Ecco i futuri moduli
Modulo 3 – COmunità Energetiche Rinnovabili (CERS)
Modulo 4 – COmunità del Cibo
Modulo 5 – COmunità Territoriali Solidali
Relatori/formatori: Patrizia Bertoni e Mauro Giannelli (Forum Terzo Settore) Soana Tortora (Solidarius)
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Per iscriversi al corso è necessario registrarsi attraverso il sito https://sapericomuni.it
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]]>L’ICE “Good Food for all” è attualmente sostenuta da una coalizione di oltre 300 organizzazioni (di cui RIPESS Europe e RIES sono tra i promotori). La campagna mira a raccogliere un milione di firme valide in tutta l’UE per ottenere una più forte protezione legale del diritto al cibo nell’UE, inquadrando il cibo come un diritto politico, economico e sociale, promuovendo una mobilitazione unificata della società civile europea per la realizzazione del diritto a un cibo adeguato nell’UE e favorendo la dignità, la giustizia e la sostenibilità alimentare.
“Questa non è una petizione. È uno strumento legale. Se raggiungiamo un milione di firme in almeno sette paesi UE, la Commissione Europea deve rispondere e aprire un processo formale. Quella è la porta. Ma dobbiamo spingerla per aprirla.”
Perché (prendersi la briga di) firmare l’ICE ‘Good Food for All’?
Il cibo è un diritto umano. Tutti gli Stati membri dell’UE hanno ratificato la Convenzione sui Diritti Economici, Sociali e Culturali sul cibo e hanno l’obbligo di garantire il diritto al cibo. Tuttavia, come ha sottolineato Almudena, manca l’operazionalizzazione nell’attuazione domestica delle politiche pubbliche che supportano questo diritto. Al contrario, la politica alimentare è legislata principalmente dalla libera commercializzazione dei prodotti alimentari. I cittadini sono trattati come consumatori e le soluzioni proposte si basano sul loro potere d’acquisto come principale motore di cambiamento. Questo approccio orientato al mercato rischia di perpetuare le ingiustizie, lasciando le persone con poca o nessuna agency per decidere sui loro sistemi alimentari e approfondendo le disuguaglianze.
Inoltre, non esiste un approccio coerente al cibo, ha proseguito Almudena. Da un lato, ci sono strategie alimentari locali ambiziose, ma dall’altro manca la competenza per implementare le decisioni. Le decisioni saranno basate su visioni di transizione agroecologica, ma rimangono fortemente influenzate, e a volte limitate, dal contenuto della Politica Agricola Comune (PAC) europea. L’ICE sul Diritto al Cibo offre quindi una prospettiva completa, affrontando come il cibo viene prodotto, distribuito e consumato. Ancora più importante, riunisce diversi movimenti che lavorano su questioni alimentari (correlate), come attivisti ambientali, lavoratori rurali, consumatori e movimenti per la giustizia sociale, legittimando le loro richieste di base.
“Il diritto al cibo non apparirà nella legge europea perché è moralmente corretto. Apparirà perché un gran numero di persone lo esigeranno, formalmente, attraverso l’Iniziativa dei Cittadini Europei.”
Durante l’evento online, Ramona Duminicioiu di Eco Ruralis ha approfondito la PAC, che ha descritto come un sistema che permette ai ricchi agricoltori di nuotare in ulteriori privilegi mentre i piccoli agricoltori affrontano maggiori svantaggi. In quanto più grande bilancio agricolo dell’UE, la PAC riflette l’allineamento di potenti interessi economici. I fondi pubblici sono distribuiti principalmente in base agli ettari piuttosto che all’adempimento degli obblighi sui diritti umani. È quindi necessario un cambiamento nel modo in cui concepiamo il cibo e le politiche alimentari. L’ICE sul Diritto al Cibo porta in primo piano un approccio in cui il cibo è inteso come abilitatore della vita, collegando i puntini tra nutrizione, cultura, conoscenza e processi partecipativi.
L’ICE affronta sistematicamente il sistema alimentare e formalizza gli obblighi che gli Stati hanno, fornisce strumenti, si concentra sull’affrontare le disuguaglianze e riporta il focus sui diritti umani. L’ICE mira anche, attraverso diverse richieste, a operazionalizzare un Consiglio Europeo per il Cibo per promuovere una Politica Alimentare Comune che delinei il futuro dell’agricoltura.
In risposta alle preoccupazioni sollevate durante l’evento – che, anche se raggiungesse la soglia richiesta, l’ICE ‘Good Food for All’ rischierebbe comunque di non essere accolta correttamente per i suoi obiettivi di giustizia sociale ed ecologica – Ramona ha risposto che dobbiamo fidarci del processo. L’ICE non è una raccolta ad hoc di firme, ma uno strumento legale che dovrà essere affrontato.
L’ICE è anche vista come uno strumento per mobilitare e unire a livello nazionale. Come ha sottolineato Drazen Simlesa di RIPESS Europe, ci sono molte iniziative sul cibo sul campo, ma dobbiamo farle incidere sulle politiche pubbliche per portare cambiamenti sociali. Drazen ha inquadrato l’ICE come un rifiuto importante della narrativa secondo cui sicurezza uguale militarizzazione, e invece ci incoraggia a focalizzarci su pratiche di costruzione della pace come il cambiamento dei sistemi alimentari.
Firma l’Iniziativa dei Cittadini Europei ‘Good Food for All’
[a cura di Ruby van der Wekken, Oma maa food cooperative Finland / RIPESS Europe]
]]>Patrimoniali e tasse di successione mettono in discussione rendite e privilegi consolidati.
Guardare a come funzionano in Europa e ai loro effetti sulle disuguaglianze serve a una cosa sola: riportare la ricchezza dentro un patto sociale che renda la società più giusta, solidale e democratica.
Clicca qui per scaricare il dossier dal sito della rivista Valori
]]>Il quarto Festival di Letteratura Working Class si terrà dal 10 al 12 aprile a Campi Bisenzio. E’ organizzato anche quest’anno da Edizioni Alegre, Collettivo di fabbrica Gkn, Soms Insorgiamo e Arci Firenze, e diretto da Alberto Prunetti.
“Ci siamo messi in testa che la lotta di classe si può fare anche coi libri. E abbiamo scoperto – a suon di denunce e licenziamenti – che la cosa può irritare i padroni anche più di un sit-in o una manifestazione. A quanto pare, secondo loro le persone prive di capitale culturale non possono organizzare Festival letterari, che son cose adatte alla gente raffinata. E poi il conflitto di classe non può rientrare nell’immaginario collettivo, sia mai che diventi contagioso.
Noi allora, senza chiedere permesso, lo rifacciamo.”
Così gli organizzatori presentano il Festival che quest’anno conterrà storie della classe lavoratrice dall’Argentina e dal Messico, dalla Svezia e dalla Finlandia, Dal Pakistan e dalla Palestina, dalla Francia e dall’Italia.
Al contrario di tanti festival di questo paese, il Festival di Letteratura Working Class si organizza senza chiedere sponsor di aziende o di banche. L’unica risorsa è la mobilitazione collettiva: per riuscire a sostenere tutti i costi organizzativi c’è bisogno della partecipazione attiva di chi condivide questa esigenza politica e culturale, che può avvenire come gli scorsi anni tramite un crowdfunding per aiutarci nell’organizzazione, che è in realtà anch’esso un’occasione di acquisire e diffondere cultura working class: ogni vostra donazione avrà infatti come premio un numero corrispondente di titoli usciti finora nella collana working class di Alegre.
]]>Il corso intende fornire formazione per progettare, organizzare e sviluppare iniziative sociali di impatto: un percorso teorico e pratico di 40 ore, per chi desidera contribuire al benessere della comunità e acquisire competenze professionali.
Il corso è rivolto ai giovani disoccupati/e e studenti/esse under 29
Si terrà presso la sede di MAG Verona in Via Cristofoli 31/A, ma sarà possibile anche frequentare da remoto.
Prezzo: 600,00€
ISCRIZIONE ENTRO IL 28 FEBBRAIO
Per info: [email protected]; ph: 0458100279
Per iscriversi: https://forms.gle/oP7fzKbmdTcKRMvV7
Clicca sulla locandina per visualizzare il calendario completo
]]>L’Unione Europea sta andando verso una normativa che rischia di permettere l’immissione in campo e in commercio di gran parte di queste piante senza tracciabilità, senza etichettatura e senza una reale valutazione dei rischi ambientali e sanitari. È una scelta politica che mette in discussione biodiversità, sovranità alimentare, libertà degli agricoltori e diritto delle persone a sapere cosa mangiano.
Con questa Carta CO-energia si impegna a:
– difendere filiere biologiche, contadine e solidali;
– rendere visibili le produzioni libere da nuovi OGM NGT/TEA;
– rafforzare le alleanze tra produttori, GAS, reti e cittadinanza;
– sostenere percorsi di mobilitazione nei territori.
Per rendere visibili le filiere che si dichiarano libere da nuovi OGM NGT/TEA, CO-energia invita produttori, trasformatori e realtà delle filiere solidali a segnalarsi nella mappatura nazionale, compilando il modulo a cui si può accedere cliccando qui:
Compila il modulo per partecipare alla mappatura e far conoscere la tua filiera
Clicca qui per leggere l’approfondimento sul sito di CoEnergia
]]>Tuttavia molti consumatori non associano istintivamente il settore assicurativo a un impatto socio-ambientale, a differenza di quanto avviene per altri ambiti come quello dell’energia o dell’alimentazione. I dati però indicano che, una volta informati i clienti sul reale potenziale di cambiamento e sull’affidabilità dell’impatto di una compagnia, la loro propensione all’acquisto cresce significativamente.
Inoltre Caes segnala che anche quest’anno parteciperà alla fiera “Fa’ la cosa giusta!” 2026 a Milano (Fiera Milano Rho) che si terrà dal 13 al 15 marzo, presso stand F17-F19 nel padiglione 16.
Come nell’edizione 2025, la fiera è gratuita ma occorre registrarsi a questo link.
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Per aiutarne la comprensione di questi tempi in continua evoluzione, segnaliamo di seguito alcuni link con approfondimenti e contributi utili:
Le 11 Associazioni denunciano come la proposta, presentata con il pretesto della semplificazione normativa, rappresenti in realtà un pericoloso arretramento per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente, in continuità, anche se in modo non trasparente, con una deriva normativa inaccettabile.
Di seguito il testo dell’appello:

FERMATE LA DEREGOLAMENTAZIONE DEI PESTICIDI IN EUROPA
Appello di 11 Associazioni nazionali al Governo italiano per una posizione contraria alla semplificazione delle regole europee su autorizzazioni e uso dei pesticidi
11 Associazioni nazionali (ACU – Associazione Consumatori e Utenti, AIDA – Associazione Italiana di Agroecologia, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Federazione Nazionale Pro Natura, Greenpeace, ISDE-Italia Medici per l’Ambiente, Lipu, Rete Semi Rurali, Terra!, UPBio – Unione Produttori Biologico, WWF Italia) hanno inviato una lettera ai Ministri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente per esprimere la loro preoccupazione per la proposta di regolamento “Omnibus” sulla sicurezza di alimenti e mangimi presentata dalla Commissione Europea. Le 11 Associazioni denunciano come la proposta, presentata con il pretesto della semplificazione normativa, rappresenti in realtà un pericoloso arretramento per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente, in continuità, anche se in modo non trasparente, con una deriva normativa inaccettabile.
Il provvedimento rischia di smantellare un impianto normativo costruito in decenni di legislazione europea per garantire la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. Un percorso lungo e complesso, motivato dalla crescente consapevolezza dei danni causati dall’uso indiscriminato dei prodotti chimici di sintesi in agricoltura e sostenuto dalle numerose mobilitazioni della società civile, che ha portato all’adozione di criteri rigorosi per valutare la pericolosità dei principi attivi dei prodotti fitosanitari prima della loro immissione sul mercato.
Con questo ennesimo provvedimento Omnibus verrebbe introdotta la possibilità di concedere approvazioni illimitate per le sostanze attive, eliminando le revisioni sistematiche necessarie per ritirare dal mercato pesticidi la cui pericolosità emerge da nuove evidenze scientifiche. Contemporaneamente, si limiterebbe la capacità degli Stati membri di basarsi sulle più recenti ricerche scientifiche per autorizzare prodotti fitosanitari a livello nazionale, contraddicendo la giurisprudenza europea e il ruolo degli Stati nella tutela dei propri cittadini. Sarebbero inoltre estesi i periodi delle deroghe per l’utilizzo di sostanze non più autorizzate, normalizzando di fatto l’impiego di pesticidi dannosi fino a tre anni dopo la loro messa al bando, e si amplierebbero le deroghe per autorizzare sostanze pericolose in nome della salvaguardia della produzione agricola, contraddicendo la gerarchia degli obiettivi del Regolamento UE che pone salute e ambiente al primo posto. Un principio, quest’ultimo, che richiama quanto sancito dall’articolo 41 della Costituzione italiana, il quale stabilisce che l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente, ponendo la salvaguardia di questi beni fondamentali al di sopra del mero guadagno economico.
A tutto questo si aggiunge la mancata correzione dello scandalo dei residui di pesticidi vietati nell’UE nei prodotti importati, perpetuando un inaccettabile doppio standard e incoraggiando di fatto l’uso di sostanze pericolose in paesi terzi, a danno delle comunità locali, creando un mercato per l’export di veleni da parte di aziende europee. La definizione vaga di “bio-controllo” rischia inoltre di includere sostanze chimiche dall’impatto sconosciuto, mentre la facilitazione all’uso dei pesticidi tramite droni solleva nuovi interrogativi su esposizione e contaminazione ambientale.
“Questa proposta non semplifica, ma deregolamenta. È un cavallo di Troia dell’industria chimica che, spacciandosi per un provvedimento a favore degli agricoltori, in realtà tradisce le aspettative dei cittadini europei che chiedono più ambiente e più salute”, dichiarano le 11 Associazioni firmatarie. “Chiediamo con forza al Governo italiano di opporsi e respingere integralmente questo provvedimento in tutte le sedi europee, difendendo l’integrità della legislazione UE e il principio di precauzione”.
La mobilitazione delle Associazioni italiane si inserisce nel solco delle preoccupazioni già espresse a livello europeo da 139 organizzazioni in una lettera inviata nell’ottobre 2025 alla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, a dimostrazione di un fronte ampio e coeso contro questo tentativo di indebolire le garanzie per la tutela dell’ambiente e la salute delle persone.
Roma, 18 febbraio 2026
Le 11 Associazioni: ACU – Associazione Consumatori e Utenti; AIDA – Associazione Italiana di Agroecologia; Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica; Federazione Nazionale Pro Natura; Greenpeace Italia; ISDE Medici per l’Ambiente; Lipu; UPBIO – Unione Produttori Biologici; Rete Semi Rurali ETS; Terra!; WWF Italia
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