Campania si è limitato a verificare la regolarità delle procedure amministrative, ma è evidente che il nodo centrale della vicenda – quello ambientale – è stato sostanzialmente ignorato. È indispensabile un approfondimento serio, indipendente e trasparente sui potenziali impatti dell’opera sulla biodiversità marina in un’area di straordinario pregio naturalistico, che interessa sia l’Area Marina Protetta “Parco Sommerso di Gaiola” sia la Zona Speciale di Conservazione IT8030041 “Fondali Marini di Gaiola e Nisida” della Rete Natura 2000.

In particolare, come spiega nel ricorso il legale delle due associazioni ambientaliste, vi è stata una violazione del decreto interministeriale 7.8.2002 istitutivo del parco sommerso della Gaiola, che all’art.4 stabilisce espressamente che sono vietate: «l’alterazione con qualunque mezzo dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell’acqua, la discarica di rifiuti solidi o liquidi». Oltretutto, fa notare il legale: “è incontestato tra le parti che il progetto di Invitalia sarà, nella migliore delle ipotesi, solo migliorativo e non risolutivo del problema dell’inquinamento delle acque della Gaiola”.

“Il tratto di mare che separa la Gaiola dall’Isola di Nisida accoglie habitat marini di grande valore, unici nel contesto costiero urbano, come i tre ampi banchi di coralligeno, una delle comunità biologiche più importanti del Mediterraneo, e la Posidonia oceanica, entrambi tutelati dalla Direttiva Habitat e dalla Convenzione di Barcellona. Eppure, non sono stati effettuati studi adeguati sull’impatto che questi nuovi scarichi potrebbero avere sulla biodiversità esistente, né sono state proposte soluzioni alternative valide” dichiara Rosalba Giugni, presidente Fondazione Marevivo.

“Invece di proteggere un’area marina preziosa come quella di Gaiola, si decide di sacrificarla per un progetto mal scritto che non prevede nessuna tutela per il mare protetto di Napoli. Per l’ennesima volta il mare è considerato un habitat di serie B in Italia, dove le aree marine protette sono poche e troppo piccole, non possiamo permettere che si proceda in questa direzione” dichiara Valentina Di Miccoli, responsabile mare di Greenpeace Italia.

“Il ricorso al Consiglio di Stato è un atto dovuto, un atto di amore e responsabilità per il nostro mare e la nostra terra. Quello che è mancato nella progettazione degli interventi del Programma di Risanamento Ambientale e di rigenerazione Urbana (PRARU) e in tutte le fasi successive. Doveva e poteva essere la grande occasione per il riscatto definitivo del Mare di Napoli, così non è stato” aggiunge Maurizio Simeone, Direttore dell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola.

“Tutelare un’area marina protetta è un dovere non solo etico ma legale – chiarisce Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione Univerde. – E l’azione per impedire sversamenti serve anche ad evitare la procedura di infrazione comunitaria a carico dell’Italia. Sarebbe utile che lo Stato, in autotutela amministrativa, cambiasse immediatamente il progetto direzionando tutti gli scarichi verso il depuratore di Cuma”. 

Nei mesi scorsi, la lunga campagna portata avanti da Marevivo e Greenpeace Italia per difendere l’ultimo paradiso di Napoli ha raccolto un consenso ampio e trasversale: personalità pubbliche, professionisti, cittadini, il mondo scientifico e culturale, insieme a 16 associazioni ambientaliste riunite nel Coordinamento Tutela Mare “Chi Tene o’ Mare”, hanno contestato con forza il Piano di Invitalia. Una mobilitazione senza precedenti, che ha visto schierarsi anche i miticoltori dell’area e numerose realtà autorevoli – tra cui Fondazione UniVerde, Confcommercio-Imprese per l’Italia, l’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale e l’Associazione Premio GreenCare – tutte firmatarie dell’atto di intervento ad adiuvandum a sostegno del ricorso al Tar Campania. Eppure, tutto questo non è bastato. Purtroppo, è rimasta inascoltata anche la volontà espressa dal Consiglio Regionale della Campania che, definendo “nefasto” il PRARU, aveva approvato all’unanimità la mozione contraria presentata dall’ ex consigliera Roberta Gaeta. Un segnale politico inequivocabile, totalmente ignorato insieme con le voci dei territori e alle evidenze ambientali.

Occorre, infine, notare che la sentenza impugnata non tiene conto che il Testo Unico Ambientale definisce “inquinamento”: «l’introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore o più in generale di agenti fisici o chimici, nell’aria, nell’acqua o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana o alla qualità dell’ambiente, causare il deterioramento dei beni materiali, oppure danni o perturbazioni a valori ricreativi dell’ambiente o ad altri suoi legittimi usi» come si legge nel ricorso presentato al Consiglio di Stato.

La decisione del Tar Campania contrasta anche con l’evoluzione culturale e legislativa degli ultimi cinquanta anni che ha portato il legislatore a inserire nei principi fondamentali della Costituzione “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

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