Commit Archivi - commit software coding ideas Mon, 22 Sep 2025 09:16:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.commitsoftware.it/wp-content/uploads/2023/04/cropped-IMG_7096-32x32.png Commit Archivi - commit software 32 32 Salesforce Breach 2025 https://www.commitsoftware.it/salesforce-breach-2025/ https://www.commitsoftware.it/salesforce-breach-2025/#respond Mon, 22 Sep 2025 09:16:13 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=10246 Quando basta una telefonata per colpire i giganti tech 700 aziende compromesse. Google, Adidas, Cisco, LVMH tra le vittime. E tutto è iniziato da… una telefonata. Nell’agosto 2025 il mondo della cybersecurity è stato scosso da una delle più gravi violazioni della supply chain SaaS mai registrate: il Salesforce Breach 2025, noto come Salesloft Drift […]

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Quando basta una telefonata per colpire i giganti tech

700 aziende compromesse.
Google, Adidas, Cisco, LVMH tra le vittime.
E tutto è iniziato da… una telefonata.

Nell’agosto 2025 il mondo della cybersecurity è stato scosso da una delle più gravi violazioni della supply chain SaaS mai registrate: il Salesforce Breach 2025, noto come Salesloft Drift Campaign.

Gli hacker hanno sfruttato token OAuth rubati dall’integrazione Drift per ottenere accessi non autorizzati a Salesforce, innescando un attacco su scala globale.

Un’operazione che non ha sfruttato malware sofisticati, ma social engineering. Una voce dall’altra parte del telefono è bastata per aprire la porta.

In questo articolo analizziamo cos’è successo, le tecniche usate e cosa possiamo imparare per proteggere le aziende da incidenti simili.

Social engineering: il lato umano degli attacchi informatici

Spesso pensiamo che la sicurezza sia solo una questione di tecnologia, firewall o certificazioni ISO. Ma la verità è un’altra: il punto più vulnerabile resta l’essere umano.

Il vishing (voice phishing) sfrutta leve psicologiche come:

  • Urgenza → “Devi agire subito o perdi l’accesso.”
  • Autorità → “Sono dell’ufficio IT, è solo un controllo.”
  • Fiducia → “Ti parlo come un collega, dammi solo un minuto.”

Nel caso Salesforce, i cybercriminali hanno convinto i dipendenti a concedere accessi critici. Una semplice telefonata è bastata per trasformare una vulnerabilità umana in un disastro globale.

Il lato tecnico: OAuth token e supply chain compromessa

Se l’elemento umano è stato la porta d’ingresso, il resto è stato puro attacco informatico.

Dopo il contatto telefonico, gli aggressori hanno sfruttato token OAuth – credenziali che permettono l’accesso senza inserire username e password – per muoversi liberamente negli ambienti Salesforce.

Con queste “chiavi universali” hanno potuto:

  • Accedere a dati sensibili;
  • Esfiltrare informazioni riservate;
  • Propagare l’attacco lungo la supply chain colpendo centinaia di partner.

Come si è svolto l’attacco

L’operazione, attribuita in parte al gruppo ShinyHunters, ha combinato vishing e abuso del protocollo OAuth, trasformando una semplice telefonata in un’azione di esfiltrazione dati su scala globale.

Ripercorriamo insieme lo svolgimento dell’attacco: 

  1. Contatto vishing iniziale

L’attacco è iniziato con una telefonata. Fingendosi supporto IT, a volte addirittura di essere Salesforce, gli autori delle minacce hanno contattato i dipendenti dell’azienda con il pretesto di dover risolvere un “ticket di supporto” o un altro problema urgente.

Con un tono autorevole, hanno creato urgenza (“c’è un problema sul tuo account, serve un controllo immediato”) e hanno convinto le vittime a collaborare. L’obiettivo era semplice: creare fiducia e preparare la vittima a seguire le istruzioni.

  1. Consenso a un’app OAuth malevola

Una volta guadagnata fiducia, la vittima veniva guidata alla sezione Connected Apps di Salesforce. Qui inseriva un codice di “connessione” che in realtà autorizzava un’app fraudolenta – una versione manipolata del Salesforce Data Loader.

Inconsapevolmente, l’utente concedeva un token OAuth con privilegi elevati, aprendo agli aggressori l’accesso ai dati aziendali.

  1. Esfiltrazione e movimento laterale

Con il token OAuth, gli aggressori hanno potuto:

  • Scaricare dati sensibili dal CRM (anagrafiche clienti, ticket di supporto, pipeline di vendita);
  • Mascherare le richieste come API legittime, rendendo l’attività invisibile ai sistemi di sicurezza;
  • Raccogliere anche credenziali MFA e login di altri servizi SaaS (Okta, Office 365, Slack), muovendosi lateralmente verso mailbox, file storage e collaboration tool.

Questa fase ha trasformato un attacco localizzato in un vero supply chain attack con centinaia di vittime.

  1. Estorsione e minaccia di data leak

Una volta in possesso dei dati, i criminali hanno contattato le aziende chiedendo riscatti in criptovaluta. In caso di rifiuto, hanno minacciato di pubblicare le informazioni sul dark web o su marketplace illegali.

Molte vittime hanno subito un doppio impatto: violazione dei dati e danno reputazionale.

  1. Attacco alla supply chain OAuth (Salesloft Drift Campaign)

Parallelamente, gli aggressori hanno sfruttato l’integrazione Salesloft–Drift con Salesforce per acquisire token OAuth già compromessi. Questo ha permesso di scalare l’attacco a oltre 700 aziende, tra cui brand globali come Google, Adidas, Cisco e LVMH.

Perché assistiamo a così tante violazioni simili?

Il Salesforce Breach 2025 non è un caso isolato: rientra in una serie di attacchi che hanno colpito aziende come Chanel, Google, Air France e KLM, sfruttando lo stesso modello. Ma perché queste campagne sono così frequenti ed efficaci?

  1. I fornitori terzi sono il nuovo punto d’ingresso

Gli aggressori sanno che i sistemi core delle grandi aziende (ERP, pagamenti, infrastruttura interna) sono ben difesi. Molto più vulnerabili sono invece i fornitori SaaS esterni e le piattaforme CRM.

Compromettendo un’unica integrazione (come Drift o Salesloft), i criminali possono accedere contemporaneamente ai dati di decine o centinaia di aziende. È la logica del supply chain attack: colpisci un nodo e si aprono molte porte.

  1. L’ingegneria sociale e OAuth sono armi silenziose

Il mix di vishing e abuso di OAuth/Connected Apps è devastante.

  • Il vishing funziona perché sfrutta il lato umano: fiducia, urgenza, autorità;
  • OAuth rende l’attacco invisibile, perché gli accessi concessi appaiono come legittimi.

Questa combinazione permette di aggirare i controlli tradizionali basati su credenziali o endpoint, mantenendo accessi persistenti difficili da rilevare.

  1. Permessi eccessivi amplificano l’esplosione

In molte aziende, le app connesse a Salesforce hanno privilegi troppo ampi: possono leggere grandi quantità di dati o accedere a moduli non strettamente necessari.

Quando un token OAuth di questo tipo viene compromesso, l’impatto è enorme: gli aggressori ottengono dati sensibili di clienti, pipeline commerciali e ticket di supporto in un’unica mossa.

Il problema è accentuato da una governance debole: spesso non esiste un inventario aggiornato delle app collegate né un monitoraggio attivo dei loro permessi.

  1. I dati rubati alimentano nuovi attacchi

I record CRM hanno un valore enorme: possono essere rivenduti, usati per campagne di phishing mirato o sfruttati per nuovi cicli di vishing ancora più convincenti.

Questo crea un effetto moltiplicatore: ogni breach non solo danneggia le vittime dirette, ma genera opportunità per future campagne globali di social engineering e cyber estorsione.

Costruire resilienza: tecnologia, processi, persone

Il Salesforce Breach 2025 non è stato causato da una vulnerabilità tecnica sconosciuta, ma dall’abuso di meccanismi legittimi (OAuth) combinati con ingegneria sociale. Questa dinamica ci lascia alcune lezioni fondamentali per rafforzare la resilienza delle aziende.

  1. La tecnologia da sola non basta

Firewall, antivirus e sistemi EDR sono indispensabili, ma non sufficienti. Se un dipendente fornisce consapevolmente (anche se ingannato) le proprie credenziali o approva un’app malevola, nessun software può impedirlo.

La sicurezza deve essere multilivello: strumenti, processi e cultura.

  1. I processi sono la prima linea di difesa

Ogni organizzazione dovrebbe avere procedure chiare e verificate per:

  • Gestire richieste urgenti ricevute via telefono o email;
  • Verificare l’identità di chi si presenta come IT o supporto esterno;
  • Autorizzare nuove applicazioni SaaS e Connected Apps.

Un processo ben definito riduce il rischio che una decisione affrettata di un singolo diventi una falla sistemica.

  1. Le persone sono il vero firewall

Il Salesforce breach dimostra che la formazione non è un “nice to have”, ma un pilastro di sicurezza. Un dipendente consapevole riconosce segnali di vishing (tono di urgenza, pressioni, richieste insolite) e sa dire “no”.

Programmi di security awareness e simulazioni regolari trasformano il personale nel primo vero human firewall dell’azienda.

  1. La governance delle app SaaS è critica

Un altro insegnamento chiave è l’importanza di gestire in modo stretto le app connesse e i permessi OAuth.

  • Inventario aggiornato delle integrazioni attive;
  • Policy “least privilege” per limitare i dati accessibili;
  • Monitoraggio costante dei log e delle API.

Così si riduce drasticamente la superficie d’attacco.

  1. La resilienza è continua, non un traguardo

La cybersecurity non è mai “finita”: ogni integrazione nuova, ogni dipendente assunto, ogni cambiamento nei processi può introdurre nuove vulnerabilità.

Il caso Salesforce insegna che la vera difesa è la resilienza organizzativa, che si costruisce nel tempo con:

  • Aggiornamenti costanti;
  • Formazione continua;
  • Revisione periodica delle policy.

Conclusione

Il Salesforce Breach 2025 resterà nella storia della cybersecurity non per un malware innovativo, ma per la sua semplicità: è bastata una telefonata ben orchestrata per colpire oltre 700+ aziende globali.

La lezione è chiara: la cybersecurity non è solo tecnologia. Firewall, MFA e sistemi avanzati sono indispensabili, ma senza processi solidi e persone consapevoli diventano difese fragili.
Questo incidente dimostra che il fattore umano è al tempo stesso l’anello più debole e la risorsa più potente nella protezione aziendale.

Per difendersi serve un approccio integrato fatto di:

  • Tecnologia → monitoraggio, alert, controlli granulari su OAuth;
  • Processi → policy di verifica per richieste anomale e gestione sicura delle app SaaS;
  • Persone → programmi di cybersecurity awareness che trasformino i dipendenti in un vero firewall umano.

Il Salesforce breach non è un caso isolato, ma un campanello d’allarme: ogni organizzazione, grande o piccola, è un potenziale target. La differenza sta nella preparazione.

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AI e sviluppo software: come il vibe coding cambia il ruolo degli sviluppatori https://www.commitsoftware.it/ai-e-sviluppo-software-come-il-vibe-coding-cambia-il-ruolo-degli-sviluppatori/ https://www.commitsoftware.it/ai-e-sviluppo-software-come-il-vibe-coding-cambia-il-ruolo-degli-sviluppatori/#respond Tue, 13 May 2025 08:28:06 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=10164 L’intelligenza artificiale non sostituirà i developer, ma trasformerà il modo in cui lavorano. Scopri cos’è il vibe coding e come può migliorare il tuo modo di programmare. Negli ultimi anni, il ruolo dello sviluppatore ha iniziato a cambiare rapidamente. L’intelligenza artificiale generativa non ha reso superfluo il lavoro umano, ma lo ha trasformato. Oggi, chi […]

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L’intelligenza artificiale non sostituirà i developer, ma trasformerà il modo in cui lavorano. Scopri cos’è il vibe coding e come può migliorare il tuo modo di programmare.

Negli ultimi anni, il ruolo dello sviluppatore ha iniziato a cambiare rapidamente. L’intelligenza artificiale generativa non ha reso superfluo il lavoro umano, ma lo ha trasformato. Oggi, chi scrive codice con efficacia non è necessariamente chi conosce ogni singola funzione a memoria, ma chi sa usare gli strumenti nel modo più fluido possibile.
È da qui che nasce il concetto di vibe coding.

Cos’è il vibe coding?

Il vibe coding non è una metodologia codificata, ma un’attitudine: saper entrare nel flusso di lavoro tra prompt, codice generato e refactor. Non è solo questione di automatizzare, ma di saper guidare il processo. Non si tratta più solo di scrivere codice, ma di orchestrare sistemi complessi con l’AI come partner operativo.

Chi lavora così ha un obiettivo chiaro: ottenere risultati nel modo più efficace possibile. Non si blocca davanti a un errore, non perde ore su un dettaglio tecnico irrilevante. Piuttosto, interagisce continuamente con l’AI per esplorare soluzioni, testarli, e adattarli al contesto. Prompt, refine, iterate. È un ciclo continuo, veloce e orientato al risultato.

Come l’AI cambia la seniority nello sviluppo software

Questo approccio cambia anche il concetto di seniority. Non basta più “sapere tutto”. Serve saper cercare, filtrare, validare. Serve intuizione, senso critico, capacità di riconoscere cosa è utile davvero. In questo senso, il vibe coding valorizza chi ha esperienza, ma la mette al servizio della velocità e dell’adattabilità, non del controllo assoluto.

L’AI non sostituirà gli sviluppatori. Ma chi non sa lavorare con l’AI, rischia di essere sostituito da chi lo sa fare. Per questo è importante investire oggi in una nuova forma mentis: più aperta, meno lineare, più orientata alla collaborazione tra umano e macchina.
Non è solo un cambio di strumenti. È un cambio di cultura.

Perché sviluppare una nuova mentalità è fondamentale

Per rimanere competitivi, gli sviluppatori devono investire in una nuova forma mentis: più aperta, meno lineare, più orientata alla collaborazione tra umano e macchina. Nei team che adottano questo approccio, l’AI non è un assistente occasionale: è parte del processo. Gli sviluppatori non scrivono ogni riga, ma decidono quali sono quelle che contano. Danno contesto, correggono la direzione, impostano il design del sistema.
È un lavoro diverso, più alto livello, più strategico.

Il futuro dello sviluppo software: più strategico e collaborativo

Il vibe coding non sostituisce la conoscenza tecnica. Ma cambia il modo in cui questa conoscenza viene applicata. Chi padroneggia questo nuovo equilibrio può costruire più in fretta, validare prima, sbagliare meglio. E soprattutto, imparare di continuo.

Il futuro del software non sarà scritto solo da chi scrive codice, ma da chi sa costruire un processo produttivo in cui umano e AI collaborano senza attriti. E chi riesce a farlo, oggi, ha un vantaggio competitivo reale.

Fonte: Articolo di Alexio Cassani

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Davide Rogai è stato eletto Presidente di Confindustria Albania https://www.commitsoftware.it/davide-rogai-e-stato-eletto-presidente-di-confindustria-albania/ https://www.commitsoftware.it/davide-rogai-e-stato-eletto-presidente-di-confindustria-albania/#respond Fri, 09 May 2025 07:29:20 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=10138 Un nuovo capitolo per l’Albania e per Commit Il 27 marzo 2025 è stato un giorno importante, non solo per l’Albania ma anche per la nostra realtà fiorentina: Davide Rogai, nostro CSO & CMO, è stato eletto Presidente di Confindustria Albania per il quadriennio 2025–2029.  Una nomina che ci riempie di orgoglio perché, se oggi […]

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Un nuovo capitolo per l’Albania e per Commit

Il 27 marzo 2025 è stato un giorno importante, non solo per l’Albania ma anche per la nostra realtà fiorentina: Davide Rogai, nostro CSO & CMO, è stato eletto Presidente di Confindustria Albania per il quadriennio 2025–2029. 

Una nomina che ci riempie di orgoglio perché, se oggi siamo presenti a Tirana, il merito è anche – e soprattutto – della sua visione, della fiducia che ha sempre riposto nel potenziale di questo Paese e di quel legame profondo che ha saputo costruire e coltivare fin dal 2014.

Tutto è iniziato con una missione di tre giorni

Tutto è cominciato nel 2014, quando Davide è volato a Tirana per la prima volta. Tre giorni, pochi contatti, tante incognite, ma un’idea chiara: creare un ponte tra Firenze e l’Albania, dando vita ad un polo operativo dedicato allo sviluppo software e capace di valorizzare i giovani talenti locali. 

Da quell’intuizione, e da quel primo viaggio, è nata la sede albanese di Commit Software, oggi Growing Tree Shpk, di cui Davide è diventato amministratore unico l’anno successivo. È qui che ha preso forma il primo team di sviluppatori Commit al di fuori dell’Italia: cinque giovani, tre uomini e due donne, selezionati dopo un percorso formativo su misura.

Tirana, una seconda casa

Quel piccolo team è cresciuto negli anni, così come il nostro impegno nella formazione con workshop, collaborazioni con le università, percorsi di mentoring. Con il tempo siamo diventati un punto di riferimento per gli sviluppatori albanesi, senza mai perdere di vista ciò che per noi conta di più: il valore umano del lavoro

A Tirana, i nostri colleghi non sono semplicemente “risorse”, ma persone con cui abbiamo costruito relazioni solide ed autentiche, investendo nel loro percorso di crescita, sia personale che professionale. Alcuni di loro sono persino venuti in Italia e si sono stabiliti in Toscana, rafforzando ancora di più quel legame che, ormai, va oltre ogni confine. Per noi, Tirana per noi non è solo un luogo di lavoro ma una vera e propria seconda casa. E da un anno, lo è diventata anche Scutari.

Crescere insieme, oltre i confini

 

Grazie all’esperienza diretta sul campo, Davide ha vissuto in prima persona la straordinaria trasformazione economica e culturale dell’Albania. Un Paese che oggi offre grandi opportunità, specialmente nel settore tecnologico e digitale, dove si respira un’energia positiva e un desiderio autentico di crescita. Ma è anche un contesto che pone sfide, in particolare sul fronte delle competenze trasversali e della formazione pratica.

Ed è proprio lì che abbiamo deciso di fare la nostra parte, offrendo strumenti concreti per colmare il divario tra sapere teorico e mondo del lavoro. Abbiamo incontrato talento, entusiasmo e una forte voglia di costruire. E, in cambio, abbiamo sempre dato quello che promettevamo.

In Albania, mantenere la parola, la besa, è sacro. Noi lo abbiamo fatto, giorno dopo giorno, e questo ha fatto la differenza. È così che ci siamo guadagnati la fiducia di un popolo che, troppo spesso, è rimasto deluso da chi è arrivato dall’Italia solo per prendere, senza costruire.

Con il tempo, il rapporto con i colleghi albanesi è diventato qualcosa che va oltre il lavoro: una vera squadra, una famiglia, un legame fondato sul rispetto reciproco e sulla fiducia. 

Un polo d’eccellenza tra Scutari e Tirana

Nel 2024, con l’ingresso in Dilaxia, digital company con sede a Bologna e uffici a Scutari, abbiamo unito le forze dando vita a Dilaxia Nova: una realtà che integra le competenze di due aziende complementari ed entrambe orientate verso l’innovazione. Oggi contiamo su un team di oltre 50 esperti, specializzati nello sviluppo software su misura e nel monitoraggio continuo, 24/7.

Un altro tassello importante in un progetto che guarda sempre più lontano.

Una storia di comunità, un impegno per il futuro

Nel suo primo intervento come Presidente di Confindustria Albania, Davide ha voluto condividere un aneddoto personale: l’esondazione che ha colpito il suo quartiere a Sesto Fiorentino e la straordinaria mobilitazione dei giovani per ripristinare l’oratorio distrutto. 

Una metafora potente che parla di comunità, impegno e futuro condiviso. Gli stessi valori che continueranno a guidare il lavoro di Davide in Albania, al servizio di una nuova generazione di imprenditori italiani in un Paese in piena trasformazione.

Un augurio da tutto il team

A nome di tutto il team di Commit, non possiamo che augurare a Davide buon lavoro per questa nuova, importante avventura. Siamo certi che la sua esperienza, visione ed energia, porteranno un valore aggiunto a tutta la comunità imprenditoriale italo-albanese.

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GitHub Copilot: Introduzione alla modalità agente https://www.commitsoftware.it/github-copilot-introduzione-alla-modalita-agente/ https://www.commitsoftware.it/github-copilot-introduzione-alla-modalita-agente/#respond Thu, 13 Mar 2025 13:17:09 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=10073 Introduzione della modalità agente per GitHub Copilot in VS Code, annuncio della disponibilità generale di Copilot Edits e anteprima del nostro agente SWE. Dal lancio di GitHub Copilot nel 2021, l’obiettivo è stato chiaro: semplificare il lavoro degli sviluppatori con un assistente AI in grado di supportarli nella scrittura di codice migliore. Il nome stesso […]

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Introduzione della modalità agente per GitHub Copilot in VS Code, annuncio della disponibilità generale di Copilot Edits e anteprima del nostro agente SWE.

Dal lancio di GitHub Copilot nel 2021, l’obiettivo è stato chiaro: semplificare il lavoro degli sviluppatori con un assistente AI in grado di supportarli nella scrittura di codice migliore. Il nome stesso riflette la convinzione che l’intelligenza artificiale non debba sostituire lo sviluppatore, ma affiancarlo. Come ogni valido copilota, può operare in autonomia, ad esempio fornendo feedback sulle pull request, risolvendo vulnerabilità di sicurezza o suggerendo strategie per l’implementazione di una funzionalità.

Oggi GitHub Copilot si evolve con un’intelligenza ancora più agentica, introducendo la modalità agente e rendendo Copilot Edits disponibile per tutti gli utenti di VS Code. Inoltre, viene aggiunto Gemini 2.0 Flash al selettore di modelli e presentata un’anteprima del nuovo agente autonomo di Copilot, nome in codice Project Padawan. Dai completamenti di codice alla chat, dalle modifiche multi-file alla gestione dello spazio di lavoro, Copilot continua a mettere gli sviluppatori al centro del processo creativo, alleggerendo i compiti ripetitivi per lasciare più spazio alle attività che contano davvero.

Modalità agente disponibile in anteprima 

La nuova modalità agente di GitHub Copilot è in grado di iterare sul proprio codice, individuare errori e correggerli automaticamente. Può anche suggerire comandi da terminale e chiedere di eseguirli, analizzando gli errori di runtime con capacità di auto-riparazione.

In questa modalità, Copilot non si limita a iterare sul proprio output, ma anche sul risultato di tale output, continuando a iterare fino a quando tutte le sottoattività necessarie per completare il prompt non saranno state eseguite. Copilot ora non si limita a completare l’attività richiesta, ma può dedurre attività aggiuntive non specificate, ma comunque essenziali per il corretto funzionamento della richiesta principale. Inoltre, è in grado di rilevare i propri errori, eliminando la necessità di copiare e incollare tra terminale e chat.

Un esempio concreto di utilizzo di GitHub Copilot in modalità agente potrebbe essere la creazione di un’app web per monitorare l’allenamento per una maratona. Per avviare la modalità agente, è necessario scaricare VS Code Insiders e abilitare l’impostazione relativa a GitHub Copilot Chat.

Nel pannello Modifiche Copilot, basta passare dalla modalità “Modifica” a “Agente” accanto al selettore modello.

La modalità agente cambierà il modo in cui gli sviluppatori lavorano all’interno del loro editor. Per questo motivo, verrà estesa a tutti gli IDE supportati da Copilot. Si riconosce che la versione Insiders attuale non è perfetta, ma si accoglie con favore il feedback degli utenti mentre vengono apportati miglioramenti sia a VS Code che alla tecnologia agentica nei prossimi mesi.

Copilot Edits, ora disponibile in VS Code 

Annunciato al GitHub Universe nell’ottobre scorso, Copilot Edits unisce il meglio di Chat e Inline Chat, offrendo un flusso conversazionale e la possibilità di apportare modifiche inline su un set di file gestiti. Il feedback degli utenti fornito in passato ha giocato un ruolo cruciale nel rendere disponibile questa funzionalità come versione stabile (GA) in VS Code.

Con Copilot Edits, è possibile specificare un set di file da modificare e, successivamente, utilizzare il linguaggio naturale per comunicare a GitHub Copilot le proprie necessità. Copilot Edits applica modifiche in linea direttamente nell’area di lavoro, su più file simultaneamente, grazie a un’interfaccia utente progettata per un’iterazione rapida. In questo modo, gli sviluppatori possono rimanere concentrati sul codice, rivedendo le modifiche suggerite, accettando quelle valide e facendo iterazioni con richieste di follow-up.

Dietro le quinte, Copilot Edits sfrutta un’architettura a doppio modello per migliorare l’efficienza e l’accuratezza dell’editing. Un modello linguistico di base considera l’intero contesto della sessione di editing per generare i suggerimenti di modifica iniziali. È possibile scegliere tra vari modelli linguistici, come GPT-4o, o1, o3-mini di OpenAI, Claude 3.5 Sonnet di Anthropic e, ora, Gemini 2.0 Flash di Google. Per ottimizzare l’esperienza, è stato sviluppato un endpoint di decodifica speculativa, progettato per applicare rapidamente le modifiche ai file. Le modifiche suggerite dal modello linguistico vengono inviate all’endpoint di decodifica speculativa, che propone tali modifiche in linea nell’editor.

Copilot Edits funziona perché permette all’utente di essere sempre al comando, dall’impostazione del contesto giusto all’accettazione delle modifiche. L’esperienza è iterativa: se il modello commette un errore, è possibile rivedere le modifiche su più file, accettare quelle corrette e ripetere il processo finché non si arriva alla soluzione ottimale. Una volta accettate le modifiche, è possibile eseguire il codice per verificarle e, se necessario, annullare le modifiche in Copilot Edits per tornare a uno stato di lavoro precedente. Copilot Edits si trova nella barra laterale secondaria (di default a destra), permettendo di interagire con altre viste nella barra laterale primaria, come Explorer, Debug o Source Control, mentre si esaminano le modifiche proposte. Ad esempio, è possibile eseguire test unitari nella vista Testing a sinistra mentre si utilizza Copilot Edits a destra, per verificare se le modifiche proposte superano i test.

L’utilizzo vocale con Copilot Edits risulta naturale, facendo sembrare l’interazione fluida e colloquiale, come se si stesse collaborando con un collega esperto, seguendo lo stesso tipo di flusso iterativo tipico della programmazione in coppia.

Il prossimo passo sulla roadmap prevede il miglioramento delle prestazioni dell’endpoint di decodifica speculativa per applicare le modifiche, supportare le transizioni in Copilot Edits da Copilot Chat preservando il contesto, suggerire file per il set di lavoro e consentire l’annullamento dei blocchi di modifiche suggerite. Per provare questi miglioramenti in anticipo, è possibile utilizzare la versione Insiders di VS Code e la versione pre-release dell’estensione GitHub Copilot Chat. Per contribuire a migliorare la funzionalità, è possibile segnalare eventuali problemi nel repository.

Oltre alla disponibilità generale in VS Code, Copilot Edits è ora disponibile in anteprima anche per Visual Studio 2022.

 

Fonte: Thomas Dohmke.

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Sviluppare esperienze di realtà virtuale (VR) in Unity https://www.commitsoftware.it/sviluppare-esperienze-di-realta-virtuale-vr-in-unity/ https://www.commitsoftware.it/sviluppare-esperienze-di-realta-virtuale-vr-in-unity/#respond Fri, 12 Jul 2024 08:43:26 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=9135 La realtà virtuale (VR) continua a dominare il settore dei giochi, anche se la sua adozione si sta espandendo rapidamente in vari altri ambiti. Questo successo è in gran parte dovuto a piattaforme potenti come Unity, che hanno reso l’integrazione della VR nei giochi sorprendentemente semplice. Unity, infatti, non è solo una delle migliori piattaforme […]

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La realtà virtuale (VR) continua a dominare il settore dei giochi, anche se la sua adozione si sta espandendo rapidamente in vari altri ambiti. Questo successo è in gran parte dovuto a piattaforme potenti come Unity, che hanno reso l’integrazione della VR nei giochi sorprendentemente semplice. Unity, infatti, non è solo una delle migliori piattaforme di sviluppo in tempo reale al mondo, ma è anche un ecosistema robusto progettato per garantire il successo aziendale.

Realtà virtuale: una breve panoramica

La realtà virtuale (VR) è una simulazione al computer di un ambiente tridimensionale con cui una persona può interagire in modo apparentemente reale o fisico tramite speciali apparecchiature elettroniche, come un visore con uno o più schermi all’interno o guanti dotati di sensori.

Grazie alla “magia” della realtà virtuale, ti sentirai completamente immerso nel gioco, come se stessi correndo e calciando la palla, il tutto mentre sei comodamente seduto sul tuo divano!

Per comprendere appieno come funziona la realtà virtuale, è utile conoscere Unity e il suo ruolo nella creazione di esperienze VR straordinarie.

Che cos’è Unity?

Unity è un motore di gioco multipiattaforma ampiamente utilizzato per creare esperienze di realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR). Oggi, oltre il 50% dei giochi per dispositivi mobili, PC e console sono realizzati con Unity.

Questo strumento consente agli sviluppatori di creare ambienti 3D immersivi e aggiungere elementi interattivi come audio, video e animazioni. Unity supporta lo sviluppo VR per una vasta gamma di dispositivi, tra cui Meta Quest, Pico, Smartphone e PlayStation VR.

Unity offre numerose funzionalità integrate essenziali per il funzionamento di un gioco, come la fisica e il rendering 3D.

Inoltre, il sito web di Unity presenta un “Asset Store” in continua espansione, che permette agli sviluppatori di pubblicare i loro lavori e renderli disponibili al grande pubblico. Ciò ha dato alle persone la possibilità di competere con organizzazioni molto più grandi ed è un punto di svolta per molti creatori e aziende indipendenti.

Vuoi una lavorazione del legno sbalorditiva ma non hai tempo per crearne una da solo da zero? Trova risorse già pronte sull’Asset Store.

Vuoi includere i controlli di inclinazione nel tuo gioco senza dover perdere ore a mettere a punto la sensibilità? C’è una risorsa anche per questo!

In questo modo, il creatore del gioco è libero di concentrarsi sulla creazione di un’esperienza distintiva e piacevole, sviluppando solo le funzionalità specifiche per quella visione.

Perché Unity è la piattaforma VR preferita?

Per creare un’esperienza VR in Unity è fondamentale apprendere i principi dei motori di gioco, i loro principali linguaggi di programmazione e i relativi plugin.

La buona notizia è che Unity ti consente di realizzare molto anche senza dover scrivere troppo codice. Tuttavia, sapere come programmare amplierà notevolmente le tue possibilità creative.

In altre parole, imparare Unity con C# è un modo eccellente per iniziare a programmare, soprattutto perché C# è uno dei linguaggi di programmazione più adatti ai principianti.

Unity è compatibile con tutte le piattaforme, permettendo di progettare esperienze VR per PC, Linux, PlayStation e molte altre tecnologie.

Quale linguaggio utilizza Unity?

Unity utilizza C# per gestire codice e logica. Anche se è possibile fare molto senza dover scrivere codice complesso, comprendere la programmazione offre molte più opzioni. C# è ampiamente utilizzato nel settore e ha molte somiglianze con altri linguaggi popolari come C e Java.

Elementi principali della realtà virtuale: 3DoF e 6DoF

Il grado di libertà (DoF) determina il movimento in un ambiente VR. Quando si tratta di DoF in VR, ci sono due scelte: 3 gradi di libertà (3DoF) o 6 gradi di libertà (6DoF).

3 gradi di libertà
6 gradi di libertà
  • 3DoF (Three Degrees of Freedom): Traccia solo il movimento rotatorio, monitorando l’inclinazione, la rotazione e la torsione della testa.
  • 6DoF (Six Degrees of Freedom): Traccia anche il movimento traslazionale, permettendo di monitorare il movimento avanti, indietro, laterale e verticale.

Framework di base per l’utilizzo della realtà virtuale in Unity

Per creare un’esperienza VR in Unity, è necessario impostare il progetto per lo sviluppo VR, creare l’ambiente VR e aggiungere elementi interattivi.

Ecco i passaggi generali che puoi seguire per creare un’esperienza VR in Unity:

Imposta il tuo progetto Unity per lo sviluppo VR

 

  1. Imposta il tuo progetto Unity per lo sviluppo VR
    • Nell’editor Unity, vai su Modifica > Impostazioni progetto > Player.
    • Nella finestra Inspector, nella sezione Impostazioni XR, seleziona la casella di controllo Realtà virtuale supportata.
    • Seleziona la piattaforma VR di destinazione (ad esempio Meta Quest, HTC Vive, PlayStation VR, Pico, Android) dall’elenco degli SDK per la realtà virtuale.
  2. Crea il tuo ambiente VR:
    • Utilizza gli strumenti di modellazione 3D e progettazione dei livelli di Unity per creare un ambiente 3D per la tua esperienza di realtà virtuale.
    • Aggiungere elementi interattivi all’ambiente come audio, video e animazioni.
  3. Aggiungere interattività all’ambiente VR:
    • Creare script per controllare il comportamento degli oggetti nell’ambiente VR.
    • Utilizza i componenti VR e gli script integrati di Unity per consentire all’utente di muoversi e interagire con gli oggetti nell’ambiente.
  4. Metti alla prova la tua esperienza VR:
    • Utilizza la modalità di gioco di Unity per testare la tua esperienza VR nell’Editor.
    • Utilizza gli strumenti di debug di Unity per identificare e risolvere eventuali problemi con la tua esperienza VR.
  5. Crea e distribuisci la tua esperienza VR:
    • Utilizza gli strumenti di compilazione di Unity per creare una build della tua esperienza VR per la piattaforma VR di destinazione.
    • Distribuisci la build sul dispositivo VR e testala per assicurarti che funzioni correttamente.
Crea e distribuisci la tua esperienza VR

Nota: questi sono passaggi generali e il processo effettivo di creazione di un’esperienza VR in Unity può variare a seconda delle esigenze specifiche e della complessità del progetto.

Conclusione

La tecnologia della realtà virtuale ha un futuro promettente. L’industria della realtà virtuale è attualmente vista come una tecnologia con il più alto potenziale previsto; si prevede che gli investimenti nella realtà virtuale si moltiplicheranno considerevolmente nei prossimi anni. 

Le aziende possono raggiungere nuove vette grazie alla realtà virtuale in Unity, che offre anche prospettive senza eguali per esperienze immersive. La realtà virtuale sembra avere il potenziale per rivoluzionare il modo in cui vediamo la tecnologia in soli cinque anni!

 

Prafulla M., (December 20, 2022), “Develop Virtual Reality (VR) Experiences in Unity”, Queppelin, www.queppelin.com

 

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Chi siamo: Sibilla Simoncini https://www.commitsoftware.it/chi-siamo-sibilla-simoncini/ Mon, 13 Nov 2023 11:20:42 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=8625 Ciao Sibilla! Come responsabile del reparto amministrativo di Commit, spiegaci il tuo ruolo all’interno della nostra software house e le tue principali responsabilità. Ciao! L’ambito amministrativo è piuttosto ampio: comprende la gestione del personale, la registrazione delle fatture attive e passive, e naturalmente tutte le attività contabili, ovvero i movimenti di cassa e la gestione […]

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Ciao Sibilla! Come responsabile del reparto amministrativo di Commit, spiegaci il tuo ruolo all’interno della nostra software house e le tue principali responsabilità.

Ciao! L’ambito amministrativo è piuttosto ampio: comprende la gestione del personale, la registrazione delle fatture attive e passive, e naturalmente tutte le attività contabili, ovvero i movimenti di cassa e la gestione bancaria.

Quali competenze e abilità ritieni importanti per questo ruolo?

Le abilità principali sono legate all’organizzazione, specialmente nei primi 15 giorni del mese, periodo in cui si svolge il fulcro della mia attività. È importantissimo stabilire priorità e cercare di rispettarle perché gli imprevisti sono sempre in agguato, ed è necessario riuscire a portare a termine più compiti “urgenti” nella stessa giornata. Quindi molto ordine, organizzazione e una buona base di contabilità generale.

Come gestisci la pianificazione e l’organizzazione delle diverse attività amministrative all’interno dell’azienda?

Lo strumento che ritengo più utile è il calendario, lo aggiorno e consulto costantemente. Poi, confesso che sono un’amante dei post-it: le cose urgenti (da risolvere nell’arco di una mattinata) le appunto anche sul mitico pezzettino di carta! 

Sappiamo che hai lavorato come amministrativa nel settore dell’arredamento prima di entrare a far parte del nostro team. In che modo trovi differenti le due realtà e come hai adattato le competenze acquisite al nostro settore?

Il settore dell’arredamento è caratterizzato da “articoli e servizi”, mentre il nostro è legato solo ai servizi. La differenza che mi sembra più lampante è la gestione delle fatture attive: nel mio lavoro precedente emettevo fatture ai clienti nel corso di tutto il mese, mentre adesso l’attività è concentrata nei giorni finali. Sono inoltre diversi i vari passaggi di gestione generale: prima c’erano documenti di trasporto da controllare sia in entrata che in uscita, posatori da organizzare per i vari montaggi… sì, un altro settore, decisamente un altro mondo! Tuttavia, lavorando sempre nell’amministrazione, ho potuto adattare diverse competenze acquisite in passato, ovviamente legate prettamente alla contabilità, come la fatturazione elettronica e il pagamento di F24 per IVA e contributi/tasse. 

Raccontaci una sfida che hai dovuto affrontare e come l’hai superata!

Il gestionale è stata una grande sfida! Nel precedente lavoro utilizzavo esclusivamente Excel: collaboravo con il commercialista che gestiva il calcolo dell’IVA e il bilancio con il suo gestionale, basandosi sui miei Excel. Adesso gestisco tutto internamente, il che è stato un cambiamento notevole ma anche una grande soddisfazione.

Quali strategie adotti per gestire le scadenze e stabilire le priorità nelle attività amministrative?

Sicuramente, come dicevo prima, il calendario è un ottimo alleato. La strategia per stabilire una priorità, in realtà, è automatica. Entro il 16 del mese è lo Stato che detta il calendario con le varie scadenze- L’unica strategia possibile è iniziare e finire le attività nei tempi imposti il più velocemente possibile, senza saltare da un “argomento” all’altro.

Come ti mantieni aggiornata sulle normative e leggi vigenti che riguardano il nostro settore?

Principalmente leggo articoli su internet e Lorenzo, il nostro commercialista, è sempre molto presente: invia regolarmente email con gli aggiornamenti del settore.

Tra i vari team-building a cui hai partecipato, qual è stato quello che hai preferito e perchè?

Sicuramente il primo a cui ho partecipato! La gita ai Bagni di Lucca, dove abbiamo costruito insieme un ponte tibetano, intrecciando con somma abilità le corde e issandolo poi su due alberi molto in alto… non così in alto in realtà, ma io me lo ricordo altissimo! Ci siamo poi saliti uno per uno, attraversandolo. Non pensavo ci avrebbe retto…e invece siamo ancora tutti qui sani e salvi! È stata un’esperienza molto costruttiva che mi ha permesso di conoscere e familiarizzare con la maggior parte dei colleghi, dando un volto ad ogni nome.

Dopo una giornata di lavoro, come ti piace rilassarti?

Di solito, chiudo la giornata la sera dopo cena in modo classico: davanti ad una serie tv! Se ho un’oretta prima di cena, leggo. Mi piacciono i libri fantasy o horror perché mi permettono di staccare completamente la spina.

 

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Chi siamo: Duccio Chellini https://www.commitsoftware.it/chi-siamo-duccio-chellini/ Wed, 18 Oct 2023 09:56:06 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=8601 Ciao Duccio! Raccontaci qual è stato il tuo percorso all’interno di Commit e quale ruolo ricopri adesso! Il mio percorso in Commit è iniziato nell’ottobre del 2021 poco dopo aver completato il mio percorso scolastico. All’inizio, ho avviato un tirocinio che si è rivelato estremamente formativo, permettendomi di acquisire nuove competenze. Questo processo di apprendimento […]

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Ciao Duccio! Raccontaci qual è stato il tuo percorso all’interno di Commit e quale ruolo ricopri adesso!

Il mio percorso in Commit è iniziato nell’ottobre del 2021 poco dopo aver completato il mio percorso scolastico. All’inizio, ho avviato un tirocinio che si è rivelato estremamente formativo, permettendomi di acquisire nuove competenze. Questo processo di apprendimento è stato facilitato dalla collaborazione costante e dall’aiuto prezioso dei colleghi più esperti.

Dopo aver completato il periodo di tirocinio, sono stato assegnato a un progetto clienti dove attualmente ricopro il ruolo di sviluppatore back-end. Questa fase è stata fondamentale per consolidare le conoscenze acquisite all’interno di un contesto lavorativo concreto.

Come è stato il passaggio da studente a dipendente di Commit? È stato difficile ambientarsi in azienda?

Il passaggio da studente a dipendente di Commit è stata un’esperienza molto stimolante. Inizialmente, è stato impegnativo adattarsi all’ambiente lavorativo e alle diverse responsabilità . 

Tuttavia, grazie alla collaborazione dei miei colleghi, ho cominciato in poco tempo a sentirmi sempre più a mio agio. È stato bello vedere come il team si sia dimostrato disponibile a spiegarmi le cose e come pian piano ho iniziato a poter contribuire ai progetti aziendali.

Qual è stata la tua più grande soddisfazione lavorativa fino ad oggi?

La mia più grande soddisfazione lavorativa è stata sicuramente il passaggio in un’azienda vera e propria. È stato un passo importante, perché ho potuto mettere in pratica ciò che avevo imparato durante gli studi e il tirocinio. Vedere i miei sforzi concretizzarsi in un vero progetto è stato fantastico.

Raccontaci una tua giornata tipo!

La mia giornata tipo inizia la mattina alle 7:45 circa con la sveglia, poi doccia, colazione e una pedalata di una mezz’oretta per arrivare in ufficio dal cliente.

Dopo la mattinata di lavoro ho un ora di pranzo con i colleghi e dopo il caffè riprendo il lavoro fino alle 18.

Uscito di lavoro e tornato a casa mi guardo un episodio di una serie tv o faccio dell’attività fisica.

Quali opportunità vedi per le nuove generazioni nel mondo della tecnologia?

Le nuove generazioni nel campo della tecnologia, e della programmazione in particolare, hanno sicuramente molte opportunità potendo trovare lavoro in varie ottime aziende. L’apprendimento tramite corsi online o direttamente nelle aziende facilita il passaggio dalla scuola al lavoro, consentendo ai giovani di apprendere ulteriori competenze nel mondo della tecnologia.

Hai hobbies o pratichi sport nel tempo libero?

Sì, ho sempre avuto una passione per il calcio fin da quando ero piccolo e ancora oggi lo pratico nel tempo libero. Inoltre, durante l’estate, mi piace giocare a ping pong per divertimento. È un modo piacevole di rilassarmi e mantenermi attivo al di fuori dell’ambiente lavorativo.

Se tu potessi dare un consiglio al Duccio di 5 anni fa, cosa gli diresti?

Se potessi dare un consiglio al Duccio di 5 anni fa gli suggerirei sicuramente di continuare con la sua scelta di studi perché risulterà giusta…forse gli suggerirei di impegnarsi un po’ di più!

 

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Chi siamo: Geri Kadiu https://www.commitsoftware.it/chi-siamo-geri-kadiu/ Fri, 15 Sep 2023 07:21:15 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=8477 Ciao Geri! Come hai conosciuto la nostra azienda e quando è nata la tua passione per lo sviluppo? La mia passione per lo sviluppo software è nata fin da quando ero piccolo. Appena ho messo le mani su un computer per la prima volta, ho iniziato ad esplorare il mondo della programmazione. Mi affascinava la […]

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Ciao Geri! Come hai conosciuto la nostra azienda e quando è nata la tua passione per lo sviluppo?

La mia passione per lo sviluppo software è nata fin da quando ero piccolo. Appena ho messo le mani su un computer per la prima volta, ho iniziato ad esplorare il mondo della programmazione. Mi affascinava la possibilità di creare qualcosa di nuovo e funzionale attraverso il codice.

Dopo la scuola media, ho preso una decisione importante: ho scelto di frequentare il liceo orientato all’ingegneria software per approfondire le mie conoscenze e le mie abilità nella programmazione e nel software development.

Durante il liceo, ho avuto l’opportunità di lavorare su progetti interessanti e imparare molti linguaggi di programmazione.

Quanto all’azienda in cui attualmente lavoro, è stata mia sorella, che già lavorava in Commit, a suggerirmela: mi ha raccontato delle opportunità stimolanti e del clima positivo che si respira in sede. Ho deciso quindi di esplorare questa possibilità. Ad oggi, sono entusiasta di essere parte di questa azienda e continuare a sviluppare le mie abilità nel campo della programmazione.

Raccontaci del progetto più complesso a cui hai lavorato, quali sfide hai affrontato e come le hai superate?

Il progetto più complesso a cui ho lavorato è stata una web app che gestiva tutti i servizi degli ospedali. Questa applicazione aveva l’obiettivo di fornire un sistema completo per la gestione dei pazienti, delle cartelle cliniche, delle prenotazioni, della gestione delle risorse mediche e molto altro.

Questa web app aveva molte funzionalità interconnesse, anche una piccola modifica richiedeva un’analisi approfondita del codice. Per questo motivo, abbiamo implementato un rigoroso processo di testing garantendo che ogni modifica apportata al codice fosse accuratamente verificata prima dell’implementazione, mantenendo una documentazione dettagliata del codice.

Come gestisci il tempo e le priorità nel tuo lavoro quotidiano? Hai qualche consiglio o metodo che trovi particolarmente efficace?

Cerco sempre di dividere il lavoro in attività più piccole e gestibili. Questo rende più facile stabilire priorità e pianificare quanto tempo dedicare a ciascuna attività. Mantengo anche una comunicazione aperta con il team per capire le priorità dell’azienda e per evitare duplicazioni.

Un consiglio che trovo particolarmente efficace è l’uso di strumenti digitali come calendari online o app di gestione che mi permettono di organizzare e monitorare le varie attività.

Qual è stata l’ultima tecnologia o framework che hai studiato?

L’ultima tecnologia e framework che ho studiato sono React e Next.js. Sono framework molto popolari per lo sviluppo di applicazioni web frontend.

React è una libreria JavaScript che consente di costruire interfacce utente interattive e riutilizzabili, mentre Next.js è un framework basato su React che offre funzionalità avanzate per la creazione di applicazioni web server-side-rendered (SSR) e statiche.

Quali sono le fonti che utilizzi per restare costantemente aggiornato sulle ultime tendenze e tecnologie del settore?

Mi tengo aggiornato seguendo professionisti del settore, aziende e pagine legate alle tecnologie che mi interessano su LinkedIn. Questo mi permette di essere al corrente di nuovi sviluppi, articoli e condivisioni relative alle ultime novità. Inoltre, partecipo a corsi online su piattaforme come Udemy per acquisire nuove competenze e conoscenze specifiche nel campo tecnologico.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Ci sono aree o linguaggi che ti interesserebbe approfondire?

Mi piacerebbe approfondire le mie conoscenze lato backend. Le due opzioni principali che sto considerando sono Java e Node.js.

Raccontaci un po’ di te al di fuori del lavoro: cosa ti piace fare nel tempo libero?

Andare in palestra, ascoltare musica e uscire con amici sono una parte importante della mia routine settimanale. Amo anche viaggiare, esplorare nuovi luoghi, scoprire diverse culture e assaporare cibo locale: queste sono esperienze che mi aiutano a capire di più come funziona il nostro mondo.

Che consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere il tuo stesso percorso lavorativo?

L’informatica è un campo in continua evoluzione, quindi è fondamentale rimanere aggiornati sulle ultime tecnologie e tendenze. Studia costantemente, pratica la programmazione, partecipa a progetti e cerca opportunità per applicare le tue conoscenze in situazioni reali. Non avere paura di fare errori, imparare dai fallimenti è una parte essenziale del processo di crescita. Cerca sempre di essere curioso e appassionato, perché la passione per ciò che fai sarà il motore della tua carriera.

 

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Chi siamo: Sasha Cerbai https://www.commitsoftware.it/chi-siamo-sasha-cerbai/ Wed, 02 Aug 2023 08:35:09 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=8462 Ciao Sasha! Sappiamo che sei entrato nel team dopo aver partecipato al nostro corso per diventare Full Stack Developer. Come hai scoperto questa opportunità e cosa ti ha motivato a partecipare al nostro corso? Ho avuto la prima esperienza in Commit durante il mio periodo di alternanza scuola-lavoro. Mi ha subito appassionato il tipo di […]

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Ciao Sasha! Sappiamo che sei entrato nel team dopo aver partecipato al nostro corso per diventare Full Stack Developer. Come hai scoperto questa opportunità e cosa ti ha motivato a partecipare al nostro corso?

Ho avuto la prima esperienza in Commit durante il mio periodo di alternanza scuola-lavoro. Mi ha subito appassionato il tipo di professione e l’ambiente tranquillo e socievole che ho trovato in ufficio. Alla fine dei miei studi, mi sono messo in contatto con l’azienda e mi hanno consigliato di seguire un corso interno di tre mesi per diventare Full Stack Developer. Essendo sempre stato interessato alla programmazione, questa idea mi ha subito convinto. Attraverso il corso, non solo ho imparato a programmare, ma anche come pormi nei confronti di un progetto.

Qual è stato lo scoglio più grande che hai incontrato durante il tuo percorso di formazione e come l’hai affrontato?

Probabilmente è un problema comune, ma la prima volta che ci si trova di fronte a un grande progetto ci si sente un po’ persi. Fortunatamente, grazie all’aiuto dei miei colleghi e con il passare del tempo, ho imparato ad analizzare i progetti, risolvere i dubbi e acquisire sicurezza. Richiede tempo ed impegno, ma una volta iniziato, i dubbi piano piano scompaiono.

Quali strumenti e tecnologie hai imparato durante il corso che ritieni essere utili nel tuo attuale lavoro?

Sicuramente lo sviluppo di un backend in Java con Spring e l’utilizzo di un database. Questo non perché tecnologie come Angular apprese durante il corso non siano utili, ma solo perché il progetto a cui sto lavorando adesso richiede la gestione e lo sviluppo del backend. Inoltre, imparare ad utilizzare vari pattern e test in modo esaustivo sarà sicuramente utile in questo lavoro.

Come è stato il passaggio da studente a dipendente di Commit? È stato difficile ambientarsi in azienda?

Prima di iniziare il corso interno di Commit ed entrare poi a far parte del team, avevo già lavorato in un’azienda informatica. Nonostante le tecnologie e l’ambiente di lavoro fossero estremamente differenti, quest’esperienza mi è servita per abituarmi al mondo lavorativo. Qui in Commit ho trovato un ambiente amichevole e tranquillo che mi ha permesso di ambientarmi facilmente.

Restare aggiornati è fondamentale nel tuo settore. Come riesci a stare al passo con le ultime novità digital? 

Non seguo dei siti specifici, ma varie pagine sui social network. Se trovo qualcosa che mi interessa mi informo poi sul web. Oltre alle novità lavorative ed al campo digitale, mi interessano gli studi sulle varie forme di energia e ultimamente sono molto attento a notizie riguardanti l’intelligenza artificiale.

Quali opportunità vedi per le nuove generazioni nel mondo della tecnologia?

Nonostante sia difficile definire cosa ci possa riservare il futuro, visto il rapido sviluppo delle intelligenze artificiali e di questo settore in generale, dal mio punto di vista il progresso tecnologico sarà sempre più rapido e repentino. Il mondo tra circa venti anni anni potrebbe essere totalmente diverso da quello di oggi. L’importante è non rimanere all’oscuro di ciò che accade e restare al passo con la tecnologia e le sue ultime novità.

Raccontaci un po’ di te al di fuori del lavoro: cosa ti piace fare nel tempo libero?

Al di fuori del lavoro, sono appassionato di calcio e di basket. Mi piace giocare ai videogiochi, ascoltare musica e uscire con gli amici. Mi piace molto l’inverno e amo sciare!

 

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Chi siamo: Andrei Sorescu https://www.commitsoftware.it/chi-siamo-andrei-sorescu/ Tue, 04 Jul 2023 09:15:23 +0000 https://www.commitsoftware.it/?p=8438 Ciao Andrei! Come hai scoperto la nostra azienda? Cosa ti ha attratto e spinto a sceglierla? Tutto è successo in maniera molto casuale: ero alla ricerca di un nuovo ambiente lavorativo perché il precedente non mi soddisfaceva ed un mio amico, che conosceva l’azienda in quanto ex collaboratore, mi disse che Commit stava organizzando un […]

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Ciao Andrei! Come hai scoperto la nostra azienda? Cosa ti ha attratto e spinto a sceglierla?

Tutto è successo in maniera molto casuale: ero alla ricerca di un nuovo ambiente lavorativo perché il precedente non mi soddisfaceva ed un mio amico, che conosceva l’azienda in quanto ex collaboratore, mi disse che Commit stava organizzando un corso di 3 mesi per diventare un Full Stack Developer, finalizzato all’inserimento a tempo indeterminato nel loro team. Dopo un colloquio con i soci Davide e Tommaso, sono entrato a far parte degli studenti che avrebbero preso parte a questo progetto. Al termine del corso, è stata per me una grande soddisfazione entrare a far parte del team!

Come hai scoperto la tua passione per lo sviluppo e cosa ti ha spinto a intraprendere la carriera di developer?

Analogamente a molti colleghi, anche io “smanetto” con il PC sin da giovanissimo e mi è sempre piaciuto farlo. Ciò che amo dello sviluppo è che non ci si annoia mai, ci sono sempre cose nuove da imparare, è un campo in costante evoluzione e che richiede capacità di adattamento e problem solving…e io amo mettermi alla prova!

Cosa ne pensi delle Commit University organizzate dall’azienda? In che modo questa formazione interna ti sta aiutando nella tua crescita professionale e quali competenze hai acquisito?

La Commit University è, a mio avviso, un’ ottimo modo di vedere l’ambiente informatico da diverse prospettive e apprendere nuove skills. Essendo entrato nel team di recente, ho partecipato ancora a poche CU ma nonostante questo ho sempre avuto l’opportunità di imparare cose nuove anche quando conoscevo già gli argomenti.  

Hai avuto l’opportunità di lavorare all’estero per un anno. Quali sono state le sfide che hai affrontato durante questa esperienza e cosa hai imparato?

Sicuramente, la sfida più ardua è stata ambientarmi in un luogo completamente nuovo, dove si parla una lingua diversa da quelle da quelle che conosco e dove, inizialmente, non conoscevo nessuno. La cosa più importante che ho imparato, nonché la motivazione principale del mio trasferimento, è stata la lingua. Oltre a questa, ho arricchito il mio bagaglio personale con esperienze nuove, nuove conoscenze e una consapevolezza di me stesso completamente rinnovata.

Come descriveresti l’azienda in cui lavori? Quali sono gli aspetti che apprezzi di più del tuo attuale ruolo e della vita in azienda?

Descriverei la Commit in maniera del tutto positiva! Ci sono tantissimi aspetti che apprezzo, a partire dalla libertà di gestire la propria giornata lavorativa, la coesione del team anche al di fuori del lavoro, fino alla dinamicità stessa dell’azienda e alle varie risorse che mette a disposizione per favorire la crescita professionale continua.

Quali sono le tue passioni? Raccontaci un po’ di te e di ciò che ti appassiona al di fuori dell’ambito lavorativo!

Al di fuori dell’ambiente lavorativo, sono una persona molto attiva, amo stare all’aria aperta, praticare sport e fare nuove conoscenze. Ogni volta che ne ho l’occasione, mi diverto a pensare a nuove modifiche da apportare alla mia automobile o a nuovi componenti che potrei montare al mio PC, il tutto accompagnato da della buona musica che è un must per le mie giornate! 

Quali sono i progetti futuri che vorresti realizzare? Hai degli obiettivi specifici che vorresti raggiungere o qualche ambito in cui desideri specializzarti?

Potrei dire di non avere progetti futuri, o meglio, preferisco concentrarmi sugli obiettivi a breve termine e sui piccoli traguardi, uno alla volta, evitando di finire schiacciato dal peso della grande ambizione. È un po’ come nell’informatica: quando si deve affrontare un problema di grande complessità, conviene scomporlo in problemi più piccoli e meno complessi e risolverli uno alla volta. Ad oggi, quindi, il mio obiettivo è quello di apprendere bene ciò che significa essere uno sviluppatore e diventarne uno davvero bravo.

 

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